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L’anno dell’infrastruttura iperconvergente

Motivi per cui i clienti ricorrono in massa all’infrastruttura iperconvergente:

L’avvento dell’infrastruttura iperconvergente (HCI) ha trasformato drasticamente i modelli di distribuzione rispetto alle operation IT in sili dell’ultimo decennio, rivoluzionando il modo in cui le aziende gestiscono storage, server e rete. Il trend di convergenza non mostra alcun segnale di rallentamento: secondo IDC, nel primo trimestre del 2017 l’aumento delle vendite di sistemi iperconvergenti si è attestato al 64,7% su base annua.

Possiamo quindi definire il 2017 come l’anno dell’HCI? Ecco cosa pensano i nostri esperti VMware:

L’aspetto più interessante è che non esiste un unico motivo specifico per cui le aziende si stanno indirizzando verso l’HCI. Si tratta di una soluzione che risolve numerose problematiche e che spesso garantisce vantaggi inaspettati per i clienti.

L’ufficio delle imposte della Catalogna, ad esempio, doveva affrontare molte sfide contemporaneamente. Javier Fernandez, Head of ITC, doveva gestire la migrazione dei servizi aziendali verso un data center aziendale e l’upgrade dell’infrastruttura, che si presentava in gran parte obsoleta. L’azienda doveva inoltre migliorare i propri livelli di sicurezza a causa della sensibilità dei dati che lo stesso ufficio delle imposte si ritrovava a gestire.

“I costi legati agli investimenti e alla manutenzione sono diminuiti drasticamente grazie alla riduzione rilevante delle infrastrutture e dei sistemi di comunicazione fisici”, ha dichiarato.

Lee Dilworth, EMEA Practice Lead, Storage & Availability, vede nel desiderio dei clienti di svolgere le attività in modo differente uno dei motivi del crescente uso dell’infrastruttura iperconvergente. L’infrastruttura HCI permette ai clienti di adottare un modello Pay As You Go per la creazione dei data center, iniziando con i componenti necessari al momento ma con la possibilità di scalare in base alle esigenze future. Questa flessibilità rappresenta la differenza più eclatante rispetto ai sistemi legacy, dove tutto è basato sull’overprovisioning e su ingenti investimenti iniziali di capitale.

La semplicità nella gestione e nella distribuzione, unita alla maggiore visibilità e alla disponibilità di un punto di gestione centralizzato, rende le infrastrutture iperconvergenti particolarmente appetibili per le aziende che hanno bisogno di funzionalità di data center remoti.

Un buon esempio è rappresentato dall’ONO Academic College, il più grande college in Israele. Alla ricerca di un nuovo array di storage, ha deciso di adottare un’infrastruttura iperconvergente per ottenere maggiore flessibilità. Optando per una soluzione basata su dischi a stato solido, il college è stato in grado di conseguire prestazioni venti volte superiori, secondo il responsabile IT Oren Laufer, utilizzando vSAN per fornire un servizio di eccellenza anche ai propri siti remoti.

“Nella ricerca di un nuovo array di storage ci siamo imbattuti nel concetto di iperconvergenza, perfetto per le nostre esigenze di flessibilità”, ha affermato.

In questo modo, i tempi di backup si sono ridotti in modo significativo, ma non solo: ora è sufficiente una sola persona per gestire l’infrastruttura di storage virtuale, e il personale IT può dedicarsi allo sviluppo di nuove applicazioni anziché alle attività di routine.

In questa così come in molte altre aziende, VMware contribuisce a rendere più semplice la transizione a un’infrastruttura iperconvergente in grado di garantire un ROI in tempi rapidi. Oltre ad avere un impatto sull’IT e sulla tecnologia, l’infrastruttura iperconvergente permette al personale IT di concentrarsi su problemi aziendali più rilevanti, quali il supporto a DevOps, lo sviluppo di iniziative di digital transformation e il conseguimento degli obiettivi strategici.

Per maggiori informazioni sui vantaggi offerti al business dalle soluzioni HCI, è possibile scaricare le nostre guide:

link a «Infrastruttura iperconvergente: perché è il momento giusto»

link a «Perché le imprese adottano l’infrastruttura iperconvergente (HCI)»

“Il mio VMworld”: Leonardo partecipa al VMworld Europe 2017 e anticipa i temi del Cybertech Europe

 

Andrea Biraghi, Managing Director della Divisione Security & Information Systems di Leonardo

Il VMworld rappresenta un evento fondamentale per comprendere meglio i trend e le novità tecnologiche, e credo che anche quest’anno sarà per Leonardo e per tutti i partecipanti un’occasione per approfondire le tendenze del mercato IT.

