Tutti gli articoli di Raoul Scarazzini

Il sabbatico di Torvalds? Già finito, Mr. Linux è già tornato!

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Avete presente tutte le discussioni che abbiamo affrontato nell’ultimo mese, precisamente da quando abbiamo annunciato l’abbandono da parte di Linus Torvalds del suo ruolo di dittatore benevolo del Kernel Linux? Tutte le dissertazioni filosofiche, tutti gli scenari prospettati, tutte le previsioni catastrofiche? Bene, possiamo tirare un sospiro di sollievo (se qualcuno realmente ha mai tenuto il fiato): Linus sta per tornare, in verità è già tornato, saldamente al suo posto. Ma come? Nel corso dell’ormai atteso Maintainers’ Summit, avvenuto all’interno dell’OpenSource Summit Europe di Edimburgo, dove la circa quarantina di principali sviluppatori del Kernel Linux si è ritrovata, Linus ha fatto la sua prima apparizione pubblica dal famoso annuncio, a quanto pare pronto a riprendere le redini del proprio regno. Infatti nell’annuncio del Kernel 4.19, lo sviluppatore Greg Kroah-Hartman ha chiuso così: Linus, I’m handing the kernel tree back to you. You can have the joy of dealing with the merge window 🙂 Linus, ti restituisco il Kernel tree. Puoi avere così la gioia di gestire la finestra di merge 🙂 A quanto pare quindi, volendo presumere come entrambi fossero ad Edimburgo, è ormai pacifico per tutti come Linus ritornerà in sella. Quanto il creatore sia cambiato è tutto da stabilire, [...]

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C’è davvero qualcuno che non può fare a meno di systemd: Facebook!

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Abbiamo sempre seguito l’indice di gradimento di systemd con grande attenzione, da chi lo ritiene talmente inutile e dannoso da rinunciarvi (gli sviluppatori Devuan) a chi tutto sommato lo usa perché ormai è lo standard de-facto da cui non ci si ...

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Saturday’s talks: il ritardo di Fedora 29, l’instabilità e la fretta che domina lo sviluppo nell’OpenSource

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

La chiacchierata del weekend che voglio proporre questa settimana nasce da una notizia circolata recentemente: il ritardo nel rilascio di Fedora 29 a causa di una serie di bug definiti blocker che pregiudicano la stabilità della release ed è quindi necessario risolvere prima di rendere pubblica la distribuzione. Il processo che determina il GO o NO-GO nel far uscire la distribuzione è gestito internamente alla community, nella lista test-announce, e per via dei succitati bug in questo caso siamo di fronte ad un NO-GO. Ora, Fedora è una distribuzione che potremmo definire rolling, per la quale ogni sei mesi esce una nuova release. In questi sei mesi le nuove funzionalità introdotte possono essere poche, molte o moltissime, ma la sostanza è che, potenzialmente, all’utente finale è richiesto un major upgrade ogni sei mesi. Scrivo richiesto poiché, ad oggi, l’ultima release supportata (in termini di aggiornamento pacchetti e sicurezza) è la 27, uscita alla fine del 2017, quindi un anno fa. Un anno. Questo è il limite oltre il quale non si può andare se si vuole rimanere aggiornati. Ma lo sanno anche i sassi, un major upgrade non è quasi mai indolore. Ed è proprio qui il punto della discussione: [...]

