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StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

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La configurazione di StarWind Virtual SAN viene finalizzata connettendo i device creati con gli hosts ESXi del cluster StarWind.

Per garantire l’affidabilità dello storage, l’applicazione si affida ai link di rete ridondati tra gli host StarWind permettendo di mantenere un cluster storage pienamente fault tolerant solo con gli host. Questa soluzione elimina la necessità di utilizzare terze parti per mantenere l’affidabilità in caso di problemi hardware.

 

Blog serie

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Rilevare i target

Per connettere i device precedentemente creati con gli host ESXi, è necessario selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Selezionare gli adapter sotto la voce iSCSI Software Adapter e quindi accedere alla sezione Network Port Binding. Qui è possibile ritrovare il bind StarWind_iSCSI_VMs creato nella parte 1.

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Posizionarsi su Targets e verificare che sia selezionata l’opzione Dynamic Discovery. Cliccare Add per aggiungere i nodi dei Server StarWind.

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Inserire l’indirizzo IP del primo nodo del Server StarWind e cliccare su OK.

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Ora inserire l’indirizzo IP del secondo nodo del Server StarWind quindi cliccare su OK.

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Cliccare sul bottone Rescan per rilevare i nuovi storage device aggiunti.

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I device StarWind sono stati rilevati correttamente.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host ESXi.

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Creare il datastore

Selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Datastore. Cliccare sull’icona Create a new datastore per configurare il datastore.

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Selezionare VMFS come tipologia di datastore e cliccare Next.

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Digitare il Datastore name e selezionare il device StarWind iSCSI da utilizzare. Cliccare su Next.

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Specificare la versione del VMFS (es. VMFS 6) e cliccare su Next per continuare.

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Specificare la Partition Configuration e cliccare su Next.

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Controllare le impostazioni effettuate e cliccare su Finish per creare il datastore.

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Il datastore StarWind è stato creato correttamente.

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Verificare che lo storage creato sia connesso anche con il secondo host del cluster StarWind.

 

Datastore path

Poichè StarWind Virtual SAN non supporta nessuna modalità di NIC teaming per l’affidabilità o capacità di aggregazione, la modalità consigliata per l’MPIO è Round-Robin.

Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul datastore StarWind creato e selezionare la voce Settings.

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Posizionarsi nella sezione Connectivity and Multipathing e selezionare il primo host. Cliccare sul bottone Set Multipathing.

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Nel campo Path selection policy, specificare Round Robin (VMware) e cliccare su OK.

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La policy è ora impostata come Round Robin.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Le virtual machine possono essere ora salvate nel nuovo datastore fornito da StarWind.

Lo storage locale di entrambi gli host deve essere convertito in uno storage condiviso fault tolerant replicato tra i nodi. La soluzione StarWind garantisce la sicurezza dei dati e mantiene una disponibilità continua dell’applicazione.

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StarWind vSAN è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

StarWind offre inoltre una Free Edition, una versione supportata in autonomia o tramite la community che può essere gestita tramite le Windows PowerShell o SCVMM poichè l’accesso alla StarWind Management Console è limitato a 30 giorni dopo l’installazione.

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StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

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Terminata l’installazione dei Server StarWind nel cluster VMware, la fase successiva della procedura di setup prevede la configurazione dei device e della replica.

Per fornire l’HA e le performance, StarWind Virtual SAN supporta le seguenti configurazioni RAID:

  • FLAT image – RAID 0, 1, e 10 (RAID 5, 50, 6, e 60 solo per gli array all-flash)
  • LSFS –  RAID 0, 1, 10, 5, 50, 6, 60

I volumi possono essere separati in due modi possibili. L’OS e i Device immagine StarWind possono essere mantenuti su un singolo volume fisico utilizzando le partizioni (GPT è consigliato per lo storage condiviso per permettere la creazione di volumi maggiori di 2 TB) o segregare l’OS in un array RAID1 dedicato.

 

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StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Impostare le regole VMware VM/Host

Se si opera in un cluster VMware con vMotion abilitato, è consigliato mantenere i Server StarWind in host ESXi separati. Accedere a vSphere Web Client, selezionare il cluster in cui i Server StarWind sono configurati e posizionarsi nella sezione Configure > VM/Host Rules.

Cliccare su Add per creare una nuova regola ed assegnare un Name (es. Separate StarWind Servers). Dal menu a tendina selezionare la voce Separate Virtual Machines e cliccare Add.

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Selezionare i due Server StarWind e cliccare su OK per confermare.

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La regola è stata creata correttamente.

