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Gestione backup GLPI v9.1.4 in ambiente Windows

GLPI (Gestion Libre de Parc Informatique) è un progetto Open Source gratuito distribuito sotto licenza GPL che consente l’IT Asset Management, l’issue tracking system, fornisce una soluzione di service desk solution e consente la gestione di tasks amministrativi e finanziari. Dal momento che il servizio di l’IT Asset Management e/o di issue tracking system, quando implementate all’interno di un’infrastruttura informatica, assumono un’importanza rilevate ai fini della gestione occorre pianificare un’adeguata politica di backup.

Di seguito verrà analizzato come gestire il backup di GLPI 9.1.4 installato in IIS con PHP 7.1.1 su MariaDB 10.2.7 in ambiente Windows Server 2012 R2, inoltre si ipotizzerà che i file di GLPI siano memorizzati in S:\GLPI e che il database sia stato creato col nome glpi.

Funzionalità di backup in GLPI

GLPI offre nativamente la possibilità di eseguire il backup del database tramite il menu Amministrazione – Manutenzione

Tale backup permette di creare un dump sql o XML del contenuto del database, ma come riportato nella pagina WIKI Data/Backup del progetto GLPI al momento non è possibile automatizzare tale operazione, che può quinti tornare utile per backup estemporanei da eseguire prima di operazioni per cui è consigliabile avere una copia di sicurezza del database.

I backup eseguiti tramite l’interfaccia web di GLPI vengono conservati nella subdirectory files\_dumps della cartella d’installazione, è possibile copiarli e incollarli per esempio per gestire il restore su un server differente ad esempio per creare ambienti di test.

Backup del database di GLPI tramite script

Dal momento che come visto precedentemente il backup nativo di GLPI non offre la possibilità di essere eseguito in base ad una schedulazione, per una gestione automatizzata del processo di backup occorrerà creare degli appositi script da eseguire in base ad un’opportuna pianificazione. Di seguito si analizzerà come creare uno script per il backup del database di GLPI ipotizzando che, come detto precedentemente, quest’ultimo sia esposto dal DBMS MariaDB 10.2.7.

In MariaDB 10.2.7 è stato introdotto il tool di backup mariabackup in versione Beta basato su Percona XtraBackup 2.3.8, a riguardo si vedano About MariaDB Backup e MariaDB Backup released with MariaDB Server 10.1.23. Tramite mariabackup è possibile gestire tramite script le operazioni di backup del DBMS MariaDB, di seguito uno script Powershell per il backup gestito dell’intero DBMS MariaDB con possibilità di gestione del numero minimo di backup da mantenere, lo script prevede l’utilizzo dei parametri per poter essere gestito nell’ambito di un’automazione del backup del server GLPI che prevede più step.

Param(
[string]$MariaBackupFile,
[string]$BackupRoot,
[string]$MariaDBHost,
[string]$User,
[string]$Password,
[uint32]$BackupsRetained
)

Set-strictmode -version latest

# Impostazioni di Test
#$MariaBackupFile= $env:ProgramFiles + “\MariaDB 10.2\bin\mariabackup.exe”
#$BackupRoot=”Z:\Backup-MariaDB”
#$MariaDBHost=”.”
#$User=”root”
#$Password=”P@assW0rd!”
#$BackupsRetained = 10

# Inizializzazione Backup
$BackupPath=$BackupRoot + “\” + (Get-Date -format yyyy-MM-dd)
If (Test-Path $BackupPath) {Remove-Item $BackupPath -Force -Recurse}
New-Item -ItemType Directory -Force -Path $BackupPath

# Avvio backup MariaDB
$TargetArg = “–target-dir=” + $BackupPath
$MariaDBHostArg = “–host=” + $MariaDBHost
$UserArg = “–user=” + $User
$PasswordArg = “–password=” + $password

Start-Process -NoNewWindow -Wait -FilePath $MariaBackupFile -ArgumentList “–backup”, $TargetArg, $MariaDBHostArg, $UserArg, $PasswordArg

# Eliminazione backup obsoleti
$BackupDirectories = (Get-ChildItem -Directory $BackupRoot | Sort FullName)
$BackupsCount = ($BackupDirectories | Measure-Object).Count

If ($BackupsCount -gt $BackupsRetained){
For ($i = 1; $i -le $BackupsCount – $BackupsRetained; $i++) {
Remove-Item $BackupDirectories[$i-1].FullName -Force –Recurse
}
}

Lo script è disponibile nel repository GitHub ermannog/PowerShell/Backup-GLPI col nome Backup-MariaDB.ps1.

