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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 con supporto per vSphere 6.7

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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 con supporto per vSphere 6.7

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Vembu ha rilasciato la nuova versione della soluzione di backup Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 introducendo il pieno supporto per l’ultima release di VMware vSphere 6.7.

Con il software di backup Vembu, è possibile proteggere le proprie virtual machine in esecuzione negli ambienti VMware vSphere e Microsoft Hyper-V e server/workstation fisici WindowsLinux.

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Supporto vSphere 6.7

L’Update 1 aggiunge la funzionalità di poter eseguire backup e repliche delle virtual machine in esecuzione in ambiente VMware vSphere 6.7 ma non introduce nuove funzioni sostanziali.

Informazioni aggiuntive possono essere consultate nelle Relase Notes.

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Edizioni Vembu BDR Suite disponibili

La soluzione di backup Vembu è disponibile in tre versioni ed è adatta per ambienti SMB ed Enterprise.

 

Standard Edition

La BDR Suite è constantemente in sviluppo per migliorare funzionalità e prestazioni, e recentemente Vembu ha esteso la propria offerta commerciale anche per le SMB introducendo la Standard Edition, una soluzione di backup vantaggiosa che soddisfa tutti i requisiti richiesti dal proprio business per garantire la massima protezione delle virtual machine e dei dati.

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Le funzionalità principali disponibili nella versione Standard possono essere riassunte come segue:

  • Backup VMware agentless
  • Replica delle VM
  • Tecnologia CBT
  • Supporto per i VMware Virtual Volumes e Virtual SAN
  • Hot-Add e SAN transport mode
  • Immagini di backup application-aware
  • Ripristino granulare per Microsoft Exchange, SQL, Active Directory e SharePoint

 

Enterprise Edition

La Vembu BDR Suite Enterprise Edition è orientata per realtà medie ed Enterprise fornendo funzioni base ed estese, come il supporto per il Tape Backup, replica delle VM, persistent boot, retention avanzata GFS, etc.

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Free Edition

Vembu fornisce inoltre una Free Edition perpetua della BDR Suite con due opzioni disponibili che possono essere utilizzate:

  • funzionalità illimitate per tre virtual machine
  • virtual machine illimitate con funzionalità limitate

La versione free supporta entrambe le piattaforme virtuali VMware ed Hyper-V.

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Vembu BDR Suite 3.9.1 Update 1 è disponibile per il download come 30-day trial.

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VMware vCloud NFV-OpenStack Edition 3.0

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VMware vCloud NFV-OpenStack Edition 3.0 è la nuova generazione della piattaforma di virtualizzazione delle funzioni di rete (NFV) per i communication service provider (CSP). Con questa nuova versione di vCloud NFV-OpenStack Edition, che includerà VMware Integrated OpenStack-Carrier Edition 5.0, VMware potrà offrire miglioramenti rivoluzionari nelle prestazioni di rete, nuove funzionalità di rete carrier-grade e garanzia […]

VMware Cloud on AWS offre più… di tutto!

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Sai Gopalan, Product Marketing Manager

Con l’ultimo aggiornamento, il servizio VMware Cloud on AWS GDPR-ready offre più … di quasi tutto. Più sedi, più funzionalità, più opzioni di consumo e più certificazioni fanno ora parte del nostro servizio cloud ibrido.

VMware Cloud on AWS continua a crescere con il quarto aggiornamento. E i successi continuano ad arrivare, con i team di ingegneri che continuano a lavorare per fornire un servizio di cloud ibrido che sia un riferimento del mercato e che offra ai nostri clienti l’esperienza del software-defined data center (SDDC) da parte del leader nel cloud privato, VMware, eseguito dal leader del cloud pubblico, AWS. Mettendo insieme il meglio di VMware e AWS, VMware Cloud on AWS offre ai clienti un modo operativo coerente e familiare per eseguire, gestire e proteggere le applicazioni in un cloud ibrido con accesso a una vasta gamma di servizi AWS innovativi e completi, nonché una solida protezione contro i disastri.

Questa versione continua ad espandere la copertura globale e introduce nuove funzionalità per migliorare la disponibilità e le opzioni di consumo.

Queste le principali novità:

Apertura del business nella Regione AWS Europe (Francoforte)

I nostri clienti europei e multinazionali possono ora attivare SDDC completi su VMware Cloud on AWS nella regione AWS Europe (Francoforte). Il servizio arriva dunque in una seconda importante area in Europa, nell’Unione Europea, portando la disponibilità totale a quattro Regioni AWS in 9 mesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VMware Cloud on AWS con la nuova opzione SDDC per singolo host

I clienti hanno chiesto a VMware di iniziare a utilizzare VMware Cloud on AWS con una configurazione più ridotta. Prima di questa versione, la dimensione minima del cluster era di quattro host.

