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L’execution, e non l’innovazione, sta rallentando le aziende

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Un report recente commissionato da VMware e scritto dalla Cass Business School identifica nell’incapacità di trasformare le idee in nuovi prodotti, servizi e strategie, al passo richiesto, la sfida che molte aziende stanno affrontando e che le sta mettendo in seria difficoltà.

Il rapporto, intitolato “Innovating in the Exponential Economy”, esplora il divario tra il punto in cui le idee hanno origine e il modo in cui vengono eseguite all’interno delle aziende in tutta l’area EMEA. Il report rivela la necessità di una cultura che preveda una maggiore assunzione del rischio e una crescente sperimentazione, piuttosto che scelte d’impulso, ed evidenzia come gli incentivi attuali abbiano portato a un atteggiamento che premia le iniziative ‘quick win’ rispetto a quelle più strategiche, nonostante i maggiori potenziali benefici di queste ultime.

Il report evidenzia inoltre che molte decisioni aziendali sono reversibili e aspettare che le idee siano pienamente sviluppate prima di iniziare a eseguirle può essere dannoso. L’imprevedibilità e il ritmo dei cambiamenti impongono che le organizzazioni non aspettino certezze prima di portare avanti nuove idee, che invece devono essere abbastanza flessibili da poter cambiare di fronte a diverse priorità e minacce. Occorre sperimentare piuttosto che sviluppare completamente un’idea per poi implementarla su vasta scala.

Una delle organizzazioni che cercano di affrontare questo problema è Amadeus, uno dei maggiori IT provider per l’industria del turismo e dei viaggi a livello mondiale. L’Head of Research, Innovation and Ventures di Amadeus, Marion Mesnage, commenta così la metodologia del report e come il suo team trasformi le idee in azione: “Il nostro approccio all’innovazione non riguarda solo la ‘grande idea’. Si tratta di come possiamo realizzare idee che aiutino i nostri clienti a creare più valore per il proprio business facendo le cose in modo più efficace, più creativo e più semplice.”

Mesnage aggiunge che “Un importante sviluppo per l’IT è l’avvento del Cloud. Questa tecnologia cambia in modo fondamentale le modalità con cui i fornitori e i venditori di viaggi si relazionano con i propri clienti.”

Altri aspetti chiave del rapporto includono:

  • L’esecuzione di grandi idee richiede tempismo critico: perseguire opportunità troppo presto o troppo tardi può essere altrettanto dannoso e occorre mantenere un’attenzione strategica per evitare distrazioni dettate dall’entusiasmo per la novità.
  • Il cambiamento dei comportamenti richiede che le organizzazioni trasformino le loro strategie e i loro obiettivi in modo allineato con i valori dei dipendenti, che esistono in gran parte a livello inconscio.
  • Affinché l’innovazione abbia successo, l’assunzione del rischio – e talvolta il fallimento – è inevitabile. Tuttavia, molti sistemi di gestione del rischio tradizionali non sono più adatti allo scopo. Misurare semplicemente ciò che è più tangibile – come quello che si è investito in innovazione, soldi e tempo – o i risultati di questa innovazione – come ad esempio il numero di nuovi prodotti – può essere limitativo. La misurazione dovrebbe essere in grado di cambiare con la strategia, per garantire che le idee non vengano ignorate prima di poter essere sviluppate.

Il professor Feng Li, Head of Technology and Innovation Management alla Cass Business School, autore del report, ha dichiarato: “Il passaggio al digitale ha costretto le organizzazioni a pensare in modo diverso a come sono organizzate, a come portano idee al tavolo e a come le sviluppano e le misurano. Il futuro è difficile da prevedere e molte nuove idee rischiano di diventare obsolete prima ancora di essere implementate. La mia ricerca rivela che sarà la combinazione di leadership, cultura e tecnologia a trasformare le grandi idee in realtà al ritmo richiesto”.

 

Agents of change: tre approcci diversi, stesso impegno verso il cambiamento

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Agents of Change è l’iniziativa di VMware che celebra i CIO più innovativi, che sfidano lo status quo. Sfruttando il potere trasformativo della tecnologia, stanno creando possibilità illimitate per le proprie aziende.

 

Come recita il detto, l’unica vera costante è il cambiamento. Per le aziende che cercano di prosperare nell’era digitale, essere al passo con il cambiamento è fondamentale. L’operatore via cavo Liberty Global si adatta perfettamente a questa visione. Il mercato via cavo ha sperimentato una rivoluzione negli ultimi dieci anni, e il cambiamento è diventato un dato di fatto per l’azienda: deve continuare a evolversi e deve farlo velocemente.

Lo stesso vale per l’Università di Pisa. Una delle più antiche università al mondo che “non ha mai smesso di reinventarsi”, secondo il CTO Maurizio Davini. Davini è responsabile di modellare il futuro della struttura in un periodo in cui il digitale gioca un ruolo chiave nella competizione internazionale tra le università per studenti, professori e fondi.

Per Heinz Herren, CIO e CTO di Swisscom, adattarsi al cambiamento significa sopravvivere. Avere successo oggi non è una garanzia per il futuro. “Se vai bene oggi, domani potresti essere sorpassato.”

