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ESXi l’aggiornamento da 5.5 a 6.5 causa un conflitto dei VIB con l’immagine HPE

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ESXi l’aggiornamento da 5.5 a 6.5 causa un conflitto dei VIB con l’immagine HPE

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Durante il processo di scansione degli host ESXi per l’aggiornamento dalla versione 5.5 alla 6.5, VMware Update Manager visualizza un errore di incompatibilità dovuto ad un conflitto dei VIB utilizzando l’immagine HPE.

Quando la procedura Scan for Updates viene eseguita dalla sezione Update Manager, gli host processati sono marcati come Incompatible mostrando l’errore:

The upgrade contains the following set of conflicting VIBs:
Mellanox_bootbank_net-mlx4-en_2.0.0.0-1OEM.550.0.0.472560

Remove the conflicting VIBs or use Image Builder to create a custom upgrade ISO image that contains the newer versions of the conflicting VIBs, and try to upgrade again.

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Per capire dove questo driver è utilizzato, è necessario collegarsi via SSH agli hosts che manifestano questo problema ed utilizzare i comandi esxcli.

 

Abilitare SSH nell’host ESXi

Disabilitato per default, il servizio SSH deve essere abilitato nell’host ESXi 5.5 utilizzando il vSphere Thin Client. Posizionarsi nella sezione Configuration e selezionare la voce Security Profile nella sezione Software. Cliccare su Properties in alto a destra dello schermo per abilitare il servizio SSH.

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Selezionare la voce SSH dalla lista e cliccare su Options. Selezionare una Startup Policy qualsiasi (si ha la necessità di accedere all’host solo temporaneamente) e cliccare Start per abilitare SSH. Cliccare su OK per confermare.

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Connettersi via SSH al primo host che manifesta il problema del conflitto dei VIB ed inserire le credenziali corrette. Eseguire il seguente comando per verificare in quale package VIB il driver Mellanox risiede:

# esxcli software vib list | grep Mell

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La voce net-mst è il package VIB contenente il driver Mellox.

Ora eseguire il seguente comando per verificare i driver utilizzati nelle interfacce di rete:

# esxcli network nic list

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Dando un’occhiata ai driver elencati, il driver Mellanox non è utilizzato da nessun NIC.

Il package net-mst può quindi essere rimosso in sicurezza dal sistema tramite il comando:

# esxcli software vib remove -n net-mst

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Per completare la procedura di rimozione del driver, è necessario effettuare il reboot dell’host. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sull’host e selezionare l’opzione Maintenance Mode > Enter Maintenance Mode.

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Per evitare una possibile sconfigurazione dell’Inventory nel vCenter Server nel caso qualcosa vada storto durante la rimozione del driver, abilitare l’opzione Move powered off and suspended virtual machines to other hosts in the cluster. Cliccare su OK per procedere.

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Una volta che l’host è in Maintenance Mode, effettuare un click con il tasto destro del mouse sull’ESXi e selezionare Power > Reboot per riavviare l’host.

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Per permettere un aggiornamento globale tramite VUM, è necessario ripetere la stessa proceedura per tutti gli altri host da aggiornare che manifestano il problema.

Quando il driver Mellox è stato rimosso dagli host da aggiornare, cliccare sul bottone Scan for Updates nuovamente dalla sezione Update Manager. Questa volta gli host sono marcati come Non-Compliant e possono essere aggiornati.

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Dopo aver risolto il conflitto dei VIB, la procedura di aggiornamento viene completata correttamente.

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Per motivi di sicurezza assicurarsi che il servizio SSH sia disabilitato negli host processati.

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StarWind Virtual SAN procedura di upgrade

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StarWind Virtual SAN procedura di upgrade

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Per effettuare l’upgrade di StarWind Virtual SAN ad una nuova versione, deve essere rispettata una specifica sequenza di aggiornamento per evitare il blocco del servizio.

StarWind Virtual SAN è una soluzione storage basata su VM che è in mirror tra i nodi configurati del cluster e viene trattata come uno storage locale sia dagli hypervisor e sia dalle applicazioni in cluster eliminando la necessità di avere degli storage fisici condivisi.

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Aggiornare StarWind Virtual SAN

Per procedere con l’aggiornamento, effettuare il login al Primo Nodo del cluster e, tramite la Management Console, verificare la versione corrente installata selezionando nel menu principale l’opzione Help > About StarWind Management Console.