Dall’edizione 2017 mi aspetto di conoscere nuove soluzioni per le architetture Cross-Cloud – dopo l’annuncio della partnership con Amazon Web Services – in grado di supportare la trasformazione digitale, e alcune novità per la fruizione in sicurezza di contenuti anche in mobilità.

Ho partecipato al VMworld del 2016 a Barcellona e sono rimasto molto colpito dalla enorme partecipazione: 10 mila persone provenienti da 96 Paesi, più di 2.900 partner, oltre 2.000 clienti. In particolare, il momento che ritengo più significativo è stato l’intervento di Pat Gelsinger, CEO di VMware, che, oltre a spiegare come l’era in cui viviamo sia caratterizzata dal passaggio da “traditional business” a “digital business”, ha parlato di Leonardo come di un’azienda leader nel settore della sicurezza e come un esempio di innovazione digitale, motivo per noi di grande orgoglio.

Non solo, uno degli episodi del VMworld 2016 che ricordo con più piacere è stato l’incontro a cena con Pat, durante il quale il CEO ha ripercorso alcuni frammenti di vita professionale passata, quando aveva collaborato con Steve Jobs. La leadership di VMware in questo settore è frutto, anche in questo caso, di una grande visione unita all’attenzione “maniacale” per il cliente.

 

 

Il VMworld anticiperà di pochi giorni un evento che anche quest’anno vede Leonardo protagonista in qualità di co-organizzatore e di sponsor, il Cybertech Europe 2017, uno dei più grandi appuntamenti a livello mondiale dedicato alle soluzioni di cyber security e intelligence, e VMware sarà dinuovo fra gli sponsor della manifestazione.

Nel corso dell’evento, che si svolgerà a Roma il 26 e 27 settembre presso il nuovo Centro Congressi “La Nuvola”, sono previsti incontri e conferenze nonché l’esposizione delle ultime soluzioni innovative del panorama cibernetico: un’occasione unica di dialogo internazionale per approfondire e confrontarsi su minacce informatiche, esigenze di mercato e future strategie.

Leonardo, in particolare, esporrà le tecnologie e i servizi sviluppati per garantire la sicurezza delle infrastrutture, della pubblica amministrazione, delle imprese e del singolo cittadino. Leonardo fornisce, infatti, sistemi per il mondo della Difesa e per il mercato civile, offrendo il massimo livello di supporto durante tutte le possibili fasi di intervento: dall’analisi del rischio, alla progettazione ed  implementazione dell’architettura di sicurezza, al training per la prevenzione e la gestione degli incidenti, fino al ripristino delle attività in seguito ad attacco cibernetico.

Il Cybertech Europe, come il VMworld, sarà quindi un’occasione unica di dialogo e di incontro sui temi legati all’innovazione e alla tecnologia.


Il VMworld 2017 sarà il più incredibile di sempre e noi abbiamo deciso di renderlo anche il più divertente!
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HPE VM Explorer 6.5 rilasciata

HPE VM Explorer 6.5 rilasciata

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HPE ha rilasciato il nuovo VM Explorer 6.5, una soluzione di VM backup e replica per gli ambienti VMware vSphere e Microsoft Hyper-V.

L’applicazione è disponibile in tre edizioni:

  • Free Edition – il prodotto è pienamente funzionale con alcune limitazioni.
  • Professional Edition – efficiente soluzione di backup e replica. Lo starter pack include 4 CPU socket fisici e possono essere acquistati un numero illimitato di CPU socket aggiuntivi.
  • Enterprise Edition – soluzione avanzata di backup, replica e recovery. Lo starter pack include 6 CPU socket fisici.

 

Novità

La nuova release 6.5 porta alcune nuove migliorie che rendono VM Explorer la giusta soluzione per le SMB e ROBO.

 

Supporto per HPE StoreOnce Catalyst

VM Expolorer 6.5 introduce il supporto per lo storage HPE StoreOnce Catalyst (firmware versione 3.16.x o successive) fornendo le funzioni per effettuare backup, copy backup (utilizzando Catalyst Copy) e restore.

Per configurare il nuovo storage, selezionare dal menu principale le voci Storage System > Deduplicating Storage.

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Cliccare sul bottone Add a new HPE StoreOnce Catalyst storage.