Sia Herren che Davini comprendono che essere in grado di gestire il cambiamento in modo efficace è una caratteristica fondamentale per qualsiasi professionista tecnologico. Come spiega Davini: “I leader IT delle università devono essere agenti del cambiamento. Devono guidare la trasformazione dal vecchio mondo IT al nuovo mondo IT – un nuovo mondo in cui le università siano orientate all’impresa e mettano il cliente al centro.”

Tuttavia, capire il cambiamento in via teorica ed essere in grado di implementarlo con successo, è molto differente. Per Liberty Global, Università di Pisa e Swisscom, saper influenzare il cambiamento, sia nel modo di operare sia nei servizi che sviluppano, significa trovare un motore che possa alimentare tale trasformazione.

Come fornitore di servizi IT e di telecomunicazioni leader in Svizzera, Swisscom è stata capace di riconoscere rapidamente l’importanza futura del cloud per i clienti e le aziende, spingendosi fino a sviluppare la propria piattaforma di cloud management. Tuttavia, con l’evoluzione del mercato, anche Swisscom si è evoluta. Anzichè competere con i vendor cloud specializzati, ha spostato la sua attenzione verso lo sviluppo di servizi per i suoi clienti abilitati dalla piattaforma cloud, lavorando con VMware per creare l’Enterprise Service Cloud, che è stato lanciato al VMworld Europe 2017.

L’approccio di Liberty Global è stato leggermente diverso. Aveva bisogno di trovare un modo di supportare un’iniziativa di crescita per tutta l’impresa, realizzando efficienze di costo di 1 miliardo di euro a livello globale. Allo stesso tempo, l’azienda doveva continuare a innovare e lanciare nuovi prodotti sul mercato. La flessibilità, l’agilità e la scalabilità necessarie potevano derivare da un’unica soluzione: il cloud computing. I risultati, in seguito al consolidamento di 65 data center in tre luoghi principali, hanno fornito una piattaforma scalabile per supportare le richieste attuali e future dei clienti per i servizi TV e a banda larga. Liberty Global è stata anche in grado di velocizzare il proprio time to market con nuovi prodotti e offrire maggiori garanzie di servizio.

A Pisa, mentre l’università evolve per adeguarsi all’era digitale, i dipartimenti si moltiplicano e così anche le necessità IT. Per sostenere questa crescita, il team di Davini ha modernizzato i data center con la tecnologia di virtualizzazione. Questo ha consentito all’IT di offrire massima flessibilità per la crescita della popolazione di studenti e docenti, garantendo al contempo alti livelli di affidabilità e sicurezza.

Le tre organizzazioni hanno attraversato periodi di grande cambiamento. Per sostenere queste trasformazioni è indispensabile un team formidabile. Secondo Herren: “Devi fidarti del tuo leader, essere sicuro di seguire la sua strategia e, se lavorate insieme come una squadra, i risultati saranno semplicemente fantastici.”

Tre diverse realtà, con tre diversi approcci, unite dallo stesso impegno verso il cambiamento.

 

Se vuoi conoscere altri Agents of Change, dai un’occhiata ai post precedenti.

 

Agents of Change: Maurizio Davini, un CTO che reinventa un’organizzazione secolare

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Processi, culture e tecnologie di qualche decennio fa possono rallentare le organizzazioni mature nel percorso verso la trasformazione digitale. Con secoli di storia alle spalle, l’Università di Pisa dimostra che l’età è solo un numero. Sotto la guida dell’IT, l’Università adotta strategie digitali e tecnologie nuove ed emergenti a un ritmo sostenuto.

Dall’esterno, l’Università – fondata nel XIV secolo – sembra cristallizzata nel tempo, all’interno dei numerosi edifici storici dell’antica città italiana, dove alunni e docenti famosi, come Galileo Galilei, hanno studiato e insegnato. All’interno però, l’Università vanta un’infrastruttura IT e risorse tecnologiche che rispondono alle nuove sfide dell’istruzione internazionale e della ricerca.

“L’Università di Pisa può vantare una storia che risale al XIV secolo e, da allora, non ha mai smesso di reinventarsi.”
Maurizio Davini, CTO Università di Pisa

Come CTO di una delle Università più antiche al mondo, Maurizio Davini ha la responsabilità di modellare il futuro digitale preservando al contempo il patrimonio culturale. Scopri in questo video come questo ‘Agent of Change’ reinventa un’organizzazione secolare.

Soluzioni moderne per una crescita sostenibile

Davini comprende in prima persona che il modo in cui viene impartita l’istruzione superiore sta cambiando e continuerà a cambiare in modo significativo nei prossimi anni. Le università devono competere a livello globale per gli studenti, i professori e i fondi, e devono far leva sulle capacità digitali per rimanere in gioco.

“I leader IT delle università devono essere agenti del cambiamento,” spiega Davini. “Devono guidare la trasformazione dal vecchio mondo IT al nuovo mondo IT – un nuovo mondo in cui le università siano orientate all’impresa e mettano il cliente al centro.”

“Circa l’80 per cento dei team IT nelle università vedrà crescere l’attenzione per la customer experience nei prossimi dodici mesi.”
View from the Frontline: University Edition, Service Desk Institute (SDI) and Freshworks

L’Università evolve per adattarsi a questi cambiamenti: i dipartimenti si moltiplicano, insieme alle necessità tecnologiche. Così, il team di Davini ha deciso di modernizzare i data center con la tecnologia di virtualizzazione. Questo consente all’IT di offrire la massima flessibilità alla popolazione di studenti e docenti in aumento, garantendo allo stesso tempo alti livelli di affidabilità e sicurezza.

