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Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a ora disponibile

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Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a ora disponibile

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Veeam ha rilasciato il nuovo Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a introducendo alcune migliorie, come il supporto per VMware vSphere 6.7 e risoluzione di alcuni bug.

Dopo il rilascio dell’ultima versione di VMware vSphere 6.7, la maggior parte dei produttori di software stanno introducendo il supporto per la nuova release di vSphere nelle proprie soluzioni di backup. Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a presenta anche miglioramenti nelle prestazioni relative ai transport mode DirectSAN e Hot Add oltre al supporto per alcune piattaforme.

 

Novità

Il nuovo Update 3a presenta i seguenti miglioramenti più significativi:

 

Supporto per VMware vSphere 6.7

Il supporto per VMware vSphere 6.7 è la funzione principale aggiunta in questa nuova release ed include inoltre la nuova versione del Veeam HTML5 plugin per vSphere Web Client. Aggiunto il supporto asincrono per NBD/NBDSSL per migliorare le prestazioni in lettura del network transport mode con ESXi 6.7.

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Supporto piattaforme

Il supporto per le seguenti piattaforme è stato aggiunto in Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a come indicato nelle Release Notes:

  • VMware vSphere 6.5 U2 – al momento è solo un supporto preliminare poichè è presente un bug conosciuto nelle vSphere API che causano problemi nell’utilizzo di Veeam in situazione di carico
  • VMware Cloud on AWS version 1.3 – sono ora supportate le virtual machine con dischi dinamici
  • Microsoft Windows 10 April 2018 Update – supporto come guest virtual machine e per l’installazione dei componenti Veeam
  • Microsoft Windows Server 1803 – supporto come guest virtual machine, per l’installazione dei componenti remoti di Veeam e come domain controller per Veeam Explorer per Microsoft Active Directory
  • Microsoft Windows Server Hyper-V 1803 – supporto come host hypervisor e per processare le virtual machine con virtual hardware versione 8.3
  • Microsoft System Center Virtual Machine Manager 1801 – supporto come sorgente per Microsoft Hyper-V nei job di backup delle virtual machine

 

Microsoft Azure

Update 3a introduce il supporto per Direct Restore to Microsoft Azure per gli ambienti con ExpressRouteconnettività site-to-site VPN con Azure. Per abilitare la funzione, bisogna creare nel Registro di Windows Registry la seguente voce:

Key type: DWORD
Name: AzurePreferPrivateIpAddressesForProxyandLinuxAppliance
Value: 1
Path: HKLM\SOFTWARE\Veeam\Veeam Backup and Replication

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Linux File Level Recovery

Aggiunto il supporto per i volumi Btrfs presenti sul volume LVM e per preservare l’operazione Copy to del Linux SUID e SGID.

 

Tape

Migliorate le prestazioni per il conteggio nei job File to Tape con un elevato numero di file.

 

Microsoft SQL Server

Per migliorare la sicurezza, con l’aggiornamento Update 3a la logica utilizzata per i processi application-aware richiede ora i permessi di logon as batch job (prima era utilizzato l’interactive logon) configurati per l’account utilizzato per connettersi al Server SQL Server per processare i transaction log. Questa modifica richiede la disabilitazione del permesso Deny log on as a batch job per l’account utilizzato (in precedenza i permessi disabilitati erano Deny log on locally e Deny log on through Terminal Services).

 

Aggiornamento alla versione 9.5 Update 3a

Prima di procedere con l’aggiornamento, assicurarsi che la versione in esecuzione sia la 9.5.0.580, 9.5.0.711, 9.5.0.802, 9.5.0.823, 9.5.0.1038, 9.5.0.1335 o 9.5.0.1536. E’ possibile verficare la versione attualmente installata tramite il menu Help > About.

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Per procedere con l’aggiornamento, disattivare tutti i processi attivi ed eseguire l’installer dell’Update 3a scaricato dal sito web Veeam. Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione Update remote components automatically e cliccare su Install per procedere con l’installazione dell’aggiornamento.

