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Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

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Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

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Quando Veeam Availability Orchestrator (VAO) è stato installato nel sito DR, è necessario creare un Failover Plan per le macchine replicate in modo da garantire che il piano di DR sia funzionale nella modalità attesa.

Uno dei benefici più importanti che si hanno nell’utilizzo del VAO, è la reportistica e la documentazione disponibile che viene creata automaticamente ed è sempre aggiornata.

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Veeam Availability Orchestrator setup – pt.1
Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

 

Creare un Failover Plan in Veeam Availability Orchestrator

Utilizzando il browser preferito, digitare l’indirizzo https://IP_address: 9898 per accedere al VAO. Inserire le credenziali corrette e cliccare su Log in.

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Posizionarsi nella sezione Failover Plans e selezionare dal menu principale la voce Manage > New.

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Digitare un Plan Name ed opzionalmente inserire le altre informazioni. Cliccare Next.

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Dalla lista Available Groups selezionare i gruppi che contengono le VM da inserire nel Failover Plan e successivamente cliccare sul bottone Add. Cliccare Next quando fatto.

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A seconda del proprio ambiente, specificare le VM Recovery Options che soddisfano i requisiti. Cliccare Next.

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Selezionare gli Available Steps da effettuare e cliccare Add. Cliccare Next per continuare.

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Le virtual machine possono essere protette dopo il failover ma è necessario avere sufficienti licenze per effettuare questa operazione. E’ possibile saltare questo passaggio e cliccare Next per continuare.

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Specificare il Template da utilizzare e il Document Format. Cliccare Next.

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Specificare la schedulazione per il piano automatico della reportistica e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Il nuovo Failover Plan è stato creato correttamente.

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Eseguire il Failover Plan

Una volta creato il piano, è opportuno testarlo per verificare che il tutto funzioni correttamente. Dalla sezione Failover Plans, selezionare il piano da eseguire e cliccare dal menu la voce Launch > Run.

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Digitare la Password corretta per eseguire il piano e cliccare Next.

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Specificare il Restore Point da utilizzare e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per eseguire il Failover Plan selezionato.

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Accedendo al Veeam Backup Server, il Failover Plan viene eseguito.

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Verificando le repliche attive, è possibile notare che le VM incluse nel Failover Plan vengono riportate in Failover status.

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Quando il Plan State è indicato come Failover, è possibile visualizzare tutti i report e la documentazione disponibili cliccando su View Reports > All.

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Dalla lista, effettuare un doppio click sul documento per aprirlo.

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Un esempio di report disponibile.

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Nella Dashboard è possibile avere una visione globale dello stato dei piani eseguiti.

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Failover permanente o Failback verso la Produzione

Quando le repliche delle virtual machine appartenenti al Failover Plan sono attive, è possibile decidere se mantenere le repliche come failover permanente o effetuare il failback verso la produzione.

Selezionare il Plan attivo e selezionare Launch > Run.

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Inserire la password dell’Amministrazione del Sito e cliccare Next.

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Selezionare l’azione da eseguire e cliccare su Next. E’ possibile scegliere tra due possibili opzioni:

  • Permanent Failover – la replica della VM diventa permanentemente la VM originale prendendo il ruolo della VM originale
  • Failback to Production – le repliche effettuano il fail back nella locazione originale sovrascrivendo le VM sorgenti mantenendo tutte le variazioni verificatesi dal failover

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Assicurarsi di aver compreso cosa comporta la scelta dell’azione da eseguire nelle proprie virtual machine prima di procedere. Cliccare Next.

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Cliccare su Finish per eseguire il piano selezionato.

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Annullare il failover

Se è richiesto di effetuare il Failback verso la produzione senza mantenere le variazioni, è necessario effettuare l’azione di Undo Failover. Le repliche attive vengono spente e le variazioni che si sono verificate dal failover sono perse.

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Inserire la password dell’Administrator e cliccare su Next.

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Cliccare Finish per annullare il failover.

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L’azione di Undo Failover viene eseguita.

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Dal server di Veeam Backup & Replication, le repliche attive vengono processate e viene effettuato lo shut down.

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Il processo di Undo Failover è stato completato corretamente.

