Archivi categoria: Open Source

Evento gratuito a Bari il 15 febbraio – Windows 10, Presente e Futuro, WSL vs Kali e novità di Windows Server 2019

Dopo una breve pausa ripartiamo nel 2019 con il 1° evento POWERCON dell’anno! Per la seconda volta saremo presenti all’A.R.I. di Bari, l’Associazione Radioamatori Italiani – Sezione di Bari. Il prossimo 15 febbraio 2019, presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “M. Panetti” in…

Confronto tra le edizioni Standard e Datacenter di Windows Server 2019

Visto il successo dell’articolo Windows Server 2016 – Quali sono le differenze tra la Standard Edition e la Datacenter Edition, ho pensato di raccogliere in questo estratto le novità più salienti di Windows Server 2019 e descrivere le differenze tra le…

ZeroPhone: un telefono open source e con Linux

ZeroPhone is an open source, Linux-powered, $50 smartphone. It has no carrier locks, bloated apps, or data mining, and it doesn’t depend on big companies – instead, its open source hardware and software give you as much control over your phone as possible. ZeroPhone è uno smartphone open source, con Linux da 50$. Non ha nessun blocco operatore, bloatware, data mining e non si affida a nessuna grande compagnia – invece, i suoi hardware e software open source forniscono tutto il controllo possibile del proprio telefono. Ecco quanto promette ZeroPhone, progetto presentato su Crowd Supply nei giorni scorsi che promette un telefono altamente personalizzabile, riparibile e (power)user-friendly. Lo ZeroPhone è costruito con: Raspberry Pi Zero Arduino Modulo Wi-Fi ESP8266 Il che significa che include anche alcune feature “insolite” per un telefono: Porta mini-HDMI Porta USB 2.0 (full-size) Anche lo schermo è super piccino: un OLED 1.3″ 128 x 64. Decisamente microscopico se paragonato a quello di qualunque telefono attuale, anche quello più economico. Inoltre, al momento, è possibile utilizzare solo la connettività 2G GSM (il 3G e 4G saranno aggiunti più tardi). Diciamo che si discosta parecchio dell’idea comune di “smartphone”. E allora perché smart? Perché c’e Linux! What else? [...]

RISC-V: hardware non completamente open source

RISC-V è un instructruction set (ISA) basato sull’utilizzo di reduced instruction set compute (RISC per l’appunto), una metodologia che prevede la progettazione di microprocessori utilizzando un’architettura più semplice per permettere l’esecuzione di set di istruzioni in tempi più rapidi. RISC-V ha riscosso particolare interesse nel mondo dell’open source, sia hardware che software, visto che può essere utilizzato liberamente per qualunque progetto consentendo a chiunque di progettare, produrre e commercializzare processori basati su questa architettura. Purtroppo, nonostante ISA sia davvero completamente aperto, le implementazioni di RISC-V lo sembrerebbero un po’ meno. Queste perplessità arrivano direttamente da Ron Minnich, a capo del progetto Coreboot, che da una decina di anni è impegnato per cercare di sostituire i firmware BIOS/UEFI proprietari con uno open. Il suo commento, in particolare, si riferisce alla board HiFive Unleashed presentata settimana scorsa: All this said, note that the HiFive is no more open, today, than your average ARM SOC; and it is much less open than, e.g., Power. […] Open instruction sets do not necessarily result in open implementations. An open implementation of RISC-V will require a commitment on the part of a company to opening it up at all levels, not just the instruction set. Ad [...]

Utilizzo di Azure DNS per la validazione automatica di Let’s Encrypt

In ICTPower ci siamo occupati a più riprese della Certification Authority Let’s Encrypt, ed abbiamo visto come è possibile utilizzarla in diversi scenari.

In Ambienti OpenSource, con la validazione basata su Apache, In un altro articolo abbiamo proposto lo scenario che si può utilizzare con IIS come base per la validazione. read more

Novità di Windows Subsystem for Linux in Windows 10 Build 17063 (e successive)

Come facilmente immaginabile, anche nelle ultime build di Windows 10 del programma Insider ci sono novità importanti che riguardano il componente Windows Subsystem for Linux. Ricordiamo che il programma Insider permette di testare in anteprima le ultime novità del sistema operativo Windows 10 anche con grande anticipo rispetto al rilascio ufficiale, quindi tutto ciò che leggerete in questo articolo sarà sicuramente parte integrante della prossima versione di Windows 10, conosciuta per ora con il nome RS4 o 1803. Riguardo alla funzionalità Windows Subsystem for Linux la componente che ha subito il cambiamento più importante è sicuramente il sistema di gestione dei permessi, che già dalla build 17063 ha visto un upgrade fondamentale; è stata poi aggiunta la possibilità di configurare attraverso un file di testo una serie di parametri da passare alla shell linux al momento dell’apertura.

La gestione dei permessi è sicuramente una delle caratteristiche più difficili da gestire nell’interazione tra Windows e WSL, poiché l’idea di avere un unico sistema su cui utilizzare indifferentemente comandi ed applicazioni Windows e Linux si scontra con le profonde differenze che ci sono tra i due sistemi da questo punto di vista. A segnare i confini tra un sistema e l’altro è sicuramente il filesystem, poiché l’NTFS di Windows non contempla l’esistenza dei “permission bits”, che sono invece alla base della gestione dei permessi sotto linux. Non mi dilungherò troppo nel dettaglio sulla gestione dell’accesso a file e cartelle da parte di linux; se qualcuno volesse approfondire questo argomento riporto un articolo molto esaustivo dal sito linux.com (https://www.linux.com/learn/understanding-linux-file-permissions). read more