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Quando sono rilasciate, le nuove Virtual SAN build possono essere scaricate direttamente dal sito web StarWind.

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Per cominciare le operazioni di aggiornamento, chiudere la StarWind Management Console nel Primo Nodo ed assicurarsi di cliccare su Exit per chiudere la console anche dall’icona nella taskbar.

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Avviare l’installer di StarWind nel Primo Nodo effettuando un doppio click con il mouse sul file scaricato. Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Cliccare Next per continuare.

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Selezionare i componenti da aggiornare e cliccare su Next.

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Lasciare la locazione di default e cliccare su Next.

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Lasciare l’opzione Create a desktop icon abilitata e cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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L’applicazione viene aggiornata nel sistema.

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Dando un’occhiata al VMware vSphere Client, si può notare come l’aggiornamento del Virtual SAN venga effettuato senza causare interruzioni di servizio.

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Quando l’installazione viene completata correttamente, lasciare la voce Launch StarWind Management Console abilitata e cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Aprire la StarWind Management Console ed attendere fino a quando il servizio StarWind si avvia e il processo di sincronizzazione comincia. Quando il processo di sincronizzazione viene completato, è possibile procedere con l’aggiornamento del Secondo Nodo ripetendo la stessa procedura.

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Durante l’aggiornamento del Secondo Nodo, la Management Console perde temporaneamente la connessione con il nodo processato. Nessun timore, è assolutamente normale.

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Quando l’aggiornamento del Secondo Nodo viene terminato, attendere anche in questo caso fino a quando il processo di sincronizzazione non è stato completato.

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Verificare ora dalla Management Console che la versione installata sia stata aggiornata correttamente.

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Seguendo la corretta procedura, il processo di aggiornamento di StarWind Virtual SAN viene effettuato senza problemi permettendo all’infrastruttura virtuale di continuare a fornire il servizio di storage senza interruzioni.

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VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: copia dei dati – pt.2

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VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: copia dei dati – pt.2

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Installata la VCSA 6.5, il processo di aggiornamento continua con la Fase 2 dove i dati vengono copiati dalla vCenter Server Appliance sorgente a quella di destinazione.

Come risultato della procedura di aggiornamento, il nuovo vCenter Server avrà lo stesso hostname e indirizzo IP della VCSA sorgente evitando l’interruzione dei servizi.

 

Blog Serie

VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: installazione VCSA – pt.1
VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: copia dei dati – pt.2

 

Fase 2 copia dei dati

Completata la Fase 1, la Fase 2 può essere finalizzata in due modalità:

  • utilizzando il vCenter Server Appliance Installer
  • accedendo al vCenter Server Appliance Management Interface digitando nel browser preferito l’indirizzo https://IPAddress_VCSA:5480

Nell’esempio è utilizzato il vCenter Server Appliance Installer per procedere con la Fase 2. Cliccare su Next per cominciare.

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Il sistema effettua alcune verifiche pre-installazione.

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Un messaggio di avviso ricorda che il cluster dove l’host ESXi che gestisce la nuova VCSA risiede non deve essere impostato come Fully Automated. Consultare la parte 1 della procedura per dettagli aggiuntivi. Eventuali estensioni installate nella VCSA sorgente (PernixData FVP nell’esempio) dovrebbero essere verificate per eventuali incompatibilità con la nuova VCSA. Cliccare su Close per continuare.

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La finestra mostra le credenziali definite nella Fase 1. Cliccare su Next.

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Selezionare quali dati si intende trasferire nella VCSA di destinazione e cliccare su Next.

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Opzionalmente è possibile partecipare al programma CEIP. Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione I have backed up the source vCenter Server and all the required data from the database quindi cliccare su Finish per avviare il processo di copia dati.

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Cliccare OK per confermare.

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Il sistema procede con la copia dei dati dalla VCSA sorgente.

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Controllando il Migration Assistant installato nel VUM server, il processo di esportazione è indicato in esecuzione.

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Errore VMware Identity Manager Service

Durante il processo di copia è possibile che si verifichi un errore relativo al vmidentity-firstboot.py.

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La procedura si arresta al 5% dello step 2 mentre il sistema cerca di avviare il VMware Identity Manager Service. Anche cliccando sul bottone Retry, il problema non viene risolto e lo stesso errore si verifica nuovamente. Cliccare su Close per chiudere il wizard.