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Effettuando una schedulazione dei Failover Plan è possibile mantenere la propria documentazione sempre aggiornata nel caso di varizioni con Failover Plan testati e verificati.

VAO è licenziato per-VM con un pacchetto minimo di 10 VM e la sottoscrizione annuale include il supporto.

Veeam Availability Orchestrator è disponibile come 30-day trial per provare e testare il prodotto.

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Veeam Availability Orchestrator setup – pt.1

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Veeam Availability Orchestrator setup – pt.1

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Veeam Availability Orchestrator (VAO) è la nuova soluzione che permette l’orchestrazione del motore del disaster recovery (DR) per le repliche di Veeam Backup & Replication utilizzato per creare e testare i piani di DR fornendo utili report.

Veeam Availability Orchestrator può essere installato in modalità differenti a seconda del design utilizzato, ma se è prevista l’installazione di un unico sito VAO, questo deve essere collocato nel sito di DR. Per il suo utilizzo VAO richiede la licenza Enterprise Plus di Veeam.

 

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Failover Plan

Quando si verifica un disastro, è fondamentale avere già definito e testato un piano di disaster recovery per garantire che il sito di DR funzioni come ci si aspetta. Le VM che contengono applicazioni critiche potrebbero avere dipendenze con altre VM ed il processo di failover di queste virtual machine richiede una specifica sequenza da seguire, come ad esempio avviare prima i Domain Controller, poi il database SQL, le applicazioni e così via.

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Questo processo può essere automatizzato tramite la funzione di Failover Plan presente in Veeam Backup & Replication.

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Utilizzando VAO è possibile effettuare le seguenti azioni:

  • Soddisfare i requisiti del disaster recovery – generare ed aggiornare automaticamente la documentazione delle procedure di DR eliminando il problema di avere piani di DR obsoleti.
  • Automatizzare le procedure di DR – creare dei workflow che orchestrano le operazioni di failover per le repliche di Veeam Backup & Replication.
  • Certezza del recupero – schedulare i test implementati per automatizzare la verifica dei piani di failover con una procedura di test isolata e a basso impatto delle repliche delle VM e delle applicazioni contenute.

 

Prerequisiti

I sistemi attualmente supportati da Veeam Availability Orchestrator 1.0 sono:

  • VMware vSphere 5.x o 6.x
  • Veeam Backup & Replication 9.5 Update 3 o succesivi
  • Microsoft Windows Server 2008 R2, 2012, 2012 R2, 2016
  • Microsoft SQL Server 2012 (2012 SP3 Express Edition è inclusa nel setup), 2014, 2016, 2017
  • I Server VAO e Veeam Backup devono essere membri del dominio AD.

 

Installazione di Veeam Availability Orchestrator

Effettuare il mount del file ISO scaricato dal sito Veeam ed eseguire l’installer con un doppio click sul file Setup.exe.

Da tenere presente che nessun prodotto Veeam deve esistere nel server utilizzato per installare Veeam Availability Orchestrator perchè è uno scenario non supportato che visualizza un messaggio di errore nel caso si tenti questo tipo di installazione.

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Dalla schermata di installazione principale, cliccare su Install per procedere con l’installazione di Veeam Availability Orchestrator.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Specificare i componenti VAO da installare e la directory di installazione se è richiesta una personalizzazione, poi cliccare su Next.

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Cliccare sul bottone Browse per selezionare il file della licenza .lic ricevuto da Veeam e cliccare su Next.

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Se l’installer rileva la mancanza di alcuni pacchetti necessari per il corretto funzionamento è possibile cliccare su Install per effettuare l’installazione dei componenti mancanti forniti direttamente dall’installer.

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Le funzionalità mancanti vengono installate nel sistema.

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Quando i componenti richiesti sono stati correttamente installati e il computer soddisfa i requisiti, cliccare Next per continuare l’installazione.

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E’ raccomandato l’utilizzo di un account di servizio dedicato membro del gruppo Local Admins con permessi di owner del database VAO. Cliccare Next per continuare.

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Nella schermata Default Configuration, spuntare l’opzione Let me specify different settings per poter impostare una diversa configurazione.