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L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Quando il processo di aggiornamento viene completato correttamente, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Accedere alla console di Veeam e selezionare Help > About per verificare la versione installata.

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Dopo l’aggiornamento, la versione del build number è 9.5.0.1922.

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Quando la console di Veeam installata nei computer degli amministratori viene aperta, il sistema rileva la presenza della nuova versione. Cliccare su Yes per effettuare l’aggiornamento.

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Informazioni aggiuntive possono essere consultate nelle Release Notes.

Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a può essere scaricato con gli agenti di backup inclusi o in alternativa senza gli agenti di backup.

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Runecast Analyzer 1.8 con supporto NSX-V

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Runecast Analyzer 1.8 con supporto NSX-V

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Runecast, la soluzione proattiva di monitoraggio per verificare e mantenere l’ambiente vSphere operativo, ha rilasciato la nuova versione Runecast Analyzer 1.8 introducendo il supporto per NSX-V.

Dopo aver introdotto il supporto per vSAN nella versione 1.7, Runecast ha compiuto un ulteriore balzo in avanti estendendo la propria capacità di rilevare possibili problematiche anche per NSX-V.

 

Novità in Runecast Analyzer 1.8

La principale funzione introdotta nella versione 1.8 è il supporto per NSX-V.

  • Runecast 1.8 è ora in grado di rilevare problematiche NSX su VMware NSX-V versioni 6.2 – 6.4.x
  • Scansione automatica e valutazione delle violazioni delle Best Practices di NSX-V
  • Analisi e reportistica automatica del profilo VMware Security Hardening di NSX-V
  • Analisi e reportistica del profilo NSX-V DISA-STIG
  • Rilevazione automatica di NSX Manager collegati a VMware vCenters
  • Miglioramenti nelle prestazioni della web-console per ambienti grandi
  • Aggiornamento del vSphere web console Runecast plugin NSX con un nuovo widget di riepilogo

 

Aggiornamento alla versione 1.8

La procedura di upgrade è rimasta la stessa ed è estremamente semplice. Accedere all’Admin Runecast appliance digitando nel browser preferito l’indirizzo https://IP_appliance:5480. Alla pagina di login inserire le credenziali di default e cliccare su Login.

User name: rcadmin
Password: admin

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Posizionarsi nella sezione Update e cliccare sul bottone Install Updates se viene rilevato un nuovo aggiornamento.

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Cliccare OK per confermare l’aggiornamento.

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L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Dopo pochi secondi, l’appliance viene aggiornata alla versione 1.8.

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Configurare NSX in Runecast Analyzer

Dopo aver aggiornato l’applicazione Runecast Analyzer, effettuare il login all’appliance inserendo le credenziali corrette (credenziali di default rcuser/Runecast!) e cliccare su Login.

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Dalla pagina di configurazione, cliccare sul bottone Add vCenter per configurare il vCenter da aggiungere al sistema.

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Nel wizard Add vCenter, dopo aver specificato i parametri per il vCenter, una nuova sezione NSX connection è stata aggiunta con la nuova versione. E’ necessario specificare l’NSX Manager associato al vCenter Server indicato. L’account utilizzato per accedere all’NSX Manager deve avere almeno i permessi di Read. Cliccare su Continue.

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Cliccare Finish per salvare la configurazione.

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Il vCenter Server con associato l’NSX Manager sono ora visualizzati nella pagina.

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Dalla dashboard, cliccare su Analyze Now per effettuare lo scan dell’installazione NSX-V. Quando la scansione della rete viene completata, è possibile filtrare i risultati per verificare le problematiche rilevate inerenti a NSX-V.

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L’applicazione Runecast Analyzer è costantemente in sviluppo ed introduce nuove funzioni ad ogni release per garantire la massima efficienza dell’ambiente vSphere permettendo di intervenire tempestivamente per evitare possibili interruzioni dei servizi.

Runecast Analyzer 1.8 è disponibile per il dowload come 14-day trial gratuita.

