Archivi categoria: OpenSource

Le licenze OpenSource MIT e BSD sono deprecate?

L’avvocato Kyle E. Mitchell, che si occupa di “law, technology, and the space between” (legge, tecnologia e lo spazio in mezzo) nell’ultimo suo blog post la fa breve: le licenze MIT e BSD (di cui abbiamo parlato recentemente in questo articolo) non andrebbero più utilizzate. Andrebbero deprecate, dimenticate, insomma… Hanno fatto il loro tempo. Le argomentazioni poste a favore della sua tesi (perdonate il legalese) sono molteplici: MIT and BSD don’t handle patents.MIT e BSD non gestiscono i brevetti Suggerendo come invece la licenza Apache lo faccia. Poi ancora: MIT and BSD are hard to read.MIT e BSD sono difficili da leggere E se state pensando che il motivo sia che sono troppo lunghe e complesse… State sbagliando. Secondo l’avvocato infatti queste licenze sono invece troppo semplici. Infatti dice che gli avvocati pretendono un linguaggio complesso, non compatibile con queste forme semplicistiche. Poi prosegue: It’s not clear what MIT and BSD are, legally.Non è chiaro cosa siano legalmente MIT e BSD Non si capisce infatti se queste “licenze” (virgolettato d’obbligo) siano solo licenze, licenze e contratti, entrambi o potenzialmente entrambi. E via dicendo: MIT and BSD attribution is a land mine.L’attribuzione delle licenze MIT e BSD è un campo minato [...]

Microsoft: Calcolatrice diventa OpenSource

Era già successo mesi fa, quando Microsoft si era unita alla Open Invention Network, ed aveva reso Open Source circa 60.000 brevetti. Oggi Microsoft annuncia l’open sourcing del tool Calcolatrice, sotto licenza MIT, e già disponibile su GitHub (sempre di loro proprietà)… meraviglioso, no? Our goal is to build an even better user experience in partnership with the community. Il nostro obiettivo è quello di costruire una user experience migliorate grazie anche alla collaborazione con la community. Inutile, la compagnia di Redmond ci sa fare, e questa non è altro che la ri-prova che sta diventando sempre più “appetibile” agli occhi degli sviluppatori che, non solo possono avere sulla macchina Windows anche un “sottosistema” Linux, ma da oggi possono iniziare a sbirciare un nuovo pezzettino del codice Microsoft. Certo, apparentemente non sembra moltissimo, d’altronde è solo una calcolatrice… Ma un piccola apertura dopo l’altra sicuramente farà in modo che: gli sviluppatori possano imparare qualcosa in piu sulle tecnologia Microsoft come XAML, Windows Platform e le Azure Pipelines;gli sviluppatori apprendano il ciclo completo di sviluppo di un’applicazione Microsoft;decidano di riutilizzare il metodo (e magari anche un po’ di codice) per i loro futuri progetti. Resta comunque interessante la tempistica di questa [...]

Il CEO di MariaDB accusa: Amazon e Oracle si cibano di OpenSource senza restituire alla community

Durante l’evento MariaDB OpenWorks, svoltosi nel distretto finanziario di Manhattan, Sejeeve Mohan, CEO di MariaDB, ha lanciato dure accuse nei confronti di alcune big company colpevoli, a suo dire, di sfruttare il codice open per i propri scopi senza però restituire nulla alla community. These companies […] are really abusing the license and abusing privilege, not giving back to the community.Queste aziende […] stanno abusando delle licenze e si stanno prendendo delle libertà senza restituire nulla alla community Il principio base del ragionamento di Mohan è chiaro e semplice: secondo lui le licenze chiuse e proprietarie sono morte. Come è chiaro, MariaDB, nato come un fork di MySQL (acquisita a suo tempo da Oracle), è distribuito sotto licenza GPLv2. Sebbene MariaDB ad oggi risulti essere il primo approdo per i clienti in fuga da Oracle a Mohan questo pare non bastare, poiché l’approccio Oracle orientato al vendor lock-in (l’impossibilità dei clienti a migrare ad un’altra tecnologia una volta utilizzato, in questo caso, Oracle) è scorretto: We believe you have to be a general-purpose database and not a relegated niche oneCrediamo un database debba essere generico e non di nicchia Ma non finisce qui, nel corso dell’evento altre riflessioni sono state [...]

LinuxFoundation lancia ELISA, un progetto OpenSource per costruire sistemi realmente sicuri

Abbiamo recentemente parlato di FreedomEV, il progetto per consentire di rootare la propria macchina elettrica Tesla affinché certe funzionalità possano essere abilitate e ci eravamo subito interrogati sull’aspetto sicurezza. È per questo che pur attenti alle evoluzioni seguiamo sempre con attenzione gli sviluppi software in ambito safety-critical, dove dalle applicazioni dipende la sicurezza delle persone. In questo senso la notizia del lancio del progetto ELISA da parte della Linux Foundation fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quelli che pensavano già di vedere la propria auto smettere di rispondere ai comandi a 190 km/h in autostrada. Il significato del nome del progetto è nell’acronimo Enabling Linux In Safety Application e la definizione che ne da la Linux Foundation è la seguente: [An] open source project to create a shared set of tools and processes to help companies build and certify Linux-based safety-critical applications and systems whose failure could result in loss of human life, significant property damage or environmental damage.[Un] progetto open-source per creare un set di strumenti e processi condiviso per aiutare le aziende a costruire e certificare applicazioni basate su sistemi safety-critical Linux e sistemi i cui malfunzionamenti potrebbero risultare nella perdita di vite umane, significativo danneggiamento [...]

