Archivi categoria: 2018

Grande successo per KDE al Google Summer of Code 2018

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Come ogni estate, oramai da anni, anche quest’anno si è tenuto il Google Summer of Code. Questa iniziativa è stata pensata dall’azienda di Mountain View per promuovere l’impegno dei nuovi sviluppatori su software di qualità e -soprattutto- open source.

Dopo essere entrati nel programma (è presente una sorta di selezione, a cui possono partecipare studenti da tutto il mondo), si viene messi in contatto con grandi nomi del panorama open source (da LibreOffice a FreeBSD, da Debian alla Free Software Foundation) che forniscono una serie di progetti tra cui scegliere e che lo studente potrà seguire nello sviluppo nei mesi di pausa estiva dalla scuola.

Tra tutti questi nomi, quest’anno si è notato un particolare interesse per il progetto KDE, che ha visto impegnati addirittura un paio di dozzine di studenti sul famoso desktop environment.
I lavori si sono chiusi qualche giorno fa, ma parecchie cose son state fatte tra cui:

  • La suite dedicata al mondo education GCompris è stata migliorata, ed è ora vicina a raggiungere la release 1.0
  • Miglioramenti effettuati al supporto di LVM e RAID di KDE Partition Manager e l’installer Calamares
  • Aggiunta la possibilità di sviluppare estensioni per il browser Falkon utilizzando JavaScript e QML, in aggiunta al supporto già disponibile per Python e C++
  • Il software di disegno Krita ha ricevuto grandi miglioramenti; il suo gestore dei tile adesso è ottimizzato per il multi-threading, e diverse ottimizzazioni sono state fatte anche nella gestione dei pennelli

Ovviamente i miglioramenti che questi giovani sviluppatori hanno contribuito a portare avanti non si fermano qui, e toccano anche strumenti più “specializzati” come LabPlot e KStars.

Con i soliti metodi tendenti alla trasparenza tipici delle community open source, KDE ha rilasciato uno Status Report ufficiale sui risultati portati dal Google Summer of Code al progetto, con la lista di tutti gli studenti coinvolti. Per la lista completa dell’intera iniziativa, invece, è presente una pagina dedicata sul sito ufficiale.

Noi non possiamo che complimentarci con questi ragazzi e con tutti gli altri, sperando che sia il “battesimo” di tante nuove mani orientate allo sviluppo di software orientati all’open source.

OpenStack Summit 2018: ecco i temi caldi e lo stato di salute del progetto

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Con il Summit 2018 di Vancouver alle spalle è tempo di bilanci per il progetto OpenStack che, chiariamolo subito, gode di ottima salute. All’interno del primo keynote tenuto da Mark Collier, Chief Operating Officer della OpenStack Foundation, lo si è sentito chiaramente: OpenStack sta bene e soprattutto viene oggi utilizzato per ambiti molto distanti da quelli originariamente previsti.

Progetti accademici, ambiti di ricerca, vendita online ed e-commerce, finanza, salute, industria… OpenStack è davvero ovunque e la tecnologia stessa su cui è costruito si sta evolvendo tenendo conto dei trend attuali.

Parlando degli argomenti trattati al summit, come non citarne uno fra i più centrali: i Container. Ad oggi i container permeano tutto il substrato del progetto OpenStack, le componenti stesse di OpenStack sono container, i container funzionano all’interno di OpenStack, i container affiancano i servizi OpenStack e ne perfezionano l’efficienza. Insomma: i container sono OpenStack, e viceversa.

Gustosa l’introduzione al concetto dei Kata Containers, container virtuali nativi OpenStack:

Anche l’ambito continuous integration/continuous delivery l’interesse generale è stato focalizzato su Zuul e sulla capacità da parte di questo prodotto di rendere più affidabili le modalità di sviluppo e la qualità del codice prodotto. Zuul è alla base della CI di OpenStack ed è recentemente è diventato un progetto a se stante, utilizzabile al di fuori di OpenStack.

