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LUN ID 256 missing on VMware

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Problema
Creato una nuova LUN con ID 256 da Pure Storage e mappata all’Host Group degli Host VMware, non viene vista VMware. La versione degli host ESXi sono 6.5.

Di seguito si vede la nuova LUN Vol07 (ID 256) aggiunta all’host group.

Effettuato il rescan dell’HBA lato VMware, la LUN non appare nella lista di quelle raggiungibili/disponibili.


Ho quindi verificato nel configuration maximum di VMware se presenti dei limiti per la 6.5. Con sorpresa scopro che il limite per il LUN ID è 16383 (vedi immagine sotto – pag.13 del documento indicato in precedenza).


Soluzione
Il problema è stato risolto come anche indicato da Cody Hosterman andando ad associare alla LUN un ID inferiore al 256 (nel mio caso era disponibile il 246).

Quindi procedendo per step:

  • Rimuovere la LUN dall‘Host Group.
  • Ri-Assegnare la LUN all’Host Group, questa volta sostituendo la dicitura “automatic” con il valore desiderato. Nel mio caso LUN ID 246 e confermando l’operazione premendo sul bottone “Confirm”
  • Accedere all’Host ESXi effettuare il Rescan delle LUN e verificare che la LUN sia presente in lista (come possiamo vedere sotto)

  • RedHat introduce Storage One by Supermicro, Software Defined Storage accessibile a tutti

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    Il problema principale nell’utilizzo del Software Defined Storage (SDS) da parte di clienti legati storicamente ad architetture classiche è il calcolo di quanto vada investito. La lista della spesa, per essere chiari. Le soluzioni storage classiche (Hitachi, Netapp e via dicendo) prevedono un pacchetto completo: hardware e software sono parte della stessa soluzione acquistata, con una spesa chiara, per quanto (tipicamente) molto alta.

    Pensare di creare all’interno della propria infrastruttura un sistema SDS completo, funzionale e di facile gestione può apparire ai più un’impresa titanica: quale è il software giusto? Quale hardware è richiesto? In particolare, questo hardware, cosa deve avere per essere considerato compatibile?

    Le stesse domande se le è poste Red Hat la quale, nel corso del summit che si sta svolgendo a San Francisco presenterà ufficialmente Red Hat Storage One by Supermicro, una soluzione dedicata ai clienti alla ricerca di un prodotto SDS completo di hardware certificato e collaudato e software enterprise.

    Obiettivo primario è quindi quello di abbattere le barriere di accesso alle soluzioni SDS, eliminando di fatto tutti gli step di preparazione necessari: calcolo delle dimensioni necessarie, misurazione delle performance, scelta dell’hardware e configurazione del software.

    In termini di specifiche tecniche la soluzione utilizza server Supermicro 2 unit con 12 bay per hard disk configurati in RAID6 (la soluzione di partenza prevede 4 macchine) con per installati Red Hat Enterprise Linux e Red Hat Gluster Storage.

    Una soluzione chiavi in mano quindi, mostrata nel video presente nella pagina nel quale l’intero deploy delle quattro macchine facenti parte dello storage viene completato in meno di 30 minuti.

    Che sia davvero questa la svolta per l’adozione globale di soluzioni SDS? Intanto è già possibile utilizzare il sizing tool messo a disposizione da Red Hat per capire quale tipo di ambiente si dovrebbe richiedere in base alle proprie esigenze.

    In aprile due eventi targati vmug.it

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    Il VMware Users Group Italia riparte finalmente con i meeting dell’anno 2018. Infatti sono in programma per il mese di Aprile due appuntamenti rispettivamente al Sud e al Nord:

    • Il 5 presso l’Università del Salento (Lecce)
    • Il 12 presso la sede de “il Resto del Carlino” a Bologna

    Una nuova sfida all’UniSalento

    L’Università del Salento di Lecce sarà la sede del prossimo meeting nel Sud Italia. Dopo gli eventi di Roma e Napoli dell’anno scorso, il vmug.it entra ambito universitario con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegnieri.

    Un evento formativo a 360 gradi che spazierà tra i temi dello sviluppo delle applicazioni di ultima generazione, al cloud ibrido in tutte le sue sfaccettature, alle novità e opportunità di business degli ultimi tempi (blockchain).

    Per l’occasione interverranno Fabio Rapposelli (VMware), Enrico Signoretti (OpenIO e Juku.it), Max Mortillaro (TECHunplugged), Giampiero Petrosi (Rubrik), Raff Poltronieri (Cloud Italia), Rodolfo Rotondo(VMware) e Anotnio Gentile (Fortinet).

