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HPE VM Explorer 6.5 rilasciata

HPE VM Explorer 6.5 rilasciata

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HPE ha rilasciato il nuovo VM Explorer 6.5, una soluzione di VM backup e replica per gli ambienti VMware vSphere e Microsoft Hyper-V.

L’applicazione è disponibile in tre edizioni:

  • Free Edition – il prodotto è pienamente funzionale con alcune limitazioni.
  • Professional Edition – efficiente soluzione di backup e replica. Lo starter pack include 4 CPU socket fisici e possono essere acquistati un numero illimitato di CPU socket aggiuntivi.
  • Enterprise Edition – soluzione avanzata di backup, replica e recovery. Lo starter pack include 6 CPU socket fisici.

 

Novità

La nuova release 6.5 porta alcune nuove migliorie che rendono VM Explorer la giusta soluzione per le SMB e ROBO.

 

Supporto per HPE StoreOnce Catalyst

VM Expolorer 6.5 introduce il supporto per lo storage HPE StoreOnce Catalyst (firmware versione 3.16.x o successive) fornendo le funzioni per effettuare backup, copy backup (utilizzando Catalyst Copy) e restore.

Per configurare il nuovo storage, selezionare dal menu principale le voci Storage System > Deduplicating Storage.

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Cliccare sul bottone Add a new HPE StoreOnce Catalyst storage.

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Inserire un Display Name e specificare l’indirizzo dello storage con le corrette credenziali. Cliccare Next.

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Se il tutto funziona correttamente, il campo Test Connection Result indica come risultato la voce Success. Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Lo storage HPE StoreOnce Catalyst è stato configurato nel sistema.

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Miglioramenti nell’Interafaccia Utente

La navigazione e l’interfaccia utente sono costantemente migliorati per rendere l’applicazione intuitiva e user friendly.

 

Report E-mail

E’ stato introdotto un nuovo wizard  per creare un report via e-mail.

Accedere alla sezione E-mail Default Settings dal menu Admin > Settings per definire le impostazioni globali dell’e-mail.

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Posizionarsi in Tasks > Scheduled Tasks per definire le impostazioni dei report via e-mail. Selezionare un task configurato nel sistema e cliccare sul bottone Add nella parte destra.

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Cliccare sul bottone E-mail Report nell’area Other.

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Selezionare l’opzione Create e-mail report task using default settings e cliccare su Next.

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Verificare i parametri Sender & Receiver e cliccare su Next.

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Controllare i Server Settings e cliccare successivamente su Next.

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Specificare il Report Type e cliccare su Save.

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Il report è stato correttamente configurato.

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Un esempio di report ricevuto via e-mail.

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Refresh delle VM
Ora è possibile effettuare il refresh di tutte le Virtual Machine nel proprio sistema cliccando sul bottone Refresh All dalla vista Datacenter.

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Migliorate le funzioni di filtraggio

Le sessioni di backup e replication possono essere ora raggruppate a seconda della loro tipologia: full o incremental.

Dal menu principale selezionare la voce Management > Backup Explorer Replication Explorer e sotto l’area Show selezionare quali tipi di backup o repliche si desidera visualizzare.

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Aggiornare VM Explorer

Se è installata una versione precedente nel proprio sistema, quando si accede a VM Explorer un messaggio informa che è disponibile una nuova versione.

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Effettuare il download di HPE VM Explorer 6.5 ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per avviare l’installazione. Durante il processo di aggiornamento tutte le impostazioni esistenti sono mantenute.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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VM Explorer viene installato nel sistema.

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Quando l’installazione viene completata correttamente, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Inserire le credenziali corrette per accedere a VM Explorer e cliccare su Login.

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La Dashboard di VM Explorer 6.5.

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HPE VM Explorer 6.5 è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

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StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

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La configurazione di StarWind Virtual SAN viene finalizzata connettendo i device creati con gli hosts ESXi del cluster StarWind.

Per garantire l’affidabilità dello storage, l’applicazione si affida ai link di rete ridondati tra gli host StarWind permettendo di mantenere un cluster storage pienamente fault tolerant solo con gli host. Questa soluzione elimina la necessità di utilizzare terze parti per mantenere l’affidabilità in caso di problemi hardware.