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Selezionare l’opzione Install new instance of SQL service per installare Microsoft SQL Server 2012 Express fornito come default nel caso non ci siano instanze locali SQL disponibili. Specificare l’opzione Windows authentication credentials of service account per effettuare la connessione con il Server SQL. Cliccare Next per continuare.

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Lasciare i nomi dei database di default o digitare dei nomi personalizzati, poi cliccare Next.

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Se non ci sono particolari esigenze, lasciare le porte di default e cliccare su Next.

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Se nessun certificato è installato nel server corrente, utilizzare l’opzione di default Generate new self-signed certificate e cliccare Next.

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Specificare le directory dove salvare i dati e cliccare Next.

  • vPower NFS – utilizzato dall’Instant VM Recovery, specifica dove viene salvata la cache di scrittura. Assicurarsi di avere almeno 10 GB di spazio libero su disco.
  • Guest file system catalog – specifica il percorso in cui vengono salvati gli indici dei file generati da Veeam Backup & Replication.
  • Performance data cache – utilizzata da Veeam ONE per salvare la cache di scrittura.
  • Synchronization folder – salva i dati ottenuti durante la sincronizzazione dei siti VAO.

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Cliccare Install per procedere con l’installazione di VAO.

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L’installer avvia l’installazione dei componenti selezionati:

  • Microsoft SQL Server 2012 SP3 Express
  • Veeam Backup & Replication Server
  • Veeam ONE
  • Veeam Availability Orchestrator

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Quando la procedura di installazione viene completata correttamente, cliccare Finish per uscire dal wizard.

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Cliccare Yes per confermare il logoff.

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La procedura di installazione di Veeam Availability Orchestrator è stata completata.

 

Configurazione iniziale

Utilizzando il browser preferito, accedere a VAO digitando l’indirizzo https://IP_address_VAO:9898 ed inserendo le credenziali corrette. Cliccare su Login.

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Non appena viene effettuato il login a VAO, viene visualizzato l’Initial Configuration Wizard. Cliccare Next per procedere.

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Selezionare l’opzione DR Site come Site Type e cliccare su Next. Nell’infrastruttura VAO sono disponibili due tipologie di siti:

  • DR site – è il sito in cui sono collocate le repliche delle VM e dove i piani di failover vengono creati, salvati, testati ed eseguiti utilizzando VAO.
  • Production site – è il sito dove sono posizionate le VM sorgenti di produzione.

Nello scenario di installazione di un singolo sito VAO, ci possono essere multipli siti di Produzione ma solo un sito DR.

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Specificare il Name del sito e cliccare Next.

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Specificare i gruppi o gli utenti utilizzati come Site Administrator cliccando sul link Add o sul link Add Current User per specificare l’utente correntemente logato. Cliccare Next quando fatto.

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Specificare il Veeam Backup Server a cui connettersi e cliccare Next.

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Digitare le credenziali dell’account utilizzato per accedere al Veeam Backup Server per poter installare l’Agent. Abilitare inoltre l’opzione Use same account to run the Veeam Orchestrator Agent services se lo stesso account deve essere anche utilizzato per eseguire l’Agent. Cliccare Next.

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Lasciare il default e cliccare Next.

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Specificare il vCenter Server da connettere e le credenziali da utilizzare. Cliccare Next per continuare.

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Cliccare Finish per completare la configurazione.

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La configurazione iniziale è stata completata. Dalla pagina di Welcome è ora possibile effettuare la configurazione di VAO per la gestione dei propri Failover Plan.

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Configurati i Failover Plan, quando vengono eseguiti nella Dashboard vengono visualizzati gli stati delle azioni effettuate.

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L’installazione di Veeam Availability Orchestrator è ora completa. Nella parte 2 è illustrata la configurazione del Failover Plan.

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Windows 10 problemi di connessione RDP dopo l’aggiornamento CredSSP

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Windows 10 problemi di connessione RDP dopo l'aggiornamento CredSSP

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Un aggiornamento di sicurezza rilasciato recentemente per Windows 10 e documentato nel KB4103727, compromette la funzionalità RDP causando il fallimento della connessione RDP verso la macchina di destinazione visualizzando un errore relativo al CredSSP encryption oracle remediation.