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Configurare il Device

Effettuare il login al primo Server StarWind ed accedere alla StarWind Management Console. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul server e selezionare la voce Connect.

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Dalla sezione General cliccare sull’opzione Add Device (advanced).

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Selezionare l’opzione Hard Disk Device e cliccare su Next.

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Specificare Virtual Disk come Disk Device Type e cliccare Next.

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Selezionare Create a New Virtual Disk e specificare Name e Size. Cliccare su Next per continuare.

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Selezionare Thick-provisioned come Virtual Disk ed utilizzare un Block Size di 512, raccomandato se si utilizza l’host ESXi. Cliccare su Next.

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Specificare Write-Back come modalità per la policy della cache Device RAM e la Size della cache stessa. Cliccare Next.

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A seconda dell’ambiente operativo, specificare i parametri della Flash Cache. Una size del 10% rispetto alla dimensione del Device è la dimensione raccomandata per la Flash Cache. Cliccare su Next per continuare.

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Specificare Create New Target come Target Attachment Method. Editare il campo Target Name se si intende customizzare il nome del Target, quindi cliccare successivamente su Next.

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Cliccare su Create per creare il nuovo Device.

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Completata l’operazione, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Il nuovo Device è stato creato correttamente.

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Configurare la Replica

Dalla StarWind Mangement Console, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul Device creato in precedenza e selezionare l’opzione Replication Manager.

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Dal Replication Manager cliccare Add Replica.

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Selezionare la voce Synchronous “Two-Way” Replication e cliccare su Next.

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Inserire l’IP address del partner di replica e cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Heartbeat e cliccare su Next.

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Selezionare Create new Partner Device e cliccare Next.

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Lasciare la Location di default e cliccare Next per continuare.

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Cliccare Change Network Settings per specificare le reti di Heartbeat e Sync.

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Selezionare attentamente le reti da utilizzare e cliccare su OK quando terminato.

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Quando le reti per i canali di Synchronization e Heartbeat sono stati impostati, cliccare su Next.

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Selezionare l’opzione Synchronize from existing Device e cliccare su Next.

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Cliccare sul bottone Create Replica per procedere con la creazione della replica.

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Il Device è ora configurato per essere replicato con il partner.

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Cliccare Close quando il processo è stato completato.

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Il Device viene sincronizzato con il partner.

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Quando la procedura di sincronizzazione è completa, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Lo storage creato è ora disponibile al sistema.

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Connettersi al secondo Server StarWind per verificare lo stato del Device replicato.

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Nella parte 3 viene illustrata la creazione del datastore vSphere utilizzando StarWind Virtual SAN.

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StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

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StarWind Virtual SAN è una soluzione storage nativa priva di hardware pienamente fault tolerant e performante pensata per i sistemi virtualizzati.

Lo storage effettua il mirror tra i nodi del cluster configurato e viene trattato come uno storage locale da entrambi gli hypervisor e le applicazioni in cluster.

 

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StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Prerequisiti

Per l’installazione di StarWind VSAN sono richiesti i seguent prerequisiti:

 

Configurazione networking

StarWind VSAN richiede una corretta configurazione di rete per la sua funzionalità. Per fornire una soluzione storage highly available, tutti i componenti dell’infrastruttura devono essere ridondati per evitare di avere un singolo punto di failure. Oltre ai server in cluster, verificare che anche tutti gli switch utilizzati siano ridondati.

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Setup VMKernel per iSCSI

Dal VMware vSphere Web Client, selezionare il primo host da configurare e posizionarsi nella sezione Configure. Selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

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Selezionare l’opzione VMKernel Network Adapter e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare l’iSCSI VMKernel e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_iSCSI_VMs) e cliccare su Next.

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Specificare i VMKernel IPv4 settings con una subnet non utilizzata nel sistema.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La porta VMKernel è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà dello vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati. Editare le proprietà del VMKernel ed impostare i NIC Settings > MTU 9000 e cliccare su OK per confermare.

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Se il vSwitch utilizzato è configurato con due o più NIC, iSCSI può effettuare il bind solo su un NIC attivo. Selezionare l’iSCSI VMKernel e cliccare sull’icona Edit settings.

Posizionarsi nella sezione Teaming and Failover ed abilitare l’ozione Override. Spostare il secondo NIC negli Unused adapters e cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale Heartbeat

Ora è necessario creare il canale Heartbeat utilizzato per evitare situazioni di split-brain, cioè quando i nodi del cluster HA non riescono a sincronizzarsi ma continuano ad accettare i comandi di scrittura dagli iniziatori

Dalla sezione Configuration selezionare Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking. Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_VMs) e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group StarWind_VMs è stato creato correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale di Synchronization

Ora creare il canale di sincronizzazione utilizzato per effettuare il mirror di ogni operazione di scrittura indirizzato allo storage HA.