In alternativa è anche possibile ovviamente eseguire solo il backup del database di GLPI, di seguito uno script Powershell per il backup gestito del singolo database di GLPI con possibilità di gestione del numero minimo di backup da mantenere, lo script prevede l’utilizzo dei parametri per poter essere gestito nell’ambito di un’automazione del backup del server GLPI che prevede più step.

Param(
[string]$MariaBackupFile,
[string]$BackupRoot,
[string]$MariaDBHost,
[string]$GLPIDatabaseName,
[string]$User,
[string]$Password,
[uint32]$BackupsRetained
)

Set-strictmode -version latest

# Impostazioni di Test
#$MariaBackupFile= $env:ProgramFiles + “\MariaDB 10.2\bin\mariabackup.exe”
#$BackupRoot=”Z:\Backup-MariaDB”
#$GLPIDatabaseName=”glpi”
#$User=”root”
#$Password=”P@assW0rd!”
#$BackupsRetained = 10

# Inizializzazione Backup
$BackupPath=$BackupRoot + “\” + (Get-Date -format yyyy-MM-dd)
If (Test-Path $BackupPath) {Remove-Item $BackupPath -Force -Recurse}
New-Item -ItemType Directory -Force -Path $BackupPath

# Avvio backup Database GLPI
$TargetArg = “–target-dir=” + $BackupPath
$MariaDBHostArg = “–host=” + $MariaDBHost
$GLPIDatabaseNameArg = “–databases=” + $GLPIDatabaseName
$UserArg = “–user=” + $User
$PasswordArg = “–password=” + $password

Start-Process -NoNewWindow -Wait -FilePath $MariaBackupFile -ArgumentList “–backup”, $TargetArg, $MariaDBHostArg, $GLPIDatabaseNameArg, $UserArg, $PasswordArg

# Eliminazione backup obsoleti
$BackupDirectories = (Get-ChildItem -Directory $BackupRoot | Sort FullName)
$BackupsCount = ($BackupDirectories | Measure-Object).Count

If ($BackupsCount -gt $BackupsRetained){
For ($i = 1; $i -le $BackupsCount – $BackupsRetained; $i++) {
Remove-Item $BackupDirectories[$i-1].FullName -Force –Recurse
}
}

Lo script è disponibile nel repository GitHub ermannog/PowerShell/Backup-GLPI col nome Backup-DB-GLPI.ps1.

Backup dell’applicazione web GLPI tramite script

Dopo aver eseguito il backup del database di GLPI occorre anche eseguire il backup dell’applicazione web, di seguito uno script Powershell per il backup gestito dell’applicazione GLPI con possibilità di gestione del numero minimo di backup da mantenere, lo script prevede l’utilizzo dei parametri per poter essere gestito nell’ambito di un’automazione del backup del server GLPI che prevede più step.

Param(
[string]$BackupRoot,
[string]$WebApplicationPath,
[string]$WebSiteName,
[uint32]$BackupsRetained
)

Set-strictmode -version latest

# Impostazioni di Test
#$BackupRoot=”Z:\Backup-WebApplication-GLPI”
#$GLPIWebApplicationPath=”C:\inetpub\wwwroot\glpi”

#$WebSiteName=”Default Web Site”
#$BackupsRetained = 10

# Inizializzazione Backup
$BackupPath=$BackupRoot + “\” + (Get-Date -format yyyy-MM-dd)
If (Test-Path $BackupPath) {Remove-Item $BackupPath -Force -Recurse}
New-Item -ItemType Directory -Force -Path $BackupPath

# Arresto Web Site
Stop-WebSite $WebSiteName

# Avvio Backup Web Application GLPI
Copy-Item -Path $WebApplicationPath -Destination $BackupPath –Recurse

# Avvio Web Site
Start-WebSite $WebSiteName

# Eliminazione backup obsoleti
$BackupDirectories = (Get-ChildItem -Directory $BackupRoot | Sort FullName)
$BackupsCount = ($BackupDirectories | Measure-Object).Count

If ($BackupsCount -gt $BackupsRetained){
For ($i = 1; $i -le $BackupsCount – $BackupsRetained; $i++) {
Remove-Item $BackupDirectories[$i-1].FullName -Force –Recurse
}
}

Lo script è disponibile nel repository GitHub ermannog/PowerShell/Backup-GLPI col nome Backup-WebApplication-GLPI.ps1.

