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Nakivo Backup & Replication 7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Nakivo Backup & Replication 7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Nakivo ha rilasciato la nuova soluzione di backup Nakivo Backup & Replication 7.5 aggiungendo il supporto per l’ambiente VMware vSphere 6.7.

Nakivo offre una soluzione di backup completa e molto conveniente per la protezione e per il disaster recovery delle piattaforme Hyper-V, VMware e AWS EC2.

 

Novità

Supporto per vSphere 6.7

La nuova versione 7.5 introduce il pieno supporto per l’ultimo rilascio VMware vSphere 6.7 fornendo una completa protezione anche per le virtual machine in esecuzione su questa versione di piattaforma.

 

Advanced Bandwidth Throttling

Per design Nakivo tenta di utilizzare la massima banda disponibile per effettuare i job di backup. Se il business richiede di effettuare dei backup anche durante l’orario di lavoro senza collassare la rete, la funzione Advanced Bandwidth Throttling (la funzione Bandwidth Throttling è stata introdotta nella versione 7.4) permette di controllare la quantità di banda utilizzata per i processi di backup. Questa funzione fornisce diverse opzioni di personalizzazione per la gestione dell’utilizzo della banda tramite regole dedicate (Global o Per job) basate su specifiche necessità.

E’ possibile creare nuove regole per la banda accedendo alla sezione dedicata Bandwidth throttling dal menu Settings > General.

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Cross-Platform recovery

Un’interessante funzione presente nella nuova versione di Nakivo, permette di effettuare il restore delle virtual machine su piattaforme diverse ed si rivela molto utile soprattutto in scenari di ambienti multi-hypervisor. I dischi delle VM possono essere esportati nel formato richiesto e ripristinati in hypervisor diversi indifferentemente dalla piattaforma sorgente.

Dalla Dashboard, cliccare su Recover nel menu principale e selezionare Export backups per avviare il wizard.

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Dopo aver selezionato il backup della VM da processare, nella sezione Options si deve specificare il formato disco da esportare scegliendo tra VMDK, VHD and VHDX.

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Supporto per EMC Data Domain Boost

La versione 7.5 si integra con l’EMC Data Domain Boost ottimizzando le prestazioni dei backup delle VM (50% più veloce) sfruttando la funzione di deduplica (ratio 17:1) risparmiando spazio storage e riducendo il carico della rete (99%) con la deduplica effettuata alla fonte.

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NETGEAR ReadyNAS VM backup appliance

La nuova versione di Nakivo Backup & Replication può direttamente essere installata sui server NETGEAR ReadyNAS. Integrando l’applicazione direttamente sul NAS vengono migliorate le prestazioni del backup fornendo una completa e vantaggiosa appliance di backup delle VM con tutte le funzioni disponibili, come il software di backup, deduplica e backup nel cloud.

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Nakivo Backup & Replication 7.5 è disponibile come 30-day trial per provare e testare il prodotto.

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Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0 rilasciato

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Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0 rilasciato

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Veeam ha rilasciato Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0, la nuova versione della soluzione di backup per l’ambiente Office 365 che introduce il supporto per Microsoft SharePoint.

Veeam Backup for Microsoft Office 365 è ora in grado di soddisfare i requisiti del business in termini di integrità e disponibilità dei dati fornendo la protezione per l’ambiente Office 365, cioè Exchange 365, OneDrive for Business e SharePoint.

 

Community Edition

Veeam introduce la nuova licenza Community Edition per Veeam Backup for Microsoft Office 365, una versione gratuita del prodotto con le seguenti limitazioni:

  • Fino a 10 utenti Exchange online
  • Un massimo di 10 utenti OneDrive for Business associati agli stessi 10 utenti Exchange online
  • Fino a 1TB di protezione per i dati SharePoint

E’ possibile utilizzare il software utilizzando la Community Edition con il limite di 10 utenti.

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Novità

Supporto per Microsoft SharePoint

Con la nuova release, è ora possibile effettuare dei restore granulari degli oggetti SharePoint come documenti, calendari, librerie o di un intero sito se richiesto. E’ una soluzione che può essere utilizzata nei processi di migrazione o in scenari ibridi.