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Inserire un Display Name e specificare l’indirizzo dello storage con le corrette credenziali. Cliccare Next.

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Se il tutto funziona correttamente, il campo Test Connection Result indica come risultato la voce Success. Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Lo storage HPE StoreOnce Catalyst è stato configurato nel sistema.

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Miglioramenti nell’Interafaccia Utente

La navigazione e l’interfaccia utente sono costantemente migliorati per rendere l’applicazione intuitiva e user friendly.

 

Report E-mail

E’ stato introdotto un nuovo wizard  per creare un report via e-mail.

Accedere alla sezione E-mail Default Settings dal menu Admin > Settings per definire le impostazioni globali dell’e-mail.

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Posizionarsi in Tasks > Scheduled Tasks per definire le impostazioni dei report via e-mail. Selezionare un task configurato nel sistema e cliccare sul bottone Add nella parte destra.

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Cliccare sul bottone E-mail Report nell’area Other.

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Selezionare l’opzione Create e-mail report task using default settings e cliccare su Next.

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Verificare i parametri Sender & Receiver e cliccare su Next.

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Controllare i Server Settings e cliccare successivamente su Next.

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Specificare il Report Type e cliccare su Save.

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Il report è stato correttamente configurato.

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Un esempio di report ricevuto via e-mail.

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Refresh delle VM
Ora è possibile effettuare il refresh di tutte le Virtual Machine nel proprio sistema cliccando sul bottone Refresh All dalla vista Datacenter.

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Migliorate le funzioni di filtraggio

Le sessioni di backup e replication possono essere ora raggruppate a seconda della loro tipologia: full o incremental.

Dal menu principale selezionare la voce Management > Backup Explorer Replication Explorer e sotto l’area Show selezionare quali tipi di backup o repliche si desidera visualizzare.

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Aggiornare VM Explorer

Se è installata una versione precedente nel proprio sistema, quando si accede a VM Explorer un messaggio informa che è disponibile una nuova versione.

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Effettuare il download di HPE VM Explorer 6.5 ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per avviare l’installazione. Durante il processo di aggiornamento tutte le impostazioni esistenti sono mantenute.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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VM Explorer viene installato nel sistema.

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Quando l’installazione viene completata correttamente, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Inserire le credenziali corrette per accedere a VM Explorer e cliccare su Login.

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La Dashboard di VM Explorer 6.5.

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HPE VM Explorer 6.5 è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

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“Il mio VMworld”: i ricordi di Franco Puricelli, Systematika

Franco Puricelli, Director – Sales Manager & Business Development at Systematika Distribution

Sono ormai un veterano del VMworld, il primo al quale ho partecipato è stato anche il primo VMworld in assoluto, era il lontano 2004 a San Diego. Tra i relatori figuravano Diane Greene, presidente dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware.

Si respirava un entusiasmo incredibile, erano le prime volte in cui si parlava di virtualizzazione e VMware mostrava per la prima volta vMotion, una funzionalità che aveva scatenato l’entusiasmo delle persone presenti. Ricordo anche l’annuncio di diverse tecnologie di terze parti che erano state invitate da VMware a partecipare all’evento e che sono state le prime tecnologie di ecosistema a essere presenti.

Un entusiasmo che non è andato scemando in tutti questi anni, anzi. Il VMworld rappresenta sempre un momento estremamente stimolante in cui comprendere meglio l’ecosistema VMware e la vision dell’azienda alla luce delle nuove soluzioni presentate. In questo senso, riveste ogni anno un interesse particolare il Solution Exchange, dove è possibile incontrare i Partner con cui VMware fa squadra e capire meglio le novità che caratterizzeranno l’IT.

Dal punto di vista tecnologico, quest’anno mi piacerebbe vedere approfondita la componente Cross Cloud, il cui sviluppo per Systematika è sicuramente interessante. Inoltre, alla luce del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) i cui requisiti dovranno essere recepiti a breve dalle aziende, sono curioso di capire meglio l’aspetto legato alla sicurezza e le novità che VMware sta sviluppando in questo ambito.

Accanto alle novità che verranno presentate, che rappresentano sicuramente un aspetto chiave dell’evento, e agli interessanti keynote tenuti dai vertici di VMware, ritengo che il valore del VMworld stia anche, ovviamente, nella relazione: relazione che si traduce nella possibilità di incontrare persone di VMware che durante l’anno non abbiamo l’occasione di vedere, confrontarsi e discutere con loro, ma anche colleghi di altri Paesi o Partner per parlare del mercato e dei principali trend. Il VMworld è anche un momento importante per noi in cui fare scouting.