Il protocollo CredSSP (Credential Security Support Provider ) è un provider di authenticazione che processa le richieste di autenticazione per altre applicazioni. Questo errore si verifica quando una macchina Windows 10 aggiornata tenta di connettersi via RDP ad un Server Windows non aggiornato.

 

Problema connessione RDP

L’errore si verifica quando si tenta di effettuare una connessione RDP con un server di destinazione non ancora aggiornato con l’update CredSSP.

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Dopo aver inserito le credenziali di autenticazione, viene visualizzato il seguente messaggio.

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Sebbene si dovrebbe effettuare l’aggiornamento sia dei client e sia dei server della propria rete per evitare questa problematica e per motivi di sicurezza, un workaround provvisiorio per permettere le connessioni RDP da un client Windows 10 client è di editare il registro e modificare la chiave AllowEncryptionOracle in questo modo:

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System\CredSSP\Parameters] “AllowEncryptionOracle”=dword:00000002

Accedere al Registry Editor ed individuare la chiave di registro indicata. Effettuare un doppio click sulla REG_DWORD AllowEncryptionOracle e digitare 2 come Value data, quindi cliccare su OK per salvare la configurazione.

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Dopo aver modificato il registro, il client Windows 10 client è in grado di connettersi correttamente al server di destinazione non aggiornato.

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VMware vSphere 6.5 Update 2 disponibile

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VMware vSphere 6.5 Update 2 disponibile

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VMware ha rilasciato vSphere 6.5 Update 2 che introduce alcune nuove funzioni e migliorie nonchè il supporto per l’Enhanced Linked Mode (ELM) per la vCSA installata con modalità Embedded Platform Service Controller (PSC).

Se è stato pianificato l’aggiornamento del proprio ambiente all’ultima versione di vSphere, è da tenere presente che attualmente l’aggiornamento da vSphere 6.5 Update 2 a vSphere 6.7 non è supportato.

 

vCenter Server

L’Update 2 introduce il supporto per la modalità Enhanced Linked Mode (ELM) quando si effettua il deploy con un Embedded Platform Service Controller (PSC). Questa soluzione riduce non solo il numero di virtual machine da gestire ma inoltre elimina la necessità di utilizzare il load balancer per l’high availability. La modalità Enhanced Linked Mode utilizzando la configurazione Embedded Platform Service Controller è supportata solamente per nuove installazioni.

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Il vCenter Server 6.5 Update 2 include inoltre il supporto per:

  • Le porte HTTP e HTTPS custom nel Windows vCenter Server sono ora supportate durante la migrazione alla vCenter Server Appliance.
  • Utilizzo dell’utility TLS Configuration per la configurazione dei tunnel SSL sulla porta 8089.
  • Backup e restore dell’Embedded Linked Mode tramite la replication deployment topology API.
  • Sono ora supportate vMotion e cold migration delle virtual machine attraverso vCenter Server versioni 6.0 Update 3 e successive, includendo inoltre il VMware Cloud su AWS.

Informazioni aggiuntive possono essere trovate nelle Release Note di vCenter Server 6.5 U2.

 

ESXi

Alcune nuove funzionalità sono state aggiunte in vSphere 6.5 Update 2 come:

  • Supporto IPv6 per il Key Management Server (KMS) di VMware vSphere Virtual Machine Encryption (VM Encryption).
  • Allarmi aggiuntivi per la scadenza di certificati KMS, host mancanti e chiavi delle virtual machine.
  • Personalizzazione delle porte di rete di default per il servizio HTTP Reverse Proxy tramite GUI o CLI durante il deployment della vCenter Server Appliance.
  • Gestione di namespace multipli compatibili con la specifica 1.2 della Non-Volatile Memory Express (NVMe) e un log di diagnostica migliorato.
  • Aggiunti i tag nella versione hardware 1.2 della Trusted Platform Module (TPM) su ESXi utilizzando i comandi ESXCLI.
  • Nuovi driver nativi per il supporto dei controller Broadcom SAS 3.5 IT/IR con i device includendo la combinazione dei drive NVMe, SAS e SATA.