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Quel momento in cui Tim Berners-Lee si mette a costruire una internet decentralizzata

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Lo sapete tutti chi è Tim Berners-Lee vero? Beh, in ogni caso dovreste. È il signor Internet, suo papà, colui che ha coniato e creato l’universo HTTP che tutti i giorni sfruttiamo per navigare in Internet. Bene, quando una personalità del suo calibro annuncia su Medium che st costruendo insieme al MIT una Internet decentralizzata c’è di che essere interessati. Il nome del progetto è Solid e si propone come una via radicalmente diversa di gestire le applicazioni web il cui scopo è quello di garantire vera proprietà dei dati e maggiore privacy. Lo stesso professore la descrive così: Solid changes the current model where users have to hand over personal data to digital giants in exchange for perceived value. As we’ve all discovered, this hasn’t been in our best interests. Solid is how we evolve the web in order to restore balance — by giving every one of us complete control over data, personal or not, in a revolutionary way. Solid cambia il modello corrente dove gli utenti devono consegnare i propri dati personali ai giganti digitali [Google, Facebook, Twitter, etc.] in cambio di un servizio. Come abbiamo scoperto, ciò non è molto nel nostro interesse. Solid rappresenta come vogliamo evolvere il web [...]

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Microsoft pubblica i sorgenti di MS-DOS su GitHub

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Quattro anni fa Microsoft aveva reso pubblico il codice sorgente dei suoi sistemi operativi MS-DOS 1.25 e 2.0 nel museo della storia del computer ed oggi, in quella che possiamo definire la naturale conseguenza dopo l’acquisizione di GitHub da parte dell’azienda di Seattle, tutti i sorgenti sono stati resi pubblici nella piattaforma di collaborazione per progetti open-source più diffusa al mondo. Pronti? Con questo comando: git clone https://github.com/microsoft/ms-dos avrete la possibilità localmente di consultare il codice per la maggioranza di tipo assembly, quindi file con estensione .ASM. Altro aspetto interessante è il fatto che il codice è unicamente presente come riferimento storico, Microsoft infatti specifica: The source will be kept static, so please don’t send Pull Requests suggesting any modifications to the source files! 😉 I sorgenti verranno mantenuti statici, perciò non inviate richieste di Pull suggerendo modifiche ai file sorgenti!😉 Ciò non toglie come sbirciare e perché no, provare a compilare il codice sia assolutamente possibile. Stiamo parlando davvero di archeologia informatica, pensate the il codice MS-DOS 1.25 risale al 1983, 35 anni fa, ed è composto da… 7 file, comprendenti anche COMMAND.ASM, la shell per la linea di comando. Il codice è reso disponibile secondo la licenza MIT che [...]

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Saturday’s Talks: sapete qual’è il sistema operativo più usato nel cloud Microsoft Azure? Linux.

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Alzi la mano chi pensava, tre anni fa quando la piattaforma Azure muoveva i primi passi, che Linux sarebbe diventato il sistema operativo più utilizzato. Eppure è così. Come conferma ZDNet, se tre anni fa una sola istanza su quattro era Linux (comunque un bel numero, diranno quelli del bicchiere mezzo pieno) oggi la metà dei server in Azure sono pinguini. Circa, su per giù. Non ci sono dati precisi perché, si sa, il cloud è mobile. Però secondo il signor Microsoft che ha affermato queste cose (Scott Guthrie, Microsoft’s executive vice president of the cloud and enterprise group, non uno che passava di lì per caso) i numeri sono destinati comunque a salire. Si capisce adesso perché Microsoft ama Linux? Amazon è Linux, Azure è Linux, i cloud privati basati su OpenStack nemmeno a dirlo. Linux è una creatura del cloud, o forse sarebbe meglio dire che il cloud è un’estensione della creatura Linux, il suo ambito naturale. Cosa insegna tutto questo? Insegna come non si deve mai dire mai. Anche perché se sempre il signor Microsoft aggiunge: There are now more than 20,000 Microsoft employees on GitHub. We now have over 200 open-source projects. We’re now the largest [...]

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WLinux, una distribuzione Linux basata su Debian e pronta per Windows WSL… senza systemd!

