Archivi categoria: OpenSource

Saturday’s Talks: il co-fondatore di Chef lancia SFOSC, Sustainable Free and OpenSource Community e ci fa riflettere sul senso di Community

Nei giorni scorsa si è tenuta a Seattle la conferenza KubeCon, che tratta di Kubernetes e di tutto l’ecosistema che ci gira intorno. In questa occasione Adam Jacob, co-fondatore e CTO di Chef (uno dei software di IT Automation più utilizzati), ha parlato di un progetto da lui lanciato. L’idea di partenza è quella di trovare un metodo che permetta di mantenere nel futuro i vantaggi dello sviluppo open source, assicurando però che questi siano compatibili anche con l’aspetto finanziario cui interessa molte aziende che lavorano -e sviluppano- in questo campo. Ha quindi approfittato della grande visibilità che fornisce un panel al KubeCon di Seattle per presentare il progetto Sustainable Free and Open Source Communities. Il progetto è allo stato attuale un tavolo di discussione aperto a tutti riguardante i metodi che gli sviluppatori hanno a disposizione per mantenere gli aspetti community-oriented dello sviluppo open source senza però legarsi a licenze particolarmente restrittive che molte aziende credono siano il modo migliore di restare competitive sul mercato. The power of communities, of people coming together to help and support one another, and to solve their problems with software: that’s the best thing in my professional life La forza delle community, delle [...]

Saturday’s Talks: licenze e software Free ed OpenSource. Siamo sicuri di avere le idee chiare?

Pur lavorando da tanti anni nel mondo open-source, mi sono recentemente scoperto ignorante riguardo ad un tema che ho sempre dato per scontato: i concetti di free ed open-source. Ho sempre dato per scontato il principio base secondo cui il codice sorgente modificato per i propri scopi ha l’obbligo di rimanere aperto. Questo significa che in fase di distribuzione, questa dovrebbe avvenire nella stessa forma da cui si è partiti, e tale vincolo rimarrà per sempre valido. È il principio del così detto copyleft che la Free Software Foundation, ed in particolare Richard Stallman autore della famosa licenza GPL (GNU General Public License), ha adottato pionieristicamente in tutti i software da essa sviluppati e promossi. Tutto chiaro? Semplice? Mica tanto, perché c’è molto, molto altro. In questa puntata di Saturday’s Talks cerchiamo di rispondere alle domande che qualcuno potrebbe porsi nel momento in cui decide di aprire il vaso di Pandora relativo a questo argomento. Pronti? Via. Che differenza c’è tra un software free ed uno open-source? Ci sono quattro libertà essenziali che il software deve possedere per essere ritenuto free: 0: la libertà di poter eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 1: la libertà di studiare come funziona il programma e di cambiarlo [...]

Anche la città di Tirana sceglie l’Open Source!

In passato ci sono stati diversi enti pubblici che sono passati all’open source ma che, nonostante i grandi investimenti, hanno deciso di ritornare a Microsoft, come successo a Monaco, ed altri che – per ora – sembrano soddisfatti della scelta, come Barcellona. Stavolta è il turno della municipalità più grande dell’Albania: Tirana. Ermir Puka, a capo del reparto ICT, è convinto che, nonostante l’iniziale resistenza del personale al cambiamento ed alle varie problematiche legate alla migrazione, affidarsi a software free ed open source sia la scelta migliore negli interessi del cittadino. Public Money. Public Code. Dopo essere migrati con successo a Nextcloud, il progetto di rinnovo dell’infrastruttura IT secondo gli standard open continua con l’adozione di LIbreOffice. La migrazione è partita dal reparto delle risorse umane dove viene fatto largo utilizzo di documenti e fogli di calcolo. Questo è stato anche un banco di prova per rilevare i problemi durante e dopo il passaggio a LibreOffice, prima di procedere con il resto degli uffici. Al momento, quasi tutti i 1000 computer della pubblica amministrazione di Tirana usano LibreOffice. Puka crede così fortemente in questo progetto che i manuali di LibreOffice Writer e Calc sono stati tradotti in albanese per facilitarne [...]

10 modi per ringraziare gli sviluppatori OpenSource

(source: opensource.com) Sia che siate lettori assidui di MiaMammaUsaLinux o che siete atterrati sulle nostre pagine da poco, sia che siete utenti hardcore di Linux o che state semplicemente pensando di avvicinarvi a questo mondo, quasi sicuramente vi è capitato di utilizzare software open-source; anzi, ci sono ottime probabilità che anche adesso almeno un software, o una componente di un software open-source sia in esecuzione sul vostro computer. Sicuramente il vantaggio più grande del software open-source e free software è quello di garantire libertà all’utente, fornendo il codice e -di conseguenza- la libertà di modificarlo a vostro beneficio. Certo, magari non potete redistribuirlo (motivo per cui ho espressamente indicato open-source e free software come due categorie diverse), però voi lo avete e, compatibilmente alla licenza con cui è distribuito, potete farne quello che volete. Un altro vantaggio, non scontato ma spesso presente, è che questo software può essere gratuito; quindi generalmente potete usarlo, modificarlo, riadattarlo senza spendere un centesimo. Wow, fantastico! Certo, il fatto che sia gratuito non significa che questo software si scrive da solo: sono ancora lontani i tempi in cui delle intelligenze artificiali scriveranno tutto software per noi (e comunque sarà da vedere se questo software risulterà [...]