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Questo errore non permette la continuazione dell’aggiornamento e bisogna ripetere l’intera procedura dall’inizio.

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Per risolvere questa situazione, è necessario aggiungere la riga localhost.localdom localhost nel file /etc/hosts nella nuova VCSA, come indicato nell’articolo KB2147908prima che la Fase 2 venga eseguita.

Quando la Fase 1 viene completata, dal vSphere Web Client della VCSA sorgente effettuare un click con il tasto destro del mouse sulla VCSA di destinazione e selezionare la voce Open Console.

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Premere Alt+F1 ed effettuare il log in con le credenziali di root. Digitare questo comando per abilitare l’SSH:

# ssh.set –enabled true

e per verificare se SSH è stato abilitato digitare il comando:

# ssh.get

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Connettersi alla VCSA con una sessione SSH e le credenziali di root utilizzando l’IP temporaneo specificato durante la Fase 1.

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Abilitare la shell ed eseguire il comando seguente per aggiungere la riga localhost.localdom localhost al file /etc/hosts:

Command> shell
# echo “::1 localhost.localdom localhost” >> /etc/hosts

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Digitare il seguente comando per verificare se il parametro è stato inserito correttamente:

# cat /etc/hosts

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Continuando con la Fase 2 dell’installazione, ho riscontrato che durante lo step Applying network configuration la riga inserita viene cancellata causando nuovamente lo stesso errore.

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Aggiungendo la riga localhost.localdom localhost al file /etc/hosts non appena la Fase 2 avvia lo step 2 ha risolto il problema.

# echo “::1 localhost.localdom localhost” >> /etc/hosts

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Ripresa della procedura di copia dati

Dopo aver utilizzato la soluzione indicata, l’installazione continua.

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Errore Importing VMware vSphere Update Manager

Un altro problema si è verificato nella Fase 2 durante lo step di Importing VMware vSphere Update Manager data. Anche in questo caso l’errore richiede il riavvio dell’intera procedura di aggiornamento dall’inizio.

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Per risolvere il problema, verificare che nel VUM server il VMware vSphere Update Manager Service sia in esecuzione con un account dedicato e non come Local System.

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Avviare l’aggiornamento ancora una volta e se non si presentano errori, dopo alcuni minuti la Fase 2 viene correttamente completata. Cliccare su Close per uscire dal wizard.

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Per accedere a vSphere, la nuova VCSA offre due modalità:

  • Utilizzando il classico vSphere Web Client Flash-based
  • Utilizzando il nuovo vSphere Web Client HTML5-based ma con funzionalità limitate

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Accedere alla nuova VCSA

Poichè il processo di aggiornamento copia la configurazione dalla VCSA sorgente a quella di destinazione, il nuovo vCenter Server avrà lo stesso hostname ed indirizzo IP della VCSA sorgente.

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Per accedere al classico vSphere Web Client Flash-based, dal browser preferito digitare l’indirizzo https://IPAddress_VCSA/vsphere-client.

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Per accedere vSphere Web Client HTML5-based, digitare l’indirizzo https://IPAddress_VCSA/ui. Da tenere ben presente che questo client ha una funzionalità limitata.

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La procedura di aggiornamento è ora completa. Per effettuare un’installazione fresh della VCSA, consultare questo articolo.

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VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: installazione VCSA – pt.1

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VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: installazione VCSA – pt.1

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VMware ha introdotto in vSphere 6.5 un tool di aggiornamento che permette l’aggiornamento di una VCSA esistente alla versione 6.5 con una semplice procedura.

La procedura di aggiornamento può essere effettuata con vCenter Server versione 5.5 o 6.0 e Platform Services Controller Appliance 6.0. Due sono le fasi coinvolte durante il processo di aggiornamento:

  • l’installazione della VCSA
  • la copia della configurazione dal vCenter Server sorgente

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Da tenere presente che il processo di aggiornamento non cancella il vecchio vCenter Server e la sua configurazione ma semplicemente copia i dati nella nuova VCSA e spegne successivamente il vCenter sorgente. Questo permette di ripristinare velocemente il vecchio vCenter Server nel caso la migrazione non venga completata correttamente.