 

Aggiornamenti

L’aggiornamento a vSphere 6.5 Update 2 presenta alcune limitazioni. L’aggiornamento alla versione vSphere 6.5 Update 2 da vSphere 5.5 richiede che la versione minima sia vSphere 5.5 Update 3b prima che benga effettuato l’aggiornamento.

Prima di procedere con l’upgrade a vSphere 6.5 Update 2 assicurarsi di avere compreso i requisiti e le limitazioni prima di compromettere la piena funzionalità della propria rete.

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Veeam Backup & Replication 9.5 Protection Groups

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Veeam Backup & Replication 9.5 Protection Groups

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Protection Groups è una nuova funzionalità introdotta con l’Update 3 di Veeam Backup & Replication 9.5 and allows the administrators to backup physical servers and workstations through the use of Agents.

Questo articolo è stato scritto per il blog di StarWind e può essere trovato in questa pagina. Viene descritta la procedura completa per la configurazione e l’esecuzione di job di backup utilizzando la funzione Protection Groups in combinazione con gli agenti per i sistemi operativi WindowsLinux.

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Benefici utilizzando i Protection Groups

Il backup di server fisici come per le virtual machine possono essere centralizzati e processati direttamente dalla dashboard di Veeam Backup & Replication avendo tutti i job di backup disponibili da singolo pannello di controllo. Questa funzione permette di semplificare la gestione dei job di backup e la gestisce gli Agenti direttamente da Veeam Backup & Replication.

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L’articolo completo è disponibile presso il blog StarWind.

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Nakivo Backup & Replication 7.4 rilasciata con failover automatico delle VM

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Nakivo Backup & Replication 7.4 rilasciata con failover automatico delle VM

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Nakivo ha rilasciato la nuova versione di Nakivo Bakup & Replication 7.4, una completa e vantaggiosa soluzione di backup per gli ambienti Hyper-V, VMware and AWS EC2.

La funzione di VM failure automatica introdotta nella versione 7.4 è un’interessante e potente opzione che semplifica la gestione del DR nel caso di problemi nel sito di produzione. La nuova release amplia alcune delle funzionalità anche per l’ambiente Hyper-V permettendo di effettuare l’Instant Recover VMs direttamente dai repository di backup effettuando lo Screenshot Verification per garantire l’integrità e la funzionalità dei backup.

 

Novità

Una completa descrizione delle nuove funzioni della versione 7.4 possono essere trovate in questo post. Le principali novità disponibili in Nakivo Backup & Replication 7.4 possono essere così riassunte:

 

Instant File Recovery verso la sorgente

Permette di ripristinare file accidentalmente cancellati, modificati o corrotti nella loro locazione originale direttamente dai backup delle VM compressi e deduplicati,

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Failover automatico della VM

Probabilmente la funzione più importante introdotta in questa release, in caso di un disastro il processo di disaster recovery della VM può essere automatizzato e semplificato tramite il job di VM failover. Network mapping e regole re-IP assicurano che le VM ripristinate possano funzionare normalmente nel sito di DR.

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Backup dell’Istanza AWS EC2 migliorata

Con la versione 7.4 è ora possibile salvare fino a 1.000 punti di ripristino per le istanze EC2 protette. Le istanze dei backup AWS EC2 possono essere lasciate nel cloudinviate nelle locazioni on-premises.

 

Self-Backup automatico

La configurazione del prodotto, i job di backup, l’inventory e tutte le altre impostazioni possono ora essere soggette a backup automatico verso i repository di backup con la funzione Self-Baclup per un veloce ripristino della VM Nakivo in caso di problemi.

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Bandwidth Throttling

Bandwidth Throttling permette di limitare la velocità di trasferimento dei dati se la propria rete è già sovraccaricata nel momento in cui vengono effettuati i backup o le repliche delle VM.

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Ricerca Globale

La funzione di Ricerca Globale permette di cercare una specifica VM, backup, replica, job, o qualsiasi altro oggetto in una grossa infrastruttura in pochi secondi.

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Instant VM Recovery per Hyper-V

La funzione di Flash VM Boot è ora stata resa disponibile anche per Hyper-V per effettuare istantaneamente il boot delle VM dai backup compressi e dedupicati senza la necessità di dover ripristinare prima l’intera VM.