La promessa di tecnologie nuove ed emergenti

Davini guarda anche all’emergere di nuove tecnologie, che offrono l’opportunità di ridefinire l’esperienza universitaria:

  • Cloud Computing: “Il cloud trasforma l’agilità delle università in modo che le nuove idee possano essere sperimentate con costi iniziali minimi,” afferma Davini.
  • Realtà aumentata: “Vediamo una grande promessa nella realtà aumentata (AR). Presenta molte opportunità educative,” dichiara. “L’Università possiede alcuni musei e questa tecnologia offre molte possibilità per dare vita a mostre e opere in modo nuovo. Se gli spazi dei musei tradizionali possono mancare di interattività, l’AR stimola una risposta molto più dinamica da parte delle persone e le coinvolge davvero.”
  • Big data: “I big data possono aiutare con la fidelizzazione e il successo degli studenti” continua.
  • Intelligenza artificiale: “E l’intelligenza artificiale porterà maggiori livelli di apprendimento individualizzato, in cui i sistemi rispondono alle esigenze dello studente,” aggiunge.

L’Università di Pisa integra anche il machine learning nella ricerca e nell’analisi IT. “Stiamo cercando di mescolare tutte le nuove tecnologie che stanno emergendo, per progettare una soluzione a prova di futuro per il computing e il machine learning ad alta prestazione,” ha dichiarato Davini a Dell EMC. “Quindi ci stiamo impegnando per prendere il meglio dal mercato per assemblare una soluzione che sostenga la nostra reputazione scientifica.”

Risolvere i grandi problemi mondiali

Non sorprende che, come appassionato di tecnologia, Davini non possa evitare di considerare l’impatto futuro della tecnologia oltre le mura universitarie.

“La tecnologia ha il potenziale di risolvere alcuni dei grandi problemi del mondo” riflette. “E ciò che ritengo più affascinante è che le aziende beneficeranno di alcune delle tecnologie nuove ed emergenti di oggi e delle possibilità che esse creano già nel prossimo futuro. Diventeranno realtà molto velocemente”.

Questo articolo è l’ultimo della serie Agents of Change, una panoramica su come i leader tecnologici in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) sfidano lo status quo per scoprire nuove possibilità per le loro organizzazioni.

Impara da altri Agents of Change.    

 

Raffaele Gigantino nuovo Country Manager di VMware per l’Italia

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Alberto Bullani, ex Country Manager di VMware Italia, promosso a Senior Director, vSAN e HCI, VMware SEMEA

VMware annuncia la nomina di Raffaele Gigantino a Country Manager per l’Italia. In questo ruolo, Gigantino continuerà a supportare la crescita delle attività italiane di VMware aiutando le imprese e le organizzazioni governative del Paese ad abbracciare e accelerare la propria trasformazione digitale. Gigantino riporterà direttamente a Henri van der Vaeren, vice president VMware SEMEA.

Raffaele Gigantino porta con sé oltre 15 anni di esperienza in numerose aziende IT di successo. Prima di approdare in VMware, è stato Director Solution Sales per Data e Artificial Intelligence – Cloud & Enterprise per l’area Western Europe in Microsoft, gestendo un team di oltre 100 professionisti. Precedentemente, sempre in Microsoft, ha ricoperto il ruolo di Direttore Vendite per la Pubblica Amministrazione Centrale.

“Raffaele Gigantino arriva in VMware in una fase entusiasmante per la crescita dell’azienda in Italia, uno dei Paesi con le migliori prestazioni nell’area SEMEA,” ha affermato Henri van der Vaeren, vice president VMware SEMEA. “La vasta esperienza di Raffaele in ambito software ci aiuterà a portare il business di VMware al livello successivo.”

“Sono entusiasta di accettare la sfida di far crescere ulteriormente VMware in Italia”, ha commentato Raffaele Gigantino. “La nostra priorità sarà aiutare i clienti ad accelerare la trasformazione digitale, guidando la crescita facendo leva sull’intero portafoglio di soluzioni innovative di VMware e attraverso l’ampio ecosistema di partner e alleanze”.

VMware ha anche annunciato che Alberto Bullani, ex country manager di VMware Italia, è stato promosso a Senior Director VMware vSAN e HCI per la Regione SEMEA. In questo ruolo Bullani è responsabile della strategia per promuovere ulteriormente la crescita e l’adozione della linea di prodotti vSAN / HCI, uno dei segmenti di business in più rapida crescita all’interno di VMware.

“Desidero ringraziare Alberto per la dedizione e l’impegno per la crescita del business in Italia negli ultimi 15 anni. Sono certo che porterà anche nel suo nuovo ruolo l’esperienza e le doti di leadership che gli hanno permesso di raggiungere gli eccezionali risultati che l’Italia ha ottenuto durante il suo mandato”, ha dichiarato Henri van der Vaeren.

“Sono felice di affrontare questa nuova sfida e non vedo l’ora di portare a un nuovo livello uno dei business a più rapida crescita di VMware”, ha affermato Alberto Bullani.