 

Blog Serie

VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: installazione VCSA – pt.1
VMware VCSA aggiornamento da 6.0 a 6.5: copia dei dati – pt.2

 

Preparazione dell’ambiente

Per completare correttamente l’aggiornamento, ci sono due principali prerequisiti che devono essere soddisfatti:

  • il cluster in cui risiede la VCSA sorgente non deve avere il DRS impostato come Fully Automated
  • se la VCSA utilizza un Update Manager esterno è necessario lanciare il Migration Assistant

 

Disabilitare il DRS Fully Automated

Durante il processo di aggiornamento, il cluster in cui l’host ESXi che gestisce il vCenter Server sorgente risiede deve essere configurato in modo da avere il DRS non impostato come Fully Automated.

Dal vSphere Web Client, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul cluster da configurare e selezionare Settings.

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Accedere alla sezione Manage > Settings e selezionare l’opzione vSphere DRS. Da notare che in questo esempio il campo DRS Automation è impostato come Fully Automated. Cliccare su Edit per cambiare le impostazione del DRS.

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Impostare il campo DRS Automation come Manual e cliccare su OK.

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Il DRS è ora impostato come Manual.

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Eseguire il Migration-Assistant

Se la VCSA da migrare utilizza un Update Manager esterno, il Migration Assistant deve essere messo in esecuzione nella macchina sorgente dell’Update Manager.

Questo tool facilita la migrazione dell’Update Manager server e del database nella nuova VCSA aggiornata. Per default il Migration Assistant utilizza la porta 9123 ma se la porta è già in uso da un altro servizio, trova automaticamente una porta libera diversa da usare.

Effettuare il log in alla macchina sorgente dell’Update Manager come amministratore e copiare la directory migration-assistant dal package di installazione della VCSA.

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Effettuare un doppio click su VMware-Migration-Assistant.exe per lanciare il tool.

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Inserire la password di amministratore del vCenter Single Sign-On. Se non si verifica nessun errore dopo i pre-check, il sistema Update Manager sorgente è pronto per l’aggiornamento. Lasciare la finestra del Migration Assistant aperta fino a quando l’aggiornamento della VCSA viene completato.

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Installare la VCSA

Effettuare il mount del file ISO del VCSA Installer e mandare in esecuzione l’installer.

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Fase 1 installazione

Dall’installer del vCenter Server Appliance, cliccare sull’opzione Upgrade per aggiornare la VCSA esistente.

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Cliccare su Next.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Specificare i parametri della Source appliance e l’ESXi host that manages the source appliance. Cliccare su Next.

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Cliccare su Yes per accettare il certificato SSL self signed.

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Se si oresenta questo errore significa che il Migration Assistant non è in esecuzione nel server VUM. Lanciare il tool e riprovare.

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Specificare l’ESXi host di destinazione su cui installare l’appliance e cliccare su Next.

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Cliccare su Yes per accettare il certificato SSL self signed dell’host.

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Digitare il VM name e specificare la Root password. Cliccare su Next.

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A seconda del proprio ambiente, specificare il Deployment e Storage size quindi cliccare su Next.

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Selezionare lo storage desiderato dove salvare la VCSA ed abilitare l’opzione Enable Thin Disk Mode in modo da risparmiare spazio. Cliccare su Next.

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Inserire i parametri di rete e cliccare su Next. L’indirizzo IP assegnato è temporaneo e serve solo durante l’operazione di aggiornamento. Terminato l’aggiornamento la nuova VCSA avrà lo stesso IP dell VCSA sorgente.

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Cliccare su Finish per avviare l’installazione.

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L’appliance viene installata nell’host di destinazione.

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Quando il processo è stato completato, cliccare su Continue per procedere con la fase 2. E’ inoltre possibile chiudere il wizard e continuare l’installazione in un secondo momento tramite browser digitando l’indirizzo https://IPAddress_appliance:5480.

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Nella parte 2 è illustrata la fase 2 della procedura di aggiornamento della VCSA.

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Veeam Backup & Replication aggiornamento alla versione 9.5

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Veeam Backup & Replication aggiornamento alla versione 9.5

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Per aggiornare direttamente Veeam Backup & Replication all’ultima versione 9.5, è necessario che l’installazione corrente sia la versione 9.0 (qualsiasi aggiornamento) o 8.0 Update 3.