Guardando ai VMworld passati, mi piace ricordare quando Systematika è stata invitata a parlare nel corso di una sessione sul vSphere Optimization Assessment, un tema sul quale abbiamo una forte preparazione che abbiamo potuto condividere e mostrare ai partecipanti. E con altrettanto piacere ricordo quando abbiamo ricevuto il “Best Regional Marketing Campaign Southern Europe Channel Awards” nel 2004 e quando siamo stati premiati come distributore innovativo dell’area EMEA nel 2012, un riconoscimento che ci ha riempito di orgoglio e che è stata la dimostrazione del duro lavoro fatto nel tempo.

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Quest’anno ti aspettiamo a Barcellona dall’11 al 14 settembre per il VMworld 2017 Europe.

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StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

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La configurazione di StarWind Virtual SAN viene finalizzata connettendo i device creati con gli hosts ESXi del cluster StarWind.

Per garantire l’affidabilità dello storage, l’applicazione si affida ai link di rete ridondati tra gli host StarWind permettendo di mantenere un cluster storage pienamente fault tolerant solo con gli host. Questa soluzione elimina la necessità di utilizzare terze parti per mantenere l’affidabilità in caso di problemi hardware.

 

Blog serie

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Rilevare i target

Per connettere i device precedentemente creati con gli host ESXi, è necessario selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Selezionare gli adapter sotto la voce iSCSI Software Adapter e quindi accedere alla sezione Network Port Binding. Qui è possibile ritrovare il bind StarWind_iSCSI_VMs creato nella parte 1.

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Posizionarsi su Targets e verificare che sia selezionata l’opzione Dynamic Discovery. Cliccare Add per aggiungere i nodi dei Server StarWind.

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Inserire l’indirizzo IP del primo nodo del Server StarWind e cliccare su OK.

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Ora inserire l’indirizzo IP del secondo nodo del Server StarWind quindi cliccare su OK.

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Cliccare sul bottone Rescan per rilevare i nuovi storage device aggiunti.

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I device StarWind sono stati rilevati correttamente.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host ESXi.

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Creare il datastore

Selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Datastore. Cliccare sull’icona Create a new datastore per configurare il datastore.

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Selezionare VMFS come tipologia di datastore e cliccare Next.

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Digitare il Datastore name e selezionare il device StarWind iSCSI da utilizzare. Cliccare su Next.

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Specificare la versione del VMFS (es. VMFS 6) e cliccare su Next per continuare.

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Specificare la Partition Configuration e cliccare su Next.

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Controllare le impostazioni effettuate e cliccare su Finish per creare il datastore.

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Il datastore StarWind è stato creato correttamente.

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Verificare che lo storage creato sia connesso anche con il secondo host del cluster StarWind.

 

Datastore path

Poichè StarWind Virtual SAN non supporta nessuna modalità di NIC teaming per l’affidabilità o capacità di aggregazione, la modalità consigliata per l’MPIO è Round-Robin.

Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul datastore StarWind creato e selezionare la voce Settings.

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Posizionarsi nella sezione Connectivity and Multipathing e selezionare il primo host. Cliccare sul bottone Set Multipathing.

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Nel campo Path selection policy, specificare Round Robin (VMware) e cliccare su OK.

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La policy è ora impostata come Round Robin.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Le virtual machine possono essere ora salvate nel nuovo datastore fornito da StarWind.

Lo storage locale di entrambi gli host deve essere convertito in uno storage condiviso fault tolerant replicato tra i nodi. La soluzione StarWind garantisce la sicurezza dei dati e mantiene una disponibilità continua dell’applicazione.

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StarWind vSAN è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

StarWind offre inoltre una Free Edition, una versione supportata in autonomia o tramite la community che può essere gestita tramite le Windows PowerShell o SCVMM poichè l’accesso alla StarWind Management Console è limitato a 30 giorni dopo l’installazione.

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StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2

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Terminata l’installazione dei Server StarWind nel cluster VMware, la fase successiva della procedura di setup prevede la configurazione dei device e della replica.