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Nakivo Backup & Replication: failover automatico della VM

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Nakivo Backup & Replication: failover automatico della VM

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In Nakivo Backup & Replication 7.4 è stata introdotta una nuova funzione che permette di effettuare il failover della VM automatico con l’opzione di selezionare la replica da attivare.

Un livello aggiuntivo di automazione è inoltre fornito con le nuove procedure di Networks Mapping e regole di Re-IP utilizzate per la riconfigurazione della rete della VM nel caso il sito di DR utilizzi una configurazione di rete diversa rispetto al sito di produzione.

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Creare una replica

Poichè il failover richiede la disponibilità di repliche delle VM esistenti, consultare questa procedura per configurare correttamente la replica in Nakivo. L’ultima versione di Nakivo include le funzioni di Networks Mapping e Re-IP presenti nel wizard della configurazione della replica.

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Creare un job automatico di failover della VM

Per beneficiare della funzione del failover automatico della VM, è necessario innanzitutto creare un job di failover per la VM replicata. Dalla dashboard di Nakivo selezionare dal menu principale l’opzione Recover > VM failover to replica.

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Selezionare la VM replicata e il punto di ripristino da utilizzare. Cliccare su Next.

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Nel caso le reti sorgenti e di DR siano differenti, abilitare l’opzione Enable Netwok mapping per creare una relazione tra queste reti. Cliccare Create new mapping per creare una nuova relazione.

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Specificare le reti Source e Target e cliccare successivamente su Save.

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Se in precedenza sono state salvate delle mappature di rete, cliccare Add existing mapping per specificare una mappaturea da utilizzare già configurata.

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La Network Mapping è stata configurata nel job di failover. Cliccare su Next.

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Se la subnet della VM sorgente è diversa da quella del sito di DR utilizzata dalla replica di destinazione, è necessario configurare una regola Re-IP per poter stabilire una relazione tra le due subnet. Abilitare l’opzione Enable Re-IP e cliccare su Create a new rule. Specificare le impostazioni della subnet sorgente e di destinazione e cliccare su Save. L’utilizzo delle wildcard sono supportate nella configurazione dell’indirizzo IP (es. 192.168.10.*).

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Cliccare invece su Add existing rule se la regola da utilizzare è già stata salvata in precedenza.

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Quando il Re-IP è stato configurato, cliccare Next.

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Specificare un Job name e lasciare l’opzione Power off source VMs abilitare per evitare potenziali problemi. Cliccare Finish per salvare la configurazione.

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Il job di failover è stato creato correttamente.

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Effettuare il failover della VM

Se per qualsiasi motivo la virtual machine di produzione va in fail, è possibile effettuare quasi istantaneamente lo switch con la sua replica tramite la funzione di failover automatico. Per effettuare il failover, dalla dashboard di Nakivo effetuare un click con il tasto destro del mouse sul job di failover e selezionare Run Job.

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Specificare il Run job scope e cliccare Run per eseguire il failover.

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Il failover della VM specificata viene eseguito.

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Quando il processo di failover è stato correttamente completato (il tempo di esecuzione dipende naturalmente dall’hardware utilizzato e dall’infrastruttura), la VM replicata è attiva ed assume il ruolo primario.

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Dal vSphere Web Client, è possibile notare che la VM di produzione è spenta mentre la replica è operativa.

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Durante il processo di failover, la risposta al ping della VM viene prima dato dall’indirizzo IP sorgente.

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Quando le regole di Re-IP vengono applicate, la risposta al comando ping arriva dal nuovo indirizzo IP rimappato nel sito DR.

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Failback verso la produzione

Indifferentemente se la VM in fail nel sito primario venga ripristinata o meno, quando si effettua il failback per riportare la VM nel sito primario bisogna valutare due scenari principali:

  • Eliminare le modifiche – le variazioni nella VM ripristinata possono essere scartate
  • Confermare le modifiche – le variazioni verificatesi nella VM ripristinata dalla replica devono essere mantenute e spostate in produzione

La procedura dettagliata per effettuare il failback può essere consultata in questo post.

