Tutti gli articoli di Raoul Scarazzini

Ecco a voi la guida definitiva ai Laptop Linux, gentilmente offerta da LinuxJournal!

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Il tema laptop Linux è molto sentito qui su MiaMammaUsaLinux, infatti ogni volta che lo affrontiamo sul portale sono moltissimi i commenti ed il motivo è presto detto: trovare un laptop che supporti Linux nativamente, senza che vi sia bisogno di configurare l’impossibile è raro. Rarissimo. Ecco però che la rediviva rivista Linux Journal viene in aiuto di tutti noi disperati, proponendo un PDF liberamente scaricabile che compie una dettagliata ed utile analisi di tutte le soluzioni realmente percorribili nell’ambito dei computer portatili per il sistema operativo del pinguino. Una vera e propria Linux Laptop 2018 Buyer’s Guide. Buona parte di queste soluzioni per la verità erano già state affrontate nei nostri precedenti articoli: abbiamo parlato dei Chromebook, del Dell XPS 13, e dei portatili Purism, ma questo documento va oltre, trattando anche il System76 Oryx Pro e spingendosi a dare i consigli più utili per la scelta del portatile migliore quando si ha bisogno di muoversi parecchio. Insomma, 80 pagine di recensioni, consigli e link per avere tutti i riferimenti possibili su quello che è lo stato dell’arte per i laptop Linux. Buona consultazione, e fateci sapere quale ritenete sia il miglior laptop! Un avvertimento doveroso in ogni caso: [...]

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Red Hat acquisisce NooBaa azienda con focus cloud ibrido e data storage

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Di questo passo toccherà parafrasare Branduardi e cantare di come alla fiera dell’est venne IBM che comprò Red Hat che comprò NooBaa… Va bene, siamo partiti un po’ troppo velocemente: cosa è successo? Semplice, Red Hat, che è appena stata acquisita da IBM per la modica cifra di 34 miliardi di dollari, ha annunciato di aver acquisito NooBaa, un’azienda che si occupa di cloud ibrido e data storage. Non sono stati forniti dettagli economici sull’accordo, anche se c’è da scommettere che saranno meno di 34 miliardi di dollari 🙂 Una cosa è certa: se ci sono mai stati dubbi (ma da parte di chi?) che il focus del business prossimo futuro, ed anche attuale, di Red Hat (e quindi IBM) è e sarà il cloud ibrido, questa acquisizione li elimina completamente. Gli sforzi dell’azienda di Raleigh saranno in questa direzione poiché, come conferma quanto riporta Gartner: The landscape of cloud adoption is one of hybrid clouds and multiclouds. By 2020, 75 percent of organizations will have deployed a multicloud or hybrid cloud model. Il panorama dell’adozione del cloud è diviso fra cloud ibridi e multicloud. Entro il 2020, il 75% delle organizzazioni avrà implementato un modello cloud multicloud o ibrido. L’acquisizione di [...]

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Linux e la coperta corta della sicurezza contro le performance, tra Spectre e malware c’è poco da stare sereni

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

La scorsa settimana abbiamo parlato delle patch STIBP (Single Thread Indirect Branch Predictors, una protezione dalle varianti di Spectre) e di come queste avessero influenzato negativamente le performance del Kernel Linux, al punto che Linus Torvalds era intervenuto, educatamente, sottolineando l’importanza di rendere opzionali questo genere di patch così impattanti. Bene, lo scorso venerdì sono state pubblicate le nuove release dei vari Kernel attualmente manutenuti, in particolare le versioni 4.19.4 e 4.14.83 hanno visto includere il revert (o annullamento) della patch relativa a STIBP. Le patch originali erano già un backport dal ramo 4.20, ma visti i problemi di performance evidenziati ed il continuo sviluppo che ancora è eseguito in ambito STIBP si è preferito optare per il revert. La questione risulta interessante per sollevare nuovamente il tema dei problemi alle CPU, di cui abbiamo tanto parlato, da cui è necessario proteggersi: performance e sicurezza non andranno mai d’accordo, almeno fino a quando non verranno prodotte CPU non affette da Meltdown e Spectre, ed il giorno della loro distribuzione di massa è ancora lontano. Se a tutto questo aggiungiamo le altre minacce che ogni giorno vengono scoperte, c’è poco da stare tranquilli. L’ultima minaccia di questo tipo in ordine di [...]

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Saturday’s Talks: licenze e software Free ed OpenSource. Siamo sicuri di avere le idee chiare?