Su tutto l’evidenza di come ormai OpenStack stesso sia diventato un prodotto in grado di muoversi ben oltre il semplice ambito compute/network/storage per conquistare fette di mercato ancora tutte da scoprire.

Moltissimi altri video sul canale YouTube officiale della OpenStack foundation… Buona visione!

LinuxJournal e la classifica della migliore distro Linux 2018: chi sta vincendo?

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Come abbiamo raccontato poco tempo fa le sorti di una delle più famose riviste Linux sono state decise, e la sopravvivenza della stessa è stata alla fine garantita. Questa ventata di freschezza ha portato ad una rivitalizzazione della comunità LinuxJournal, perciò analizzare i risultati del sondaggio che chiede quale sia la migliore distro del 2018 è molto interessante, poiché i numeri non sono così bassi e la statistica comincia ad avere un suo peso.

Nel momento in cui scriviamo il sondaggio ha avuto 9403 votanti e la classifica provvisoria, per le prime cinque posizioni è la seguente:

  1. Debian con il 33% dei voti (3089)
  2. Fedora con il 12% dei voti (1111)
  3. OpenSuSe con il 12% dei voti (1101)
  4. Arch Linux con il 9% (857)
  5. Ubuntu con il 9% (826)

Al di là del dominio netto di Debian, che tutto sommato stupisce poco, a far notizia sono i bassi numeri relativi a Ubuntu.

Il trend negativo della distribuzione di casa Canonical è sotto gli occhi di tutti e certamente le recenti notizie relative alla volontà di vendere da parte di Shuttleworth ed al cambio di direzione sul motore desktop che ora è GNOME non paiono aver contribuito positivamente alla popolarità generale della distribuzione.

Il sondaggio non è ancora chiuso, perciò ognuno può ancora dire la sua. Partecipate!

Let’s Encrypt: i nuovi propositi per il 2018

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All’inizio di ogni anno tutti facciamo dei buoni propositi per l’anno a venire. E seppur spesso si tenda a tenerseli per se stessi, o per le persone a noi vicine, in alcuni casi questi vengono “gridati” al mondo.

E’ il caso delle persone di Let’s Encrypt che hanno grandi propositi per questo nuovo anno che ci troviamo davanti, partendo dai grandi successi che si sono portati a casa nel 2017.

Dall’aver raddoppiato il numero di certificati attivi emessi, portandolo a 46 milioni, e triplicato il numero di domini univoci serviti a 61 milioni, l’idea è quella di mantenere il trend di crescita e puntare ancora più in alto.

L’idea per il 2018 è quindi quella di raddoppiare ulteriormente i numeri, portando a 90 milioni i certificati attivi ed a 120 milioni i domini, il tutto grazie ad una crescita dell’uso del protocollo https in continua crescita (da statistiche di Mozilla nello scorso anno si è registrato un +21%).

Per quanto riguarda invece le nuove aggiunte sicuramente la più eclatante è l’aggiunta del supporto ai certificati wildcard, ovvero certificati validi non solo per il dominio emesso, ma anche per i vari sottodomini, cosa utile per quei siti che forniscono servizi diversi e che vogliono fornire connessioni basate su protocollo HTTPS a questi senza dover richiedere un certificato differente per ogni servizio.

Inoltre è prevista la creazione di un endpoint API per permettere la gestione completa dei propri certificati tramite semplici chiamate a queste interfacce di Let’s Encrypt.

Ovviamente questa crescita richiederà da parte loro il potenziamento dell’infrastruttura, attualmente composta da una 70ina di unità rack occupate in due diversi datancenter da server, storage ed apparati network.

Come già è stato fatto nel corso dell’anno passato, è previsto il rinnovo dell’hardware, così come la sostituzione di quello meno datato con apparati più moderni ed a consumo ridotto, oltre che ad aggiungere una persona al team di infrastrutture, portandolo ad un totale di 6.

Tantissima carne al fuoco dunque, noi dal canto nostro non possiamo che fare il tifo, il servizio è già ottimo di suo, la speranza è che continui a migliorare.