 

Scartare le variazioni

Se non è richiesto il mantenimento dei dati modificati nella VM ripristinata, dal vSphere Web Client effettuare un click con il tasto destro del mouse sulla VM replicata e selezionare l’opzione Power> Shut Down Guest OS.

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Mantenere le variazioni

Se è richiesto il mantenimento e quindi lo spostamento di tutte le variazioni nella VM di produzione, è necessario effettuare la replica della VM ripristinata verso la produzione.

Creare un nuovo job di replica per la VM che si intende recuperare in maniera permanente e, dalla sezione Destination, abilitare l’opzione Use existing target VM come Target. Questo permette di trasferire tutte le variazioni nella VM di produzione.

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Quando la procedura di failback è stata completata, la VM replicata in produzione è pienamente operativa con tutte le variazioni che si sono verificate durante il periodo di failover.

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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 con supporto per vSphere 6.7

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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 con supporto per vSphere 6.7

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Vembu ha rilasciato la nuova versione della soluzione di backup Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 introducendo il pieno supporto per l’ultima release di VMware vSphere 6.7.

Con il software di backup Vembu, è possibile proteggere le proprie virtual machine in esecuzione negli ambienti VMware vSphere e Microsoft Hyper-V e server/workstation fisici WindowsLinux.

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Supporto vSphere 6.7

L’Update 1 aggiunge la funzionalità di poter eseguire backup e repliche delle virtual machine in esecuzione in ambiente VMware vSphere 6.7 ma non introduce nuove funzioni sostanziali.

Informazioni aggiuntive possono essere consultate nelle Relase Notes.

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Edizioni Vembu BDR Suite disponibili

La soluzione di backup Vembu è disponibile in tre versioni ed è adatta per ambienti SMB ed Enterprise.

 

Standard Edition

La BDR Suite è constantemente in sviluppo per migliorare funzionalità e prestazioni, e recentemente Vembu ha esteso la propria offerta commerciale anche per le SMB introducendo la Standard Edition, una soluzione di backup vantaggiosa che soddisfa tutti i requisiti richiesti dal proprio business per garantire la massima protezione delle virtual machine e dei dati.

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Le funzionalità principali disponibili nella versione Standard possono essere riassunte come segue:

  • Backup VMware agentless
  • Replica delle VM
  • Tecnologia CBT
  • Supporto per i VMware Virtual Volumes e Virtual SAN
  • Hot-Add e SAN transport mode
  • Immagini di backup application-aware
  • Ripristino granulare per Microsoft Exchange, SQL, Active Directory e SharePoint

 

Enterprise Edition

La Vembu BDR Suite Enterprise Edition è orientata per realtà medie ed Enterprise fornendo funzioni base ed estese, come il supporto per il Tape Backup, replica delle VM, persistent boot, retention avanzata GFS, etc.

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Free Edition

Vembu fornisce inoltre una Free Edition perpetua della BDR Suite con due opzioni disponibili che possono essere utilizzate:

  • funzionalità illimitate per tre virtual machine
  • virtual machine illimitate con funzionalità limitate

La versione free supporta entrambe le piattaforme virtuali VMware ed Hyper-V.

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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 è disponibile per il download come 30-day trial.

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Office 365 errore ADFS “AADSTS50008: Unable to verify token signature.”

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Office 365 errore ADFS "AADSTS50008: Unable to verify token signature."

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Cercando di accedere alla casella di posta Office 365 tramite browser, il sistema riporta l’errore ADFS “AADSTS50008: Unable to verify token signature.”

Dopo avere digitato le credenziali nel portale Office 365, il seguente errore viene visualizzato:

AADSTS50008: Unable to verify token signature. The signing key identifier does not match any valid registered keys.

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Una volta confermato e verificato che entrambi i servizi ADFS e WAP sono operativi senza problemi, lo stato dei Certificati nella console AD FS è riportato come mostrato nella figura. Il certificato Token-decrypting è aggiornato ad una data recente.