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Microsoft OneDrive for Business

Gli oggetti in una cartella OneDrive possono essere ripristinati granularmente utilizzando Veeam Explorer for Microsoft OneDrive for Business. Gli oggetti possono essere ripristinati in un OneDrive di un altro utente o in una cartella di OneDrive, o si possono esportare come file originali o in formato zip.

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Colore della GUI

La console ora presenta la possibilità di cambiare il colore della GUI come si preferisce. Dalla console posizionarsi su Settings > Color Theme e selezionare il colore preferito fra quelli disponibili.

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Confrontare gli oggetti nella mailbox

Con Veeam Explorer for Microsoft Exchange, la versione 2.0 offre la funzione di confrontare gli oggetti della mailbox dal backup con l’ambiente di produzione per rilevare proprietà mancanti favorendo il restore delle sole proprietà richieste senza dover ripristinare l’intera casella di posta.

Accedere a Veeam Explorer for Microsoft Exchange ed espandere Site e Mailbox da processare. Accedere all’oggetto da confrontare (Inbox ad esempio) e cliccare sull’opzione Compare with Production dal menu principale.

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Inserire le credenziali dell’Administrator di Office 365 e cliccare Connect.

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Effettuare un click con il tasto destro del mouse sull’oggetto da processare e selezionare la voce Compare item properties.

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La lista delle proprietà dell’oggetto selezionato viene visualizzata.

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Verifica degli Aggiornamenti

Per mantenere il prodotto sempre aggiornato, la versione 2.0 è ora in grado di effettuare automaticamente un check degli aggiornamenti. Dalla console, cliccare l’icona Settings e selezionare la voce General options.

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Per configurare la verifica automatica degli aggiornamenti, posizionarsi nella sezione Updates ed abilitare entrambe le opzioni, quindi cliccare su Apply.

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Per effettuare la verifica manuale, cliccare sull’icona Settings e selezionare Upgrade.

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Cliccare su Next per procedere.

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Il sistema verifica la presenza di nuovi aggiornamenti e notifica se ci sono update disponibili.

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PowerShell e Restful API

Con l’aggiunta del supporto per OneDrive for Business e SharePoint, un’automazione completa può essere effettuata tramite l’utilizzo di PowerShell o Restful API.

 

Installare Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0

Scaricare Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0 dal sito web Veeam ed eseguire l’installer. Cliccare Next per avviare il setup wizard.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Selezionare le funzioni che si vogliono installare e cliccare su Next.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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Il software viene installato nel sistema.

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Quando il processo di installazione viene correttamente completato, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Eseguire il software e cliccare su Connect per accedere alla console.

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Viene richiesto l’inserimento della licenza. Se non si ha a disposizione una valida licenza, cliccare No per eseguire il software come Community Edition con il limite dei 10 utenti.

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La console di Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0.

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Una volta che la console principale è stata installata, è possibile procedere con l’installazione di Veeam Explorer for Microsoft Exchange e Veeam Explorer for Microsoft SharePoint per completare il setup.

 

Configurazione

Per configurare le Organization da proteggere e i Backup job, è disponibile alla consultazione questa guida step-by-step.

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Con Veeam Backup for Microsoft Office 365 2.0 il proprio ambiente Office 365 può essere ora protetto e recuperabile in caso di necessità.

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Veeam Availability for Nutanix AHV

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Veeam ha finalmente annunciato la disponibilità di un prodotto nuovo atteso da più di un anno: Veeam Availability for Nutanix AHV, una soluzione di “Backup & Replication” per la piattaforma di virtualizzazione Nutanix Acropolis Hypervisor (AHV). In questo modo Veeam espande l’elenco delle piattaforme di virtualizzazione (on-prem) supportate: VMware vSphere, Microsoft Hyper-V e Nutanix AHV. Di fatto le tre principali e se consideriamo il fatto che Nutanix supporta tutte e tre (più XenServer) e chiaro che l’accoppiata dei due prodotti può essere vincente e di ampio spetro. E’ passato poco più di un anno dall’annuncio, during […]

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Implementare una VPN site-to-site in Azure con Veeam PN

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Quando un’organizzazione decide di adottare servizi offerti da cloud pubblici si trova spesso a dover affrontare la sfida di interconnettere in modo sicuro e gestito utenti e servizi della propria rete con le risorse ospitate nel cloud.