 

Blog serie

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Rilevare i target

Per connettere i device precedentemente creati con gli host ESXi, è necessario selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Selezionare gli adapter sotto la voce iSCSI Software Adapter e quindi accedere alla sezione Network Port Binding. Qui è possibile ritrovare il bind StarWind_iSCSI_VMs creato nella parte 1.

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Posizionarsi su Targets e verificare che sia selezionata l’opzione Dynamic Discovery. Cliccare Add per aggiungere i nodi dei Server StarWind.

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Inserire l’indirizzo IP del primo nodo del Server StarWind e cliccare su OK.

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Ora inserire l’indirizzo IP del secondo nodo del Server StarWind quindi cliccare su OK.

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Cliccare sul bottone Rescan per rilevare i nuovi storage device aggiunti.

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I device StarWind sono stati rilevati correttamente.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host ESXi.

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Creare il datastore

Selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Datastore. Cliccare sull’icona Create a new datastore per configurare il datastore.

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Selezionare VMFS come tipologia di datastore e cliccare Next.

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Digitare il Datastore name e selezionare il device StarWind iSCSI da utilizzare. Cliccare su Next.

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Specificare la versione del VMFS (es. VMFS 6) e cliccare su Next per continuare.

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Specificare la Partition Configuration e cliccare su Next.

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Controllare le impostazioni effettuate e cliccare su Finish per creare il datastore.

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Il datastore StarWind è stato creato correttamente.

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Verificare che lo storage creato sia connesso anche con il secondo host del cluster StarWind.

 

Datastore path

Poichè StarWind Virtual SAN non supporta nessuna modalità di NIC teaming per l’affidabilità o capacità di aggregazione, la modalità consigliata per l’MPIO è Round-Robin.

Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul datastore StarWind creato e selezionare la voce Settings.

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Posizionarsi nella sezione Connectivity and Multipathing e selezionare il primo host. Cliccare sul bottone Set Multipathing.

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Nel campo Path selection policy, specificare Round Robin (VMware) e cliccare su OK.

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La policy è ora impostata come Round Robin.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Le virtual machine possono essere ora salvate nel nuovo datastore fornito da StarWind.

Lo storage locale di entrambi gli host deve essere convertito in uno storage condiviso fault tolerant replicato tra i nodi. La soluzione StarWind garantisce la sicurezza dei dati e mantiene una disponibilità continua dell’applicazione.

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StarWind vSAN è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

StarWind offre inoltre una Free Edition, una versione supportata in autonomia o tramite la community che può essere gestita tramite le Windows PowerShell o SCVMM poichè l’accesso alla StarWind Management Console è limitato a 30 giorni dopo l’installazione.

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StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

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Terminata l’installazione dei Server StarWind nel cluster VMware, la fase successiva della procedura di setup prevede la configurazione dei device e della replica.

Per fornire l’HA e le performance, StarWind Virtual SAN supporta le seguenti configurazioni RAID:

  • FLAT image – RAID 0, 1, e 10 (RAID 5, 50, 6, e 60 solo per gli array all-flash)
  • LSFS –  RAID 0, 1, 10, 5, 50, 6, 60

I volumi possono essere separati in due modi possibili. L’OS e i Device immagine StarWind possono essere mantenuti su un singolo volume fisico utilizzando le partizioni (GPT è consigliato per lo storage condiviso per permettere la creazione di volumi maggiori di 2 TB) o segregare l’OS in un array RAID1 dedicato.

 

Blog serie

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Impostare le regole VMware VM/Host

Se si opera in un cluster VMware con vMotion abilitato, è consigliato mantenere i Server StarWind in host ESXi separati. Accedere a vSphere Web Client, selezionare il cluster in cui i Server StarWind sono configurati e posizionarsi nella sezione Configure > VM/Host Rules.

Cliccare su Add per creare una nuova regola ed assegnare un Name (es. Separate StarWind Servers). Dal menu a tendina selezionare la voce Separate Virtual Machines e cliccare Add.

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Selezionare i due Server StarWind e cliccare su OK per confermare.