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Per risolvere il problema, ho trovato un ottimo articolo presso il blog Robin CM’s IT Blog con i corretti comandi PowerShell da eseguire. Aprire la console di PowerShell e digitare il seguente comando per effettuare la connessione ad Azure Active Directory:

PS C:\ Connect-MsolService -Credential (Get-Credential)

Inserire le credenziali dell’admin Office 365 e cliccare OK.

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Ora digitare il seguente comando per specificare il server nel quale è in esecuzione AD FS:

PS C:\ Set-MsolADFSContext -Computer w12r2-adfs01.nolabnoparty.local

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Poichè è cambiato il certificato in AD FS, è necessario eseguire il seguente comando per aggiornare il nuovo certificato del token decryption in Azure Active Directory:

PS C:\ Update-MsolFederatedDomain -DomainName nolabnoparty.com

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Dopo avere eseguito i comandi PowerShell, la casella mailbox di Office 365 è nuovamente accessibile.

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Potrebbero essere necessari alcuni minuti di attesa dopo aver inserito i comandi prima di poter accedere alla mailbox.

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Nakivo Backup & Replication: Instant File Recovery

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Nakivo Backup & Replication: Instant File Recovery

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L’Instant File Recovery è una nuova funzione introdotta in Nakivo Backup & Replication 7.4 per il ripristino dei file nella locazione originale direttamente dai backup delle VM compressi e deduplicati.

Capita quasi tutti i giorni che un utente cancelli o sovrascriva accidentalmente un file o che un file si corrompa. L’unico modo per evitare perdita di dati è il restore del file dal backup. 

Questa soluzione permette un veloce ripristino dei file e dei loro permessi nella locazione originale senza la necessità di dover ripristinare prima l’intera VM. L’Instant File Recovery supporta sia Windows che Linux OS.

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Con la nuova funzione aggiunta, le opzioni disponibili in Nakivo per il restore dei file sono ora le seguenti:

  • Download nel browser – il file viene salvato nel computer locale
  • Invio via email – il file recuperato è spedito via email
  • Ripristino nel server – il file recuperato può essere ripristinato nella locazione originale o in una locazione custom

 

Instant File Recovery

Per ripristinare un file dal backup, dalla dashboard di Nakivo selezionare la voce Recover > Individual Files dal menu principale.

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Selezionare la virtual machine contenente il file da recuperare e specificare l’RPO richiesto. Cliccare su Next.

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Se viene selezionata l’opzione Download to browser or send via email, l’area Data Routing viene visualizzata ed è necessario specificare nel campo Proxy transporter il transporter da utilizzare (Do not use proxy transporter come default).

Per ripristinare il file nella locazione originale, selezionare l’opzione Recover to the following server (Beta) e selezionare dal menu a tendina Recovery server il the server sul quale si intende ripristinare il file. Specificare le credenziali per accedere al server e cliccare su Test Connection per verificare la correttezza delle credenziali inserite.

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Quando il test di connessione viene completato correttamente, cliccare su Next.

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Dalla sezione Files è possibile effettuare il browse di file e folder o procedere con il Search del file da ripristinare (la ricerca inizia dal punto selezionato). Selezionare il file da ripristinare e cliccare su Next.

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Nella sezione Options bisogna specificare dove ripristinare il file. La procedura di Recovery type può essere effettuata in due modi:

  • Recover to original location – il file viene recuperato nella locazione sorgente
  • Recover to custom location – il file è ripristinato nella locazione e percorso specificati. Folder Locali nel server di ripristino e share CIFS/NFS sono le locazioni custom supportate.

Indifferentemente dall’opzione di ripristino selezionata, è necessario specificare anche l’Overwrite behavior. Cliccare Recover per avviare il processo di restore.

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Se viene selezionata l’opzione Download to browser or send via email, le opzioni disponibili come Recovery type sono le seguenti:

  • Download – il file viene salvato nel computer locale.
  • Forward via email – il file viene spedito come allegato nell’email. Assicurarsi che i parametri dell’email siano stati configurati in Nakivo per poter inviare correttamente l’email.