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Screenshot Verification per Hyper-V

La funzione di Screenshot Verification utilizzata per verificare backup e repliche delle VM, è ora disponibile anche per Hyper-V. Un report viene inviato con gli screenshot delle VM testate per il corretto ripristino.

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Log Truncation per Microsoft SQL Server 2017

La funzionalità di Log Truncation ora supporta anche Microsoft SQL Server 2017 per effettuare automaticamente il truncate dei file di log dopo aver eseguito correttamente il backup o la replica della VM.

 

Instant Object Recovery per Microsoft SQL Server 2017

Con Nakivo Backup & Replication 7.4 è possibile recuperare istantaneamente oggetti Microsoft SQL (database e tabelle) nella loro locazione originale o una locazione custom. Questa opzione è utile nel caso di database corrotti o per ripristinare modifiche non richieste.

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Chat integrata con il Supporto Tecnico

La nuova versione fornisce una chat integrata per contattare istantaneamente il supporto tecnico per ricevere assistenza da Nakivo. Cliccare sul widget Online – Chat with us per accedere alla chat.

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Anche in questa release, Nakivo ha fatto un lavoro eccellente aggiungendo nuove funzioni che rendono questa soluzione di backup completa e un’ottima opzione da considerare durante la fase di selezione software. Inoltre, se il prodotto viene installato come appliance, Nakivo Backup & Replication permette di risparmiare sulle licenze Windows.

Nakivo Backup & Replication 7.4 è disponibile come 30-day trial per testare e provare il prodotto.

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VMware vSphere 6.7 le nuove funzioni

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VMware vSphere 6.7 le nuove funzioni

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VMware, leader di settore della piattaforma di virtualizzazione e cloud, ha rilasciato la nuova vSphere 6.7 introducendo diverse nuove funzioni e migliorie che rinforzano il ruolo di leader di mercato della virtualizzazione.

La nuova versione supporta l’aggiornamento e la migrazione solo da vSphere vesrione 6.0 o 6.5. Se nel proprio ambiente è presente la versione 5.5, l’aggiornamento alla 6.7 richiede uno step aggiuntivo. E’ necessario migrare almeno alla versione 6.0, quindi alla 6.7. Se è presente un ambiente misto con vCenter Server versione 6.0 o 6.5 che gestisce host ESXi 5.5, bisogna aggiornare gli host ad almeno alla versione 6.0 prima di aggiornare il vCenter Server.

Le possibili migrazioni attualmente supportate verso la 6.7 sono le seguenti:

  • vSphere 6.0 > 6.7
  • vSphere 6.5 > 6.7
  • vSphere 5.5 > 6.7 NON supportata

 

Novità presenti in vSphere 6.7

La nuova release viene proposta con diverse nuove funzioni e migliorie, diamo uno sguardo alle novità più significative introdotte con la nuova versione.

 

vSphere Client (HTML-5)

Anche in questa release il client HTML 5 non è pienamente operativo ma copre ora il 95% delle funzioni. Le prestazioni del client sono state migliorate presentando un look più intuitivo e funzionale. Il Web Client ha ora la parte della Platform Services Controller integrata per una gestione più semplice.

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Le nuove funzionalità aggiunte nella versione 6.7:

  • vSphere Update Manager
  • Content Library
  • vSAN
  • Storage Policies
  • Host Profiles
  • vDS Topology Diagram
  • Licensing

 

Migliorata la vSphere Appliance Management Interface (VAMI)

L’interfaccia VAMI è stata migliorata con nuove funzioni e sezioni principalmente indirizzate sul monitoraggio e troubleshooting:

  • Nella sezione Monitoring è ora possibile vedere tutte le partizioni dei dischi della vCSA, spazio disponibile e il suo utilizzo. E’ presente una migliore visibilità sull’utilizzo di CPU, memoria, rete e database.