Backup del sistema del server GLPI

Oltre al backup del database e dell’applicazione web di GLPI è consigliabile eseguire un backup dell’intero sistema per gestire anche eventuali disaster recovery. Per gestire tali scenari di ripristino è ovviamente consigliabile che il server GLPI sia una macchina virtuale in modo da poter gestire il backup del sistema con vari approcci.

Un primo modo di eseguire il backup dell’intero sistema è quello di utilizzare Windows Backup dedicandogli ad esempio un disco virtuale. Nel la macchina virtuale del server GLPI sia in esecuzione in Hyper-V conviene connettere il disco virtuale su un controller virtuale SCSI in quanto permette di gestire tramite script la connessione e la disconnessione del VHD a caldo per copiare lo stesso su un server di backup.

In alternativa è possibile eseguire il backup dall’Hypervisor e nel caso che quest’ultimo sia Hyper-V tramite Windows Backup o altri software di backup come ad esempio System Center 2016 Data Protection Manager, Veeam Backup & Replication.

Conclusioni

La gestione del backup di GLPI in ambiente Windows non risulta eccessivamente complessa e può essere automatizzata tramite scripts PowerShell, per un recupero dei dati più semplice conviene eseguire il backup con vari livelli di granularità per consentire il ripristino di dati in tabelle, database, applicazione o intero sistema.

Configurazione autenticazione Windows in GLPI v9.1.4

GLPI (Gestion Libre de Parc Informatique) è un progetto Open Source gratuito distribuito sotto licenza GPL che consente l’IT Asset Management, l’issue tracking system, fornisce una soluzione di service desk solution e consente la gestione di tasks amministrativi e finanziari. Tali attività normalmente vengono assegnate a persone differenti e nel caso in cui in cui GLPI venga utilizzato in un’infrastruttura basata su Active Directory diventa comodo integrare l’autenticazione Windows con l’autenticazione GLPI sfruttando LDAP (Lightweight Directory Access Protocol).

Di seguito verranno descritti i passi per configurare l’autenticazione basata su LDAP in GLPI 9.1.4 installato in IIS con PHP 7.1.1 in ambiente Windows Server 2012 R2.

Configurazione di IIS e PHP per il supporto dell’autenticazione Windows

Perché IIS possa gestire l’autenticazione Windows utilizzando gli utenti Active Directory il server che ospita IIS dovrà essere membro del dominio come indicato nella KB258063 Internet Explorer May Prompt You for a Password:

Windows Integrated authentication, also known as Windows NT Challenge/Response, must be enabled in the Web site properties in IIS. Anonymous authentication is attempted first, followed by Windows Integrated authentication, Digest authentication (if applicable), and finally Basic (clear text) authentication.

Both the client and the Web server must be either in the same Microsoft Windows NT-based or Microsoft Windows 2000-based domain or in trusted Windows NT-based or Windows 2000-based domains in which the user’s account can be granted permissions to resources on the IIS-based computer.

Inoltre sul server che ospita IIS dovrà essere installata la componete Windows Authentication di IIS:

Per abilitare in PHP l’autenticazione integrata di Windows abilitare l’estensione LDAP modificando il file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini aggiungendo nella sezione [ExtensionList] la seguente impostazione:

extension=php_ldap.dll

Terminata l’editazione del file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini riavviare IIS tramite lnternet Information Services (IIS) Manager (InetMgr.exe) o mediante il seguente comando:

iisreset /restart

Per ulteriori informazioni si veda IIS Configuration Reference – Windows Authentication.

Configurazione di GLPI per l’utilizzo di LDAP

Per default GLPI ha già delle configurazioni per la gestione degli utenti provenienti da una fonte esterna come LDAP, in particolare le opzioni Aggiunge automaticamente utenti da fonte esterna di autenticazione e Aggiungi un utente senza diritti da LDAP consentono di aggiungere automaticamente gli utenti al primo accesso con profilo di sicurezza Self-Service, se si preferisce gestire l’accesso manualmente impostare a No tali opzioni.

La prima operazione da eseguire è configurare GLPI per l’utilizzo di LDAP sul proprio dominio per la ricerca di utenti e gruppi nella Organizational Unit che conterrà gli utenti che dovranno accedere a GLPI, configurando come segue:

Nel campo Server è possibile specificare il dominio che verrà così risolto con gli indirizzi IP dei vari Domain Controller, mentre nel campo Filtro Connessione specificare la query LDAP che consente di ricercare gli utenti non disabilitati:

(&(objectClass=user)(objectCategory=person)(!(userAccountControl:1.2.840.113556.1.4.803:=2)))

Nel campo BaseDN specificare il path LDAP della Organizational Unit che conterrà gli utenti che dovranno accedere a GLPI, mentre nei campi RootDN e Password specificare le credenziali di un utente a minimi privilegi che verrà utilizzato per eseguire le query LDAP su Active Direcory. Infine nel campo Nome utente specificare l’attributo utente che idendifica il logon name ovvero samaccountname (per default GLPI propone uid).