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Quando il processo di restore viene avviato, è possibile seguire l’avanzamento del processo di ripristino cliccando sul link Activities.

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Il ripristino viene effettuato nel sistema. Cliccare sul nome del task in esecuzione per avere informazioni aggiuntive.

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Quando la procedura di restore è stata completata correttamente, il task viene spostato sotto la voce Past Activities e indicato come Completed.

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Cliccare sul task name se si vuole effettuare il Restart o il Remove del task.

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Collegandosi al server processato, è possibile trovare il file ripristinato nella locazione specificata.

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Per testare le funzionalità del software, Nakivo Backup & Replication 7.4 è disponibile per il download come 30-day trial.

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Runecast Analyzer 1.7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Runecast Analyzer 1.7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Runecast ha rilasciato Runecast Analyzer 1.7.5, la soluzione proattiva di prevenzione delle problematiche VMware vSphere che introduce il pieno supporto per il recente rilascio di VMware vSphere 6.7.

Oltre al supporto per vSphere 6.7, la nuova release introduce alcune nuove funzionalità come riportate nelle Release Notes:

  • Applicando il filtro agli oggetti parents vengono ora selezionati automaticamente anche gli oggetti child
  • Migliorata la sicurezza per l’autenticazione Server SSL
  • Cliccando sul bottone Ignore nella vista Inventory vengono ora selezionati automaticamente gli oggetti collegati

 

Aggiornamento a Runecast Analyzer 1.7.5

Dalla versione 1.7.3, il processo di aggiornamento dell’applicazione è stato semplificato in modo che l’appliance possa essere aggiornata più velocemente senza necessità di riavvio nel caso siano aggiornate le definizioni del KB.

Per effettuare l’aggiornamento, aprire il browser preferito ed accedere all’appliance Runecast digitando l’indirizzo https://IP_appliance:5480 ed inserire le credenziali di admin (default rcadmin/admin). Cliccare su Login.

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Posizionarsi nella sezione Update > Status e cliccare sul bottone Check Updates. Quando la nuova versine dell’applicazione viene rilevata, cliccare sul bottone Install Updates per effettuare l’aggiornamento. Gli aggiornamenti sono disponibili per gli utenti che hanno una sottoscrizione attiva.

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Cliccare Yes nella finestra di conferma per avviare la procedura. L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Dopo pochi secondi, l’aggiornamento dell’appliance all’ultima versione viene completato.

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E’ possibile effettuare anche un aggiornamento offline scaricando il file .ISO e le definizioni del Knowledge Base dal portale clienti.

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Aggiungere il vCenter Server 6.7

Per aggiungere il nuovo vCenter Server 6.7 in Runecast Analyzer, la procedura è rimasta la stessa. Dalla Dashboard accedere alla pagina Setting cliccando sull’icona Settings e successivamente cliccare sul bottone Add vCenter per specificare il vCenter Server da analizzare.

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Inserire l’FQDN o l’indirizzo IP del vCenter Server e le credenziali di accesso. Cliccare su Save.

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Quando il vCenter è stato correttamente connesso a Runecast Analyzer, cliccare sul bottone Analyze Now specificando il nuovo vCenter Server da analizzare nel caso siano configurati più vCenter Server. Dopo pochi secondi le problematiche rilevate nel nuovo vCenter Server 6.7 vengono visualizzate nella Dashboard.

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E’ possibile inoltre visualizzare gli avvisi e i suggerimenti proposti dall’applicazione direttamente nel vCenter Server tramite l’installazione del Runecast Analyzer vCenter Server plugin.

Per una procedura completa dell’installazione e configurazione di Runecast Analyzer, consultare questa guida.

Runecast Analyzer 1.7.5 è disponible per il dowload come 14-day trial gratuita.
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Vembu BDR Suite 3.9.1 introduce la Standard Edition per le SMB

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Vembu BDR Suite 3.9.1 introduce la Standard Edition per le SMB

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Vembu ha rilasciato la nuova BDR Suite 3.9.1, una soluzione software di backup per le piattaforme Hyper-V e VMware ora disponibile nelle tre edizioni Enterprise, Standard e Free dando agli utenti l’opzione di scegliere la versione più adatta per le proprie esigenze di business.