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La regola è stata creata correttamente.

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Configurare il Device

Effettuare il login al primo Server StarWind ed accedere alla StarWind Management Console. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul server e selezionare la voce Connect.

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Dalla sezione General cliccare sull’opzione Add Device (advanced).

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Selezionare l’opzione Hard Disk Device e cliccare su Next.

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Specificare Virtual Disk come Disk Device Type e cliccare Next.

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Selezionare Create a New Virtual Disk e specificare Name e Size. Cliccare su Next per continuare.

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Selezionare Thick-provisioned come Virtual Disk ed utilizzare un Block Size di 512, raccomandato se si utilizza l’host ESXi. Cliccare su Next.

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Specificare Write-Back come modalità per la policy della cache Device RAM e la Size della cache stessa. Cliccare Next.

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A seconda dell’ambiente operativo, specificare i parametri della Flash Cache. Una size del 10% rispetto alla dimensione del Device è la dimensione raccomandata per la Flash Cache. Cliccare su Next per continuare.

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Specificare Create New Target come Target Attachment Method. Editare il campo Target Name se si intende customizzare il nome del Target, quindi cliccare successivamente su Next.

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Cliccare su Create per creare il nuovo Device.

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Completata l’operazione, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Il nuovo Device è stato creato correttamente.

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Configurare la Replica

Dalla StarWind Mangement Console, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul Device creato in precedenza e selezionare l’opzione Replication Manager.

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Dal Replication Manager cliccare Add Replica.

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Selezionare la voce Synchronous “Two-Way” Replication e cliccare su Next.

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Inserire l’IP address del partner di replica e cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Heartbeat e cliccare su Next.

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Selezionare Create new Partner Device e cliccare Next.

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Lasciare la Location di default e cliccare Next per continuare.

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Cliccare Change Network Settings per specificare le reti di Heartbeat e Sync.

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Selezionare attentamente le reti da utilizzare e cliccare su OK quando terminato.

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Quando le reti per i canali di Synchronization e Heartbeat sono stati impostati, cliccare su Next.

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Selezionare l’opzione Synchronize from existing Device e cliccare su Next.

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Cliccare sul bottone Create Replica per procedere con la creazione della replica.

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Il Device è ora configurato per essere replicato con il partner.

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Cliccare Close quando il processo è stato completato.

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Il Device viene sincronizzato con il partner.

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Quando la procedura di sincronizzazione è completa, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Lo storage creato è ora disponibile al sistema.

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Connettersi al secondo Server StarWind per verificare lo stato del Device replicato.

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Nella parte 3 viene illustrata la creazione del datastore vSphere utilizzando StarWind Virtual SAN.

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StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

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StarWind Virtual SAN è una soluzione storage nativa priva di hardware pienamente fault tolerant e performante pensata per i sistemi virtualizzati.

Lo storage effettua il mirror tra i nodi del cluster configurato e viene trattato come uno storage locale da entrambi gli hypervisor e le applicazioni in cluster.

 

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StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Prerequisiti

Per l’installazione di StarWind VSAN sono richiesti i seguent prerequisiti:

 

Configurazione networking

StarWind VSAN richiede una corretta configurazione di rete per la sua funzionalità. Per fornire una soluzione storage highly available, tutti i componenti dell’infrastruttura devono essere ridondati per evitare di avere un singolo punto di failure. Oltre ai server in cluster, verificare che anche tutti gli switch utilizzati siano ridondati.

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Setup VMKernel per iSCSI

Dal VMware vSphere Web Client, selezionare il primo host da configurare e posizionarsi nella sezione Configure. Selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

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Selezionare l’opzione VMKernel Network Adapter e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare l’iSCSI VMKernel e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_iSCSI_VMs) e cliccare su Next.

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Specificare i VMKernel IPv4 settings con una subnet non utilizzata nel sistema.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La porta VMKernel è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà dello vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati. Editare le proprietà del VMKernel ed impostare i NIC Settings > MTU 9000 e cliccare su OK per confermare.

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Se il vSwitch utilizzato è configurato con due o più NIC, iSCSI può effettuare il bind solo su un NIC attivo. Selezionare l’iSCSI VMKernel e cliccare sull’icona Edit settings.