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  • Sono ora visibili nella VAMI lo stato dei servizi, la tipologia di startup e lo stato di funzionalità. I servizi possono essere avviati, fermati e riavviati direttamente dalla VAMI se necessario.
  • I reindirizzamenti dei Syslog supportati sono ora tre. In precedenza solo un reindirizzamento era possibile.
  • La sezione Update è stata migliorata introducendo una maggiore flessibilità nella selezione di patch e aggiornamenti presentando l’opzione per effettuare operazioni di stage o stage e installazione di patch o aggiornamenti dalla VAMI. Sono ora disponibili più informazioni per cosa è incluso in ciascuna patch o aggiornamento nonchè la tipologia, criticità e se è richiesto il riavvio.

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Miglioramenti nella gestione de backup del vCenter

Il backup file-based è stato introdotto nella versione 6.5 e ora è stato migliorato con nuove funzioni come la schedulazione nativa inclusa nella UI con disponibile inoltre l’opzione di retention. I backup jobs completati o falliti sono ora loggati con informazioni dettagliate.

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La procedura di restore file-based viene ora fornita con un browser che visualizza tutti i backup effettuati semplificando il processo di restore. Non è ora più richiesto conoscere tutto il path per recuperare il file di backup.

 

Migliorie nella vCenter Server Appliance (vCSA)

Con le nuove API introdotte in vSphere 6.7, è ora possibile effettuare il deployment di vCenter multipli basati su un template rendendo la gestione della vCenter Server Appliance più semplice. Ora anche la topologia che incorpora la Platform Services Controller nel vCenter supporta l’enhanced linked mode, abilitando gli amministratori a collegare vCenter multipli mantenendo la stessa visibilità in tutto l’ambiente senza la necessità di una PSC esterna o l’utilizzo di load balancer.

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Le prestazioni nella vCSA 6.7 sono state migliorate notevolmente:

  • 2X più veloce nelle operazioni per secondo nel vCenter
  • 3X la riduzione dell’utilizzo della memoria
  • 3X più veloci le operazioni relative a DRS

 

Platform Services Controller UI

Il vSphere Client ha ora incorporate tutte le funzionalità della PSC collocate sotto il menu Administration. E’ presente una sezione dedicata per la gestione dei certificati mentre tutte le altre gestioni della PSC sono presenti nella sezione Configuration.

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ESXi singolo reboot

In vSphere 6.7 il processo di aggiornamento degli host ESXi è stato migliorato eliminando uno dei due reboot normalmente richiesti per l’aggiornamento alle versioni maggiori riducendo il tempo richiesto per la manutenzione. Nell’aggiornamento dalla versione 6.5 alla 6.7 è già possibile beneficiare di questa nuova funzione.

 

ESXi quick boot

Per l’hardware che supporta questa nuova funzione, l’hypervisor può essere riavviato senza passare dal processo di reboot dell’hardware fisico. Attualmente solo un numero limitato di server sono supportati ma il numero sarà incrementato successivamente. Questa funzione è operativa non solo per la fase di reboot ma anche durante gli aggiornamenti. Il sistema crea una seconda immagine della memoria dell’ESXi e quando l’host viene riavviato non procede con un full reboot ma effettua invece uno switch sulla nuova versione.

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Altre funzioni

Altre interessanti funzioni sono incluse in vSphere 6.7, come un migliorato piazzamento DRS iniziale, la vSphere Persistent Memory e così via. E’ possibile trovare una panoramica più dettagliata e informazioni aggiuntive sulla versione vSphere 6.7 presso il sito web VMware.

VMware ha reso disponibile la pagina web VMware Configuration Maximums dove è possibile in maniera molto semplice verificare le configurazioni massime supportate per vSphere 6.0, 6.5, 6.5U1 e 6.7.

VMware vSphere 6.7 è già disponibile per il download presso il sito web VMware.

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Calcolare il parametro RTO e ridurre il downtime con Nakivo

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Calcolare il parametro RTO e ridurre il downtime con Nakivo

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Il Recovery Time Objective (RTO) è un punto chiave per il design e la configurazione della strategia di backup ed è fondamentale conoscere come calcolare il parametro RTO per garantire il downtime più basso per le proprie applicazioni e servizi.

