Archivi categoria: Linux

Oracle rilascia VirtualBox 5.2.10 e Oracle Linux 7.5

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Settimana di rilasci per Oracle che rende disponibili la versione 5.2.10 di VirtualBox e la versione 7.5 di Oracle Linux.

Per quanto riguarda VirtualBox, questa maintenance version va ad applicare tutte le Critical Patch Updates riguardanti la sicurezza e a risolvere diversi bug:

  • Freeze di KDE Plasma al caricamento, su svariate distribuzioni;
  • Interrupt storm nelle VM FreeBSD con la componente HDA abilitata;
  • Gestione del nameserver 0.0.0.0 come paramento di NAT valido;
  • Possibilità di avere controller NVMe multipli con ICH9 abilitato;
  • Aggiunto controllo su NULL pointer per codice MMIO.

Oracle Linux 7.5 arriva invece subito dopo la release di Red Hat (su cui l’OS di Oracle è basato) ed include:

  • Release 4.1.12-112.16.4 dell’Unbreakable Enterprise Kernel (UEK);
  • Kernel compatibile Red Hat 3.10.0-862;
  • Supporto alle Memory Protection Keys presenti sui recenti processori Intel;
  • Possibilità di sbloccare dispositivi criptati connessi alla rete durante il processo di boot.
  • SSLv3 disabilitato di default in mod_ssl di Apache;
  • KASLR (Kernel address-space layout randomization) abilitato per i guest KVM, feature che rende casuale l’indirizzo delle librerie e delle aree di memoria più importanti al fine di evitare buffer overrun ed exploit.
  • btrfs deprecato nel kernel Red Hat ma completamente supportato da UEK;
  • Supporto (esattamente come in RHEL 7.5) ad OpenSCAP.

Ma c’era davvero bisogno di fare questo Unbreakable Linux?

E’ ufficiale: Microsoft ha rilasciato una distribuzione Linux basata su un Kernel personalizzato

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Con il filone “Microsoft ama Linux” ci siamo abituati a vedere comportamenti sempre più controcorrente rispetto alla storia di Microsoft.

Dal rilascio dei propri software in open source, alla collaborazione con Canonical per il rilascio di uno strato Linux in Windows, fino all’inclusione (e promozione) di distribuzioni Linux officiali nello store Azure, pensavamo di aver fatto il callo a questa nuova tendenza.

Ma proprio in un momento di serenità, ecco l’esplosione: Microsoft rilascia una distribuzione Linux.

Si, potete rileggere la frase, c’è proprio scritto quello!

Un paio di giorni fa, infatti, Microsoft ha annunciato una nuova tecnologia chiamata Azure Sphere e pensata per avere un sistema estremamente sicuro per dispositivi IoT, giocattoli connessi ed altri gadget.

E, dovendo fornire un sistema sicuro, da cosa partire? Da Windows? No, molto meglio avvalersi di un kernel Linux (altamente modificabile) e customizzarlo per le loro necessità.

Ed è quello che è stato fatto, scritto nella pietra o, se vogliamo, nel post ufficiale sul blog di Microsoft:

Azure Sphere will bring to these new chips a new customized operating system built for IoT security. This OS incorporates a custom Linux kernel that has been optimized for an IoT environment and reworked with security innovations pioneered in Windows to create a highly secured software environment.

Azure Sphere porterà a questi nuovi chip un nuovo e personalizzato sistema operativo costruito per la sicurezza dell’IoT. Questo OS incorpora un kernel Linux personalizzato che è stato ottimizzato per gli ambienti IoT e rilavorato con innovazioni di sicurezza già utilizzate in Windows per creare un ambiente software altamente sicuro

Quindi si, c’è Linux, ma l’annuncio sembra non dargli troppo credito, sottolineando che hanno dovuto lavorare sul kernel parecchio per renderlo utilizzabile su dispositivi IoT e, soprattutto, “sicuro come Windows” (…).

