Archivi categoria: OpenSource

Merry Tuxmas! System76 finanzierà i progetti OpenSource

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Elena Metelli

La settimana scorsa abbiamo parlato di Thelio, il deskotp (quasi) open di System76, azienda nata con lo scopo di promuovere i concetti di open source ed open hardware. Al momento Thelio è l’unico PC prodotto da System76 che include componenti open (in questo caso il case e la I/O board); infatti i laptop si basano su design non-open di terze parti. Per il periodo delle festività, System76 ha deciso di donare parte dei proventi derivati dalle vendite dei suoi laptop a quattro progetti attivi nel mondo dell’Open Source: Free Software Foundation, per il suo impegno costante nei finanziamento di progetti open e per la divulgazione della cultura free ed open; Open Source Hardware Association, che utilizza la Open Source Hardware Certification per aiutare gli utenti ad identificare i prodotti che rappresentano l’idea di open source hardware; Electronic Frontier Foundation che assicura che i diritti e le libertà legate alla produzione di hardware siano migliorate e garantite a fronte del progresso tecnologico; KiCad, un software sviluppato dal CERN utilizzato da System76 per la progettazione del proprio hardware. L’azienda di Denver sta anche incentivando le vendite tramite degli sconti che vanno dai 30$ ai 370$, in base al modello. La campagna promozionale è [...]

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Non fatevi distrarre dagli aggiornamenti in WSL: WLinux, la distribuzione OpenSource creata per Microsoft, è… Acquistabile.

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Elena Metelli

In concomitanza con il rilascio dell’aggiornamento di Windows 10 di Ottobre 2018 (build 1809), Microsoft annuncia le novità introdotte in WSL (Windows Subsystem for Linux) in questo rilascio: aggiunta l’opzione “Open Linux shell here” al menu contestuale in Windows File Explorer; implementato finalmente il fix a Notepad per supportare i line endings di macOS e *nix; supporto copy and paste da/verso le console Linux e WSL, impostazione settabile indipendentemente per ogni shell; supporto a Chocolatey: un package manager open-source per Windows NT pensato per semplificare ed automatizzare le procedure di installazione software sulle macchine Windows. Alla base del suo funzionamento ci sono NuGet e PowerShell; aggiunto il supporto a OpenSUSE 15 e SLES 15; supporto ad Ubuntu 18.04 LTS per WSL su ARM. La notizia più interessante però riguarda WLinux, la prima distribuzione Linux specificatamente creata per Microsoft Windows 10. Come raccontato recentemente, WLinux è una distribuzione basata su Debian specificamente sviluppata ed ottimizzata per funzionare su WSL. Supporta anche applicazioni grafiche se usato con un client Windows X come X410, e rimuove i pacchetti non supportati, come ad esempio systemd. La distro è dedicata agli sviluppatori che potranno scegliere tra i vari editor: emacs neovim Visual Studio Code ed anche diverse [...]

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Saturday’s talks: il ritardo di Fedora 29, l’instabilità e la fretta che domina lo sviluppo nell’OpenSource

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

La chiacchierata del weekend che voglio proporre questa settimana nasce da una notizia circolata recentemente: il ritardo nel rilascio di Fedora 29 a causa di una serie di bug definiti blocker che pregiudicano la stabilità della release ed è quindi necessario risolvere prima di rendere pubblica la distribuzione. Il processo che determina il GO o NO-GO nel far uscire la distribuzione è gestito internamente alla community, nella lista test-announce, e per via dei succitati bug in questo caso siamo di fronte ad un NO-GO. Ora, Fedora è una distribuzione che potremmo definire rolling, per la quale ogni sei mesi esce una nuova release. In questi sei mesi le nuove funzionalità introdotte possono essere poche, molte o moltissime, ma la sostanza è che, potenzialmente, all’utente finale è richiesto un major upgrade ogni sei mesi. Scrivo richiesto poiché, ad oggi, l’ultima release supportata (in termini di aggiornamento pacchetti e sicurezza) è la 27, uscita alla fine del 2017, quindi un anno fa. Un anno. Questo è il limite oltre il quale non si può andare se si vuole rimanere aggiornati. Ma lo sanno anche i sassi, un major upgrade non è quasi mai indolore. Ed è proprio qui il punto della discussione: [...]

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MongoDB rivede la sua licenza opensource

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

MongoDB risulta essere uno dei database più apprezzati degli ultimi anni. Nato come database non relazionale basato su documenti simil-json (chiamato BSON), utilizza schemi dinamici (a differenza delle tabelle dei database relazionali tradizionali, che risultano essere più statiche). La sua “elasticità” lo ha portato ad essere al 5° posto dei database più popolari al mondo, ed al 1° posto dei database NoSQL (fonte db-engines.com). Ma un punto a suo favore è sicuramente quello di essere un progetto open source. Il problema che sta affrontando la MongoDB Inc. negli ultimi tempi è che molti cloud provider, soprattutto in Asia, stanno offrendo il servizio MongoDB ai propri clienti senza sottostare alle regole dell’open source. Già, perchè MongoDB è sempre stato rilasciato con la licenza AGPLv3 che, grazie a termini più generici rispetto alla GPLv3 -su cui è basata-, ha reso possibile a queste aziende spingersi ai limiti della licenza stessa: MongoDB was previously licensed under the GNU AGPLv3, which meant companies who wanted to run MongoDB as a publicly available service had to open source their software or obtain a commercial license from MongoDB MongoDB era precedentemente licenziato sotto la GNU AGPLv3, che richiede che le aziende che vogliono eseguire MongoDB come [...]