Per fornire l’HA e le performance, StarWind Virtual SAN supporta le seguenti configurazioni RAID:

  • FLAT image – RAID 0, 1, e 10 (RAID 5, 50, 6, e 60 solo per gli array all-flash)
  • LSFS –  RAID 0, 1, 10, 5, 50, 6, 60

I volumi possono essere separati in due modi possibili. L’OS e i Device immagine StarWind possono essere mantenuti su un singolo volume fisico utilizzando le partizioni (GPT è consigliato per lo storage condiviso per permettere la creazione di volumi maggiori di 2 TB) o segregare l’OS in un array RAID1 dedicato.

 

Blog serie

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Impostare le regole VMware VM/Host

Se si opera in un cluster VMware con vMotion abilitato, è consigliato mantenere i Server StarWind in host ESXi separati. Accedere a vSphere Web Client, selezionare il cluster in cui i Server StarWind sono configurati e posizionarsi nella sezione Configure > VM/Host Rules.

Cliccare su Add per creare una nuova regola ed assegnare un Name (es. Separate StarWind Servers). Dal menu a tendina selezionare la voce Separate Virtual Machines e cliccare Add.

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Selezionare i due Server StarWind e cliccare su OK per confermare.

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La regola è stata creata correttamente.

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Configurare il Device

Effettuare il login al primo Server StarWind ed accedere alla StarWind Management Console. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul server e selezionare la voce Connect.

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Dalla sezione General cliccare sull’opzione Add Device (advanced).

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Selezionare l’opzione Hard Disk Device e cliccare su Next.

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Specificare Virtual Disk come Disk Device Type e cliccare Next.

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Selezionare Create a New Virtual Disk e specificare Name e Size. Cliccare su Next per continuare.

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Selezionare Thick-provisioned come Virtual Disk ed utilizzare un Block Size di 512, raccomandato se si utilizza l’host ESXi. Cliccare su Next.

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Specificare Write-Back come modalità per la policy della cache Device RAM e la Size della cache stessa. Cliccare Next.

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A seconda dell’ambiente operativo, specificare i parametri della Flash Cache. Una size del 10% rispetto alla dimensione del Device è la dimensione raccomandata per la Flash Cache. Cliccare su Next per continuare.

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Specificare Create New Target come Target Attachment Method. Editare il campo Target Name se si intende customizzare il nome del Target, quindi cliccare successivamente su Next.

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Cliccare su Create per creare il nuovo Device.

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Completata l’operazione, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Il nuovo Device è stato creato correttamente.

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Configurare la Replica

Dalla StarWind Mangement Console, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul Device creato in precedenza e selezionare l’opzione Replication Manager.

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Dal Replication Manager cliccare Add Replica.

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Selezionare la voce Synchronous “Two-Way” Replication e cliccare su Next.

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Inserire l’IP address del partner di replica e cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Heartbeat e cliccare su Next.

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Selezionare Create new Partner Device e cliccare Next.

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Lasciare la Location di default e cliccare Next per continuare.

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Cliccare Change Network Settings per specificare le reti di Heartbeat e Sync.

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Selezionare attentamente le reti da utilizzare e cliccare su OK quando terminato.

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Quando le reti per i canali di Synchronization e Heartbeat sono stati impostati, cliccare su Next.

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Selezionare l’opzione Synchronize from existing Device e cliccare su Next.

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Cliccare sul bottone Create Replica per procedere con la creazione della replica.

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Il Device è ora configurato per essere replicato con il partner.

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Cliccare Close quando il processo è stato completato.

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Il Device viene sincronizzato con il partner.

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Quando la procedura di sincronizzazione è completa, cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Lo storage creato è ora disponibile al sistema.

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Connettersi al secondo Server StarWind per verificare lo stato del Device replicato.

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Nella parte 3 viene illustrata la creazione del datastore vSphere utilizzando StarWind Virtual SAN.

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StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

StarWind Virtual SAN installazione – pt.1

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StarWind Virtual SAN è una soluzione storage nativa priva di hardware pienamente fault tolerant e performante pensata per i sistemi virtualizzati.

Lo storage effettua il mirror tra i nodi del cluster configurato e viene trattato come uno storage locale da entrambi gli hypervisor e le applicazioni in cluster.

 

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StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

 

Prerequisiti

Per l’installazione di StarWind VSAN sono richiesti i seguent prerequisiti:

 

Configurazione networking

StarWind VSAN richiede una corretta configurazione di rete per la sua funzionalità. Per fornire una soluzione storage highly available, tutti i componenti dell’infrastruttura devono essere ridondati per evitare di avere un singolo punto di failure. Oltre ai server in cluster, verificare che anche tutti gli switch utilizzati siano ridondati.