Il progetto Azure Sphere è molto più ampio, in realtà, e comprende lo sviluppo di chip ad-hoc, l’OS e servizi cloud a compendio di entrambi, ma il fatto che per la parte centrale di tutto (di fatto, è l’OS che fa parlare l’hardware con il cloud) è stato deciso di non usare un sistema Windows -seppur embedded- è sicuramente una svolta sensibile.

Al momento ne nell’articolo di Microsoft, ne nel loro repository GitHub ufficiale è presente il sorgente di questo kernel, stando alla GPLv2 dovranno rilasciarlo per forza… magari stanno aspettando solo la mail di Garrett.

Cosa ne pensate? E’ l’inizio della fine?

Cos’hanno in comune BMW, Chevrolet, Honda, Mercedes e Tesla? Sotto il cofano c’è Linux!

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Ebbene sì, il titolo parla da sé: c’è qualcosa che accomuna le case produttrici di automobili BMW, Chevrolet, Honda, Mercedes e Tesla (e non solo), ed è il fatto che tutte appoggino le loro componenti software su Linux.

Attenzione però, il nome di Tesla non confonda, non stiamo parlando (solamente) di macchine a guida autonoma, ma in generale di tutti gli aspetti software delle automobili di ultima generazione.

Come spiega Steven J. Vaughan-Nichols di ZDNet, ormai molte funzionalità delle auto moderne sono gestite non solo elettronicamente, ma informaticamente ed è per questo che l’open-source si presta allo scopo, poiché nella sostanza le case produttrici di automobili stanno diventando vere e proprie Software house.

Pensate che esiste un progetto, sponsorizzato e promosso dalla Linux Foundation, chiamato Automotive Grade Linux che riunisce i produttori di automobili e le aziende che producono accessori e tecnologia per utilizzare una piattaforma comune di sviluppo. Ne avevamo già parlato lo scorso anno per Toyota, e la diffusione di AGL pare inarrestabile.

Ma c’è sempre chi sta un passo avanti agli altri, ed ovviamente stiamo parlando dell’azienda che ha creato la prima macchina spaziale (o che ha lanciato una macchina nello spazio, ad essere precisi, ma non fa molta differenza), Tesla. Partita con Ubuntu alla fine Tesla ha creato il proprio ambiente che evolve ad uno stadio differente rispetto a tutti gli altri, aggiornando componenti (come il kernel, che per tutti era fermo al 2.6.36 e che Tesla ha portato al 4.4.35).

E poteva mancare Google con il suo Linux per automobili? Figurarsi, esiste infatti Android Auto un progetto volto a portare Android sotto il cofano di tutte le auto. Insomma, a dispetto dei discorsi relativi agli utenti desktop Linux che sono sempre pochi il futuro è segnato: magari sul laptop ci sarà Windows, ma mentre digiteremo nella nostra automobile a portarci in giro sarà Linux.

E fermati al benzinaio potremo finalmente chiedere “Mi fa il pieno e mi applica l’ultima patch per Spectre, gentilmente?”

Ma alla fine, quanti utenti Linux ci sono in tutto?

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

È una domanda costantemente d’attualità, sebbene ce la si ponga da almeno 25 anni: quanti sono gli utenti Linux nel mondo? Ebbene la domanda se l’è posta anche Steven J. Vaughan-Nichols di ZDNet, e l’autore si è messo anche a fare i conti.

Il dato base di partenza è relativo ai PC venduti ogni anno, che sono 250 milioni. Uno dice, e quelli già installati? Domanda legittima, ma visto che per l’attuale installato è impossibile avere un numero, questi 250 milioni possono servire a calcolare le stime recuperate da diverse società di analisi.