Le aziende si sforzano di eseguire, non di innovare

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Il report della Cass Business School commissionato da VMware identifica le nuove sfide
che le aziende affrontano nel trasformare grandi idee in realtà

L’incapacità di trasformare idee in nuovi prodotti, servizi e strategie, al passo richiesto, sta mettendo le aziende in seria difficoltà. Questo è quanto emerge da un nuovo report realizzato da parte di Cass Business School e VMware che esplora il divario tra il punto in cui le idee hanno origine e il modo in cui vengono eseguite all’interno delle aziende in tutta l’area EMEA.

Il rapporto, intitolato “Innovating in the Exponential Economy”, rivela la necessità di una cultura che preveda una maggiore assunzione del rischio e una crescente sperimentazione, piuttosto che di scelte di impulso. Gli attuali incentivi hanno portato a un atteggiamento che premia le iniziative di “quick win” rispetto a quelle più strategiche, nonostante i maggiori potenziali benefici di queste ultime.

Il report evidenzia inoltre che molte decisioni aziendali sono reversibili e aspettare che le idee siano pienamente sviluppate prima di iniziare a eseguirle può essere dannoso. L’imprevedibilità e il ritmo dei cambiamenti impongono che le organizzazioni non aspettino certezze prima di portare avanti nuove idee, che invece devono essere abbastanza flessibili da poter cambiare di fronte a diverse priorità e minacce. Occorre sperimentare piuttosto che sviluppare completamente un’idea per poi implementarla su vasta scala.

Scarica il report qui:

http://openaccess.city.ac.uk/19392/9/INNOVATING%20IN%20THE%20EXPONENTIAL%20ECONOMY%20-%20FINAL%20-%20AMADEUS.PDF

 

Hit Refresh per la modernizzazione dell’infrastruttura HCI: creazione di una base digitale per il cloud ibrido con VMware vSAN 6.7

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Il successo della soluzione HCI di VMware: più di 10.000 aziende hanno scelto vSAN per potenziare la propria infrastruttura IT

L’infrastruttura iperconvergente è diventata un’alternativa estremamente diffusa al tradizionale storage esterno ed è facile comprenderne i motivi. Le aziende desiderano ambienti cloud-ready più aperti e flessibili e vogliono modernizzare l’infrastruttura senza rischi, riducendo allo stesso tempo il costo di proprietà. I responsabili IT vedono nell’infrastruttura HCI una soluzione per risolvere numerosi problemi, dalla soddisfazione delle richieste aziendali sempre più eterogenee con budget ridotti, alla gestione delle risorse in costante proliferazione che includono un’infrastruttura legacy costosa, complicata e rigida nell’era del cloud ibrido. Per raggiungere questi obiettivi e adottare una strategia di cloud ibrido realmente agile, le aziende devono pianificare un percorso semplificato verso un Software-Defined Data Center (SDDC) completo e garantire la connessione a un affidabile ecosistema di provider di cloud pubblico.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’infrastruttura HCI basata su VMware vSAN. In un mercato HCI in continua evoluzione e accelerazione, VMware è l’unica azienda a offrire uno stack HCI integrato che consente non solo di realizzare un SDDC completo, ma anche di migliorare l’agilità IT; in altre parole, l’infrastruttura digitale essenziale per il cloud ibrido.

Leadership del cloud privato, pubblico e ibrido
Sono due gli elementi principali che caratterizzano il percorso verso il cloud ibrido. Innanzitutto occorre una forte adozione del cloud privato (on-site) con il relativo ecosistema. In secondo luogo, è necessario un vasto ecosistema di provider di cloud pubblico che offra l’infrastruttura HCI-as-a-Service. vSAN dispone già del più ampio ecosistema di cloud ibrido del settore HCI, con più di 10.000 cloud privati eseguiti su oltre 500 ReadyNode di 15 diversi partner di server OEM, fornendo hardware con diversi fattori di forma, dai sistemi perimetrali rinforzati all’infrastruttura componibile, ed è in grado di gestire l’infrastruttura HCI­as­a-Service di AWS e IBM, due dei quattro principali cloud provider al mondo.

Allo stesso tempo, è essenziale avere a disposizione un ecosistema di provider di cloud pubblico per la pianificazione di un’infrastruttura digitale estremamente affidabile che assicuri continuamente flessibilità, agilità e possibilità di scelta. Più di 250 provider di cloud pubblico già fanno affidamento su vSAN per supportare i propri prodotti e servizi, come le offerte di punta del service provider di telecomunicazioni e dati statunitense CenturyLink, Inc. Steven Nolen, Senior Lead Product Manager per il cloud privato di CenturyLink, dichiara che “CenturyLink ha moltiplicato i prodotti cloud fornendo ai clienti soluzioni di classe mondiale basate sulla potenza di VMware vSAN, elemento fondamentale del SDDC completo”. “Abbiamo scalato vSAN senza il minimo problema a oltre 11 petabyte di dati di produzione su dispositivi all-flash ad alte prestazioni che forniscono un’esperienza applicativa coerente per i carichi di lavoro più complessi, dalle applicazioni business critical a quelle native per il cloud. L’innovazione rapida promossa da vSAN ci aiuterà a offrire una piattaforma affidabile e resiliente con funzionalità intelligenti di riparazione automatica di classe enterprise per consentire ai nostri clienti di fare affidamento su un’infrastruttura iperconvergente ad alte prestazioni”.