Tipicamente, questo scenario implica mettere in conto i costi del servizio VPN offerto dal vendor del cloud pubblico e il dover configurare un appliance locale seguendo indicazioni e prescrizioni in termini di compatibilità legate a tale servizio.

Ad esempio, nel caso di Microsoft Azure, realizzare una VPN site-to-site prevede la disponibilità nella propria rete locale di un dispositivo VPN “convalidato” (vedi https://docs.microsoft.com/it-it/azure/vpn-gateway/vpn-gateway-about-vpn-devices).

Talvolta potrebbe essere necessario dover collegare una o più sedi della nostra organizzazione a virtual machine o applicazioni che abbiamo collocato su Azure non disponendo però del numero o del tipo di apparati necessari, oppure non essendo possibile alterare la configurazione di quelli esistenti…

In questo articolo vedremo come creare una VPN fra la rete locale aziendale e una subnet in Azure utilizzando il componente gratuito Veeam PN realizzato da Veeam Software (https://www.veeam.com).

Veeam Powered Network (PN)

Veeam PN è un tool di Software Defined Networking (basato su una distro Linux Ubuntu 16.04.1 LTS) che consente di creare in maniera molto semplice e lineare tunnel VPN fra reti aziendali (“site-to site”) o fra un client e la rete aziendale (“point-to-site”).

Si basa sulla tecnologia OpenVPN (https://openvpn.net/index.php/open-source/333-what-is-openvpn.html) la cui implementazione è semplificata da un’interfaccia web che permette di applicare intuitivamente configurazioni e politiche amministrative.

Si può scaricare, previa registrazione gratuita, da qui: https://www.veeam.com/cloud-disaster-recovery-azure-download.html

Il download consiste in un file .ova di circa 1 Gb.

Nota: I file .ova sono “pacchetti” che contengono descrizioni e informazioni di certificazione relative ad una macchina virtuale (nel nostro caso l’appliance Veeam PN) che possono agilmente essere importate in ambiente VMware.

Come anticipato, Veeam PN può aiutarci (e possiamo dire che il tool sia nato proprio per questo scopo) nel creare connessioni protette verso nostre risorse collocate in Azure risolvendo il problema di dover modificare la configurazione di apparati VPN esistenti in conformità con le specifiche indicate da Microsoft:

  • VPN site-to-site, fra una o più sedi della nostra organizzazione ed una nostra subnet in Azure;
  • VPN point-to-site, fra uno o più client ed una nostra subnet in Azure.

Figura 1 – Scenari di implementazione di Veeam PN

Il ruolo svolto da Veeam PN, e quindi la relativa configurazione, dipende dalla collocazione nell’architettura:

  • Network Hub: gestisce il traffico fra la rete che offre i servizi e le reti o i client che devono accedervi in modo protetto; nel nostro schema il ruolo Network Hub di Veeam PN è collocato in Azure.
  • Site Gateway: stabilisce il tunnel VPN fra la rete che offre i servizi ed una rete remota; nel nostro schema, il ruolo Site Gateway è collocato on-premise.

Per consentire ad un singolo computer di accedere ad una rete gestita dal ruolo Network Hub, occorre installare sul PC Windows o Linux il client OpenVPN (https://openvpn.net/index.php/open-source/downloads.html). Per OS X e MacOS seguire le indicazioni riportate qui: https://openvpn.net/index.php/access-server/docs/admin-guides/183-how-to-connect-to-access-server-from-a-mac.html.

Requisiti di Veeam PN

Per installare l’appliance on-premise si raccomanda di utilizzare VMware vSphere versione 5.x o successive. La virtual machine dovrà disporre di almeno 1 CPU, 1GB di RAM e di un disco thin-provisioned di 4 GB. Per fare qualche sperimentazione è anche possibile utilizzare VMware Workstation o Virtual Box, ma non se ne raccomanda l’impiego in produzione.

Per installare l’appliance in Azure, dovremo prevedere una virtual machine almeno di dimensioni A1 (1 core, 1,75GB di RAM, 70 GB di spazio disco.

L’amministrazione di Veeam PN si effettua via browser: le versioni più recenti di Internet Explorer, Edge, Firefox, Chrome sono tutte supportate.