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Pur lavorando da tanti anni nel mondo open-source, mi sono recentemente scoperto ignorante riguardo ad un tema che ho sempre dato per scontato: i concetti di free ed open-source. Ho sempre dato per scontato il principio base secondo cui il codice sorgente modificato per i propri scopi ha l’obbligo di rimanere aperto. Questo significa che in fase di distribuzione, questa dovrebbe avvenire nella stessa forma da cui si è partiti, e tale vincolo rimarrà per sempre valido. È il principio del così detto copyleft che la Free Software Foundation, ed in particolare Richard Stallman autore della famosa licenza GPL (GNU General Public License), ha adottato pionieristicamente in tutti i software da essa sviluppati e promossi. Tutto chiaro? Semplice? Mica tanto, perché c’è molto, molto altro. In questa puntata di Saturday’s Talks cerchiamo di rispondere alle domande che qualcuno potrebbe porsi nel momento in cui decide di aprire il vaso di Pandora relativo a questo argomento. Pronti? Via. Che differenza c’è tra un software free ed uno open-source? Ci sono quattro libertà essenziali che il software deve possedere per essere ritenuto free: 0: la libertà di poter eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 1: la libertà di studiare come funziona il programma e di cambiarlo [...]

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Saturday’s Talks: dimenticate IBM e Red Hat, Canonical e Ubuntu non sono (ancora) in vendita, parola di Mark Shuttleworth

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Nel corso dell’OpenStack Summit 2018 Mark Shuttleworth è stato nuovamente incalzato sul tema del momento ed ha aggiunto alcune riflessioni importanti che si aggiungono a quelle che avevamo riportato subito dopo l’acquisizione di Red Hat da parte di IBM. Oltre ad annunciare come Ubuntu 18.04 avrà supporto per ben dieci anni, al fine di andare incontro alle esigenze dei vari utenti, da chi impiega Ubuntu nell’IoT fino a chi opera in ambito finanziario, il CEO di Canonical ha risposto alla domanda che, come sottolinea ZDNet, un po’ tutti vorrebbero fargli: Dopo che IBM ha speso 34 miliardi per Red Hat considereresti di vendere Canonical? Ebbene, a dispetto di tutte le supposizioni (comprese le nostre), la risposta di Shuttleworth è stata… Particolare: No, I value my independence. No, la mia indipendenza conta. Questa affermazione offre due spunti importanti, adatti a questa puntata dei Saturday’s Talks: il primo è che il CEO di Canonical ritiene che con l’acquisizione Red Hat abbia perso contestualmente anche la propria indipendenza, il secondo è che se dovesse arrivare un’offerta di acquisto che includa il tenerlo nella plancia di comando (garantirgli quindi indipendenza) allora non è detto che la cosa non si possa fare. Ora, solo il tempo potrà confermare o smentire [...]

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OpenStack Summit Berlino 2018: l’ultimo della sua specie

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Nel corso dell’OpenStack Summit in corso Berlino, Jonathan Bryce, l’Executive Director del progetto ha spiegato come questo sarà l’ultimo Summit con questa denominazione e verrà rimpiazzato dall’Open Infrastructure Summit. Come racconta ZDNet la motivazione va ben al di là del nome. Le evoluzioni del progetto lo rendono infatti abile a coprire lo spettro completo di esigenze cloud e, pertanto, limitarsi al solo ambito IaaS (Infrastructure As A Service) è ormai limitante. Basti pensare ai vari annunci avvenuti nel corso dell’evento: Red Hat ha annunciato la versione 14 di Red Hat OpenStack Platform, totalmente incentrata sul provisioning baremetal e sull’integrazione con OpenShift. La volontà è perciò quella di rendere OpenStack il perfetto ambiente per far funzionare… OpenShift! La fotografia degli attuali trend di mercato è tutta qui: container con Kata Containers e Airship (un frontend di Kubernetes), edge computing con StarlingX e continuous integration/continuous delivery (CI/CD), mediante Zuul. Confusi? Troppi nomi? Siete ancora alla ricerca del modo di far scalare la vostra architettura LAMP a cui eravate tanto affezionati e queste nuove tecnologia vi fanno tutte paura? Bene, sappiate che una buona notizia in tutto questo c’è: non siete soli. E non vi preoccupate, MMUL si sta predisponendo per aiutarvi 🙂

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Vi presentiamo T2, il nuovo security chip di Apple che impedisce l’installazione di Linux