Una nuova esperienza HCI
Considerando questa reale innovazione, non sorprende che VMware quest’anno sia stata menzionata tra le aziende leader nel primo Magic Quadrant di Gartner dedicato all’infrastruttura HCI, diventando il primo vendor che si occupa esclusivamente di software a essere inserito nel quadrante “Leader” in un’area in cui il software è diventato il fattore di differenziazione. Questo successo è dovuto in gran parte alla leadership nell’innovazione di vSAN, che vanta la capacità esclusiva di offrire un’infrastruttura digitale completa, ovvero un pannello di controllo globale che si estende dal perimetro, al core, fino al cloud, insieme all’ecosistema di cloud ibrido più vasto del settore HCI.

Inoltre, i dati di IDC (Q4 2017) hanno confermato che vSAN è la principale soluzione HCI in termini di fatturato, superando di gran lunga la concorrenza più diretta con un 32,4% di quota di mercato, e di crescita sul mercato globale, con una crescita annua del 111%. vSAN riscuote successo presso i nostri clienti perché offre esattamente ciò che essi si aspettano, con una roadmap credibile per la crescita futura e l’innovazione continua.

Sempre più aziende scelgono l’infrastruttura HCI di VMware basata su vSAN per offrire un approccio agile, scalabile ed economico al fine di supportare la rapida crescita aziendale. La storia continua: questa settimana verrà lanciata la settima generazione di vSAN, la versione 6.7. Per lo sviluppo di questa ultima versione abbiamo raccolto i preziosi feedback dei nostri clienti, così ci siamo concentrati su tre aree principali in cui vSAN offrirà nuovo valore concreto:

  • Operation semplificate e facilità d’uso
  • Coerenza e sicurezza delle applicazioni
  • Garanzia di un approccio olistico e proattivo all’assistenza clienti

In pratica, viene offerta un’esperienza di gestione estremamente intuitiva che include la visibilità globale sull’infrastruttura, attività operative semplificate e tempi di acquisizione delle competenze ridotti.

Inoltre, viene garantita un’esperienza coerente e sicura con le app per fornire prestazioni prevedibili, resilienza e disponibilità, oltre a funzionalità intelligenti di riparazione automatica, protezione avanzata del sito, ripristino automatizzato più rapido e sicurezza convalidata dalla pubblica amministrazione.

Con questa nuova versione viene lanciato vSAN ReadyCare, la nostra nuova esperienza di assistenza clienti end-to-end che si avvale dei migliori professionisti, delle migliori funzionalità di analisi e della migliore tecnologia.

Un collega recentemente ha descritto il nostro approccio come “una straordinaria vision del cloud ibrido che solo VMware è in grado di offrire”. Sono completamente d’accordo e aggiungo che questa vision viene continuamente perfezionata, aggiornata e migliorata per offrire ai nostri clienti un’esperienza d’uso eccellente: questo è il nostro obiettivo fondamentale.

Vuoi saperne di più?

 

VMware Cloud on AWS offre più… di tutto!

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Sai Gopalan, Product Marketing Manager

Con l’ultimo aggiornamento, il servizio VMware Cloud on AWS GDPR-ready offre più … di quasi tutto. Più sedi, più funzionalità, più opzioni di consumo e più certificazioni fanno ora parte del nostro servizio cloud ibrido.

VMware Cloud on AWS continua a crescere con il quarto aggiornamento. E i successi continuano ad arrivare, con i team di ingegneri che continuano a lavorare per fornire un servizio di cloud ibrido che sia un riferimento del mercato e che offra ai nostri clienti l’esperienza del software-defined data center (SDDC) da parte del leader nel cloud privato, VMware, eseguito dal leader del cloud pubblico, AWS. Mettendo insieme il meglio di VMware e AWS, VMware Cloud on AWS offre ai clienti un modo operativo coerente e familiare per eseguire, gestire e proteggere le applicazioni in un cloud ibrido con accesso a una vasta gamma di servizi AWS innovativi e completi, nonché una solida protezione contro i disastri.

Questa versione continua ad espandere la copertura globale e introduce nuove funzionalità per migliorare la disponibilità e le opzioni di consumo.

Queste le principali novità:

Apertura del business nella Regione AWS Europe (Francoforte)

I nostri clienti europei e multinazionali possono ora attivare SDDC completi su VMware Cloud on AWS nella regione AWS Europe (Francoforte). Il servizio arriva dunque in una seconda importante area in Europa, nell’Unione Europea, portando la disponibilità totale a quattro Regioni AWS in 9 mesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VMware Cloud on AWS con la nuova opzione SDDC per singolo host

I clienti hanno chiesto a VMware di iniziare a utilizzare VMware Cloud on AWS con una configurazione più ridotta. Prima di questa versione, la dimensione minima del cluster era di quattro host.

Oggi stiamo introducendo un’offerta single-host e vincolata nel tempo per consentire ai clienti di avviare il proprio VMware Cloud on AWS in base all’esperienza a un prezzo basso e prevedibile. Questa nuova opzione di consumo è progettata per i clienti che desiderano dimostrare il valore di VMware Cloud on AWS nei propri ambienti prima di passare a configurazioni di più di 4 host per gli ambienti di produzione.