Informazioni sui requisiti e le indicazioni relative all’installazione del client OpenVPN sono disponibili qui: https://openvpn.net/index.php/open-source/documentation/install.html.

Porte utilizzate da Veeam PN:

Da Verso Protocollo Porta
Site Gateway Network Hub TCP/UDP 1194
Computer client Network Hub TCP/UDP 6179
Browser Network Hub o Site Gateway HTTPS 443

Installazione del ruolo Network Hub

Il primo ruolo di Veeam PN da installare è quello di Network Hub su Azure.

Una volta fatto accesso alla sottoscrizione Azure sulla quale abbiamo privilegi amministrativi, selezionare l’opzione Create a Resource e, nella casella di testo, digitare veeam pn, poi premere Invio.

Figura 2 – Create a Resource

Nei risultati della ricerca, fare clic su Veeam PN for Microsoft Azure.

Figura 3 – Veeam PN for Microsoft Azure, trovato!

Nella pagina successiva, fare clic su Create.

Figura 4 – Avvio creazione risorsa

Viene presentata la prima delle schede di configurazione della virtual machine che ospiterà il network appliance.

Fornire un nome per la virtual machine, un nome ed una password per l’account amministrativo, selezionare la sottoscrizione Azure in cui collocare la risorsa, decidere se utilizzare un Resource Group esistente (ma privo di risorse) o se crearne uno ad hoc e la regione Azure in cui desideriamo operare.

Infine, clic su OK.

Figura 5 – Informazioni di base

Nella scheda Veeam PN Settings:

  • Selezionare la dimensione della virtual machine: una Standard A1 può essere sufficiente per sperimentazioni o piccoli carichi di lavoro; in produzione si raccomanda di selezionare almeno una Dv2;
  • Specificare o creare uno Storage Account in cui verrà creato il disco della virtual machine;
  • Dare un nome univoco alla virtual machine;
  • Selezionare la Virtual Network a cui l’appliance sarà connesso (tipicamente la stessa Virtual Network in cui si trovano le risorse che dovranno essere raggiunte tramite VPN) e la relativa Subnet;
  • Fare clic su OK.

Figura 6 – Veeam PN Settings

Nella scheda successiva, Security Settings, selezionare la lunghezza della chiave di cifratura adottata per la generazione del canale sicuro e fare clic su OK.

Figura 7 – Security Settings

Nella scheda VPN Information è possibile selezionare le funzionalità con cui sarà configurato l’appliance Veeam PN e quindi stabilire se sarà possibile consentire connessioni site-to-site o point-to-site o entrambe. È anche possibile specificare protocolli e porte non di default. I valori predefiniti sono UDP 1194 per le connessioni site-to-site e UDP 6179 per le connessioni point-to-site.

Effettuate le scelte, fare clic su OK.

Figura 8 – VPN Information

Nella scheda Summary, dopo una verifica finale dei parametri impostati, è possibile fare clic su OK.

Figura 9 – Summary

Nella scheda successiva fare clic su Create.

Il processo di creazione delle risorse e della macchina virtuale dura pochi minuti.

Figura 10 – Fasi della creazione appliance Veeam PN

Configurazione del ruolo Network Hub

Al termine della creazione della macchina virtuale Veeam PN, è necessario effettuare alcune configurazioni preliminari.

Dal portale amministrativo di Azure, fare clic su Virtual Machines, poi sul nome della macchina virtuale Veeam PN appena creata per visualizzarne le proprietà.

Figura 11 – Indirizzo pubblico appliance

Annotare il Public IP Address (nel nostro caso 40.127.163.70), avviare un browser e connettersi via https.

Effettuare il login con le credenziali amministrative specificate al momento della creazione della virtual machine.

Figura 12 – Login

Nella scheda Azure Setup, fare clic su Next.

Figura 13 – Avvio wizard

Veeam PN richiede che ci si autentichi su Microsoft Azure Active Directory. Copiare il codice di autenticazione fornito e accedere al link indicato nella scheda.

Figura 14 – Codice di autenticazione (CTRL+C)

Incollare il codice nella casella di testo della pagina Web e, se il codice fornito risulta corretto, fare clic su Continua.

Figura 15 – Codice di autenticazione (CTRL+V)

Qualora richiesto, selezionare l’account corrente o specificarne uno diverso che abbia accesso alla sottoscrizione Azure.