Posizionarsi nella sezione Teaming and Failover ed abilitare l’ozione Override. Spostare il secondo NIC negli Unused adapters e cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale Heartbeat

Ora è necessario creare il canale Heartbeat utilizzato per evitare situazioni di split-brain, cioè quando i nodi del cluster HA non riescono a sincronizzarsi ma continuano ad accettare i comandi di scrittura dagli iniziatori

Dalla sezione Configuration selezionare Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking. Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_VMs) e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group StarWind_VMs è stato creato correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale di Synchronization

Ora creare il canale di sincronizzazione utilizzato per effettuare il mirror di ogni operazione di scrittura indirizzato allo storage HA.

Creare un nuovo vSwitch e definire solo una virtual machine Port Group per il canale di Sync. Dalla sezione Configuration selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato un vSwitch1 esistente.

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Specificare la Network label (es. StarWind_Sync_VMs) e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch1 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo nodo ESXi. Quando completato, il secondo host sarà configurato con i canali iSCSI e HeartBeat nel vSwitch0.

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Mentre il vSwitch1 avrà configurato il canale di Sync.

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Bind iSCSI port

Selezionare il primo host ESXi e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Abilitare l’iSCSI Software Adapter, selezionare l’adapter configurato e nell’area Network Port Binding cliccare sull’icona Add per effettuare il bind dell’adapter con il VMKernel Adapter.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Installare il Server StarWind

La VM in cui viene installato StarWind, deve avere i seguenti prerequisiti:

  • OS: Windows 2012 R2
  • Memory: almeno 8 Gb (più la RAM della cache che si intende utilizzare)
  • CPUs: 4 virtual sockets, 1 core per socket
  • HDD1: 100 Gb per OS
  • HDD2: dimensione che si intende utilizzare come storage condiviso

Ogni hard disk deve essere di tipo Thick Provisioned Eager Zeroed.

  • NIC1: Management
  • NIC2: iSCSI per le VM
  • NIC3: Sync per le VM

Tutti gli adattatori di rete devono essere VMXNET3.

 

Aggiungere un nuovo disco e NIC al server

Una volta che l’installazione del Server Windows è stata completata, effettuare un click con il tasto destro del mouse sulla VM e selezionare Edit Settings.

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Nel campo New device selezionare la voce New Hard Disk dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add.

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Impostare il disk size e assicuarsi di impostare il Disk Provisioning come Thick Provisioned Eager Zeroed.

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Nel campo New device selezionare la voce Network dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add due volte in modo da aggiungere i NIC richiesti.

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Assegnare la rete corretta ai Network adapters e cliccare su OK per salvare la configurazione. Da tenere a mente che un NIC (nell’esempio l’adattatore di rete VM Traffic-10) è utilizzato per la rete iSCSI.

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Ripetere la stessa procedura di installazione per il secondo Server StarWind.

 

Installare il software StartWind

Scaricare StarWind Virtual SAN per VMware vSphere ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Cliccare su Next per continuare.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Specificare i componenti da installare e cliccare su Next.

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Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione Create a desktop icon e cliccare su Next.

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Ci sono tre tipi di Licence keys che si possono utilizzare:

  • Evaluation – edizione di 30-giorni pienamente funzionale
  • Free – edizione pienamente funzionale con alcune limitazioni
  • Purchased

Selezionare la licenza da utilizzare e cliccare su Next.

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Se la chiave della licenza è già disponibile, effettuare il Browse del computer e selezionare la chiave quindi cliccare su Next.

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Sono visualizzati i dettagli della licenza acquistata. Cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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StarWind Virtual SAN viene installato nel sistema.

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Quando l’operazione viene completata correttamente, abilitare l’opzione Launch StarWind Mangement Console e cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Quando si effettua l’accesso alla Management Console per la prima volta, è necessario specificare lo Storage pool di default. Cliccare su Choose path per specificare la locazione.

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Selezionare il disco del server da utilizzare come storage condiviso e specificare una directory. Cliccare su Open per confermare la locazione.

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L’installazione del software è ora completa.