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Setup VMKernel per iSCSI

Dal VMware vSphere Web Client, selezionare il primo host da configurare e posizionarsi nella sezione Configure. Selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

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Selezionare l’opzione VMKernel Network Adapter e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare l’iSCSI VMKernel e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_iSCSI_VMs) e cliccare su Next.

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Specificare i VMKernel IPv4 settings con una subnet non utilizzata nel sistema.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La porta VMKernel è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà dello vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati. Editare le proprietà del VMKernel ed impostare i NIC Settings > MTU 9000 e cliccare su OK per confermare.

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Se il vSwitch utilizzato è configurato con due o più NIC, iSCSI può effettuare il bind solo su un NIC attivo. Selezionare l’iSCSI VMKernel e cliccare sull’icona Edit settings.

Posizionarsi nella sezione Teaming and Failover ed abilitare l’ozione Override. Spostare il secondo NIC negli Unused adapters e cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale Heartbeat

Ora è necessario creare il canale Heartbeat utilizzato per evitare situazioni di split-brain, cioè quando i nodi del cluster HA non riescono a sincronizzarsi ma continuano ad accettare i comandi di scrittura dagli iniziatori

Dalla sezione Configuration selezionare Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking. Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato lo vSwitch0 esistente.

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Specificare una Network label (es. StarWind_VMs) e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group StarWind_VMs è stato creato correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch0 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Creazione del canale di Synchronization

Ora creare il canale di sincronizzazione utilizzato per effettuare il mirror di ogni operazione di scrittura indirizzato allo storage HA.

Creare un nuovo vSwitch e definire solo una virtual machine Port Group per il canale di Sync. Dalla sezione Configuration selezionare la voce Virtual Switches e cliccare sull’icona Add Host Networking.

Selezionare l’opzione Virtual Machine Port Group for a Standard Switch e cliccare su Next.

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Creare un New standard switch (raccomandato) o selezionare l’opzione Select an existing standard switch per configurare la Port Group e cliccare su Next. Nell’esempio è utilizzato un vSwitch1 esistente.

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Specificare la Network label (es. StarWind_Sync_VMs) e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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La Port Group è stata creata correttamente.

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Editare le proprietà del vSwitch1 e verificare che i Jumbo Frames siano abilitati con il campo MTU impostato a 9000. Cliccare su OK per confermare.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo nodo ESXi. Quando completato, il secondo host sarà configurato con i canali iSCSI e HeartBeat nel vSwitch0.

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Mentre il vSwitch1 avrà configurato il canale di Sync.

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Bind iSCSI port

Selezionare il primo host ESXi e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Abilitare l’iSCSI Software Adapter, selezionare l’adapter configurato e nell’area Network Port Binding cliccare sull’icona Add per effettuare il bind dell’adapter con il VMKernel Adapter.

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Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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Installare il Server StarWind

La VM in cui viene installato StarWind, deve avere i seguenti prerequisiti:

  • OS: Windows 2012 R2
  • Memory: almeno 8 Gb (più la RAM della cache che si intende utilizzare)
  • CPUs: 4 virtual sockets, 1 core per socket
  • HDD1: 100 Gb per OS
  • HDD2: dimensione che si intende utilizzare come storage condiviso

Ogni hard disk deve essere di tipo Thick Provisioned Eager Zeroed.

  • NIC1: Management
  • NIC2: iSCSI per le VM
  • NIC3: Sync per le VM

Tutti gli adattatori di rete devono essere VMXNET3.

 

Aggiungere un nuovo disco e NIC al server

Una volta che l’installazione del Server Windows è stata completata, effettuare un click con il tasto destro del mouse sulla VM e selezionare Edit Settings.

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Nel campo New device selezionare la voce New Hard Disk dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add.

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Impostare il disk size e assicuarsi di impostare il Disk Provisioning come Thick Provisioned Eager Zeroed.

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Nel campo New device selezionare la voce Network dal menu a tendina e cliccare sul bottone Add due volte in modo da aggiungere i NIC richiesti.

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Assegnare la rete corretta ai Network adapters e cliccare su OK per salvare la configurazione. Da tenere a mente che un NIC (nell’esempio l’adattatore di rete VM Traffic-10) è utilizzato per la rete iSCSI.

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Ripetere la stessa procedura di installazione per il secondo Server StarWind.