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Avanti popolo! Non bastava l’annuncio di una nuova e rinnovata partnership tra Canonical e Microsoft volta a rendere migliore l’integrazione tra i due ambienti, ecco infatti che l’azienda Whitewater Foundry presenta WLinux, una distribuzione che si presenta, già dal nome, nativa dell’ambiente WSL. Basata su Debian, la distribuzione viene pubblicizzata dal creatore come ottimizzata per il sistema Windows Subsystem for Linux, in particolare per quanto riguarda l’ambito sicurezza, con piccoli pacchetti più semplici da aggiornare ed a minor rischio di incompatibilità. Ma il motivo per cui la distribuzione è balzata agli onori della cronaca è uno in particolare, nella pagina di presentazione viene chiaramente affermato: A handful of unnecessary packages, such as systemd, have been removed to improve stability and security. Un pugno di pacchetti inutili, come systemd, è stato rimosso per incrementare stabilità e sicurezza E se da un lato viene da sorridere, dall’altro ci si può iniziare a chiedere quale sia la vera natura di queste pseudo/meta/trovatevoiiltermine distribuzioni. Quale sistema di init usano? Systemd è ritenuto inutile, e ci può anche stare, ma con cosa è stato rimpiazzato? Al momento il repository git del progetto non permette di cercare risposte in merito, in quanto… uh… Vuoto! Che sia tutto uno scherzo architettato ad arte [...]

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Saturday’s Talks: ma le applicazioni pronte al cloud, scalabili, e sviluppate dai DevOp esistono?

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Reduce dall’OpenStack day italia 2018 tenutosi ieri in quel di Roma ho la testa piena di informazioni. OpenStack, si sa, è una piattaforma, un trampolino, di fatto uno strumento per fornire l’infrastruttura sulla quale posizionare le proprie applicazioni e i propri servizi. Lo so, niente di nuovo sotto il sole in termini di definizioni. Infatti in questa chiacchierata di sabato vorrei concentrare l’attenzione sull’altra parte della barricata, quella per cui OpenStack costituisce la base: le applicazioni. Si fa un gran parlare della metodologia Devop, di come sia possibile adottare determinati approcci per far sì che il ciclo di vita delle applicazioni sia lineare, facile da gestire e via dicendo… insomma, letteralmente, una passeggiata. La domanda, a questo punto: ma queste applicazioni esistono già oppure siamo ancora in fase di adozione della metodologia DevOp e quindi ci sarà ancora da aspettare? Perché se le infrastrutture (OpenStack in questo caso, ma anche Kubernetes per esempio) sembrano decisamente pronte, le applicazioni tendono ad essere indietro. La scalabilità per esempio. È ancora una chimera pensare di avere applicazioni che non necessitino di alcun intervento manuale per raddoppiare, triplicare o decuplicare il carico supportato e ritornare ad essere una singola istanza ad emergenza passata? Non [...]

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Era nell’aria ed ora c’è la conferma: Linus Torvalds, il dittatore benevolo del mondo Linux, si prende una pausa

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Non è dato di sapere se Linus Torvalds sia andato sul cammino di Santiago, in oriente a pregare Buddha, alla Mecca o altrove, ma rimane un fatto, o meglio una frase, contenuta in una mail inviata alla lista dello sviluppo del Kernel, che sancisce qualcosa di storico per il mondo Linux. La mail, dal titolo “Linux 4.19-rc4 released, an apology, and a maintainership note” (quindi l’annuncio della release 4.19-rc4 del Kernel, una scusa ed una nota inerente al mantenimento del Kernel) fa seguito e cita quanto accaduto in merito al Kernel Maintainer Summit, il quale era stato spostato per permettere allo stesso Torvalds, che aveva confuso le date e si era organizzato diversamente, di partecipare. La prima riflessione condivisa è particolare: I was somewhat embarrassed about having screwed up my calendar, but honestly, I was mostly hopeful that I wouldn’t have to go to the kernel summit that I have gone to every year for just about the last two decades. Ero in un certo senso imbarazzato per aver incasinato il mio calendario, ma sinceramente speravo di non dover andare al Kernel Summit al quale avevo partecipato ogni anno negli ultimi due decenni. Ma ciò che veramente colpisce è quello che [...]

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