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Facebook rilascia in opensource il framework PyTorch per l’intelligenza artificiale

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Facebook, abbiamo già avuto modo di dirlo, è da sempre impegnata nell’open source e -più in generale- nel movimento open. Che sia per il rilascio di software (Katran ad esempio) o per il lancio dell’Open Compute Project nel 2011, la sua partecipazione ed i suoi contributi sono sempre stati orientati verso questa ideologia. Seguendo quest’onda in questi giorni ha rilasciato in open source il framework PyTorch 1.0, una serie di librerie Python per l’implementazione di meccanismi di intelligenza artificiale e machine learning che, con questa versione, escono ufficialmente dallo stato di beta. Il sistema promette di permettere agli sviluppatori di spostarsi dalla fase di ricerca (in cui si “allenano” gli algoritmi per il compito che poi dovranno svolgere) alla fase di produzione (in cui questi algoritmi si vanno ad utilizzare) senza dover reimplementare nulla, utilizzando Caffe2 (un framework di deep learning molto in voga ultimamente) ed il formato ONNX (Open Neural Network Exchange), anch’esso open e già abbracciato da parecchi big (Amazon e Microsoft, giusto per citare i nomi più grandi). E, se siete dubbiosi su quanto questo framework possa avere sbocchi nell’utilizzo reale, basti sapere che Facebook stessa già lo utilizza per processare circa sei miliardi di traduzioni al [...]

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Kodi: il mediaplayer opensource colpito dai cryptominer

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Farsi un media center casalingo con software open source è, ad oggi, estremamente più semplice rispetto a qualche anno fa, in cui si doveva “litigare” con ricompilazioni di mplayer per aggiungere il supporto a questo o quel formato video, lavorare di ffmpeg per convertire i filmati e renderli leggibili e tenere tastiera e mouse collegati al computer in questione per lanciare sulla televisione la puntata successiva della propria serie preferita. Negli anni abbiamo visto crescere Kodi (originariamente con il nome di XBMC), un software open source completo creato per essere la soluzione ultima a questo tipo di utilizzo: lo installi, lo lanci, ed hai il media center pronto, con supporto a diversi formati, sistemi automatizzati per scaricare copertine ed informazioni a riguardo, supporto per telecomandi infrarosso, e tutto quello che si può desiderare per attaccare un sistema alla televisione e fargli fare da media center con il minimo sforzo possibile. Il tutto grazie ad un sistema di addon facilmente installabili per aumentare le funzionalità dello stesso: ti sei comprato l’ultima scheda di decodifica del digitale terrestre? Installi il plugin e ne hai il pieno supporto. Peccato che (già, c’è il risvolto) questi plugin siano forniti da repository esterni a quello [...]

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OpenSource e (ab)uso del software, perché nel cloud dovrebbe essere diverso?

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Leggendo questo articolo di Salil Deshpande l’accusa appare chiara: le grandi compagnie che operano nel cloud, Amazon su tutte, stanno mangiando alle spalle del software open-source. Già perché i servizi offerti, nel caso specifico di Amazon gli AWS, sono basati su software open-source costato nulla, pertanto è chiaro, siamo di fronte ad un abuso, per il quale esiste un’unica soluzione: una clausola definita commons. O almeno è questa la tesi dell’autore che a sostegno della sua tesi riporta l’adesione all’utilizzo della common clause da parte di Redis (il popolare database utilizzato in ambito cloud). Ma cosa dice questa clausola? Sintetizzando: […] the Redis Labs add-on modules will include the Commons Clause rider, which makes the source code available, without the ability to “sell” the modules, where “sell” includes offering them as a commercial service […] I moduli add-on di Redis Labs includeranno la clausola Commons, che rende il codice sorgente disponibile, ma senza la possibilità di “vendita” dei moduli, dove “vendita” include l’offerta degli stessi mediante un servizio commerciale Quindi, prosegue lo stesso autore, aziende come General Motors potranno continuare ad usare il tutto come prima, ma Amazon no, perché Amazon ci fa i soldi. Amazon, il male. Ora. Al [...]

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IBM annuncia Zowe, un framework OpenSource per collegare applicazioni al mainframe

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Anche se la parola mainframe si associa  con qualcosa di antico, forse vetusto, non è affatto così. Tanto che IBM, che dei mainframe è stata da sempre produttrice e pioniera, nel corso dell’Open Source Summit di Vancouver ha appena annunciato Zow...

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Tesla condividerà il codice del proprio software di sicurezza

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Abbiamo già parlato nel recente passato di come l’argomento dell’apertura del codice delle macchine Tesla fosse assolutamente attuale. Ebbene il CEO di Tesla, Elon Musk, ha manifestato in un recente tweet la volontà di rendere disponibile il codice relativo al proprio software di sicurezza: Great Q&A @defcon last night. Thanks for helping make Tesla & SpaceX more secure! Planning to open-source Tesla vehicle security software for free use by other car makers. Extremely important to a safe self-driving future for all. — Elon Musk (@elonmusk) August 11, 2018 L’obiettivo primario, si evince dal tweet, vuole essere quello di permettere a tutti i produttori di veicoli di accedere al codice ed incrementare così il livello di sicurezza generale dei sistemi a guida autonoma. Non ci sono date, link di riferimento o altro e nei commenti al tweet ci sono alcune battute davvero divertenti (una su tutte “Secure in every way except the funding”, sicura in tutto tranne che nei finanziamenti) che fanno riferimento alla non felicissima situazione attuale dell’azienda facente capo al visionario imprenditore sudafricano, perciò è veramente difficile stabilire se questa sia davvero una buona notizia. Ennesima boutade o necessità di recuperare forze fresche (e gratuite) dall’open-source, non è dato [...]

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