Oggi stiamo introducendo un’offerta single-host e vincolata nel tempo per consentire ai clienti di avviare il proprio VMware Cloud on AWS in base all’esperienza a un prezzo basso e prevedibile. Questa nuova opzione di consumo è progettata per i clienti che desiderano dimostrare il valore di VMware Cloud on AWS nei propri ambienti prima di passare a configurazioni di più di 4 host per gli ambienti di produzione.

La durata utile dell’SDDC per host singolo è limitata a intervalli di 30 giorni. Durante il periodo di tempo in cui il singolo host è attivo, i clienti possono facilmente scalare fino a più di 4 host e sfruttare il set completo di capacità di VMware Cloud on funzionalità AWS[1] senza perdita o interruzione del proprio lavoro. I clienti possono acquistare l’SDDC per host singolo utilizzando i fondi di credito VMware standard e le carte di credito basate negli Stati Uniti in tutte le aree disponibili. Il supporto per le carte di credito internazionali arriverà presto.

Ecco alcuni dei punti salienti di questa offerta:

  • Avvio dell’esperienza di hybrid cloud VMware Cloud on AWS hybrid con una configurazione single-host a 30 giorni con time-bound, a meno dell’1/4 del prezzo di 4 host VMware Cloud su offerta AWS.
  • Scalabilità senza interruzioni in qualsiasi momento: al completamento dell’offerta con limite di tempo, il singolo SDDC host verrà ripristinato: la durata operativa è limitata a intervalli di 30 giorni. Tuttavia, si può facilmente scalare fino all’acquisto minimo di 4 host e continuare l’espansione del cloud senza perdere nessuno dato prima della fine del periodo di tempo.
  • Possibilità di iniziare a dimostrare il valore di VMware on su AWS con funzionalità di host singolo:
  • On-boarding accelerato con supporto di esperti. Il single Host SDDC riceve lo stesso numero illimitato di servizi di supporto globali VMware 24/7 e il supporto di chat live 24/5
  • Funzionalità di migrazione tra locale e VMware Cloud on AWS: VMware Hybrid Cloud Extension per migrazione rapida su larga scala, VMware vMotion per migrazione live e infine migrazione a freddo.
  • Hybrid Linked Mode collegata: singola visualizzazione logica di on-premise e VMware Cloud su risorse AWS
  • Archiviazione vSAN All-Flash: tutta la configurazione vSAN di Flash, che utilizza il flash sia per la memorizzazione nella cache sia per la capacità, offre le massime prestazioni di archiviazione.
  • Ripristino di emergenza: valutazione di VMware Site Recovery, il servizio DR basato su cloud ottimizzato per VMware Cloud su AWS. VMware Site Recovery è acquistato separatamente come servizio aggiuntivo su base VM.
  • Accesso high-bandwidth, low latency ai servizi native AWS

Per l’SDDC per host singolo, fare clic qui

Revisione indipendente per conformità agli standard di sicurezza e conformità GDPR

Il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR), è entrato in vigore il 25 maggio 2018. Il GDPR tenta di unificare le leggi sulla protezione dei dati in Europa e sta avendo un impatto globale. La normativa stabilisce un nuovo standard per la protezione dei dati personali di una persona e fornisce agli individui diritti specifici per controllare il trattamento dei propri dati personali. VMware Cloud on AWS è stato verificato in modo indipendente da Schellman e convalidato per soddisfare i requisiti GDPR. Leggi di più sulla nostra disponibilità al GDPR in questo blog.

Per aiutare i clienti a conformarsi all’ Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA), VMware offre un business associate agreements (BAA) a tutti i clienti interessati. Il BAA fornisce condizioni eque e ragionevoli per i fornitori di servizi sanitari, assicuratori e altre organizzazioni.

Infine, VMware Cloud on AWS ha ottenuto un elenco di certificazioni di sicurezza ben definite e standard del settore tra cui ISO 27001, ISO 27017, ISO 27018, SOC 1 (SSAE18 / ISAE 3402), SOC 2 e SOC 3.

Per maggiori dettagli su queste certificazioni: VMware Cloud On AWS Meets Industry-Standard Security And Compliance Standards”.

