VMware vCenter High Availability: manutenzione e test failover – pt.2

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VMware vCenter High Availability: manutenzione e test failover – pt.2

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Una volta che il cluster HA è stato creato, le procedure di manutenzione e test del failover del vCenter High Availability assicurano che la VCSA 6.5 sia protetta contro tipologie multiple di malfunzionamenti hardware e software.

Quando i nodi del vCenter Server (Attivo, Passivo e Witness) sono stati implementati, la manutenzione e il test failover devono essere effettuati regolarmente per garantire un cluster funzionale e protetto.

 

Blog Serie

VMware vCenter High Availability: installazione – pt.1
VMware vCenter High Availability: manutenzione e test failover – pt.2

 

Monitorare lo stato del cluster HA

Controllando lo stato del vCenter Server HA regolarmente, si assicura la massima protezione per la funzionalità dell’infrastruttura virtuale.

Per verificare lo stato corrente del cluster HA, aprire il vSphere Web Client e posizionarsi nella sezione Configure e selezionare la voce vCenter HA. Cliccare su vCenter HA Monitoring per accedere al monitoraggio.

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La finestra visualizza lo stato corrente dei nodi Attivo, Passivo e Witness. Cliccare su vCenter HA Settings per ritornare alla pagina di configurazione.

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Manutenzione del cluster HA

Il cluster HA è abilitato per default ed effettua un failover automatico quando si verifica un malfunzionamento. Se è necessario controllare il comportamento del cluster HA, dall’area vCenter HA cliccare sul bottone Edit.

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Selezionando l’opzione Maintenance mode si disabilita il failover automatico ma la replica continua a funzionare tra i nodi Attivo e Passivo. Cliccare su OK per confermare. Questa opzione si utilizza ad esempio per effettuare l’aggiornamento del vCenter Server.

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Quando il cluster HA è in Maintenance Mode, lo Status corrente è visualizzato nella tabella.

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Selezionando l’opzione Disable vCenter HA le funzioni di failover e replication sono disabilitate ma la configurazione HA rimane intatta. Cliccare OK per confermare.

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Quando il cluster HA è disabilitato, lo Status corrente viene visualizzato nella tabella.

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Selezionando l’opzione Remove vCenter HA, il cluster HA viene completamente rimosso preservando la normale funzionalità del nodo Attivo.

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Se il cluster HA è in Maintenance Mode o Disabilitato, selezionare la voce Enable vCenter HA per ripristinare la funzionalità di default del cluster HA.

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Quando il cluster viene abilitato, sono richiesti alcuni minuti prima che il failover automatico sia disponibile nuovamente poichè la replica iniziale potrebbe essere ancora in corso.

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Il vCenter HA è disponibile e la protezione con il failover automatico è nuovamente abilitata.

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Backup e Restore

Come strategia di backup, effettuare il backup del solo nodo Attivo tralasciando i nodi Passivo e Witness. Nel caso ci sia la necessità di effettuare il restore del nodo Attivo, è necessario rimuovere la configurazione del cluster HA, effettuare il restore e ricreare il cluster HA.

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Testare il failover

Per testare il failover, dall’area Configure > vCenter HA cliccare sul bottone Initiate Failover.

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Abilitare l’opzione Force the failover… e cliccare Yes per iniziare il failover.

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E’ possibile seguire l’andamento del failover dal browser utilizzando, ovviamente, lo stesso nome DNS o indirizzo IP. VMware dichiara un RTO di 5 minuti, probabilmente un valore un po’ troppo alto ma che sicuramente verrà migliorato nelle prossime release.

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Il nodo Passivo subentra come ruolo Attivo e l’indirizzo IP del cluster HA (nell’esempio 192.168.70.10) è rimasto, come previsto, lo stesso.

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Quando il nodo Attivo ritorna operativo, viene ripristinato lo status normale.

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Configurando il vCenter Server HA si assicura un alto livello di protezione per il proprio ambiente virtuale senza la necessità di extra licenze. Testare il failover è una buona procedura per essere sicuri che il tutto funzioni come previsto.

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Il team Monterail collabora con Thunderbird

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Solo un mese fa annunciavamo l’intenzione del (adesso autonomo) gruppo di sviluppo di Thunderbird di rinnovare l’aspetto del client di posta; ora arriva una conferma dal team autore del tema preso come base per la nuova release.

In un post, infatti, viene ripercorsa la storia del tema, per spiegare come cambiare l’aspetto grafico di un programma così tanto diffuso non sia una decisione ma piuttosto un percorso, un processo graduale di cambiamento. Se volete provare il tema, senza dover passare ad una versione di sviluppo del client, Paenglab ne ha pacchettizzato uno e messo disponibile sul canale ufficiale di Thunderbird.

Un tale cambiamento richiede dati per sapere cosa fare e consenso della direzione presa:

We wholeheartedly invite all Thunderbird users past and present, along with everyone who see it as their email client of choice to take part in a research survey we’re running. This survey will be the foundation for any further action connected with the development of a new default theme.

Invitiamo con tutto il cuore tutti gli utenti di Thunderbird attuali e passati, assieme a chiunque lo consideri il suo client email preferito, a prendere parte ad un sondaggio che stiamo portando avanti. Questo sondaggio sarà le fondamenta per ogni ulteriore azione connessa con lo sviluppo di un nuovo tema predefinito.