Una petizione della FSF per rendere il codice del software finanziato dal pubblico OpenSource

Public Money, Public CodeDenaro pubblico, codice pubblico Un concetto talmente banale che non dovrebbe nemmeno essere spiegato, ma, come sappiamo, la realtà è molto complicata. Sintetizzando il pensiero in maniera molto semplice: visto che è il pubblico a pagare le tasse che finanziano lo sviluppo, allora il pubblico dovrebbe poter accedere al codice del software che, seppure indirettamente, ha pagato. La Free Software Foundation europea ha creato a questo scopo il sito https://publiccode.eu/ che si occupa proprio di raccogliere delle firme per fare in modo che questo approccio diventi la regola. La domanda e l’obiettivo vengono poste molto chiaramente. In un video molto chiaro vengono illustrati le ragioni a favore di questa scelta, sintetizzabili in quattro punti: Risparmio sulle tasse dovuto ad una base di codice aperta e disponibile che non necessita di essere scritta da zero tutte le volte;Aperta collaborazione per dividere i costi di produzione e moltiplicare le conoscenze;Servizio pubblico nei confronti di chi ha pagato per quello sviluppo;Promozione dell’innovazione nei confronti di chi vuole collaborare e sfruttare il codice di partenza aperto per nuovi sviluppi di pubblica utilità; Le firme raccolte andranno in calce ad una lettera aperta che verrà consegnata alla comunità europea al fine di [...]

Saturday’s Talks: il co-fondatore di Chef lancia SFOSC, Sustainable Free and OpenSource Community e ci fa riflettere sul senso di Community

Nei giorni scorsa si è tenuta a Seattle la conferenza KubeCon, che tratta di Kubernetes e di tutto l’ecosistema che ci gira intorno. In questa occasione Adam Jacob, co-fondatore e CTO di Chef (uno dei software di IT Automation più utilizzati), ha parlato di un progetto da lui lanciato. L’idea di partenza è quella di trovare un metodo che permetta di mantenere nel futuro i vantaggi dello sviluppo open source, assicurando però che questi siano compatibili anche con l’aspetto finanziario cui interessa molte aziende che lavorano -e sviluppano- in questo campo. Ha quindi approfittato della grande visibilità che fornisce un panel al KubeCon di Seattle per presentare il progetto Sustainable Free and Open Source Communities. Il progetto è allo stato attuale un tavolo di discussione aperto a tutti riguardante i metodi che gli sviluppatori hanno a disposizione per mantenere gli aspetti community-oriented dello sviluppo open source senza però legarsi a licenze particolarmente restrittive che molte aziende credono siano il modo migliore di restare competitive sul mercato. The power of communities, of people coming together to help and support one another, and to solve their problems with software: that’s the best thing in my professional life La forza delle community, delle [...]

Saturday’s Talks: licenze e software Free ed OpenSource. Siamo sicuri di avere le idee chiare?

Pur lavorando da tanti anni nel mondo open-source, mi sono recentemente scoperto ignorante riguardo ad un tema che ho sempre dato per scontato: i concetti di free ed open-source. Ho sempre dato per scontato il principio base secondo cui il codice sorgente modificato per i propri scopi ha l’obbligo di rimanere aperto. Questo significa che in fase di distribuzione, questa dovrebbe avvenire nella stessa forma da cui si è partiti, e tale vincolo rimarrà per sempre valido. È il principio del così detto copyleft che la Free Software Foundation, ed in particolare Richard Stallman autore della famosa licenza GPL (GNU General Public License), ha adottato pionieristicamente in tutti i software da essa sviluppati e promossi. Tutto chiaro? Semplice? Mica tanto, perché c’è molto, molto altro. In questa puntata di Saturday’s Talks cerchiamo di rispondere alle domande che qualcuno potrebbe porsi nel momento in cui decide di aprire il vaso di Pandora relativo a questo argomento. Pronti? Via. Che differenza c’è tra un software free ed uno open-source? Ci sono quattro libertà essenziali che il software deve possedere per essere ritenuto free: 0: la libertà di poter eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 1: la libertà di studiare come funziona il programma e di cambiarlo [...]

Anche la città di Tirana sceglie l’Open Source!

In passato ci sono stati diversi enti pubblici che sono passati all’open source ma che, nonostante i grandi investimenti, hanno deciso di ritornare a Microsoft, come successo a Monaco, ed altri che – per ora – sembrano soddisfatti della scelta, come Barcellona. Stavolta è il turno della municipalità più grande dell’Albania: Tirana. Ermir Puka, a capo del reparto ICT, è convinto che, nonostante l’iniziale resistenza del personale al cambiamento ed alle varie problematiche legate alla migrazione, affidarsi a software free ed open source sia la scelta migliore negli interessi del cittadino. Public Money. Public Code. Dopo essere migrati con successo a Nextcloud, il progetto di rinnovo dell’infrastruttura IT secondo gli standard open continua con l’adozione di LIbreOffice. La migrazione è partita dal reparto delle risorse umane dove viene fatto largo utilizzo di documenti e fogli di calcolo. Questo è stato anche un banco di prova per rilevare i problemi durante e dopo il passaggio a LibreOffice, prima di procedere con il resto degli uffici. Al momento, quasi tutti i 1000 computer della pubblica amministrazione di Tirana usano LibreOffice. Puka crede così fortemente in questo progetto che i manuali di LibreOffice Writer e Calc sono stati tradotti in albanese per facilitarne [...]