Grossa vulnerabilità trovata in Kubernetes ed OpenShift

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Presentiamo gli attori coinvolti: Kubernetes (ancora non lo conoscete?) attualmente il re dei container orchestrator; seppur non sia l’unico attore in questo campo è sicuramente il più utilizzato. OpenShift, un prodotto Red Hat che ha Kubernetes come parte centrale, e su cui l’azienda ha costruito intorno una serie di capacità accessorie; se Kubernetes viene ancora utilizzato per orchestrare i container nella propria infrastruttura OpenShift, semplificando potremmo dire che quest’ultimo si occupa di gestire l’intero processo che porta dal codice all’immagine del container come poi viene gestito da Kubernetes. La vulnerabilità in questione, identificata dalla CVE-2018-1002105, colpisce proprio Kubernetes e, questo colpo al suo cuore, fa vacillare di conseguenza anche OpenShift. Ma di cosa stiamo parlando? Di un privilege escalation basato su una gestione errata delle richieste da parte di kube-apiserver. Senza entrare nel dettaglio dell’architettura di Kubernetes (tenete sotto controllo gli articoli tecnici in futuro su queste pagine), per capire l’impatto di questa vulnerabilità basti sapere che questo fantomatico “apiserver” è la componente a cui tutti parlano (utenti compresi) per pilotare l’intero cluster Kubernetes. Un utente che sia già autorizzato ad eseguire una connessione ad un backend server tramite il Kubernetes API server può inviare ad esso nella stessa connessione richieste arbitrarie, [...]

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