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Nella parte 2 è illustrata la configurazione dei devices e replication di StarWind Virtual SAN.

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ESXi 6.5 configurare uno storage locale come RDM

ESXi 6.5 configurare uno storage locale come RDM

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Durante la configurazione di uno storage locale come RDM in VMware ESXi 6.5, i device di storage locale non sono visibili per installare il datastore.

I controller locali che non rispettano i requisiti hardware sono spesso il motivo di problemi durante la configurazione dei datastore locali.

 

Configurare un datastore locale

Per configurare un nuovo datastore, è necessario accedere al vCenter o all’ESXi locale. Aprire il VMWare vSphere Web Client ed inserire le credenziali corrette per accedere al vCenter Server e cliccare su Login.

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Selezionare un host ESXi e posizionarsi in Configure > Storage Devices. Gli hard disk connessi localmente sono visibili nella lista e riconosciuti dal sistema.

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Per creare un datastore locale, posizionarsi in Configure > Datastores e cliccare l’icona Create a new datastore.

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Selezionare l’opzione VMFS come tiplogia di datastore e cliccare su Next.

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I dispositivi di storage locali per la configurazione del nuovo datastore non sono visibili nella lista anche se il sistema li ha correttamente riconosciuti come visto in precedenza nella sezione Storage Devices.

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Come default, i dispositivi di storage locali sono disabilitati come potenziali candidati RDM negli host ESXi poichè la maggior parte dei controller locali esistenti non rispetta i requisiti hardware per indirizzare e comunicare correttamente con il disco RDM.

 

Abilitare l’RDM locale

Per abilitare i device di storage locali, selezionare l’ESXi da configurare e posizionarsi nella sezione Configure > Advanced System Settings e cliccare sul bottone Edit.

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Cercare il parametro RdmFilter.HbalsShared per gestire la visibilità dei dispositivi di storage locali. Per default questo parametro è Enabled.

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Disabilitare il parametro rimuovendo la spunta dall’opzione Enable e cliccare su OK per confermare.

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Cliccare sull’icona Rescan all storage adapters per effettuare il discover di nuovi dispositivi di storage.

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Cliccare su OK per procedere.

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Effettuare un click con il tasto destro del mouse e selezionare l’opzione Power > Reboot per riavviare l’ESXi.

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Quando viene eseguito nuovamente il wizard per la creazione del datastore, i dischi locali sono ora visualizzati nella lista.

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Specificare la versione di VMFS da utilizzare e cliccare su Next.

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Specificare i dettagli del datastore e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione e creare il nuovo datastore.

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Il datastore locale è stato creato correttamente.

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In caso di problemi, verificare di avere un controller compatibile per la configurazione del dispositivo locale come RDM.

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è un nuovo prodotto StarWind che elimina la necessità della cassetta fisica emulando il tape hardware standard.

Questa soluzione aggiunge un livello di cloud storage all’infrastruttura di backup garantendo la conformità con la regola di backup 3-2-1. Viene creata una copia di backup aggiuntiva sostituendo il costoso storage locale con uno storage cloud più conveniente come Amazon S3 e Glacier

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam può essere integrato nell’infrastruttura di backup esistente senza l’aggiunta di software di terze parti.

 

La regola di backup 3-2-1

Per garantire di avere i propri dati sempre disponibili, una buona strategia di backup deve rispettare la regola del 3-2-1:

  • 3 copie dei propri dati
  • 2 diversi supporti
  • 1 backup fuori sede

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Come funziona StarWind Cloud VTL

Il backup effettuato su cassetta non solo richiede più tempo, ma deve essere organizzato attentamente. Lo staff IT deve gestire le cassette, ruotarle, monitorare i backup e così via. Le cassette e la loro archiviazione fuori sede richiedono costi aggiuntivi presentando un certo rischio di errore poichè è un processo completamente manuale.

Il concetto dietro questa soluzione consiste nel sostituire le cassette fisiche nell’infrastruttura di backup esistente fornendo una replica completamente automatizzata e una collocazione sullo storage cloud Amazon. I dati vengono replicati su uno storage cloud veloce Amazon S3 fornendo una riorganizzazione efficiente verso il più economico Glacier.

