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Bug in Google+ mette a rischio 500mila utenti, e Google lo chiude

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Marco Bonfiglio

A marzo è stato il turno dello scandalo di Facebook, che porta il nome di Cambridge Analytica: i dati di più di 80 milioni di persone erano a disposizione di quella società per fare profili, comparazioni e non si sa cos’altro. E sebbene iscrivendosi a Facebook si permetta l’accesso ad una certa serie di dati, nel caso specifico tale permesso non era stato dato: a tutti gli effetti i dati sono stati rubati. Lo scandalo fu molto grosso, tanto da mandare a picco la società. Quello che non si sapeva, è che in casa Google c’era un problema analogo. Già, perché per un bug nelle API di Goolge+ per gli sviluppatori, ovvero quell’insieme di chiamate disponibili per chi vuole creare programmi che interagiscano con il social network di Mountain View, permetteva di accedere a tutte le informazioni di un profilo che avesse accettato di condividerle, ma anche di tutti i profili collegati. Numero di potenziali utenti a rischio: 500 mila. Giusto per essere giusti: parliamo delle sole informazioni pubbliche, ma che comprendono nome, cognome, email, età, sesso, occupazione. Altre informazioni sensibili, dalla password dell’account ai post visti o fatti, non erano disponibili. Ma ci sembra che la lista sia già piuttosto lunga. Ad aggravare [...]

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Chrome cancella tutti i cookie… eccetto quelli di Google

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Altro giorno, altra bufera intorno a Google ed ai suoi prodotti. Dopo il controverso caso della rimozione di parti di dominio visibili nelle URL e la modifica di impostazioni da remoto sui device Android, l’ultima scossa punta ancora al famoso browser dell’azienda di Mountain View. Già perchè Chrome, come molti browser ad oggi, fornisce un metodo comodo per cancellare i cookies accumulati nel tempo. Per semplificare, i cookie permettono ai siti di caricare informazioni nei browser che possono poi essere mantenute anche quando si naviga in altri lidi. Comunemente una delle feature rese possibili da questo sistema è quello di mantenere lo stato (sessioni) di login nel tempo, così da essere “già loggati” nel momento in cui si ritorna sul sito che inizialmente ha caricato il “biscotto” in questione. Un altro uso molto importante dei cookie è nella visualizzazione di pubblicità mirate agli utenti; vi siete mai chiesti per quale motivo, dopo aver fatto una ricerca su -ad esempio- Amazon, vi appaiono pubblicità rilevanti anche quando navigate sui social network o su siti di notizie? Semplicemente il cookie che il sito in questione può leggere gli permette di reperire dai sistemi di chi ha creato quel cookie informazioni sulle vostre [...]

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Device sicuri? Google modifica da remoto le impostazioni dei telefoni Android

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Google sicuramente ha aiutato a definire internet così come lo conosciamo, arrivando in alcuni casi a diventare sinonimo di internet stesso (quante volte qualche nostro parente ci ha chiamato perchè “non andava più Google”?). Seppur con i suoi prodotti si pone come a paladino della libertà degli utenti e dell’open source, e nonostante l’incredibile lavoro che abbia innegabilmente fatto per quest’ultimo, spesso inciampa e mostra quello che è uno dei suoi lati, uno di cui “tutti” siamo a conoscenza ma che viene mostrato di meno: quello del controllo. E’ il caso di parecchi utenti di Android Pie, l’ultima versione di quello che è tra i più diffusi sistemi operativi mobile, che la settimana scorsa si sono visti attivare sul telefono la funzione di Battery Saver. Seppur la funzione di per se non è male (permette di risparmiare batteria disattivando alcune funzionalità come le notifiche o i servizi di localizzazione quando il telefono non è in uso), la cosa ha lasciato perplessi molti utenti: bug del nuovo sistema? O cosa? La risposta è arrivata su Reddit da parte di Google stessa: This was an internal experiment to test battery saving features that was mistakenly rolled out to more users than intended. [...]

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Operatori di ricerca in Gsuite

Sorgente: Blog di Mario Serra | Autore: Mario Serra

er filtrare i risultati di ricerca di Gmail puoi utilizzare parole e simboli, denominati operatori di ricerca. Puoi anche combinare gli operatori per filtrare i risultati in modo ancora più preciso. Utilizzare un operatore di ricerca Vai a Gmail. Digita l’operatore di ricerca nella casella di ricerca. Ad esempio può essere utile conoscere gli operatori di ricerca nel caso si […]

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Google aggiorna l’offerta cloud ed aggiunge Kubernetes

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Durante la settimana scorsa Google ha annunciato un rifacimento ed un’estensione della sua piattaforma Cloud Launcer. Per chi non la conoscesse, questo sistema permette di scaricare sia software che interi stack applicativi da eseguire sul loro sistema cloud. Con il nuovo rebrand prenderà il nome di Google Cloud Platform Marketplace, ed abbreviato in “GCP Marketplate”; l’offerta di Google continuerà ad ampliarsi ed introducendo soluzioni production-ready commerciali basate su Kubernetes, promettendo semplificazioni di deployment, fatturazione e gestione di licenze di terze parti. Sistemi di questo tipo già li troviamo in altri ambienti, come AWS di Amazon o Azure di Microsoft, ma a quanto pare Google ha deciso di dare un valore in più testando e verificando tutte le applicazioni, non solo per il loro corretto funzionamento, ma anche per quanto riguarda la sicurezza, eseguendo scansioni di vulnerabilità ed accordi con i fornitori per il mantenimento ed il supporto nel tempo. Glen Kosaka, vice presidente di NeuVector (azienda che fornisce sistemi Kubernetes ed OpenShift con particolare riguardo alla sicurezza) vede questa mossa molto importante per il futuro del mondo cloud ibrido. Container management of marketplace apps now becomes more simplified, and customers — those responsible for container management — have the confidence [...]

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Arriva Chrome 68 e Aruba regala certificati SSL a tutti

Sorgente: Securityinfo.it | Autore: Marco Schiaffino

La nuova versione del browser Google segnalerà come “non sicuri” i siti sprovvisti di certificato per garantire un maggior numero di connessioni sicure. Per il mondo di Internet si avvicina la fatidica “ora X”, il momento, cioè, in cui i browser più di...

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Google diventa Platinum Member della Linux Foundation

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Google, almeno pubblicamente, ha sempre promosso e sostenuto l’ideologia Open Source. Dall’utilizzo di progetti basati su quell’ideale (Linux fra tutti), fino a scrivere e pubblicare loro software che, in alcuni casi, sono stati ampiamente accettati ed integrati in quello che è l’attuale internet; Kubernetes, giusto per fare un esempio tra i più recenti, proviene proprio da Google, cha ha rilasciato il codice di questo tool utilizzato internamente alla comunità, rendendolo di fatto uno dei progetti più “caldi” di questi ultimi anni. Certo, se andiamo a spulciare bene, Google si tiene ben stretta i propri segreti e, soprattutto quando ci sono in ballo i profitti considerevoli della società, l’open source passa velocemente in secondo piano. Ma l’ampiezza stessa della società fa si che, se anche qualcosa rimane segreto negli uffici di Menlo Park, i contributi alla community restano così tanti da farle guadagnare il titolo di Platinum Member della Linux Foundation, il livello più alto di membership fornito dalla fondazione (un’altra società ad avere questo livello è, neanche a dirlo, Microsoft). Con 10000 progetti open source a cui ha contribuito ed il supporto ad alcune delle più ampie community quali Cloud Foundry, Node.js Foundation, Open API Initiative e Cloud Native Computing [...]

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