La durata utile dell’SDDC per host singolo è limitata a intervalli di 30 giorni. Durante il periodo di tempo in cui il singolo host è attivo, i clienti possono facilmente scalare fino a più di 4 host e sfruttare il set completo di capacità di VMware Cloud on funzionalità AWS[1] senza perdita o interruzione del proprio lavoro. I clienti possono acquistare l’SDDC per host singolo utilizzando i fondi di credito VMware standard e le carte di credito basate negli Stati Uniti in tutte le aree disponibili. Il supporto per le carte di credito internazionali arriverà presto.

Ecco alcuni dei punti salienti di questa offerta:

  • Avvio dell’esperienza di hybrid cloud VMware Cloud on AWS hybrid con una configurazione single-host a 30 giorni con time-bound, a meno dell’1/4 del prezzo di 4 host VMware Cloud su offerta AWS.
  • Scalabilità senza interruzioni in qualsiasi momento: al completamento dell’offerta con limite di tempo, il singolo SDDC host verrà ripristinato: la durata operativa è limitata a intervalli di 30 giorni. Tuttavia, si può facilmente scalare fino all’acquisto minimo di 4 host e continuare l’espansione del cloud senza perdere nessuno dato prima della fine del periodo di tempo.
  • Possibilità di iniziare a dimostrare il valore di VMware on su AWS con funzionalità di host singolo:
  • On-boarding accelerato con supporto di esperti. Il single Host SDDC riceve lo stesso numero illimitato di servizi di supporto globali VMware 24/7 e il supporto di chat live 24/5
  • Funzionalità di migrazione tra locale e VMware Cloud on AWS: VMware Hybrid Cloud Extension per migrazione rapida su larga scala, VMware vMotion per migrazione live e infine migrazione a freddo.
  • Hybrid Linked Mode collegata: singola visualizzazione logica di on-premise e VMware Cloud su risorse AWS
  • Archiviazione vSAN All-Flash: tutta la configurazione vSAN di Flash, che utilizza il flash sia per la memorizzazione nella cache sia per la capacità, offre le massime prestazioni di archiviazione.
  • Ripristino di emergenza: valutazione di VMware Site Recovery, il servizio DR basato su cloud ottimizzato per VMware Cloud su AWS. VMware Site Recovery è acquistato separatamente come servizio aggiuntivo su base VM.
  • Accesso high-bandwidth, low latency ai servizi native AWS

Per l’SDDC per host singolo, fare clic qui

Revisione indipendente per conformità agli standard di sicurezza e conformità GDPR

Il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR), è entrato in vigore il 25 maggio 2018. Il GDPR tenta di unificare le leggi sulla protezione dei dati in Europa e sta avendo un impatto globale. La normativa stabilisce un nuovo standard per la protezione dei dati personali di una persona e fornisce agli individui diritti specifici per controllare il trattamento dei propri dati personali. VMware Cloud on AWS è stato verificato in modo indipendente da Schellman e convalidato per soddisfare i requisiti GDPR. Leggi di più sulla nostra disponibilità al GDPR in questo blog.

Per aiutare i clienti a conformarsi all’ Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA), VMware offre un business associate agreements (BAA) a tutti i clienti interessati. Il BAA fornisce condizioni eque e ragionevoli per i fornitori di servizi sanitari, assicuratori e altre organizzazioni.

Infine, VMware Cloud on AWS ha ottenuto un elenco di certificazioni di sicurezza ben definite e standard del settore tra cui ISO 27001, ISO 27017, ISO 27018, SOC 1 (SSAE18 / ISAE 3402), SOC 2 e SOC 3.

Per maggiori dettagli su queste certificazioni: VMware Cloud On AWS Meets Industry-Standard Security And Compliance Standards”.

Ora disponibile VMware Horizon 7 per VMware Cloud on AWS

I clienti possono ora scalare rapidamente desktop e app Horizon 7 su VMware Cloud on AWS. VMware Horizon 7 per VMware Cloud on AWS offre un cloud ibrido perfettamente integrato per desktop e applicazioni virtuali. Combina le funzionalità aziendali di VMware Cloud on AWS, con le funzionalità leader di VMware Horizon, per una soluzione semplice, sicura e scalabile. Ora i clienti possono facilmente estendere i servizi desktop per soddisfare la capacità on-demand, la protezione dei carichi di lavoro desktop e la co-locazione del cloud AWS per le applicazioni sensibili alla latenza, senza acquistare ulteriori risorse del data center.

Maggiore disponibilità per le applicazioni mission-critical

Nel nostro precedente blog post, avevamo dato un’anteprima di Stretched Clusters per VMware Cloud on AWS. Siamo lieti di annunciare che questa funzionalità è ora disponibile. Questa funzione consente agli sviluppatori di concentrarsi sui requisiti e sulle funzionalità delle applicazioni principali, anziché sulla disponibilità dell’infrastruttura. Integrata in VMware Cloud on AWS, la funzionalità semplifica la disponibilità dell’infrastruttura RPO zero per applicazioni mission-critical. Consente il failover zero-RPO dei carichi di lavoro all’interno di cluster che si estendono su due zone di disponibilità AWS. Inoltre, i clienti possono anche eseguire vMotion o migrare direttamente i carichi di lavoro tra gli host in un cluster esteso su due zone di disponibilità AWS. Guarda questa demo e leggi questo blog post per capire di più su Stretched Clusters per VMware Cloud on AWS.

Time to protection accelerati con miglioramenti a VMware Site Recovery

Questa versione continua ad espandersi sulle funzionalità di VMware Site Recovery, un servizio cloud aggiuntivo che offre il disaster recovery come servizio ai nostri clienti.