Prima di procedere con l’aggiornamento, è opportuno verificare la seguente lista per evitare potenziali problemi:

  • Assicurarsi che non ci siano processi attivi (job in esecuzione e sessioni di restore) e disabilitare qualsiasi job periodico e backup copy job. Attendere il completamento di eventuali job in esecuzione prima di procedere.
  • Se Veeam ONE è utilizzato per monitorare la propria infrastruttura di backup, aggiornare prima questo componente.
  • Se si utilizza il servizio Cloud Connect, verificare con il Cloud Connect service provider se i loro sistemi sono stati già aggiornati per evitare blocchi di servizio.
  • Se Veeam Backup Enterprise Manager è stato configurato nella propria infrastruttura, cominciare la procedura di aggiornamento da questo componente.
  • Assicurarsi di avere un backup funzionale del database di configurazione del Server SQL utilizzato dai server di backup ed Enterprise Manager per effettuare il restore alla versione precedente in caso di problemi durante l’aggiornamento.

 

Aggiornare il Server Veeam

Per effettuare l’aggiornamento, scaricare l’immagine ISO dal sito Veeam ed avviare il setup.

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Il primo componente da aggiornare è il Backup Server. Dal wizard di installazione cliccare su Upgrade per procedere.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Il sistema rileva una versione precedente installata. Cliccare su Install per procedere con l’aggiornamento.

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Nel caso non si avesse una licenza già installata, cliccare su Browse per installare una valida licenza e cliccare Next.

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Se il computer utilizzato non possiede i requisiti minimi di installazione, cliccare Install per installare i componenti mancanti.

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La procedura di installazione abilita le funzioni mancanti.

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Quando i requisiti minimi sono soddisfatti, cliccare Next per continuare.

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Poichè le best practice suggeriscono di utilizzare un service account dedicato, selezionare l’opzione The following user account ed inserire le credenziali per il service account. Cliccare Next.

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Selezionare la voce Use existing instance of SQL Server per mantenere la configurazione del database Veeam. Cliccare Next.

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Cliccare Yes per confermare l’aggiornamento del database.

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Se si utilizza il servizio Cloud Connect ma il service provider non ha ancora effettuato l’aggiornamento dei propri sistemi, il wizard visualizza un messaggio di warning. In questo caso è consigliato ritardare l’aggiornamento di Veeam per evitare l’interruzione dei servizi di cloud target.

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Cliccare Install per avviare l’installazione.

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Il Veeam Server viene aggiornato.

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Quando l’operazione viene completata correttamente, cliccare Finish per uscire dal wizard.

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Cliccare Yes per riavviare il sistema.

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Dopo aver effettuato il reboot del server, avviare la console e cliccare Connect per accedere a Veeam Backup and Replication.

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La schermata iniziale visualizza la versione correntemente installata 9.5.

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La prima volta che si effettua l’accesso al Server Veeam, i componenti installati dell’infrastruttura di backup devono essere aggiornati. Da notare che anche i componenti Cloud Connect sono aggiornati in questo passaggio. Cliccare Next per procedere.

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I componenti selezionati vengono aggiornati.

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Quando il processo è stato completato, cliccare Finish.

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Il processo di aggiornamento del Server Veeam è ora completo.

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Aggiornare la console

Avviare la console Veeam installata nei computer degli amministratori e provare a connettersi al Server di Backup.

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Poichè la console utilizzata è di una versione precedente, il sistema non è in grado di connettersi al Server Veeam 9.5. Per aggiornare la console all’ultima versione è necessario eseguire il setup manualmente.

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Effettuare il mount del file ISO Veeam ed eseguire il setup. Cliccare sull’opzione Veeam Backup & Replication Console Upgrade per procedere.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Il sistema rileva una precedente installazione. Cliccare su Next per procedere con l’aggiornamento.

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Se il computer utilizzato non possiede i requisiti minimi, cliccare su Install per installare i componenti mancanti.

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Le funzionalità mancanti vengono abilitate nel sistema.

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Quando la procedura viene completata, cliccare su Next per continuare con l’aggiornamento della console.

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Cliccare Install per avviare l’installazione.

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La console viene aggiornata.

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Quando la procedura viene completata correttamente, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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La console è stata correttamente aggiornata ed è ora in grado di connettersi al Veeam Backup Server.

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Il processo di aggiornamento è ora completo. Abilitare nuovamente i backup periodici ed eventuali backup copy job configurati nel sistema in modo da ripristinare la schedulazione attesa.

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