Figura 16 – Conferma account

Tornare alla pagina di configurazione di Veeam PN e fare clic su Next.

Figura 17 – Il wizard prosegue

Al termine della configurazione automatica, fare clic su Finish.

Figura 18 – Azure setup completato

Configurazione dell’accesso dalla rete remota

È ora necessario consentire l’accesso al Veeam PN con il ruolo Network Hub da parte del Veeam PN con il ruolo Site Gateway che sarà installato e configurato successivamente.

Nella pagina principale del portale amministrativo di Veeam PN, fare clic su Clients.

Figura 19 – Portale amministrativo Veeam PN

Fare clic su Add.

Figura 20 – Aggiunta client

Nella scheda Add Client selezionare l’opzione Entire
Site e fare clic su Next.

Figura 21 – Opzione Entire Site

Specificare un nome identificativo e la subnet (nel formato CIDR) a cui appartengono gli host on-premise che dovranno connettersi ad Azure tramite VPN. Poi fare clic su Next.

Figura 22 – Informazioni sulla subnet on-premise

Nella scheda di riepilogo, fare clic su Finish.

Figura 23 – Completamento aggiunta client

Viene proposta la finestra di dialogo per il salvataggio del file (.xml) di configurazione che sarà poi necessario importare durante la configurazione del Veeam PN con il ruolo di Site Gateway.

Salvare il file in una posizione successivamente accessibile.

Nel portale amministrativo di Veeam PN è ora presente la rete che abbiamo appena definito come client.

Figura 24 – Conferma dell’aggiunta client

Installazione del ruolo Site Gateway

Passiamo ora a configurare Veeam PN on-premise per poter connettere con un tunnel VPN la rete aziendale ad Azure.

Collocare il pacchetto .ova scaricato dal sito Veeam (https://www.veeam.com/cloud-disaster-recovery-azure-download.html) in una posizione accessibile dall’ambiente VMware.

Per istruzioni dettagliate su come effettuare il deployment di un template OVA in ambiente vSphere: https://docs.vmware.com/en/VMware-vSphere/6.5/com.vmware.vsphere.vm_admin.doc/GUID-AFEDC48B-C96F-4088-9C1F-4F0A30E965DE.html

Figura 25 – Package OVA caricato in vSphere

Qui https://spaces.uncc.edu/display/CKB/Importing+OVA+File+into+VMware+Workstation+14 una guida su come procedere utilizzando invece VMware Workstation (scenario consigliato unicamente nel caso di laboratori o sperimentazioni).

Completato il deployment del pacchetto .ova, dal client vSphere o dalla console di VMware Workstation, ricavare l’indirizzo IP dell’appliance Veeam PN (nel nostro caso 192.168.1.94) e accedervi via browser con le credenziali di default:

  • Utente: root
  • Password: VeeamPN

Figura 26 – Login al Veeam PN on-premise

Viene immediatamente richiesto di cambiare la password di default.

Figura 27 – Cambio password

Nella scheda successiva, Initial Configuration, è possibile scegliere il ruolo che dovrà svolgere questo appliance o se ripristinare la configurazione da un precedente backup.

Nel nostro caso, selezionare l’opzione Site gateway, poiché il ruolo Network Hub è stato precedentemente collocato su Azure, e fare clic su Next.

Figura 28 – Configurazione ruolo

Occorre ora effettuare l’upload del file .xml di configurazione generato durante la configurazione del ruolo Network Hub.

Fare clic su Browse e selezionare il file. Poi fare clic su Finish.

Figura 29 – Completamento configurazione

Dopo qualche secondo, nel portale amministrativo del Veeam PN on-premise viene segnalata l’effettuata connessione con il Veeam PN collocato su Azure.

Figura 30 – Conferma connessione lato on-premise…

Connettersi con il browser al Veeam PN su Azure e verificare che anche da quel lato gli indicatori siano “verdi”,

Figura 31 – …e conferma connessione lato Azure

Test della connessione VPN

Nello schema qui dis eguito, lo scenario oggetto della verifica: il client aziendale appartenente alla sede di Roma (indirizzo IP 192.168.1.246) deve potersi connettere tramite VPN al server AZRSRV01 collocato su Azure (indirizzo IP privato 10.1.0.4).