Supporto della topologia di disaster recovery multi-sito (DR): fan-out da on-premise: questa funzionalità aumenta la flessibilità del disaster recovery estendendo la protezione primaria del data center a VMware Cloud on AWS insieme ai tradizionali siti DR on-premise con uno strumento di gestione unificato. I clienti possono ora proteggere i carichi di lavoro su VMware Cloud on AWS e sui siti secondari tradizionali on-premise da una singola istanza di vCenter Server on-premise. Più istanze di VMware Site Recovery Manager possono ora essere eseguite con una singola istanza di vCenter Server on-premise e abilitare il DR multi-target (incluso in VMware Cloud on AWS) a livello di singolo workload.

 

Replication Seeding: questa capacità accelera il time to protection sfruttando i dischi di base precedentemente replicati delle macchine virtuali come seed per la nuova replica. Le repliche per le macchine virtuali protette in passato sono ora in grado di utilizzare i dischi di base precedentemente replicati come seed, anziché richiedere una sincronizzazione completa iniziale.

 

Compatibilità con le precedenti versioni di vCenter Server: Semplifica la protezione DR accoppiando VMware Site Recovery con siti che eseguono versioni precedenti di vCenter Server. Basandosi sulle versioni precedenti, VMware Site Recovery è compatibile con più versioni di vCenter Server, consentendo di proteggere i siti che eseguono le versioni di vCenter Server 6.7, 6.5 e 6.0U3.

 

Miglioramenti alla gestione ibrida e alle attività in corso

  • vCenter Cloud Gateway (Anteprima): vCenter Cloud Gateway è una nuova appliance virtuale on-premise che consente ai clienti di ottenere una singola vista logica e una gestione ibrida di risorse sia on-premise sia su VMware Cloud on AWS da on-premise. Si tratta di un’appliance on-premise che consente ai clienti di configurare vCenter Hybrid Linked Mode per collegare i vCenter on-premise a Cloud SDDC vCenter e di gestire le risorse on-premise e Cloud SDDC da una singola consolle di gestione (vSphere Client) in esecuzione nel proprio data center.
  • Salva e ripristina SDDC (Anteprima): questa funzione riduce i tempi di configurazione consentendo ai clienti di salvare le proprie configurazioni di VMware Cloud on AWS SDDC dopo la cancellazione e implementare nuovamente un SDDC utilizzando queste configurazioni salvate, se necessario, in un secondo momento.

Ampliamento continuo di soluzioni di partner tecnologici

VMware ha collaborato con i VMware Technology Alliance Partner per testare e convalidare soluzioni di migrazione cloud, protezione dei dati, DevOps, sicurezza, networking, sistema di gestione chiave e molte altre categorie. I partner recentemente convalidati includono Druva Technologies, Griddable.IO, Infinidat, JetStream Software, Loadbalancer, PrimaryIO e Quest Software. Per ulteriori informazioni sulle nostre soluzioni congiunte su VMware Cloud on AWS, visitare il VMware Solution Exchange.

In sintesi

Il nostro viaggio continua. In un breve periodo di circa 9 mesi, abbiamo completato quattro versioni di VMware Cloud on AWS. Come sempre, questo è solo l’inizio – rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti.

Risorse:

 

VMware Cloud on AWS è pronto per il GDPR

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Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Il GDPR tenta di unificare le leggi sulla protezione dei dati in Europa e alcuni dei suoi diritti e protezioni stanno avendo un impatto globale. Questa legge stabilisce un nuovo standard per la protezione dei dati personali della persona e offre agli individui diritti specifici per controllare il loro trattamento.

VMware Cloud on AWS è stato verificato in modo indipendente da Schellman & Company, LLC. per la conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Per spiegarlo nella terminologia del GDPR, quando fornisce servizi ai propri clienti tramite VMware Cloud sull’offerta di servizi AWS, VMware agisce come un elaboratore di dati. I clienti di VMware possono svolgere attività di elaborazione dei dati customer-defined in relazione ai propri dati all’interno dei servizi e, nel farlo, agiscono come responsabili del trattamento dei dati. I responsabili del trattamento dei dati possono nominare solo responsabili dell’elaborazione dei dati che forniscano garanzie sufficienti per attuare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che l’elaborazione soddisfi i requisiti del GDPR.

VMware Cloud on AWS rispetta i seguenti requisiti:

Protezione dei dati personali:

VMware Cloud on AWS è supportato dall’Addendum di VMware Data Processing che stabilisce che VMware rispetterà gli obblighi di elaboratore in base al GDPR e che VMware elaborerà i Dati personali solo in conformità con le istruzioni del Cliente. L’Addendum di VMware Data Processing è disponibile qui.

Le attività di VMware come processore sono definite al suo interno. Inoltre, i Termini di servizio di VMware contengono un Accordo sulla descrizione del servizio e sul livello di servizio, che descrive i ruoli e le responsabilità di VMware come fornitore di servizi di elaborazione e gli obblighi e i diritti dei clienti. Questi documenti legali possono essere trovati qui.

VMware si impegna inoltre ad assistere i propri clienti nell’adempiere agli obblighi previsti dalle leggi applicabili sui dati (incluso il GDPR).