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Questa nuova soluzione porta i seguenti benefici:

  • Implementazione della strategia di backup Disk-to-Disk-to-Cloud (D2D2C)
  • StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam
  • La capacità di aggiungere un livello di backup tra il cloud storage con diverse prestazioni e le specifiche di efficienza

 

Cos’è il VTL

Utilizzando un backup basato su tape, il trasferimento dei dati è generalmente lento ed incrementa l’RTO. Per velocizzare il processo l’unica possibile soluzione è l’utilizzo della cache dei dischi. Utilizzando la cache come virtual tape library (VTL), i dati vengono scritti nella cache (dischi SATA) in maniera più veloce permettendo di stare nella finestra di backup eliminando il carico verso l’infrastruttura.

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StarWind Virtual Tape Library (VTL) converte gli economici drive SATA in tape virtuali emulando l’esistente cassetta hardware con la possibilità di scaricare i dati nello storage cloud pubblico come Amazon Glacier e Amazon S3, decisamente meno costosi.

Questa soluzione permette inoltre di soddisfare la regola di backup 3-2-1.

 

Integrazione con Veeam

StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam ed ogni componente software è stato testato e verificato per garantirne la piena compatibilità.

La tecnologia VTL sarà introdotta nella prossima release Veeam Backup & Replication v10.

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è disponibile come 30-day trial per poter testare e provare l’applicazione.

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NAKIVO Backup & Replication 7.2 novità

NAKIVO Backup & Replication 7.2 novità

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NAKIVO ha annunciato l’imminente uscita della nuova release di NAKIVO Backup & Replication 7.2, la soluzione software di backup per la protezione degli ambienti VMware, Hyper-V ed AWS EC2.

La nuova versione introduce alcune novità che completano il già ricco set di funzioni offerte dall’applicazione.

 

Novità

Le funzioni più interessanti nella nuova release riguardano principalmente MS-SQL Server con l’introduzione del log truncation e dell’items restore.

 

VM Backup Appliance per NAS Asustor

Oltre ai NAS QNAP, Synology e Western Digital, la nuova release ora supporta anche il NAS Asustor.

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Il software di backup, l’hardware, lo storage e la deduplica dei dati sono contenuti all’interno della stesso device incrementando la velocità fino a 2x del backup e della replica rispetto alla soluzione del backup VM-based.

 

Microsoft SQL Log Truncation

I file di transaction log sono un importante componente di Microsoft SQL Server poichè contengono tutte le transazioni del database ed in caso di problemi sono fondamentali per il processo di ripristino dei dati. Se questi file non vengono monitorati, crescono a dismisura riempiendo spazio prezioso nello storage fino a causare il crash del Server SQL.

Per evitare che i file di log crescano in maniera incontrollata, la versione 7.2 introduce la funzione Microsoft SQL Log Truncation che automaticamente effettua il truncate dei file di log dopo aver effettuato con successo il backup o la replica della VM.

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Instant Object Recovery for Microsoft SQL

Cancellazioni accidentali, corruzione del database, conseguenze di un ransomware o altri tipi di malware verso i dati salvati nel database MS-SQL possono causare notevoli problemi al business svolto.

Con l’introduzione dell’Instant Object Recovery for Microsoft SQL, è ora possibile ripristinare facilmente i singoli oggetti del Server SQL (database e tabelle) nel Server SQL sorgente o differente direttamente dai backup delle VM compressi e deduplicati.

Il processo è piuttosto intuitivo. Dal wizard bisogna specificare il Recovery server e la SQL instance da processare.

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Quindi selezionare l’item da recuperare.

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Specificare le recovery options per ripristinare i dati richiesti. I dati che si possono recuperare dipendono dall’RPO impostato nel job di backup.

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Calendar Dashboard

Una nuova funzione molto utile introdotta nella versione 7.2 è la Calendar Dashboard dove è possibile vedere tutti i job nel calendario ed individuare velocemente gli slot liberi nella finestra di backup.

I nuovi job di backup possono essere schedulati direttamente dal calendario in modo da avere una visione globale dei backup e della loro durata. I calendari sono inoltre integrati direttamente nel wizard di configurazione del job.