    Dettagli e registrazione qui:

    Editoria e Virtualizzazione: “il Resto del Carlino”

    Nella sede de “il Resto del Carlino” a Bologna si parlerà di virtual infrastrutture vSphere in ambito editoriale, a cura di Nicola Nuzzi.

    Non potranno comunque mancare gli interventi degli sponsor e della community con Francesco Bonetti (Veeam), Raff Poltronieri (Cloud Italia), Riccardo Baldanzi (7Layers), Ehsan Esteki e Massimiliano Moschini. Al termine degli speech si terrà la visita alle rotative di stampa.

    Un appuntamento imperdibile con la protezione, le sicurezza e l’availability dei dati in ambienti virtuali oltre che spunti e idee sullo sviluppo applicativo in ambito cloud.

    Dettagli e registrazione qui:

    StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

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    StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

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    La configurazione di StarWind Virtual SAN viene finalizzata connettendo i device creati con gli hosts ESXi del cluster StarWind.

    Per garantire l’affidabilità dello storage, l’applicazione si affida ai link di rete ridondati tra gli host StarWind permettendo di mantenere un cluster storage pienamente fault tolerant solo con gli host. Questa soluzione elimina la necessità di utilizzare terze parti per mantenere l’affidabilità in caso di problemi hardware.

     

    Blog serie

    StarWind Virtual SAN installazione – pt.1
    StarWind Virtual SAN configurazione – pt.2
    StarWind Virtual SAN setup datastore – pt.3

     

    Rilevare i target

    Per connettere i device precedentemente creati con gli host ESXi, è necessario selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Storage Adapters. Selezionare gli adapter sotto la voce iSCSI Software Adapter e quindi accedere alla sezione Network Port Binding. Qui è possibile ritrovare il bind StarWind_iSCSI_VMs creato nella parte 1.

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    Posizionarsi su Targets e verificare che sia selezionata l’opzione Dynamic Discovery. Cliccare Add per aggiungere i nodi dei Server StarWind.

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    Inserire l’indirizzo IP del primo nodo del Server StarWind e cliccare su OK.

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    Ora inserire l’indirizzo IP del secondo nodo del Server StarWind quindi cliccare su OK.

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    Cliccare sul bottone Rescan per rilevare i nuovi storage device aggiunti.

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    I device StarWind sono stati rilevati correttamente.

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    Ripetere la stessa procedura per il secondo host ESXi.

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    Creare il datastore

    Selezionare il primo host e posizionarsi in Configure > Datastore. Cliccare sull’icona Create a new datastore per configurare il datastore.

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    Selezionare VMFS come tipologia di datastore e cliccare Next.

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    Digitare il Datastore name e selezionare il device StarWind iSCSI da utilizzare. Cliccare su Next.

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    Specificare la versione del VMFS (es. VMFS 6) e cliccare su Next per continuare.

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    Specificare la Partition Configuration e cliccare su Next.

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    Controllare le impostazioni effettuate e cliccare su Finish per creare il datastore.

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    Il datastore StarWind è stato creato correttamente.

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    Verificare che lo storage creato sia connesso anche con il secondo host del cluster StarWind.

     

    Datastore path

    Poichè StarWind Virtual SAN non supporta nessuna modalità di NIC teaming per l’affidabilità o capacità di aggregazione, la modalità consigliata per l’MPIO è Round-Robin.

    Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul datastore StarWind creato e selezionare la voce Settings.

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    Posizionarsi nella sezione Connectivity and Multipathing e selezionare il primo host. Cliccare sul bottone Set Multipathing.

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    Nel campo Path selection policy, specificare Round Robin (VMware) e cliccare su OK.

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    La policy è ora impostata come Round Robin.

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    Ripetere la stessa procedura per il secondo host.

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    Le virtual machine possono essere ora salvate nel nuovo datastore fornito da StarWind.

    Lo storage locale di entrambi gli host deve essere convertito in uno storage condiviso fault tolerant replicato tra i nodi. La soluzione StarWind garantisce la sicurezza dei dati e mantiene una disponibilità continua dell’applicazione.

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    StarWind vSAN è disponibile come 30-day trial per provare e testare l’applicazione.

    StarWind offre inoltre una Free Edition, una versione supportata in autonomia o tramite la community che può essere gestita tramite le Windows PowerShell o SCVMM poichè l’accesso alla StarWind Management Console è limitato a 30 giorni dopo l’installazione.

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