Creare un nuovo vSwitch e definire solo una virtual machine Port Group per il canale di Sync. Dalla sezione Configuration selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato un vSwitch1 esistente.

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Specificare la Network label (es. StarWind_Sync_VMs) e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch1 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo nodo ESXi. Quando completato, il secondo host sarà configurato con i canali iSCSI e HeartBeat nel vSwitch0.

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Mentre il vSwitch1 avrà configurato il canale di Sync.

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Bind iSCSI port

Selezionare il primo host ESXi e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Abilitare l’iSCSI Software Adapter, selezionare l’adapter configurato e nell’area Network Port Binding cliccare sull’icona Add per effettuare il bind dell’adapter con il VMKernel Adapter.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Installare il Server StarWind

La VM in cui viene installato StarWind, deve avere i seguenti prerequisiti:

  • OS: Windows 2012 R2
  • Memory: almeno 8 Gb (più la RAM della cache che si intende utilizzare)
  • CPUs: 4 virtual sockets, 1 core per socket
  • HDD1: 100 Gb per OS
  • HDD2: dimensione che si intende utilizzare come storage condiviso

Ogni hard disk deve essere di tipo Thick Provisioned Eager Zeroed.

  • NIC1: Management
  • NIC2: iSCSI per le VM
  • NIC3: Sync per le VM

Tutti gli adattatori di rete devono essere VMXNET3.

 

Aggiungere un nuovo disco e NIC al server

Una volta che l’installazione del Server Windows è stata completata, effettuare un click con il tasto destro del mouse sulla VM e selezionare Edit Settings.

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Nel campo New device selezionare la voce New Hard Disk dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add.

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Impostare il disk size e assicuarsi di impostare il Disk Provisioning come Thick Provisioned Eager Zeroed.

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Nel campo New device selezionare la voce Network dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add due volte in modo da aggiungere i NIC richiesti.

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Assegnare la rete corretta ai Network adapters e cliccare su OK per salvare la configurazione. Da tenere a mente che un NIC (nell’esempio l’adattatore di rete VM Traffic-10) è utilizzato per la rete iSCSI.

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Ripetere la stessa procedura di installazione per il secondo Server StarWind.

 

Installare il software StartWind

Scaricare StarWind Virtual SAN per VMware vSphere ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Cliccare su Next per continuare.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Specificare i componenti da installare e cliccare su Next.

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Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione Create a desktop icon e cliccare su Next.

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Ci sono tre tipi di Licence keys che si possono utilizzare:

  • Evaluation – edizione di 30-giorni pienamente funzionale
  • Free – edizione pienamente funzionale con alcune limitazioni
  • Purchased

Selezionare la licenza da utilizzare e cliccare su Next.

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Se la chiave della licenza è già disponibile, effettuare il Browse del computer e selezionare la chiave quindi cliccare su Next.

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Sono visualizzati i dettagli della licenza acquistata. Cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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StarWind Virtual SAN viene installato nel sistema.

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Quando l’operazione viene completata correttamente, abilitare l’opzione Launch StarWind Mangement Console e cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Quando si effettua l’accesso alla Management Console per la prima volta, è necessario specificare lo Storage pool di default. Cliccare su Choose path per specificare la locazione.

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Selezionare il disco del server da utilizzare come storage condiviso e specificare una directory. Cliccare su Open per confermare la locazione.

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L’installazione del software è ora completa.

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Nella parte 2 è illustrata la configurazione dei devices e replication di StarWind Virtual SAN.

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iDrac – Error when reading from SSL socket connection

Se avete a che vedere con delle iDrac un po vecchie e avete invece un browser e java virtual machine recenti è molto probabile che vi imbattiate in questo errore tentando di aprire la console del server: “Error when reading from SSL socket connections”

drac_error_when_reading_from_ssl

Il problema è dovuto al fatto che le ultime versioni di java di default disabilitano i protocolli insicuri per la comunicazione SSL e per la cifratura. Fortunatamente c’è un modo per riabilitarli (anche temporaneamente) e riuscire quindi a collegarsi alla console senza dover reinstallare altre versioni di java.

