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LibreOffice: rilasciata la versione 6.1

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Sono passati solo 8 mesi dalla release di LibreOffice 6.0, ma i tempi sono maturi per un piccolo aggiornamento: LibreOffice 6.1.

Come si legge dall’annuncio ufficiale, l’aggiornamento in realtà non è poi così piccolo:

  • Colibre
    un nuovo tema di icone (per Windows) basato sulle linee guida di Microsoft, che renderà più esteticamente appagante l’uso della suite per gli utenti provenienti dall’ambiente Microsoft
  • Rifatta la gestione delle immagini
    caricamenti – notevolmente – più rapidi e morbidi grazie ad un nuovo gestore grafico e ad una vita dell’immagine migliorata, con qualche vantaggi anche  nel caricamento dei documenti nei formati proprietari di Microsoft
  • Riorganizzazione dei menù per Draw
    Per migliorare l’esperienza dell’utente, i menù di Draw sono stati resi più simili a quello dei vari componenti (Calc, Write). Aggiunto anche il menù Pagina.
  • Miglioramento di Base
    l’applicazione di database locale cambia il motore: HSQLDB viene deprecato e Firebird diventa il nuovo standard. Disponibile un tool di migrazione da un motore all’altro
  • esportazione EPUB migliorata
    Migliore gestione dei link, tabelle, immagini, supporto ai font integrati, più opzioni per la personalizzazione dei metadata
  • Help Online arricchito
    L’help disponibile online è stato arricchito di esempi, e ne è stata facilitata la traduzione.

L’elenco è bello sostanzioso, ma se volete vedere subito le novità, ecco il video di presentazione direttamente della Document Foundation!

Una versione non ufficiale di LibreOffice finisce nel Windows Store

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Oramai qualsiasi sistema operativo fornisce out-of-the-box una qualche sorta di store, ovvero un software dal quale ricercare, scaricare, installare e tenere aggiornate le applicazioni sul proprio sistema.

Siano essi OS per computer (Linux, Windows, macOS) o per dispositivi mobile (Android, iOS), lo “store” è una di quelle feature che, praticamente, ci si aspetta di trovare e, di base, questa soluzione porta vantaggi sia agli utenti, che dovrebbero essere tranquilli nello scaricare un’applicazione che in qualche modo è stata validata dall’azienda (grossa) che gestisce lo store, sia agli sviluppatori che non devono occuparsi di gestire lato applicazione delle logiche per avvisare l’utente di un aggiornamento disponibile.

Di fatto questo sistema funziona molto bene, ed oramai questi big basano un’ottima parte del loro fatturato sui proventi provenienti da questi store.

Delle volte però, data la mole di contenuti che devono essere gestiti da queste aziende, capita che qualche “sviluppatore” furbo e con pochi scrupoli sfrutti la leggerezza con cui l’utente scarica ed installa questi software da questi store, e che queste applicazioni passino inosservate -almeno per un pò di tempo- nel mare di altre applicazioni pubblicate quotidianamente.

Seppur in questo articolo andiamo a parlare del Windows Store, ovvero quello fornito agli utenti dei sistemi operativi di Microsoft, la vicenda tocca da vicino un software a noi -utenti del pinguino- molto caro: LibreOffice.

Già perchè la suite office libera per antonomasia si è vista pubblicata proprio su questo store, al costo di $2.99 dollari.

Ora, seppure per gli strumenti che offre potrebbe avere senso pagare quella cifra, il problema è che questa versione di LibreOffice è stata pubblicata da uno sviluppatore anonimo, non parte del team dietro al progetto LibreOffice e che, fondamentalmente, sta cercando di fare soldi in maniera illegale su un tool open source.

Italo Vignoli, uno dei co-fondatori di TDF (The Document Foundation, l’organizzazione responsabile di LibreOffice) ha commentato quanto segue:

The Document Foundation has been made aware of an unofficial version of LibreOffice on the Windows Store. We are investigating further, but we want to be clear: this is not an official version created by The Document Foundation, so the app’s page is misleading. The only official source of the software (which can be downloaded for free, i.e., without any cost for the end user) is LibreOffice website. Also, the money from the Windows Store version is not collected by The Document Foundation.

The Document Foundation è stata messa a conoscenza di una versione non ufficiale di LibreOffice sul Windows Store. Stiamo investigando, ma vogliamo essere chiari: questa non è una versione ufficiale creata dalla The Document Foundation, quindi la pagina dell’applicazione è fuorviante. L’unica sorgente ufficiale del software (che può essere scaricata liberamente, senza alcun costo per l’utente finale) è il sito web di LibreOffice. Inoltre, i soldi per la versione del Windows Store non sono ricevuti dalla The Document Foundation.

L’applicazione è ancora presente sullo store (ma non vi forniremo il link), l’ovvio consiglio è quello, nel caso utilizzate sistemi Windows, di non scaricare questa versione ma di fare riferimento al sito ufficiale; seppur, teoricamente Microsoft esegua scansioni di sicurezza su tutti i software prima della pubblicazione sul suo store, non si può essere sicuri al 100% che, oltre a dover pagare un intermediario improvvisato e non ufficiale che non ha contribuito in alcun modo al software, questa versione non contenga anche qualche altra sorpresina (i miner di cryptovalute vanno così di moda in questo periodo).

E se pensate che LibreOffice valga quella cifra, o anche qualcosina in più, loro stessi -come molti software open source- forniscono una pagina per le donazioni, in cui potrete concretamente far sapere agli sviluppatori che apprezzate il loro lavoro e contribuire alla crescita di questo software che, in fin dei conti, molti di noi usano tutti i giorni.

LibreOffice 6.0 passa il milione di download

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Pochi giorni fa , il 31 Gennaio per l’esattezza, c’è stato il rilascio dell’ultima fiammante versione di LibreOffice, la suite open source completa, alternativa e compatibile con le controparti closed.

Oltre ai cambiamenti estetici, con nuovi stili di tabelle e le icone del set Elementary, è stata migliorata l’integrazione con i documenti di Microsoft Office, migliorato l’import/export di nuovi formati e molto altro.

Beh, le migliorie pare siano piaciute a moltissimi utenti, al punto che in un paio di settimane si è giunti a superare il traguardo di 1 milione di download!

Certo, sicuramente l’essere presente di default in moltissime distribuzioni Linux lo aiuta nella rapida diffusione, ma il fatto che l’aggiornamento di un software open source raggiunga questi numeri in così poco tempo è sicuramente degno di nota.

Attualmente la versione disponibile è la 6.0.1 ma son già previste nelle prossime settimane la 6.0.2 e la 6.0.3, che andranno a correggere i piccoli bug segnalati in questo primo periodo.

Ovviamente sul sito ufficiale potrete trovare tutte le indicazioni su come scaricare ed installare l’ultima versione che, come di consueto, è disponibile per tutti gli OS.

Buon download.