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Ufficialmente si tratta di una miglioria: T2, un nuovo chip delle nuove generazioni di hardware Apple servirà a potenziare la sicurezza dei dispositivi stessi, come ad esempio il Touch ID. L’amara sorpresa però che alcuni utenti Linux hanno scoperto è che lo stesso chip, come racconta Phoronix, impedisce l’installazione di qualsiasi distribuzione. Il motivo risiede nel fatto che il chip rende inaccessibile il disco interno rendendo inutile l’installazione. Ci sono eccezioni? Sì, per Microsoft Windows :), ma solo se installato mediante Boot Camp. Per quanto riguarda Linux non c’è alcuna impostazione del BIOS che tenga: sia con secure boot che senza sarà comunque impossibile accedere al disco. Lungi da noi il voler scatenare polemiche, ma appare evidente come, per quanto giustificato da un incremento della sicurezza, questa implementazione sia esattamente alla pari di quanto successo in passato con UEFI (a sua volta giustificato dall’incremento di sicurezza)… Eppure non sembra che il frastuono intorno a questa notizia sia così elevato. Magari la situazione si evolverà nel tempo e ne sentiremo delle belle, magari invece rimarrà quello che c’è oggi: silenzio. Le ragioni? Molteplici. Ma per proporne usa su tutte: non sarà mica che la maggioranza di utenti Linux per la propria [...]

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E mentre tutti sono occupati a seguire IBM che compra Red Hat, VMWare compra Heptio, dai fondatori di Kubernetes

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Che VMWare sia il primo player di virtualizzazione sul mercato è risaputo da tempo, così come risaputo è l’interesse della stessa azienda nei confronti dell’ambito cloud, naturale punto di arrivo delle tecnologie ad oggi implementate dalla sussidiaria di Dell (sì, VMware venne comprata a suo tempo da EMC che poi divenne Dell EMC). All’interno del mercato attuale, dominato dall’affair IBM/Red Hat di cui abbiamo tanto parlato, un’acquisizione come quella resa nota da TechCrunch potrebbe passare inosservata: VMWare ha comprato Heptio, una startup di Seattle. Ma cosa significa nella realtà tutto questo? Prima e sopra di tutto significa che VMWare vuole impegnarsi nell’ambito Kubernetes. Pare niente, ma se si considera la copertura di clienti mondiale di VMWare, circa cinquecentomila, si fa in fretta a capire come questa acquisizione, dipendentemente da quello che ne seguirà possa assumere toni da game-changer. Heptio al momento offre servizi professionali a livello enterprise e tra i suoi fondatori annovera Joe Beda e Craig McLuckie, due delle tre persone che crearono Kubernetes in Google nel 2014 (la terza era Brendan Burns). Pertanto le premesse per sviluppare componenti Kubernetes per VMWare e renderle funzionali a livello enterprise ci sono tutte, se a questo aggiungiamo il già citato parco [...]

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E Shuttleworth, CEO di Canonical, cosa pensa di IBM che compra Red Hat?

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

L’ha presa bene, dopotutto. Se vi mettete nei panni di chi ha fatto di tutto per dire che la propria distribuzione di OpenStack è meglio di quella di tutti i concorrenti e di chi ha costruito un piano di ristrutturazione volto a rendere Canonical appetibile per eventuali compratori e che si ritrova ad osservare la più grande transazione finanziaria della storia del software (IBM che compra Red Hat per circa 34 miliardi di dollari), beh tutto sommato questo post l’avreste scritto magari in toni più accesi… Cosa dice il buon Mark? Semplice: Several have spoken publicly, and with increasing confidence, of their Ubuntu success Quindi… Ubuntu è largamente utilizzata, e tutti ne parlano bene. We salute Red Hat for the role it played in framing open source as a familiar, shrink-wrapped replacement for traditional UNIX on ‘Wintel’ terms. Quindi… A Red Hat dobbiamo tutti qualcosa, visto che ha cambiato i fondamenti dell’open-source. The decline in RHEL growth contrasted with the acceleration in Linux more broadly is a strong market indicator of the next wave of open source. Quindi… grazie sì Red Hat, ma ahimé hai fatto il tuo tempo, perché tutti sono pronti per la fase due del movimento open-source. Chi guiderà [...]

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C’è davvero qualcuno che non può fare a meno di systemd: Facebook!

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Abbiamo sempre seguito l’indice di gradimento di systemd con grande attenzione, da chi lo ritiene talmente inutile e dannoso da rinunciarvi (gli sviluppatori Devuan) a chi tutto sommato lo usa perché ormai è lo standard de-facto da cui non ci si ...

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