Quello che dovete fare è andare a modificare il file java.security che trovate nel percorso C:\\Program Files\\Java\\jre1.8.0_71\\lib\\security e commentare le due righe (vi basta mettere un # all’inizio della riga):

jdk.certpath.disabledAlgorithms=MD2, MD5, RSA keySize < 1024

jdk.tls.disabledAlgorithms=SSLv3, RC4, MD5withRSA, DH keySize < 768

Verificate anche se state utilizzando la versione di java a 32 o 64 bit perché ovviamente il percorso del file java.security cambia di conseguenza: C:\\Program Files (x86)\\Java\\jre1.8.0_71\\lib\\security

 

Salvate il file e riprovate ad aprire la console!

L'articolo iDrac – Error when reading from SSL socket connection sembra essere il primo su ITXPerience.

Kemp loadmaster virtual appliance initial deployment

Ecco come eseguire il deploy iniziale di un Kemp Loadmaster, in versione virtual appliance, in un ambiente vmware in modo da renderlo raggiungibile da rete per poterlo poi configurare dall’interfaccia web.

  1. Prima di tutto scaricatevi la trial dal sito ufficiale a questo indirizzo: http://kemptechnologies.com/server-load-balancing-appliances/virtual-loadbalancer/vlm-download/kemp_download
  2. Cliccando su download partirà già il download di uno zip da più o meno 70/80 mega. Una volta terminato il download scompattatelo ed all’interno troverete 3 file:kemp_download2
  3. A questo punto collegatevi alla vostra infrastruttura vmware con il vsphere client o via webclient e lanciate il deploy del file .ovf:

kemp_deploy_ovf_webkemp_deploy_ovf

 

4. Seguite il wizard di configurazione, dovete semplicemente specificare su quale host, datastore e network deployare l’appliance, la cosa importante all’inizio è che la network denominata “network” sia raggiungibile in modo da poter poi raggiungere l’appliance e poterla gestire una volta configurata la prima scheda di rete :

kemp_deploy_ovf1

kemp_deploy_ovf2

kemp_deploy_ovf3

kemp_deploy_ovf4

kemp_deploy_ovf5

5. Una volta terminato il deploy dell’ovf (davvero molto veloce) fate partire la vm e collegatevi in console per la configurazione base:

Kemp1

6. Terminato il boot vi verrà richiesto di loggarvi, le credenziali di default per il kemp loadmaster sono:

user: bal

password: 1fourall

Kemp2

7. Dopo esservi loggati dovrete passare alla configurazione di base della scheda di rete, vi verranno richiesti: ip, subnet mask, gateway e dns:

Kemp3 Kemp4 Kemp5

8. Dopo aver inserito tutti i dati il wizard vi comunicherà che potete collegarvi all’interfaccia web all’indirizzo appena impostato per continuare con la configurazione:

Kemp6

9. Connettetevi all’interfaccia web ed accettate la licenza cliccando su “Agree”:

Kemp7

10. Scegliete il tipo di licenza da utilizzare, avete tre possibilità:

a) La 30 day trial che limitata a 5Gbps e vi permette di utilizzare qualsiasi servizio ma solo per 30 gg.

b) La licenza effettiva acquistata.

c) La licenza free che non vi da limiti di tempo ma limita la banda utilizzabile a 20 Mbps.Kemp8

11. Potete iniziare a configurare il vostro load balancer

 

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Vmware console errore: Unable to connect to the MKS

Questo è un errore che vedo molto spesso dai clienti quando si cerca di aprire la console di una macchina virtuale: unable to connect to the mks

Errore MKS

L’errore non è per nulla chiaro ma al 99,9% è dovuto da una non corretta risoluzione DNS, ovvero….. se vi siete collegati al vcenter da un client, il client da cui vi siete collegati deve risolvere correttamente il nome degli host esxi così come li vedere all’interno del vcenter. La cosa più corretta sarebbe risolverli a livello di DNS, ma se non potete modificarli per qualsiasi motivo potete anche aggirare il problema inserendo la risoluzione nel file hosts della macchina da cui vi siete collegati.

P.S.

Il problema non si presenta se vi collegate direttamente ad un singolo nodo esxi

 

 

 

Coesistenza exchange 2007 e 2013 errore redirezione owa NotSupportedWithServerVersionException

In fase di coesistenza di exchange 2007 ed exchange 2013 l’accesso al servizio OWA viene gestita tramite una redirezione, in poche parole l’exchange 2013 diventa il punto di accesso del servizio e, una volta che l’utente ha inserito le proprie credenziali, se la mailbox si trova ancora sul 2007 il browser viene redirezionato sull’indirizzo legacy.domain.com (legacy è solo una label) che deve puntare all’interfaccia di owa 2007.