Sicurezza

VMware prende molto sul serio la privacy e la sicurezza dei clienti. VMware impiega esperti di sicurezza e privacy in tutta la società, compresi i team legale e di conformità, l’organizzazione della sicurezza delle informazioni, il VMware Security Engineering, il gruppo Communications & Response (vSECR), il team VMware Security Incident Response (vSIRT) e il Security Operations Center (SOC).

Questi team collaborano collettivamente per creare programmi, politiche e pratiche per aiutare a identificare, prevenire e correggere le vulnerabilità della sicurezza nei nostri prodotti e servizi. Questi programmi sono continuamente rivisti e si evolvono in base alle nostre esperienze, ai cambiamenti nel panorama delle minacce, all’osservazione del settore e alla collaborazione. Il ciclo di vita dello sviluppo del software di VMware è descritto nel Whitepaper sulla sicurezza dei prodotti VMware.

VMware ha inoltre sviluppato pratiche di assistenza che seguono le best practice del settore, tra cui valutazioni periodiche del rischio, revisioni della privacy, rilevamento di intrusioni e minacce, revisioni di accesso degli utenti, monitoraggio continuo della sicurezza e audit di terza parte su vulnerabilità, sicurezza e conformità.

Tutti i dipendenti VMware che gestiscono i dati personali forniti dai clienti a VMware come elaboratore hanno sottoscritto accordi di riservatezza, ricevono regolare formazione sulla sicurezza e sono tenuti a seguire il codice di condotta e le policy di gestione dei dati.

Migrazione dei dati

VMware Cloud on AWS offre ai clienti il ​​pieno controllo delle loro macchine virtuali e del loro contenuto. La documentazione esiste insieme a strumenti e servizi aggiuntivi per facilitare la migrazione dei dati. VMware Cloud on AWS esegue nativamente VMware vSphere il quale memorizza i dati dei clienti in un formato di macchina virtuale ampiamente adottato e vSphere supporta nativamente Open Virtualization Format (OVF), semplificando il download, la clonazione, la migrazione, la copia, il trasferimento o lo spostamento dei carichi di lavoro tra gli ambienti.

Inoltre, il cliente può utilizzare il servizio VMware Hybrid Cloud Extension per migrazioni di massa di immagini di macchine virtuali tra fornitori di cloud. Queste funzionalità semplificano il download, la clonazione, la migrazione, la copia, o il trasferimento dei carichi di lavoro.

Notifica di violazioni

Il VMware Security Incident Response Team (vSIRT) è responsabile dello sviluppo di procedure di gestione delle violazioni e di analisi forensi e gestisce la gestione degli incidenti in VMware. Il team vSIRT viene informato dal Security Operations Center di qualsiasi potenziale violazione e partecipa all’analisi.

Se VMware viene a conoscenza di un incidente di sicurezza su VMware Cloud on AWS, che porta alla divulgazione illecita o all’accesso alle informazioni personali fornite a VMware come elaboratore dei dati, informeremo i clienti senza alcun ritardo e forniremo informazioni relative a una violazione dei dati come ragionevolmente richiesto dai nostri clienti. VMware farà tutto il possibile per aiutare i clienti a mitigare, ove possibile, gli effetti negativi di qualsiasi violazione dei dati personali.

Sub-processori

VMware Cloud on AWS utilizza principalmente Amazon Web Services (AWS) come hosting provider e per i servizi di piattaforma. Tuttavia, VMware potrebbe assumere altre società per fornire determinati servizi per suo conto. VMware ha accordi e meccanismi di trasferimento dei dati in atto con ciascun sub-processore che obbligano il sub-processore a proteggere i dati personali in un modo conforme agli standard stabiliti nel contratto di protezione dei dati.

L’elenco dei sub-processori utilizzati da VMware Cloud on AWS può essere trovato qui.

VMware fornisce inoltre al cliente un meccanismo semplice per monitorare le modifiche al nostro elenco di Sub-processori. Se desideri ricevere notifiche, visita questa pagina.

Trasferimenti internazionali di dati

Il GDPR prevede diversi meccanismi per facilitare il trasferimento di dati personali al di fuori dell’Unione europea. Tali meccanismi mirano a confermare un livello adeguato di protezione o a garantire l’attuazione di adeguate garanzie quando i dati personali sono trasferiti in un paese terzo al di fuori dell’Area economica europea. VMware ha stipulato una clausula di accordo di modello intracompany tra il gruppo di aziende e offre ai clienti la protezione dei dati trasferiti tramite accordi contenenti le clausole contrattuali standard stabilite dalla Commissione europea.

Certificazioni di settore

I clienti di VMware Cloud on AWS si aspettano trasparenza e verifica indipendente dei controlli di sicurezza, privacy e conformità.

VMware Cloud on AWS ha completato il Cloud Security Alliance CAIQ per fornire trasparenza ai controlli e ai processi in atto per proteggere i clienti. È possibile consultare il documento qui.

Il servizio VMware Cloud on AWS è anche soggetto a verifiche regolari, indipendenti da parte di terzi per garantire ai nostri clienti che VMware abbia implementato controlli leader del settore. VMware Cloud on AWS è stato sottoposto a verifica per la maggior parte delle principali certificazioni del settore ISO 27001, ISO 27017, ISO 27018, SOC 1 (SSAE18 / ISAE 3402), SOC 2, SOC 3 e HIPAA.