Figura 32 – Schema scenario da verificare

Nel portale amministrativo di Azure, fare clic su Virtual Machines, poi sulla macchina virtuale Veeam PN. Infine fare clic su Networking. Prendere nota dell’indirizzo IP privato (nel nostro caso 10.1.0.5).

Figura 33 – Rilevamento IP privato appliance Veeam PN su Azure

Accedere al client aziendale collocato nella rete on-premise, aprire una sessione Command Prompt con privilegi amministrativi elevati.

Eseguire il comando:

route -p add x.x.x.x mask y.y.y.y z.z.z.z

Dove:

  • x.x.x.x è l’indirizzo della subnet Azure a cui si desidera accedere
  • y.y.y.y è la relativa Subnet Mask
  • z.z.z.z è l’indirizzo IP del Veeam PN on-premise

Nel nostro caso:

route -p add 10.1.0.0 mask 255.225.255.0 192.168.1.94

Effettuare un tracert verso l’IP privato del Veeam PN su Azure.

Figura 34 – Tracert OK!

Vogliamo ora verificare di poter accedere anche al server collocato nella subnet Azure.

Il server ha come indirizzo privato 10.1.0.4 e non è raggiungibile (per regole di firewall) tramite il suo indirizzo IP pubblico.

Figura 35 – Rilevamento IP privato VM server su Azure

Proviamo ad accedere in RDP al server AZRSRV01 attraverso il suo IP privato 10.1.0.4.

Figura 36 – RDP OK!

WOW!

Instradamento automatico

Si noti che non è stato necessario modificare la routing table del server su Azure, grazie ad uan configurazione effettuata automaticamente dal Veeam PN con il ruolo Network Hub.

Accedere al portale amministrativo di Azure, fare clic su Resource Groups e poi sul nome del Resource Group in cui è stato collocato l’appliance Veeam PN.

Tra i vari elementi presenti, ne è elencato anche uno di tipo Route table.

Figura 37 – Route table creata da Veeam PN

Facendo clic su questo elemento si evidenza come sia stata automaticamente creata una route che inoltra attraverso l’host 10.1.0.5 (il Veeam PN) il traffico indirizzato verso la rete 192.168.1.0/24 (la subnet on-premise).

Tale route è applicata alla subnet su cui sono attestati sia l’appliance Veeam PN che il server AZRSRV01.

Figura 38 – Caratteristiche route table

Magia!

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto, passo per passo, come sia possibile, grazie ad un appliance gratuito realizzato da Veeam, realizzare una VPN site-to-site fra una sede aziendale e una subnet su Azure senza implicare modifiche agli apparati di networking esistenti o dover configurare un VPN Gateway su Azure.

Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a ora disponibile

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Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a ora disponibile

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Veeam ha rilasciato il nuovo Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a introducendo alcune migliorie, come il supporto per VMware vSphere 6.7 e risoluzione di alcuni bug.

Dopo il rilascio dell’ultima versione di VMware vSphere 6.7, la maggior parte dei produttori di software stanno introducendo il supporto per la nuova release di vSphere nelle proprie soluzioni di backup. Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a presenta anche miglioramenti nelle prestazioni relative ai transport mode DirectSAN e Hot Add oltre al supporto per alcune piattaforme.

 

Novità

Il nuovo Update 3a presenta i seguenti miglioramenti più significativi:

 

Supporto per VMware vSphere 6.7

Il supporto per VMware vSphere 6.7 è la funzione principale aggiunta in questa nuova release ed include inoltre la nuova versione del Veeam HTML5 plugin per vSphere Web Client. Aggiunto il supporto asincrono per NBD/NBDSSL per migliorare le prestazioni in lettura del network transport mode con ESXi 6.7.