Inoltre configurare la ricerca dei gruppi come segue

Nel campo Tipo ricerca specificare che la ricerca verrà eseguita nei gruppi, mentre nel campo Filtro di ricerca nei gruppi specificare la seguente query LDAP:

(&(objectCategory=group))

Terminata la configurazione delle impostazioni relative alla Directory LDAP eseguire un test di connessione verso Active Directory con l’opzione Test. Per ulteriori informazioni si veda GLPI, LDAP and Active Directory.

Configurare gli utenti Active Directory in GLPI

Per accedere a GLPI tramite gli utenti Active Directory specificando le autorizzazioni necessari occorre prima aggiungerli tramite il Menù Amministrazione – Utenti selezionando l’opzione Collegamento a directory LDAP e quindi l’opzione Importa nuovi utenti:

In alternativa è possibile far sì che GLPI aggiunga automaticamente gli utenti al primo accesso con profilo di sicurezza Self-Service, come visto precedente.

Abilitazione autenticazione Windows in IIS

Di seguito si ipotizzerà che GLPI è stato installato in una Virtual Directory denominata glpi su cui occorrerà disabilitare l’autenticazione anonima e abitare l’autenticazione Windows tramite lnternet Information Services (IIS) Manager (InetMgr.exe)

Per testare che l’autenticazione Windows funziona correttamente e che l’utente viene trasmesso dal browser al server è possibile creare nella Virtual Directory un file php denominato ad esempio TestAuth.php con seguente contenuto:

<?php

echo “REMOTE_USER = ” . $_SERVER [“REMOTE_USER”] . “<BR />”;

echo “HTTP_AUTH_USER = ” . $_SERVER [“HTTP_AUTH_USER”] . “<BR />”;

echo “PHP_AUTH_USER = ” . $_SERVER [“PHP_AUTH_USER”] . “<BR />”;

echo “USERNAME = ” . $_SERVER [“USERNAME”] . “<BR />”;

echo “REDIRECT_REMOTE_USER” . $_SERVER [“REDIRECT_REMOTE_USER”];

?>

Configurazione GLPI per l’autenticazione automatica

Per far sì che l’utente con cui ci si è autenticati sul client venga passato al server su cui è installato GLPI è necessario configurare come segue l’invio dell’autenticazione nella richiesta http mediante il menù Configurazione – Altri metodi di autenticazione:

In Campo per la registrazione dell’accesso nella richiesta HTTP impostare REMOTE_USER. Dopo aver eseguito tali impostazioni gli utenti a cui è stato consenti l’accesso a GLPI in modo manuale o automatico avranno accesso senza più dover inserire le credenziali, in ogni caso sarà ancora possibile accedere alla pagina di login mediante il seguente url:

http://hostname.domain.ext/glpi/index.php?noAUTO=1

Per maggiori informazioni si veda Automatic authentication

Conclusioni

La gestione dell’autenticazione integrata di Windows in GLPI prevede la configurazione della stessa nei vari componenti quindi in IIS, PHP e GLPI, ma consente un’interessante integrazione con l’infrastruttura Active Directory. Nel caso in cui si riscontrino malfunzionamenti nell’accesso a GLPI mediante l’autenticazione integrata di Windows si provi a chiudere tutte le sessioni dei browser e quindi a tentare nuovamente l’accesso, inoltre per identificare eventuali problemi si provi ad esaminare il file \files\_log\php-errors.log.

Installazione GLPI v9.1.4 in ambiente Windows

Quando le infrastrutture informatiche assumo dimensioni consistenti o la cui complessità richiede più persone per la gestione comincia a farsi sentire l’esigenza di adottare un software per la gestione del parco informatico e del servizio di helpdesk. Un altro scenario in cui tali tipi di software sono particolarmente utili è quello in cui un fornitore di servizi informatici si trovi a dove gestire più piccole aziende con la necessità di offrire un servizio di helpdesk e anche la gestione del parco macchine e apparecchiature dei propri clienti.