Di tutti i PC connessi ad Internet, secondo NetMarketShare, l’uno virgola ottantaquattro (1,84) percento è Linux, a cui va aggiunta una percentuale addizionale dello zero virgola ventinove (0,29) stimata per i Chromebook, i quali alla fine non sono altro che una variante Linux. Alto il numero, vero? Infatti NetMarketShare ha rivisto l’analisi al ribasso, in quanto il meccanismo di calcolo utilizzato aveva delle lacune (i dettagli sono nell’articolo).

L’analisi dei dati passa poi per altre società che raccolgono queste informazioni. Per esempio, secondo StatCounter i desktop Linux sono l’uno virgola quarantotto (1,48) percento a cui si aggiunge la quota di Chrome OS, che è di uno virgola zerotre (1,03) percento. In questo caso il calcolo viene effettuato basandosi su un codice installato su più di due milioni di siti.

Ultimo dato in analisi, quello del DAP (Digital Analytics Program) secondo il quale Linux si attesta allo zero virgola sei (0,6) percento con la quota di Chrome OS all’uno virgola tre (1,3) percento.

È ufficiale quindi? Lo possiamo dire? È l’anno di Linux sui Desktop? Di regola i numeri non mentono, ma in questo caso le diverse analisi e i risultati presentati, migliaio più, migliaio meno, raccontano che Linux ha l’uno percento di “quota di mercato”.

Tanto?

Poco?

La vita è una questione di prospettiva.

😉

P.S.: Android è al di fuori di questo calcolo, anche perché secondo il DAP i dispositivi Android sulla rete sarebbero… uh… Il 70,96 percento!

Microsoft SQL Server su Linux Ubuntu 16.04

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Guida all’installazione di Microsoft SQL Server 2017 su Linux Ubuntu 16.04. Il database di Microsoft è installabile su diverse distribuzioni del pinguino, scegliamo la versione gratuita Ubuntu che mette a disposizione pacchetti più aggiornati rispetto a Centos 7. Microsoft SQL Server 2017 è attivabile su Ubuntu 16.04 in maniera piuttosto semplice e i requisiti sono veramente minimi.

Microsoft rende ancora più semplice portare distribuzioni Linux nel WSL di Windows 10

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Microsoft ha annunciato di aver sviluppato un tool che faciliterà il funzionamento di Linux all’interno del Windows Subsystem for Linux, dedicato ai maintainer ed agli sviluppatori di distribuzioni Linux custom. Questo WSL-DistroLauncher è già liberamente scaricabile dal canale Github di Microsoft e, come è facile concludere, è totalmente OpenSource.

Tara Raj, del team WSL di Microsoft, commenta così l’introduzione di questo progetto:

We know that many Linux distros rely entirely on open-source software, so we would like to bring WSL closer to the OSS community

Sappiamo che molte distribuzioni Linux si basano interamente su software OpenSource, quindi vogliamo portare WSL più vicino alla community OSS

A dispetto di quanto qualcuno afferma (vedi questo articolo dal titolo “The End of Windows” che prospetta come il sistema operativo Microsoft Windows, così come lo conosciamo, sia finito) ecco come il WSL-DistroLauncher rappresenta un altro passo verso l’interoperabilità totale, un altro netto distacco dal passato. Sì, è il 2018, sì, Microsoft ha un canale Github e sì, Microsoft produce software OpenSource.

Nel frattempo, se qualcuno si stesse domandando come sono le performance dei WSL rispetto alle distribuzioni classiche, ecco che Phoronix propone un test comparativo dal titolo “Windows 10 vs. Windows WSL vs. Linux – Ubuntu / openSUSE / Debian / Clear Linux” dal quale emerge chiaramente come le distribuzioni operanti in ambiente WSL all’interno del confronto siano perdenti. Inevitabile, visto che si sta parlando comunque di sottosistemi (quindi per quello che riguarda l’I/O e le performance disco sofferenti del “doppio passaggio”), ma i dati non sono così allarmanti. Soprattutto considerando che l’ambito pensato per i WSL è prevalentemente quello dello sviluppo e non della produzione.