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Supporto piattaforme

Il supporto per le seguenti piattaforme è stato aggiunto in Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a come indicato nelle Release Notes:

  • VMware vSphere 6.5 U2 – al momento è solo un supporto preliminare poichè è presente un bug conosciuto nelle vSphere API che causano problemi nell’utilizzo di Veeam in situazione di carico
  • VMware Cloud on AWS version 1.3 – sono ora supportate le virtual machine con dischi dinamici
  • Microsoft Windows 10 April 2018 Update – supporto come guest virtual machine e per l’installazione dei componenti Veeam
  • Microsoft Windows Server 1803 – supporto come guest virtual machine, per l’installazione dei componenti remoti di Veeam e come domain controller per Veeam Explorer per Microsoft Active Directory
  • Microsoft Windows Server Hyper-V 1803 – supporto come host hypervisor e per processare le virtual machine con virtual hardware versione 8.3
  • Microsoft System Center Virtual Machine Manager 1801 – supporto come sorgente per Microsoft Hyper-V nei job di backup delle virtual machine

 

Microsoft Azure

Update 3a introduce il supporto per Direct Restore to Microsoft Azure per gli ambienti con ExpressRouteconnettività site-to-site VPN con Azure. Per abilitare la funzione, bisogna creare nel Registro di Windows Registry la seguente voce:

Key type: DWORD
Name: AzurePreferPrivateIpAddressesForProxyandLinuxAppliance
Value: 1
Path: HKLM\SOFTWARE\Veeam\Veeam Backup and Replication

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Linux File Level Recovery

Aggiunto il supporto per i volumi Btrfs presenti sul volume LVM e per preservare l’operazione Copy to del Linux SUID e SGID.

 

Tape

Migliorate le prestazioni per il conteggio nei job File to Tape con un elevato numero di file.

 

Microsoft SQL Server

Per migliorare la sicurezza, con l’aggiornamento Update 3a la logica utilizzata per i processi application-aware richiede ora i permessi di logon as batch job (prima era utilizzato l’interactive logon) configurati per l’account utilizzato per connettersi al Server SQL Server per processare i transaction log. Questa modifica richiede la disabilitazione del permesso Deny log on as a batch job per l’account utilizzato (in precedenza i permessi disabilitati erano Deny log on locally e Deny log on through Terminal Services).

 

Aggiornamento alla versione 9.5 Update 3a

Prima di procedere con l’aggiornamento, assicurarsi che la versione in esecuzione sia la 9.5.0.580, 9.5.0.711, 9.5.0.802, 9.5.0.823, 9.5.0.1038, 9.5.0.1335 o 9.5.0.1536. E’ possibile verficare la versione attualmente installata tramite il menu Help > About.

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Per procedere con l’aggiornamento, disattivare tutti i processi attivi ed eseguire l’installer dell’Update 3a scaricato dal sito web Veeam. Cliccare su Next.

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Abilitare l’opzione Update remote components automatically e cliccare su Install per procedere con l’installazione dell’aggiornamento.

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L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Quando il processo di aggiornamento viene completato correttamente, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Accedere alla console di Veeam e selezionare Help > About per verificare la versione installata.

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Dopo l’aggiornamento, la versione del build number è 9.5.0.1922.

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Quando la console di Veeam installata nei computer degli amministratori viene aperta, il sistema rileva la presenza della nuova versione. Cliccare su Yes per effettuare l’aggiornamento.

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Informazioni aggiuntive possono essere consultate nelle Release Notes.

Veeam Backup and Replication 9.5 Update 3a può essere scaricato con gli agenti di backup inclusi o in alternativa senza gli agenti di backup.

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Veeam Backup & Replication aggiunge il supporto a vSphere 6.7

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VMware vSphere 6.7 non era ancora ufficialmente supportato da Veeam Backup & Replication, come pure non lo era vSphere 6.5 Update 2 (a causa del backport dalla versione 6.7). Ma ora Veeam ha rilasciato un nuovo update di  Veeam Backup Replication 9.5 Update 3a che supporta tutte le versioni recenti di VMware: VMware vSphere 6.7. Includes the new HTML5 version of vSphere Web Client plug-in for Veeam Backup & Replication, and asynchronous NBD/NBDSSL support for improved read performance of network transport mode with ESXi 6.7. VMware vSphere 6.5 U2. This update introduces preliminary support by addressing all outstanding U2-specific compatibility issues that can be […]

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Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

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Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

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Quando Veeam Availability Orchestrator (VAO) è stato installato nel sito DR, è necessario creare un Failover Plan per le macchine replicate in modo da garantire che il piano di DR sia funzionale nella modalità attesa.

Uno dei benefici più importanti che si hanno nell’utilizzo del VAO, è la reportistica e la documentazione disponibile che viene creata automaticamente ed è sempre aggiornata.