Vari sono i software che propongono soluzioni in tal senso, ma molti di essi affrontano il problema tramite scansione della rete per rilevare in modo automatizzato gli asset informatici presenti, sebbene questo tipo di approccio sia in determinati scenari molto pratico in altri può non essere applicabile o comodo. Infatti in scenari in cui non tutti gli asset possono essere gestiti tramite rilevazione automatica in rete in quanto non raggiungibili o privi di interfaccia di rete o ancora perché è necessario poterli gestire prima che vengano inseriti in rete (si pensi ad esempio ad asset mantenuti in magazzino come ricambi).

Inoltre molto spesso la necessità della gestione del parco informatico parte da specifiche necessità di carattere più amministrativo che tecnico, come la gestione dei rinnovi delle garanzie, la gestione del mazzino, la gestione della posizione fisica degli asset o il computo dell’impatto dell’helpdesk declinato in base alle richieste o per tipologia di asset su cui sono avvenuti gli interventi.

Un prodotto che risponde a queste esigenze è GLPI (Gestion Libre de Parc Informatique), un progetto Open Source gratuito distribuito sotto licenza GPL che consente l’IT Asset Management, l’issue tracking system, fornisce una soluzione di service desk solution e consente la gestione di tasks amministrativi e finanziari, di seguito alcune interessanti caratteristiche:

  • Gestione di Multi-entities (multi-park, multi-structure)
  • Gestione Multiutenza
  • Sistema di autenticazione multipla (locale, LDAP, AD, Pop/Imap, CAS, x509…) e multi servers
  • Multilingual (al momento sono disponibili 45 localizzazioni)
  • Gestione di Permissions e profili

Per l’elenco completo delle caratteristiche si veda FEATURES LIST OF GLPI.

GLPI è un applicazione web-based nata nel 2003 come progetto Community based a cui chiunque può contribuire tramite lo lo sviluppo di moduli su GitHub – GLPI o mediante lo sviluppo di GLPi plugins, il progetto ha subito negli anni varie evoluzioni sino ad arrivare all’attuale versione 9.1.4, di seguito la time line dell’evoluzione del progetto tratto dalla pagina Wikipedia dedicata al progetto.

Prerequisiti d’installazione di GPLI

Come riportato nel seguente Prerequisites for installing GLPI l’applicazione web ha i seguenti prerequisiti software:

  • Un Web Server con supporto PHP (Apache 2 o superiore oppure Microsoft IIS)
  • PHP 5.3 o superiore (si veda il seguente Web Server Prerequisites per le estensioni PHP richieste
  • Database MySQL 4.23, ma è raccomando utilizzare per ragioni di performance la versione 5.5.x, in alternativa è possibile utilizzare il DBMS MariaDB (a riguardo si veda Database server Prerequisites)

Dal momento che come viene riportato in Database server Prerequisites, GLPI utilizza l’engine MyISAM non è possibile al momento utilizzare SQL Server come DBMS in quanto quest’ultimo utilizza un engine derivato da quello di Sybase SQL Server frutto di una partnership tra Microsoft e Sybase del 1987 (per maggiori dettagli sulla storia dell’evoluzione dell’engine di SQL Server si veda SQL MythBusters – “SQL Server is really a Sybase product not a Microsoft one.”).

Scenario d’installazione

Nel seguente articolo GPLI sarà installato su IIS 8.5 in Windows Server 2012 R2 utilizzando Microsoft Web Platform Installer 5.0 per installare la versione PHP 7.1.1 a 64 Bit, mentre per quanto riguarda il DBMS sarà installato MariaDB 10.2.6 a 64 Bit.

La scelta di non utilizzare MySQL ma MariaDB che è uno dei fork del primo, nato il 29 ottobre 2009, e scritto dagli sviluppatori originali di MySQL dipende dal fatto di utilizzare un DBMS totalmente OpenSource dal momento che andrà a supporto di un applicativo Open Source qual è GLPI. MySQL infatti dalla versione 5.5 include estensioni non Open Source disponibili solo nella versione Enterprise, tale evoluzione di MySQL è frutto dell’acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle avvenuta il 27 gennaio 2010 (per quanto riguarda l’evoluzione di MySQL e la nascita MariaDBa riguardo si vedano le relative pagine su Wikipedia). In conseguenza al fatto che MySQL non è più un DBMS solo Open Source (esistono infatti due versioni quella Open Source denominata MySQL Community Server e quella proprietaria denominata Enterprise Server) ha portato vari progetti Open Source a sostituire MySQL con MariaDB, come ad esempio Wikipedia (a riguardo si veda Wikipedia Adopts MariaDB) e alcune distribuzioni Linux quali ad esempio Fedora e RedHat (a riguardo si veda Oracle who? Fedora & openSUSE will replace MySQL with MariaDB).