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Job Scheduler flessibile

E’ ora possibile aggiungere schedulazioni multiple per singolo job in modo da poter eseguire lo stesso job di backup in orari deversi.

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La data di rilascio della versione 7.2 di NAKIVO Backup & Replication non è al momento ancora nota.

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Turbonomic 5.9 amplia la visibilità del cloud

Turbonomic 5.9 amplia la visibilità del cloud

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Turbonomic ha rilasciato la nuova release 5.9 che introduce importanti nuove funzioni per gestire i costi e il posizionamento dei sistemi nel cloud ibrido.

La nuova release estende le funzionalità della piattaforma on-premises con il nuovo supporto per gli ambienti di cloud pubblico Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure rendendo più semplice la migrazione verso il cloud ibrido ottenendo le massime prestazioni al costo minimo.

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Anche la versione 5.9 offre ancora la vecchia GUI poichè la nuova UI HTML5 è ancora in fase di sviluppo e probabilmente farà il suo debutto nella prossima versione 6.0.

 

Novità

Nella versione 5.9 sono state introdotte alcune interessantissime funzioni. Il processamento è stato migliorato notevolmente ed è ora da 100 fino a 400 volte più veloce. La tebella sottostante mostra alcuni esempi del tempo richiesto per l’analisi dell’ambiente in base al numero delle VM.

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Abbassare i costi Cloud

Turbonomic ora visualizza i costi in tempo reale dei propri sistemi posizionati negli ambienti AWS ed Azure. E’ possibile consultare analisi dettagliate raggruppate in diverse visualizzazioni per meglio analizzare i costi in base alle prestazioni.

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Cloud Account – è disponibile il dettaglio costi per Cloud Account.

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Cloud Service Provider – è possibile visualizzare anche il dettaglio costi per Cloud Service Provider.

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Budget Management – è possibile specificare un budget mensile fisso da spendere fornendo il miglior posizionamento possibile con i target cloud disponibili.

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Pianificazione migrazione Cloud

E’ un tool molto interessante che permette agli amministratori di migrare verso AWS ed Azure in modo preciso e sotto budget. I piani di migrazione sono basati sulla propria infrastruttura posizionando i sistemi nelle zone e regioni più idonee a fornire prestazioni affidabili al minor costo

La procedura è molto semplice ed intuitiva. Dalla sezione Global Environment, cliccare sul bottone PLAN.

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Selezionare la voce Migrate to Public Cloud come tipologia di piano.

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Selezionare le VM da migrare.

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E’ possibile scegliere su quale provider si desidera migrare (AWS, Azure o entrambi) e le regioni disponibili. Selezionare i Provider e le Regions desiderate.

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L’applicativo visualizza i costi con o senza Turbonomic per il piano selezionato mostrando le differenze in termini di risparmio.

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Compliance Assurance

I sistemi configurati in HA sono posizionati in regioni cloud multiple e zone di disponibilità o data center, cluster e host on-premises rispettando le specifiche di gestione del rischio per le applicazioni critiche.

 

Assure Performance

I sistemi applicativi possono ricevere le risorse che necessitano, quando ne necessitano continuamente in tempo reale al costo minore.

I costi possono essere controllati con Turbonomic grazie alla sua funzionalità di ridurre o sospendere automaticamente le istanze quando non sono necessarie senza impatti sulle prestazioni.

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Visibilità Cloud Ibrido

Con Turbonomic 5.9 si ha a disposizione la visione globale da un’unica schermata del consumo delle risorse tra data center on-premises e servizi cloud.

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Le funzionalità introdotte nella versione 5.9 rendono Turbonomic una soluzione unica in grado di ottimizzare i costi, la gestione e le prestazioni dei sistemi on-premises ed in cloud. Informazioni aggiuntive possono essere consultate presso il sito web Turbonomic.

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Veeam CDP Replication da vicino

Veeam CDP Replication da vicino

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L’annunciata versione 10 della soluzione di backup Veeam Backup & Replication introduce una nuova funzione chiamata Veeam Continuous Data Protection (CDP).