Blog Serie

Veeam Availability Orchestrator setup – pt.1
Veeam Availability Orchestrator configurare un Failover Plan – pt.2

 

Creare un Failover Plan in Veeam Availability Orchestrator

Utilizzando il browser preferito, digitare l’indirizzo https://IP_address: 9898 per accedere al VAO. Inserire le credenziali corrette e cliccare su Log in.

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Posizionarsi nella sezione Failover Plans e selezionare dal menu principale la voce Manage > New.

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Digitare un Plan Name ed opzionalmente inserire le altre informazioni. Cliccare Next.

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Dalla lista Available Groups selezionare i gruppi che contengono le VM da inserire nel Failover Plan e successivamente cliccare sul bottone Add. Cliccare Next quando fatto.

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A seconda del proprio ambiente, specificare le VM Recovery Options che soddisfano i requisiti. Cliccare Next.

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Selezionare gli Available Steps da effettuare e cliccare Add. Cliccare Next per continuare.

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Le virtual machine possono essere protette dopo il failover ma è necessario avere sufficienti licenze per effettuare questa operazione. E’ possibile saltare questo passaggio e cliccare Next per continuare.

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Specificare il Template da utilizzare e il Document Format. Cliccare Next.

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Specificare la schedulazione per il piano automatico della reportistica e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Il nuovo Failover Plan è stato creato correttamente.

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Eseguire il Failover Plan

Una volta creato il piano, è opportuno testarlo per verificare che il tutto funzioni correttamente. Dalla sezione Failover Plans, selezionare il piano da eseguire e cliccare dal menu la voce Launch > Run.

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Digitare la Password corretta per eseguire il piano e cliccare Next.

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Specificare il Restore Point da utilizzare e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per eseguire il Failover Plan selezionato.

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Accedendo al Veeam Backup Server, il Failover Plan viene eseguito.

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Verificando le repliche attive, è possibile notare che le VM incluse nel Failover Plan vengono riportate in Failover status.

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Quando il Plan State è indicato come Failover, è possibile visualizzare tutti i report e la documentazione disponibili cliccando su View Reports > All.

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Dalla lista, effettuare un doppio click sul documento per aprirlo.

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Un esempio di report disponibile.

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Nella Dashboard è possibile avere una visione globale dello stato dei piani eseguiti.

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Failover permanente o Failback verso la Produzione

Quando le repliche delle virtual machine appartenenti al Failover Plan sono attive, è possibile decidere se mantenere le repliche come failover permanente o effetuare il failback verso la produzione.

Selezionare il Plan attivo e selezionare Launch > Run.

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Inserire la password dell’Amministrazione del Sito e cliccare Next.

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Selezionare l’azione da eseguire e cliccare su Next. E’ possibile scegliere tra due possibili opzioni:

  • Permanent Failover – la replica della VM diventa permanentemente la VM originale prendendo il ruolo della VM originale
  • Failback to Production – le repliche effettuano il fail back nella locazione originale sovrascrivendo le VM sorgenti mantenendo tutte le variazioni verificatesi dal failover

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Assicurarsi di aver compreso cosa comporta la scelta dell’azione da eseguire nelle proprie virtual machine prima di procedere. Cliccare Next.

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Cliccare su Finish per eseguire il piano selezionato.

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Annullare il failover

Se è richiesto di effetuare il Failback verso la produzione senza mantenere le variazioni, è necessario effettuare l’azione di Undo Failover. Le repliche attive vengono spente e le variazioni che si sono verificate dal failover sono perse.

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Inserire la password dell’Administrator e cliccare su Next.

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Cliccare Finish per annullare il failover.

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L’azione di Undo Failover viene eseguita.

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Dal server di Veeam Backup & Replication, le repliche attive vengono processate e viene effettuato lo shut down.

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Il processo di Undo Failover è stato completato corretamente.

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Effettuando una schedulazione dei Failover Plan è possibile mantenere la propria documentazione sempre aggiornata nel caso di varizioni con Failover Plan testati e verificati.

VAO è licenziato per-VM con un pacchetto minimo di 10 VM e la sottoscrizione annuale include il supporto.

Veeam Availability Orchestrator è disponibile come 30-day trial per provare e testare il prodotto.

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