Per quanto riguarda i prerequisiti hardware dovranno essere rispettati almeno quelli consigliati per il sistema operativo (a riguardo si veda System Requirements and Installation Information for Windows Server 2012 R2):

  • Processore almeno 1.4 GHz a 64-bit
  • 1024 MB di Ram e nel caso una macchina virtuale in Hyper-V è preferibile utilizzare la memoria statica
  • 32 GB per il volume dedicato al sistema operativo, è preferibile installare GLPI e il relativo database su un volume dedicato

Dal momento che i vari pacchetti d’installazione di PHP e MariaDB sono disponibili solo in lingua Inglese è consigliabile installare anche il sistema operativo in lingua Inglese configurando le impostazioni del formato data e ora per la nazionalità italiana. Al termine dell’installazione aggiornare il sistema installando gli aggiornamenti necessari.

Per la documentazione relativa a GLPI si faccia riferimento al Wiki del progetto, mentre per ulteriori informazioni sui prerequisiti si veda https://github.com/glpi-project/glpi mentre per informazioni sui changelog delle varie versioni si veda https://github.com/glpi-project/glpi/releases

Installazione del ruolo Web Server (IIS)

Installare il ruolo Web Server (IIS) con le impostazioni di default, al termine dell’installazione aggiornare il sistema installando gli eventuali aggiornamenti necessari.

Come indicato nei seguenti non è possibile (fatta esclusione per alcune cartelle) spostare IIS su un volume dedicato in quanto IIS è un componente di sistema:

Installazione PHP

Il modo più pratico per installare PHP è quello di utilizzare il Microsoft Web Platform Installer, attualmente è disponibile la versione 5.0 che va installata prima di poter avviare l’installazione del PHP. Per avviare l’installazione del Microsoft Web Platform Installer occorre prima disabilitare la funzionalità IE Enhanced security Configuration per il gruppo Administrators (terminata l’installazione sarà possibile riabilitare tale funzionalità).

Una volta installato il Microsoft Web Platform Installer sarà possibile installare PHP selezionando PHP 7.1.1 a 64 Bit tra i prodotti del gruppo Frameworks

L’installazione comporterà l’installazione di ulteriori package e features:

Per verificare la funzionalità di PHP è possibile creare un file phpinfo.php in %SystemDrive%\inetpub\wwwroot col seguente contenuto:

<?php phpinfo(); ?>

Aprire poi la pagina http://localhost/phpinfo.php che mostrerà le informazioni di configurazione tra cui il percorso del file ini di configurazione per default in (%ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini)

Abilitazione dell’estensione PHP FileInfo e verifica delle configurazioni nel php.ini

Modificare il file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini aggiungendo nella sezione [ExtensionList] le seguenti impostazioni:

extension=php_fileinfo.dll

zend_extension=php_opcache.dll

Come indicato nel seguente Web Server Prerequisites verificare che le seguenti variabili nel file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini rispettino le seguenti indicazioni (le impostazioni predefinite dovrebbero essere coerenti a tali indicazioni):

memory_limit = 64M ; // Minimum Value
file_uploads = on ;
max_execution_time = 600 ; // Optional but not mandatory
register_globals = off ; // Optional but not mandatory
magic_quotes_sybase = off ;
session.auto_start = off ;
session.use_trans_sid = 0 ; // Optional but not mandatory

La versione 9.14 di GLPI richiede l’estensione apcu-bc che richiede a sua volta l’estensione APCu che può essere scaricata al seguente https://pecl.php.net/package/APCu, al momento l’ultima versione è la 5.1.8 ed occorre scaricare la release per PHP 7.1 Non Thread Safe (NTS) x64 dal momento che il PHP in IIS è configurato con l’opzione Thread Safety a disabled come suggerito in http://windows.php.net/:

“If you are using PHP as FastCGI with IIS you should use the Non-Thread Safe (NTS) versions of PHP.”

Dopo aver scaricato l’estensione apcu, scompattarla e copiare la libreria php_apcu.dll in %ProgramFiles%\PHP\v7.1\ext e quindi modificare il file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini aggiungendo nella sezione [ExtensionList] la seguente impostazione:

extension=php_apcu.dll

Dopo aver attivato l’estensione APCu è possibile scaricare l’estensione apcu-bc al seguente https://pecl.php.net/package/apcu_bc, al momento l’ultima versione è la 1.0.3 ed occorre scaricare la release per PHP 7.1 Non Thread Safe (NTS) x64 perché come visto precedentemente IIS è configurato con l’opzione Thread Safety a disabled.