Abbiamo quindi la conferma che si punta al rinnovamento, e che il team di Monterail è in prima linea per portarlo avanti, ma vediamo anche come il processo sia solo all’inizio e il risultato finale tutt’altro che definito. Ecco il link per il sondaggio: che dite, parteciperete?

SQL Server Cumulative Updates (Gennaio 2017)

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Nel mese di Gennaio sono stati rilasciati i seguenti Cumulative Update per SQL Server:

Cumulative Update 3 per SQL Server 2017 RTM

Cumulative Update 7 per SQL Server 2016 SP1

Cumulative Update 10 per SQL Server 2014 SP2

Windows 7 Errore Impossibile connettersi al servizio Servizio di notifica eventi di sistema

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Di recente ho avuto occasione di riscontrare su un sistema Windows 7 l’errore “Impossibile connettersi al servizio Servizio di notifica eventi di sistema” (Windows could not connect to the System Event Notification Service service) all’atto del logon con un utente di dominio con conseguente schermata nera ed occorre provare a riavviare il computer più volte…

SQL Operations Studio: January release

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Lo scorso 17 Gennaio è stata rilasciata la versione 0.25.4 di SQL Operations Studio.

Come già detto precedentemente (qui e qui) SQL Operations Studio è il nuovo tool di casa Microsoft che consente l’accesso a SQL Server, Azure SQL DB e SQL DW da tutte le principali piattaforme (Windows, macOS e Linux).

La January release apporta diverse migliorie e introduce qualche nuova funzionalità, come ad esempio:

  • HotExit: ovvero la feature grazie a cui è possibile ritrovare nell’editor eventuali script non salvati.

hotexit

  • La possibilità di vedere le connessioni salvate direttamente nel Connection Dialog.

saved-connections

  • La possibilità di avere i tab colorati con lo stesso colore impostato per un particolare Server Group.

sql-editor-tab-color

Come sempre, per la lista completa ed i dettagli di tutti gli aggiornamenti rimandiamo alle release notes.

Per chi invece volesse testare le nuove funzionalità o semplicemente iniziare ad esplorare il tool, questo è il link dove potete scaricarlo!

Buon divertimento!

La perfezione alchemica del numero 7 che porta alla disciplina

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Disciplined Agile (Delivery) è un framework di cui parlo spesso, sia perché apprezzo l’approccio estremamente pragmatico all’Enterprise Agility, sia perché mi risulta molto utile per parlare ai diversi livelli organizzativi di elementi e “fasi” che possono paragonare all’organizzazione in essere.

Nel corso dell’ultimo anno, il DA Consortium ha fatto un importante lavoro per rendere consistente il passaggio da Disciplined Agile Delivery (lifecycle) a Disciplined Agile che si occupa dell’intera organizzazione.

In particolare, come da tradizione del mondo Agile e Lean, partire dai Principi è un approccio consolidato che consente di chiarire la linfa essenziale che contraddistingue il framework o la metodologia specifica. DA definisce 7 Principi essenziali, incarnazione della perfezione alchemica, rappresentati in una struttura a nido d’ape:

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Alcuni sono in diretta relazione con quando presentato da Modern Agile ed Heart of Agile, di cui abbiamo già discusso nei nostri approfondimenti.

Vediamo di dare più corpo a tali principi:

  • Delight Customer (meravigliare il cliente), questo principio affonda le proprie radici nel primo principio Agile “Our highest priority is to satisfy the customer through early and continuous delivery of valuable software”, declinandolo in un’ottica maggiormente Lean Oriented con la consapevolezza che per fidelizzare i clienti bisogna fornirgli quel quid in più, andando a sorprenderli oltre le proprie aspettative;
  • Be Awesome (essere incredibili), il nostro successo aziendale dipende dalla capacità di aiutare le persone ad essere vincenti e renderli in grado di risolvere problematiche grazie alle proprie capacità. Come affermato da Richard Branson: “Take care of your employees and they’ll take care of your business”;
  • Pragmatism (pragmatismo), le persone devono confrontarsi continuamente con situazione che sono tutt’altro che ottimali. Diventa, quindi, indispensabile trovare la propria “Agile way”, accettando il fatto che sia necessario individuare il giusto equilibrio ed il giusto compromesso rispetto ad un possibile approccio ideale;
  • Context Counts (tener conto del contesto), contesti diversi richiedono strategie diverse. Questo comporta che, qualunque sia la pratica o il processo scelto, è necessario ricamarlo nel contesto specifico, andando a creare una cultura orientata al Continuous Learning ed Experimentation;
  • Choice is Good (poter scegliere è sempre positivo), ogni persona, ogni team ed ogni organizzazioni è unica. I team devono poter gestire e plasmare i processi, sperimentando cosa funziona realmente nel proprio ambiente, micro e macro;
  • Optimize Flow (ottimizzare il flusso complessivo), un’organizzazione è un Sistema Adattativo Complesso (CAS) composto da team che interagiscono tra loro e che evolvono costantemente influenzandosi a vicenda. La sfida è quella di trovare il giusto equilibrio e il ritmo che consenta di ottimizzare il flusso complessivo delle attività;
  • Enterprise Awarness (essere parte integrata dall’azienda), tutte le persone appartengono ad un unico ecosistema: l’azienda. I team possono trarre vantaggio da quanto fatto dagli altri, contribuendo al valore complessivo di quanto realizzato.

Tutti questi principi guidano l’Agilità all’interno di una visione olistica della sua adozione, creando le basi per l’approccio Goal-Driven caratteristico di DA.

Stay tuned J

Blog italiani (e in italiano) nel mondo IT/ICT