 

Installare il software StartWind

Scaricare StarWind Virtual SAN per VMware vSphere ed eseguire l’installer. Cliccare su Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Cliccare su Next per continuare.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Specificare i componenti da installare e cliccare su Next.

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Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione Create a desktop icon e cliccare su Next.

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Ci sono tre tipi di Licence keys che si possono utilizzare:

  • Evaluation – edizione di 30-giorni pienamente funzionale
  • Free – edizione pienamente funzionale con alcune limitazioni
  • Purchased

Selezionare la licenza da utilizzare e cliccare su Next.

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Se la chiave della licenza è già disponibile, effettuare il Browse del computer e selezionare la chiave quindi cliccare su Next.

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Sono visualizzati i dettagli della licenza acquistata. Cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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StarWind Virtual SAN viene installato nel sistema.

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Quando l’operazione viene completata correttamente, abilitare l’opzione Launch StarWind Mangement Console e cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Quando si effettua l’accesso alla Management Console per la prima volta, è necessario specificare lo Storage pool di default. Cliccare su Choose path per specificare la locazione.

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Selezionare il disco del server da utilizzare come storage condiviso e specificare una directory. Cliccare su Open per confermare la locazione.

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L’installazione del software è ora completa.

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Nella parte 2 è illustrata la configurazione dei devices e replication di StarWind Virtual SAN.

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Unificare il mondo multi-cloud

Richard Munro, CTO for Cloud Services in EMEA di VMware, mostra la roadmap per aiutare le organizzazioni ad accelerare la trasformazione cloud con l’architettura Cross-Cloud di VMware

Indipendentemente dalla strategia che si sceglie di adottare e dalle dimensioni della propria azienda, capita a tutti di perdere di vista l’obiettivo, distrarsi e sbagliare strada. Siamo umani in fin dei conti! Per questo, anche quando si utilizza l’approccio Cross-Cloud che aiuta tutte le linee di business a guidare l’innovazione e raggiungere i propri obiettivi, sbagliare è possibile. A volte chi promuove questa tipologia di approccio e chi gestisce il business faticano a mantenere la focalizzazione sull’obiettivo finale e rispondere a domande specifiche per essere sicuri di stare procedendo nella direzione giusta. Abbiamo pensato a una guida visiva che consenta di non perdersi in una lunga lista di consigli.

Abbiamo creato una grafica alla quale fare riferimento facilmente e che aiuta a verificare se si stanno compiendo i passi giusti nella direzione della trasformazione Cross-Cloud. Ad esempio, se un dipendente si sta focalizzando sulla sicurezza del cloud, può fare riferimento alla seconda colonna “Quanto è sicura la tua organizzazione?” e guardare ciascuno dei passaggi per essere sicuro che siano stati tutti messi in atto per una gestione sicura del cloud. I passaggi comprendono assicurarsi che la sicurezza sia una priorità a livello aziendale e che i cloud non siano trattati come dei silos.

Si tratta di un modo semplice ma efficace per garantire che tutti i dipendenti siano coinvolti direttamente nell’attuazione della strategia Cross-Cloud e si stiano muovendo nella direzione giusta, facendo le domande corrette, per questo vi invito a condividere subito la nostra roadmap!

Clicca sulla roadmap per ingrandirla

 

Vuoi saperne di più?

  • Scarica la nostra guida Network Virtualization for Dummies
  • Scarica Cloud Management for Dummies
  • Scarica la guida Secure Digital Workspace for Dummies
  • Leggi il blog Cross-Cloud Approach: Modernising IT Infrastructure blog

ESXi 6.5 configurare uno storage locale come RDM

ESXi 6.5 configurare uno storage locale come RDM

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Durante la configurazione di uno storage locale come RDM in VMware ESXi 6.5, i device di storage locale non sono visibili per installare il datastore.

I controller locali che non rispettano i requisiti hardware sono spesso il motivo di problemi durante la configurazione dei datastore locali.

 

Configurare un datastore locale

Per configurare un nuovo datastore, è necessario accedere al vCenter o all’ESXi locale. Aprire il VMWare vSphere Web Client ed inserire le credenziali corrette per accedere al vCenter Server e cliccare su Login.

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Selezionare un host ESXi e posizionarsi in Configure > Storage Devices. Gli hard disk connessi localmente sono visibili nella lista e riconosciuti dal sistema.

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Per creare un datastore locale, posizionarsi in Configure > Datastores e cliccare l’icona Create a new datastore.

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Selezionare l’opzione VMFS come tiplogia di datastore e cliccare su Next.