Dopo aver scaricato l’estensione apcu-bc scompattarla e copiare la libreria php_apc.dll in %ProgramFiles%\PHP\v7.1\ext e quindi modificare il file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini aggiungendo nella sezione [ExtensionList] la seguente impostazione:

extension=php_apc.dll

Nel caso dopo l’installazione di GLPI si notino malfunzionamenti nella visualizzazione delle pagine è possibile disabilitare le estensioni APCu e apcu-bc commentando l’attivazione delle estensioni nel file php.ini dal momento che è un requisito opzionale

Per ulteriori informazioni sulle estensoni PHP in Windows si veda Installation of extensions on Windows.

Terminata l’editazione del file %ProgramFiles%\PHP\v7.1\php.ini riavviare IIS tramite lnternet Information Services (IIS) Manager (InetMgr.exe) o mediante il seguente comando:

iisreset /restart

Installazione del DBMS MariaDB

Scaricare dal sito http://mariadb.org (la pagina di download è disponibile al seguente https://downloads.mariadb.org/) il package per piattaforma Windows a 64 Bit dell’ultima versione di MariaDB, al momento l’ultima versione stabile è la 10.2.6 (mariadb-10.2.6-winx64.msi), come riportato la versione 10.2 ha oltre alla features di MySQL 5.6 & 5.7 anche nuove funzionalità. Sebbene esista anche un package ZIP (mariadb-10.2.6-winx64.zip) questo è indicato solo per semplici scenari di test, ma è meno preformante dell’installazione come servizio e meno sicuro, a riguardo si veda Installing MariaDB Windows ZIP Packages.

Avviare l’installazione di MariaDB 10.2.26 64 Bit eseguendo il package msi con le seguenti impostazioni (per la documentazione sulla procedura d’installazione si veda Installing MariaDB MSI Packages on Windows).

Accettare l’installazione delle funzionalità di default.

Selezionare Database instance per impostare il path dei file di dati tramite il pulsante Browse, nello scenario di esempio saranno memorizzati in S:\MariaDB 10.2\data.

Impostare la password dell’utente root che dovrà essere utilizzato solo motivi amministrativi

Impostare le proprietà dell’istanza configurandola come servizio come raccomandato e se non è necessario connettersi remotamente al DBMS disabilitare l’opzione di networking (come nel caso dello scenario di esempio in quanto GLPI sarà installato sullo stesso server), in questo caso per la connessione al database sarà utilizzato named pipes. GLPI per ora non utilizza InnoDB a riguardo si vedano Closing ticket time issue #1150 e Change storage engine to innodb #644.

Per informazioni sulle impostazioni si vedano le seguenti note riportate in Installing MariaDB MSI Packages on Windows:

Per modificare successivamente le impostazioni è possibili intervenire successivamente editando il file my.ini memorizzato nella directory d’installazione (nello scenario di esempio S:\MariaDB 10.2\data), per informazioni sulla configurazione tramite file d’impostazioni si vedano:

Per connettersi all’istanza di MariaDB è possibile utilizzare HeidiSQL, installato per default insieme a MariaDB, configurando una connessione localmente tramite named pipe, come nello scenario d’esempio.

Installazione dell’applicazione GLPI

Scaricare l’ultima versione di GLPI dal sito http://glpi-project.org (la pagina di download è disponibile al seguente http://glpi-project.org/spip.php?article41), al momento l’ultima versione è la 9.1.4 (glpi-9.1.4.tgz). Estrarre il package tgz, ad esempio tramite 7Zip, e copiare la cartella glpi in locale, nello scenario di esempio verrà copiata in S:\glpi-9.1.4\glpi. Quindi creare in IIS all’interno del Default Web Site una Virtual Directory che punta alla cartella gpli in modo da mantenere l’applicazione su un volume diverso da quello del sistema operativo.

Aprire il sito http://localhost/glpi per eseguire la prima parte dell’installazione di GLPI che creerà il database.

Selezionare la localizzazione italiana.

Accettare la licenza (GNU General Public License Versione 2).

Selezionare Installa.

Controllare che tutte le verifiche siano eseguite con successo.

Inserire le credenziali per accedere all’istanza locale (.)del DBMS MariaDB tramite named pipe con l’account root per creare il database.

Creare un nuovo database, nello scenario di esempio sarà denominato glpi.