L’introduzione della nuova Standard Edition posiziona la Vembu BDR suite come una valida soluzione per il target SMB offrendo una soluzione di backup molto conveniente.

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Le edizioni disponibili per la Vembu BDR Suite sono le seguenti:

  • Standard Edition – edizione orientata al business SMB, fornendo tutte le opzioni di funzionalità base
  • Enterprise Edition – oltre alle opzioni di funzionalità base, è dotata di funzioni avanzate come il supporto per il Tape Backup, VM replication, Persistent boot, GFS retention avanzata, etc.
  • Free Edition – fornisce funzioni illimitate fino ad un massimo di 3 VM e backup per host illimitati con funzioni limitate

Vembu BDR Suite è una soluzione di backup completa che è dotata di tutte le funzionalità richieste dagli Amministratori per la protezione del proprio ambiente business.

Le principali funzionalità disponibili per la piattaforma VMware sono le seguenti:

  • Agentless VMware Backup
  • VM Replication
  • CBT technology
  • Supporto per i Virtual Volumes e Virtual SAN VMware
  • Hot-Add e SAN transport mode
  • Application-Aware image backups
  • Ripristino granulare per Microsoft Exchange, SQL, Active Directory e SharePoint

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Per un confronto tra le varie edizioni disponibili, una pagina di confronto completa è disponibile presso il sito web Vembu.

 

Standard Edition

La nuova Standard Edition è dotata di tutte le funzionalità principali di backup e recovery per rendere il proprio ambiente sicuro e protetto:

  • VM backup per VMware e Hyper-V
  • Quick VM recovery
  • Instant File Recovery
  • Instant Granular recovery per Exchange, SQL, SharePoint e Active Directory

Sebbene le funzionalità di Replication, Tape backup, Quick VM recovery ed Instant File Recovery non sono disponibili, la nuova Standard Edition garantisce un RTO inferiore ai 15 minuti con una funzione integrata di compressione e deduplica per la protezione dei dati aziendali. L’algoritmo di criptazione AES-256 è utilizzato durante la movimentazione dei dati fino alla destinazione finale per assicurarne la sicurezza.

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Prezzi

Poichè le SMB devono spesso affrontare limitazioni al budget limitando la scelta delle soluzioni software facendo un compromesso tra costi e funzioni/prestazioni, l’introduzione della Standard Edition permette alle SMB di avere la possibilità di scegliere una valida soluzione di backup con un prezzo abbordabile rispetto alle funzionalità offerte.

Un esempio di prezzi proposti per la piattaforma VMware.

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Per le SMB con un ambiente virtuale fino a 6 CPU socket, Vembu offre uno sconto pari al 50%.

E’ possibile trovare sul sito web di Vembu un listino prezzi completo per meglio identificare la soluzione che rientra nel budget a disposizione.

 

Aggiornamento alla BDR suite 3.9.1

La procedura di aggiornamento è molto semplice e lineare. Effettuare il download dal sito web Vembu dell’ultima versione della BDR suite ed eseguire l’installer.

Cliccare su Next per avviare la procedura di installazione.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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L’installer rileva una versione di Vembu BDR suite già presente nel sistema. Selezionare l’opzione Upgrade Now per effettuare l’aggiornamento del prodotto. Cliccare su Next.

Cliccare Install per procedere con l’installazione.

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Vembu BDR Suite viene aggiornato nel sistema.

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Terminata la procedura di aggiornamento, lasciare le due opzioni abilitate e cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Cliccare su Yes per riavviare il server in modo da finalizzare l’aggiornamento.

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Vembu BDR Suite v3.9.1 è stata installata correttamente nel sistema.

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Informazioni aggiuntive sulla versione 3.9.1 possono essere trovate nelle Release Notes.

Vembu BDR Suite v3.9.1 è disponibile come 30-day trial per provare e testare il prodotto.

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