Aziende che richiedono un RTO pari a zero con una minima spesa non è una situazione insolita, ma per ottenere questi risultati servono grossi investimenti ed un ambiente completamente ridondato. Non tutte le attività possono affrontare certe spese e per avere un buon design è richiesto un bilanciamento tra fattibilità ed affidabilità della protezione dati.

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Termini utilizzati nel design del backup

E’ importante tenere ben presente i termini ed i concetti utilizzati nel design delle strategie di backup. Quando si parla di backup, si parla di RPO, RTO, Replica, Disaster Recovery e così via.

Recovery Time Objective (RTO)
Si riferisce alla massima quantità di tempo che può essere utilizzata per effetuare il ripristino dei sistemi dopo un crash o quanto è possibile rimanere senza certi servizi o applicazioni prima di perdere più soldi di quanti se ne possono permettere. L’RTO dipende dalle necessità del business ed il piano di disaster recovey deve considerare questo fattore.

Recovery Point Objective (RPO)
RTO è spesso utilizzato insieme al termine RPO (Recovery Point Objective), che è l’accettabile quantità di dati che un’azienda può permettersi di perdere tra l’ultimo backup della VM e il tempo trascorso dal crash della VM (es. 4 ore), e l’MTD (Maximum Tolerable Downtime).

Work Recovery Time (WRT)
E’ il tempo che l’azienda può spendere per verificare la consistenzay dei dati dopo il ripristino.

Il design del backup può essere schematizzato come segue:

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Come calcolare il parametro RTO

I requisiti dell’RTO sono strettamente legati al business. Alcune aziende che operano 24/7 possono avere un RTO inferiore all’ora o prossimo allo zero, altre possono permettersi ore o giorni di fermo. Se applicazioni critiche devono essere operative entro 15 minuti, l’RTO deve soddisifare questo requisito.

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La prima cosa da definire durante il design della strategia di backup è l’MTD a livello di applicazione, cioè il tempo totale che si può impiegare per il ripristino e la verifica.

Per definire il livello di priorità delle applicazioni per il business, è necessario effettuare la Business Impact Analysis (BIA), u processo sistematico per determinare e valutare gli effetti potenziali di un’interruzione delle operazioni critiche del business dovuta ad un disastro.

 

Business Impact Analysis (BIA)

Durante l’effettuazione della BIA, devono essere considerati i seguenti punti:

  • Identificare le funzioni del business dei vari reparti e la loro priorità.
  • Identificare possibili perdite verificatesi in ciascuna funzione del business (individualmente) quando interrotte.
  • Stabilire come le applicazioni impattano sulle funzioni del business.
  • Durante il processo di ripristino, assicurarsi di avere un piano B pianificato per mitigare il danno, cioè per incrementare l’MTD.
  • Impostare l’MTD per le applicazioni del business basandosi sulle potenziali perdite.

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Per valutare se l’RTO pianificato può essere ottenuto, devono essere considerati tre punti principali:

  • Il requisito dell’RTO è realistico?
  • Si ha un appropriata gestione del backup?
  • La velocità di ripristino è troppo bassa?

 

Come migliorare l’RTO con Nakivo Backup & Replication

NAKIVO Backup & Replication offre una soluzione di backup molto conveniente per la protezione degli ambienti VMware, Hyper-V, e AWS EC2.

Per migliorare e velocizzare il processo di ripristino della VM, Nakivo include le seguenti funzioni RTO-friendly:

  • Tramite la funzione VM Flash Boot è possibile ripristinare immediatamente una VM interamente direttamente da un backup deduplicato e compresso salvato nel repository.
  • Utilizzando la funzione VM replication, è possibile creare e mantenere e delle copie esatte delle VM (replica) che si possono avviare in caso di problemi.
  • Le opzioni di Network Acceleration e trasferimento dati LAN-free accelera il ripristino anche di grossi database.
  • La creazione di appliance di backup installando Nakivo direttamente nei network attached storage (NAS supportati QNAP, Synology, ASUSTOR, Western Digital) rendono i job di backup e ripristino della VM più veloci ed affidabili.

Utilizzando le funzioni incluse in Nakivo, i tempi di recupero possono essere migliorati notevolmente. Informazioni aggiuntive possono essere trovate nel sito web Nakivo.

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