Merry Tuxmas! System76 finanzierà i progetti OpenSource

La settimana scorsa abbiamo parlato di Thelio, il deskotp (quasi) open di System76, azienda nata con lo scopo di promuovere i concetti di open source ed open hardware. Al momento Thelio è l’unico PC prodotto da System76 che include componenti open (in questo caso il case e la I/O board); infatti i laptop si basano su design non-open di terze parti. Per il periodo delle festività, System76 ha deciso di donare parte dei proventi derivati dalle vendite dei suoi laptop a quattro progetti attivi nel mondo dell’Open Source: Free Software Foundation, per il suo impegno costante nei finanziamento di progetti open e per la divulgazione della cultura free ed open; Open Source Hardware Association, che utilizza la Open Source Hardware Certification per aiutare gli utenti ad identificare i prodotti che rappresentano l’idea di open source hardware; Electronic Frontier Foundation che assicura che i diritti e le libertà legate alla produzione di hardware siano migliorate e garantite a fronte del progresso tecnologico; KiCad, un software sviluppato dal CERN utilizzato da System76 per la progettazione del proprio hardware. L’azienda di Denver sta anche incentivando le vendite tramite degli sconti che vanno dai 30$ ai 370$, in base al modello. La campagna promozionale è [...]

Non fatevi distrarre dagli aggiornamenti in WSL: WLinux, la distribuzione OpenSource creata per Microsoft, è… Acquistabile.

In concomitanza con il rilascio dell’aggiornamento di Windows 10 di Ottobre 2018 (build 1809), Microsoft annuncia le novità introdotte in WSL (Windows Subsystem for Linux) in questo rilascio: aggiunta l’opzione “Open Linux shell here” al menu contestuale in Windows File Explorer; implementato finalmente il fix a Notepad per supportare i line endings di macOS e *nix; supporto copy and paste da/verso le console Linux e WSL, impostazione settabile indipendentemente per ogni shell; supporto a Chocolatey: un package manager open-source per Windows NT pensato per semplificare ed automatizzare le procedure di installazione software sulle macchine Windows. Alla base del suo funzionamento ci sono NuGet e PowerShell; aggiunto il supporto a OpenSUSE 15 e SLES 15; supporto ad Ubuntu 18.04 LTS per WSL su ARM. La notizia più interessante però riguarda WLinux, la prima distribuzione Linux specificatamente creata per Microsoft Windows 10. Come raccontato recentemente, WLinux è una distribuzione basata su Debian specificamente sviluppata ed ottimizzata per funzionare su WSL. Supporta anche applicazioni grafiche se usato con un client Windows X come X410, e rimuove i pacchetti non supportati, come ad esempio systemd. La distro è dedicata agli sviluppatori che potranno scegliere tra i vari editor: emacs neovim Visual Studio Code ed anche diverse [...]

Saturday’s talks: il ritardo di Fedora 29, l’instabilità e la fretta che domina lo sviluppo nell’OpenSource

La chiacchierata del weekend che voglio proporre questa settimana nasce da una notizia circolata recentemente: il ritardo nel rilascio di Fedora 29 a causa di una serie di bug definiti blocker che pregiudicano la stabilità della release ed è quindi necessario risolvere prima di rendere pubblica la distribuzione. Il processo che determina il GO o NO-GO nel far uscire la distribuzione è gestito internamente alla community, nella lista test-announce, e per via dei succitati bug in questo caso siamo di fronte ad un NO-GO. Ora, Fedora è una distribuzione che potremmo definire rolling, per la quale ogni sei mesi esce una nuova release. In questi sei mesi le nuove funzionalità introdotte possono essere poche, molte o moltissime, ma la sostanza è che, potenzialmente, all’utente finale è richiesto un major upgrade ogni sei mesi. Scrivo richiesto poiché, ad oggi, l’ultima release supportata (in termini di aggiornamento pacchetti e sicurezza) è la 27, uscita alla fine del 2017, quindi un anno fa. Un anno. Questo è il limite oltre il quale non si può andare se si vuole rimanere aggiornati. Ma lo sanno anche i sassi, un major upgrade non è quasi mai indolore. Ed è proprio qui il punto della discussione: [...]

MongoDB rivede la sua licenza opensource

MongoDB risulta essere uno dei database più apprezzati degli ultimi anni. Nato come database non relazionale basato su documenti simil-json (chiamato BSON), utilizza schemi dinamici (a differenza delle tabelle dei database relazionali tradizionali, che risultano essere più statiche). La sua “elasticità” lo ha portato ad essere al 5° posto dei database più popolari al mondo, ed al 1° posto dei database NoSQL (fonte db-engines.com). Ma un punto a suo favore è sicuramente quello di essere un progetto open source. Il problema che sta affrontando la MongoDB Inc. negli ultimi tempi è che molti cloud provider, soprattutto in Asia, stanno offrendo il servizio MongoDB ai propri clienti senza sottostare alle regole dell’open source. Già, perchè MongoDB è sempre stato rilasciato con la licenza AGPLv3 che, grazie a termini più generici rispetto alla GPLv3 -su cui è basata-, ha reso possibile a queste aziende spingersi ai limiti della licenza stessa: MongoDB was previously licensed under the GNU AGPLv3, which meant companies who wanted to run MongoDB as a publicly available service had to open source their software or obtain a commercial license from MongoDB MongoDB era precedentemente licenziato sotto la GNU AGPLv3, che richiede che le aziende che vogliono eseguire MongoDB come [...]