Attendere la creazione del database.

Attendere il termine dell’istallazione.

Terminata l’installazione sarà possibile accedere a GLPI tramite la pagina http://localhost/glpi autenticandosi con l’account di amministrazione di default (username=glpi e password=glpi) per iniziare a configurare l’applicazione.

Per ragioni di sicurezza cancellare il seguente file: install/install.php (nello scenario di esempio S:\glpi\install\install.php) e modificare le password degli utenti predefiniti glpi, post-only, tech e normal.

Creazione di un utente per l’accesso al database di GLPI da parte dell’applicazione

Creare tramite HeidiSQL un utente che verrà poi utilizzato dall’applicazione GLPI per accesso locale con soli i privilegi sul database di GLPI, nello scenario di esempio il database è denominato glpi mentre l’utente sarà denominato UsrGLPI.

Impostare le credenziali dell’utente per l’accesso al database GLPI tramite la seguente procedura:

  • Arrestare IIS tramite Internet Information Services (IIS) Manager o mediante il comando: iisreset /stop
  • Impostare le credenziali dell’utente nel file config\config_db.php (nello scenario di esempio S:\glpi-9.1.4\glpi\config\config_db.php)
  • Avviare IIS tramite Internet Information Services (IIS) Manager o mediante il comando: iisreset /start

Gestione dei Plugin

Come anticipato all’inizio dell’articolo le funzionalità di GLPI possono essere estese tramite plugins sviluppati da volontari che contribuiscono al progetto, per il catalogo dei plugins disponibili si veda la Plugin directory, mentre se si intende cimentarsi nello sviluppo di un plugin è possibile trovare informazioni utili ai seguenti:

Per quanto riguarda l’installazione di un plugin l’operazione è descritta al seguente Plugin installation Procedure in GLPI e consiste nelle seguenti operazioni:

  1. Eseguire un backup del database (tramite il menù Amministrazione\Manutenzione)
  2. Scaricare il plugin dalla directory GLPI plugins verificando che sia compatibili con la versione di GLPI installata
  3. Estrarre il file .tar.gz in una sottocartella col nome del plugin nella directory glpi/plugins dell’applicazione, per estrarre i file .tar.gz è possibile utilizzare ad esempio 7Zip (il nome della cartella del plugin deve rispettare quello presente all’interno del file .tar.gz altrimenti il plugin potrebbe non funzionare correttamente)
  4. Eseguire il Log off ed un successivo Log in
  5. Installare il plugin tramite il menu Configurazione\Plugins selezinando Installa in corrispondenza del plugin
  6. Attivare il plugin selezinando Attiva in corrispondenza del plugin

Alcuni plugin necessitano di modifiche al database, che verranno eseguite al primo avvio dello stesso, oppure possono essere necessarie configurazion, in questo caso vi saranno avvisi nella pagina dell’installazione/attivazione del plugin.

L’aggiornamento di un plugin è sostanzialmente simile all’installazione, ma con le precauzioni necessarie per consentire un eventuale ripristino alla versione precedente, di seguito le operazioni da eseguire:

  1. Eseguire un backup del database (tramite il menù Amministrazione\Manutenzione) o delle tabelle create dal plugin che dovrebbero essere specificate nel file readme nella directori del plugin syessto (glpi/plugins/<pluginName>)
  2. Rinominare la directory del plugin per esempio da glpi/plugins/<pluginName> a glpi/plugins/<pluginName-Versione>
  3. Procedere nuovamente all’installazione del plugin come visto precedentemente

Se si intende invece rimuovere un plugin è possibile procedere come segue:

  1. Eseguire un backup del database (tramite il menù Amministrazione\Manutenzione)
  2. Accedere all’elenco dei plugin installati tramite il menu Configurazione\PluginsS
  3. Selezionare Disinstalla in corrispondenza del plugin da rimuovere

Si noti che ovviamente l’utilizzo dei plugin comporterà il controllo che questi siano supportati anche nelle future release di GLPI quanto verranno rilasciate e si deciderà di installarle.

Conclusioni

Grazie al Microsoft Web Platform Installer 5.0 che permette di installare velocemente applicazioni PHP in Windows l’installazione di GLPI si risolve velocemente. Con Windows Server 2016 e la sua integrazione nativa con i container Docker tale installazione potrà ulteriormente essere semplificata. Su GitHub sono infatti presenti vari progetti con la finalità di realizzare container Docker per GLPI, si veda ad esempio driket/docker-glpi – Deploy GLPI (any version) with Docker.