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I dispositivi di storage locali per la configurazione del nuovo datastore non sono visibili nella lista anche se il sistema li ha correttamente riconosciuti come visto in precedenza nella sezione Storage Devices.

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Come default, i dispositivi di storage locali sono disabilitati come potenziali candidati RDM negli host ESXi poichè la maggior parte dei controller locali esistenti non rispetta i requisiti hardware per indirizzare e comunicare correttamente con il disco RDM.

 

Abilitare l’RDM locale

Per abilitare i device di storage locali, selezionare l’ESXi da configurare e posizionarsi nella sezione Configure > Advanced System Settings e cliccare sul bottone Edit.

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Cercare il parametro RdmFilter.HbalsShared per gestire la visibilità dei dispositivi di storage locali. Per default questo parametro è Enabled.

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Disabilitare il parametro rimuovendo la spunta dall’opzione Enable e cliccare su OK per confermare.

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Cliccare sull’icona Rescan all storage adapters per effettuare il discover di nuovi dispositivi di storage.

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Cliccare su OK per procedere.

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Effettuare un click con il tasto destro del mouse e selezionare l’opzione Power > Reboot per riavviare l’ESXi.

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Quando viene eseguito nuovamente il wizard per la creazione del datastore, i dischi locali sono ora visualizzati nella lista.

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Specificare la versione di VMFS da utilizzare e cliccare su Next.

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Specificare i dettagli del datastore e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione e creare il nuovo datastore.

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Il datastore locale è stato creato correttamente.

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In caso di problemi, verificare di avere un controller compatibile per la configurazione del dispositivo locale come RDM.

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è un nuovo prodotto StarWind che elimina la necessità della cassetta fisica emulando il tape hardware standard.

Questa soluzione aggiunge un livello di cloud storage all’infrastruttura di backup garantendo la conformità con la regola di backup 3-2-1. Viene creata una copia di backup aggiuntiva sostituendo il costoso storage locale con uno storage cloud più conveniente come Amazon S3 e Glacier

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam può essere integrato nell’infrastruttura di backup esistente senza l’aggiunta di software di terze parti.

 

La regola di backup 3-2-1

Per garantire di avere i propri dati sempre disponibili, una buona strategia di backup deve rispettare la regola del 3-2-1:

  • 3 copie dei propri dati
  • 2 diversi supporti
  • 1 backup fuori sede

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Come funziona StarWind Cloud VTL

Il backup effettuato su cassetta non solo richiede più tempo, ma deve essere organizzato attentamente. Lo staff IT deve gestire le cassette, ruotarle, monitorare i backup e così via. Le cassette e la loro archiviazione fuori sede richiedono costi aggiuntivi presentando un certo rischio di errore poichè è un processo completamente manuale.

Il concetto dietro questa soluzione consiste nel sostituire le cassette fisiche nell’infrastruttura di backup esistente fornendo una replica completamente automatizzata e una collocazione sullo storage cloud Amazon. I dati vengono replicati su uno storage cloud veloce Amazon S3 fornendo una riorganizzazione efficiente verso il più economico Glacier.

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Questa nuova soluzione porta i seguenti benefici:

  • Implementazione della strategia di backup Disk-to-Disk-to-Cloud (D2D2C)
  • StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam
  • La capacità di aggiungere un livello di backup tra il cloud storage con diverse prestazioni e le specifiche di efficienza

 

Cos’è il VTL

Utilizzando un backup basato su tape, il trasferimento dei dati è generalmente lento ed incrementa l’RTO. Per velocizzare il processo l’unica possibile soluzione è l’utilizzo della cache dei dischi. Utilizzando la cache come virtual tape library (VTL), i dati vengono scritti nella cache (dischi SATA) in maniera più veloce permettendo di stare nella finestra di backup eliminando il carico verso l’infrastruttura.

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StarWind Virtual Tape Library (VTL) converte gli economici drive SATA in tape virtuali emulando l’esistente cassetta hardware con la possibilità di scaricare i dati nello storage cloud pubblico come Amazon Glacier e Amazon S3, decisamente meno costosi.

Questa soluzione permette inoltre di soddisfare la regola di backup 3-2-1.

 

Integrazione con Veeam

StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam ed ogni componente software è stato testato e verificato per garantirne la piena compatibilità.

La tecnologia VTL sarà introdotta nella prossima release Veeam Backup & Replication v10.

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è disponibile come 30-day trial per poter testare e provare l’applicazione.

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