Linux Kernel 4.17: 500.000 righe di codice in meno

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

Solitamente il rilascio di un nuovo Kernel prevede l’aggiunta di parecchio codice ma per la versione 4.17 pare sia arrivato il tempo di pulizie di primavera.

Arnd Bergman, sviluppatore del Kernel Linux di vecchia data, ha proposto di rimuovere il supporto per alcune vecchie (ed anche abbastanza ignote) architetture per poi procedere anche con la rimozione dei device driver relativi.

In the end, it seems that while the eight architectures are extremely different, they all suffered the same fate: There was one company in charge of an SoC line, a CPU microarchitecture and a software ecosystem, which was more costly than licensing newer off-the-shelf CPU cores from a third party (typically ARM, MIPS, or RISC-V). It seems that all the SoC product lines are still around, but have not used the custom CPU architectures for several years at this point.

Alla fine, sembra che nonostante le otto architetture siano estremamente diverse, tutte hanno subito lo stesso destino: una società si occupava della linea SoC (system-on-a-chip), cosa che risultava più costosa che affidare la produzione a terze parti (in genere ARM, MIPS o RISC-V). Sembra che tutti questi prodotti SoC siano ancora in circolazione ma che non stiano più utilizzando le architetture custom ormai da anni.

Le architetture a cui Bergman si riferisce sono:

  • Blackfin
  • Metag
  • Tile
  • MN10300
  • FRV
  • CRIS
  • M32R
  • Score

Ci sarebbero altre due architetture che potrebbero rischiare la rimozione a causa delle release GCC scadute: Unicore21 ed Hexagon. Gli sviluppatori hanno però espresso la volontà di risolvere il problema quanto prima.

Al netto di tutti questi cambiamenti, il Kernel Linux risulterà più leggero di circa 500.000 righe di codice.

Righe di codice per versione

Pare si scenderà di nuovo sotto le 20 milioni di righe!

Mintbox Mini 2: il nuovo MicroPC di Linux Mint!

Facebooktwittergoogle_plusredditlinkedin

null

Nei precedenti articoli abbiamo parlato spesso di Linux Mint e di mini pc; questa accoppiata hardware software la possiamo trovare sui mini pc MintBox.
Ne avevamo parlato al seguente link, mentre oggi è stato annunciato ufficialmente il Mintbox Mini 2.
null
Considerando che di Raspberry Pi, ne abbiamo di ogni genere, la seconda generazione di Mintbox rappresenta una scelta interessante per chiunque sia alla ricerca di un PC desktop compatto, silenzioso e open-source.

Mintbox Mini 2 sarà disponibile in 2 versioni:

  • Mintbox Mini 2 base: 4GB di RAM e 64GB di SSD a 299 dollari
  • Mintbox Mini 2 Pro: 8GB di RAM e 120GB di SSD a 349 dollari

Andiamo a vedere i dettagli:

  • CPU: Quad Core Intel Celeron J3455 (Apollo Lake) da 1.5GHz
  • RAM: Fino a 16GB ( espansibile semplicemente aprendo il telaio ed inserendo il banco supplementare )
  • HDD: 64GB o 128GB
  • I/O: due porte Gigabit Ethernet, 2xUSB 3.0, 2xUSB 2.0, slot microSD, jack audio con microfono, DisplayPort 1.2 (4K a 60Hz), HDMI 1.4 (4K ma solo a 30Hz) con supporto fino a due schermi esterni
  • Connettività: WiFi 802.11ac, Bluetooth 4.2
  • TDP : 10W permettendo un sistema di raffreddamento privo di ventole

Le 2 varianti di Mintbox Mini 2 saranno disponibili all’acquisto da Giugno 2018.
Maggiori informazioni su tutto il parco MintBox le potete trovare direttamente sullo store di LinuxMint.

Sul sito di Compulab, azienda specializzata nella produzione e vendita di hardware fanless, sono disponibili indicazioni più dettagliate sulle specifiche hardware di questo interessante oggetto.