CDP è essenzialmente un job continuo di replica che abbassa l’RPO della replica stessa da minuti a secondi dove 15 secondi è l’impostazione di default.

Rispetto alla Replica Veeam standard che utilizza le snapshot per effettuare la replica, la nuova funzione utilizza la nuova tecnologia VMware vSphere API for I/O Filtering (VAIO) per intercettare e redirigere le richieste I/O della VM verso la replica senza dover creare le VM snapshot. Questa soluzione ha un impatto molto limitato sulle VM e sugli storage.

 

vSphere APIs for IO Filtering (VAIO)

VAIO è un Framework che abilita i partner allo sviluppo filtri che vengono eseguiti nell’ESXi e possono intercettare qualsiasi richiesta I/O da un sistema operativo guest verso un disco virtuale. Un I/O non sarà rilasciato o scritto su disco senza essere prima processato dai Filtri  I/O creati dalle terze parti.

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CDP Policy Job

La CDP Policy Job è una policy simile al Job di Replica ma presenta una pagina di Schedule diversa.

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E’ possibile definire tre schedulazioni per CDP:

  • RPO – la massima perdita di dati accettabile nel caso una VM protetta abbia un malfunzionamento (default 15 secondi)
  • Short retention – quanti restore point della precedente impostazione (RPO) si desidera mantenere (default 4 ore)
  • Long retention – restore point aggiuntivi da creare/tenere (come default un restore point viene creato ogni 8 ore e mantenuto per 7 giorni)

Il processo di restore è leggermente diverso rispetto alla replica standard e le VM possono essere ripristinate in uno specifico stato identificato nello schermo da un colore differente:

  • crash-consistent – il dato è nell’identico stato in cui si trovava nel momento del backup
  • application-consistent – i backup catturano inoltre tutti i dati in memoria e tutte le transazioni in fase di processamento

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Dato l’impatto che ha sui requisiti di rete, la replica CDP dovrebbe essere utilizzata per le VM critiche di produzione dove è richiesto un RPO basso. Inoltre le applicazioni con alte transizioni non sono in grado di gestire intervalli troppo bassi.

La Replica Veeam standard può sempre essere utilizzata ma i template e le VM spente non saranno replicate dal CDP.

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Veeam Backup & Replication 10 è tutt’ora in pre-release code e gli screenshot e le funzioni potrebbero cambiare prima del rilascio finale.

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Altaro VM Backup 7.1 ora supporta vSphere 6.5

Altaro VM Backup 7.1 ora supporta vSphere 6.5

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Altaro ha rilasciato VM Backup 7.1 introducendo il pieno supporto per VMware vSphere 6.5 ed alcune nuove funzioni come il Backup Health Monitor.

Altaro offre una soluzione di backup per gli ambienti VMware e Hyper-V ampliando la propria offerta con nuove funzionalità che rendono il software più completo colmando il gap con i diretti concorrenti.

 

Novità

Supporto per vSphere 6.5

Con la nuova release è ora possibile effettuare backup e restore delle virtual machines che risiedono su:

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Concurrency

I backup sono ora più veloci permettendo a più VM di essere processate contemporaneamente. E’ possibile gestire fino a quattro backup simultanei per hypervisor.

 

Backup Health Monitor

Questa nuova funzione permette di rilevare problemi di integrità con i dati di backup dovuto a problemi del disco. Se vengono trovate delle anomalie, il monitor cerca di risolvere il problema in modo automatico effettuando un nuovo backup dei dati interessati durante il backup successivo.

 

Integration con Labtech

Funzione specifica per Partners e MSPs.

 

Aggiornamento alla versione 7.1

Scaricare la release 7.1 dal sito web Altaro ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per avviare l’installazione.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Lasciare la locazione di default e cliccare Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Quando la procedura viene correttamente completata, cliccare su Finish per uscire dal wizard di installazione.

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La release 7.1 è ora installata. Da ricordare che durante la procedura di aggiornamento tutte le impostazioni vengono mantenute.

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Altaro VM Backup 7.1 è disponibile come 30-day trial per provare e testare il prodotto ed è disponibile anche un’edizione free in grado di proteggere per sempre fino a due VM per Host.

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