Può capitare che durante questa redirezione l’utente riceva però un errore nonostante la configurazione delle virtual directories sia corretta.

Purtroppo non ho uno screenshot per mostrare esattamente la schermata ma l’errore che vi compare è questo:

X-OWA-Error: Microsoft.Exchange.Data.Storage.NotSupportedWithServerVersionException

Fortunatamente non è un problema di configurazione lato server (fortunatamente o sfortunatamente… dipende dal numero dei client su cui si verifica) ma è un problema di cache del client, quindi istruite l’utente a fare un clear della cache e dei cookies, riprovate e tutto dovrebbe funzionare correttamente.

“VeeamFree complete backup script” per un host vmware

Ok avevo un po’ di tempo libero negli ultimi giorni e, dato che mi ha incuriosito la possibilità di schedulare gli “zip backup” della versione free con la patch 2 di Veeam 8.0 appena uscita, ho deciso di creare uno script per backuppare completamente tutte le virtual machine di un host vmware. Tutto quello che dovete fare è inserire i parametri corretti e schedulare l’esecuzione dello script con un il task scheduler di windows.

VeeamFree complete backup script

 

Prerequisiti:

1) Un server windows su cui eseguire lo script

2) Un host vmware licenziato (le versioni free non sono supportate in quanto hanno le api per gestire i backup bloccate)

3) Veeam 8.0 aggiornato alla patch2 installato sul server di backup

4) Powercli installata sul server di backup (la potete scaricare dal sito vmware, io ho usato la 5.5 adesso è appena uscita la 6)

5) Spazio disco da utilizzare come repository

 

Cosa vi permette di fare questo script:

1) Backuppare in modo affidabile tutte le vm presenti su un host vmware in maniera totalmente gratuita

2) Restore di tutta la vm, di un disco della vm, granular restore dei file

3) Avere un report via mail e file html dell’esito dei backup

4) Comprimere i backup

5) gestire in maniera semplificata la retention dei dati

 

Cosa NON vi permette di fare questo script:

1) Gestire backup incrementali (tutti i backup eseguiti saranno Full)

2) Sfruttare a pieno la deduplica di Veeam

3) In generale sfruttare tutte le feature avanzate di Veeam

 

Funzionalità da implementare:

1) Gestione degli errori

 

Se avete domande o suggerimenti scrivete pure un commento, grazie!

What’s New: XenDesktop and XenApp 7.6

What’s New: XenDesktop and XenApp 7.6

Superior User Experience

Instant app access
USB 3.0 peripherals
GPU-accelerated video
Advanced HTML5 for Chrome OS

Unauthenticated access

  • Near native HDX user experience
  • Built-in WAN optimization
  • Driver-less & hassle free printing
  • Local app access
  • Access to local resources
  • Mobile SDK for Windows Apps
  • Best 3D app experience
  • Optimized video over any device

Better Security

SSL to VDA (FIPS Compliance)
Common Criteria
Granular clipboard security

  • Integrated secure remote access
  • SmartAccess
  • FIPS & Common Criteria
  • Granular policies
  • Secure offline Client Virtualization
  • Smart Card integration with iOS and Android Receivers
  • On-demand secure data sync and share via ShareFile integration

Simplified Management

Breakthrough storage performance
Better app and infrastructure monitoring
Enhanced app migration analysis

System Center Config Manager integration

  • Single image management
  • 5X faster image updates
  • Simple management and support tools
  • AppDNA app migration and remediation
  • Hybrid desktops with Personal vDisk
  • Unified profile management for RDS and VDI
  • Supports multiple hypervisors

 

Come disinstallare correttamente un cluster exchange 2003

Ecco i passi da seguire per disinstallare un cluster exchange 2003 in modo corretto elencati nel modo più semplice possibile:

1) Andate sul nodo passivo e da add/remove programs rimuovete exchange 2003, quando vi verrà chiesto se è l’ultimo nodo rispondete NO. N.B. Avrete bisogno del CD/ISO per disinstallare il software.

exchange2003_3

2) Andate sul nodo attivo e dalla console di gestione del failover cluster mettete offline “Exchange System attendant” (EVS System Attendant)

exchange2003_1

3) Rimuovete l’exchange virtual server dai gruppi del cluster

exchange2003_2

4) Da add/remove programms rimuovete exchange 2003 e quando vi verrà chiesto se è l’ultimo nodo rispondete SI.

exchange2003_4