Ora disponibile VMware Horizon 7 per VMware Cloud on AWS

I clienti possono ora scalare rapidamente desktop e app Horizon 7 su VMware Cloud on AWS. VMware Horizon 7 per VMware Cloud on AWS offre un cloud ibrido perfettamente integrato per desktop e applicazioni virtuali. Combina le funzionalità aziendali di VMware Cloud on AWS, con le funzionalità leader di VMware Horizon, per una soluzione semplice, sicura e scalabile. Ora i clienti possono facilmente estendere i servizi desktop per soddisfare la capacità on-demand, la protezione dei carichi di lavoro desktop e la co-locazione del cloud AWS per le applicazioni sensibili alla latenza, senza acquistare ulteriori risorse del data center.

Maggiore disponibilità per le applicazioni mission-critical

Nel nostro precedente blog post, avevamo dato un’anteprima di Stretched Clusters per VMware Cloud on AWS. Siamo lieti di annunciare che questa funzionalità è ora disponibile. Questa funzione consente agli sviluppatori di concentrarsi sui requisiti e sulle funzionalità delle applicazioni principali, anziché sulla disponibilità dell’infrastruttura. Integrata in VMware Cloud on AWS, la funzionalità semplifica la disponibilità dell’infrastruttura RPO zero per applicazioni mission-critical. Consente il failover zero-RPO dei carichi di lavoro all’interno di cluster che si estendono su due zone di disponibilità AWS. Inoltre, i clienti possono anche eseguire vMotion o migrare direttamente i carichi di lavoro tra gli host in un cluster esteso su due zone di disponibilità AWS. Guarda questa demo e leggi questo blog post per capire di più su Stretched Clusters per VMware Cloud on AWS.

Time to protection accelerati con miglioramenti a VMware Site Recovery

Questa versione continua ad espandersi sulle funzionalità di VMware Site Recovery, un servizio cloud aggiuntivo che offre il disaster recovery come servizio ai nostri clienti.

Supporto della topologia di disaster recovery multi-sito (DR): fan-out da on-premise: questa funzionalità aumenta la flessibilità del disaster recovery estendendo la protezione primaria del data center a VMware Cloud on AWS insieme ai tradizionali siti DR on-premise con uno strumento di gestione unificato. I clienti possono ora proteggere i carichi di lavoro su VMware Cloud on AWS e sui siti secondari tradizionali on-premise da una singola istanza di vCenter Server on-premise. Più istanze di VMware Site Recovery Manager possono ora essere eseguite con una singola istanza di vCenter Server on-premise e abilitare il DR multi-target (incluso in VMware Cloud on AWS) a livello di singolo workload.

 

Replication Seeding: questa capacità accelera il time to protection sfruttando i dischi di base precedentemente replicati delle macchine virtuali come seed per la nuova replica. Le repliche per le macchine virtuali protette in passato sono ora in grado di utilizzare i dischi di base precedentemente replicati come seed, anziché richiedere una sincronizzazione completa iniziale.

 

Compatibilità con le precedenti versioni di vCenter Server: Semplifica la protezione DR accoppiando VMware Site Recovery con siti che eseguono versioni precedenti di vCenter Server. Basandosi sulle versioni precedenti, VMware Site Recovery è compatibile con più versioni di vCenter Server, consentendo di proteggere i siti che eseguono le versioni di vCenter Server 6.7, 6.5 e 6.0U3.

 

Miglioramenti alla gestione ibrida e alle attività in corso

  • vCenter Cloud Gateway (Anteprima): vCenter Cloud Gateway è una nuova appliance virtuale on-premise che consente ai clienti di ottenere una singola vista logica e una gestione ibrida di risorse sia on-premise sia su VMware Cloud on AWS da on-premise. Si tratta di un’appliance on-premise che consente ai clienti di configurare vCenter Hybrid Linked Mode per collegare i vCenter on-premise a Cloud SDDC vCenter e di gestire le risorse on-premise e Cloud SDDC da una singola consolle di gestione (vSphere Client) in esecuzione nel proprio data center.
  • Salva e ripristina SDDC (Anteprima): questa funzione riduce i tempi di configurazione consentendo ai clienti di salvare le proprie configurazioni di VMware Cloud on AWS SDDC dopo la cancellazione e implementare nuovamente un SDDC utilizzando queste configurazioni salvate, se necessario, in un secondo momento.

Ampliamento continuo di soluzioni di partner tecnologici

VMware ha collaborato con i VMware Technology Alliance Partner per testare e convalidare soluzioni di migrazione cloud, protezione dei dati, DevOps, sicurezza, networking, sistema di gestione chiave e molte altre categorie. I partner recentemente convalidati includono Druva Technologies, Griddable.IO, Infinidat, JetStream Software, Loadbalancer, PrimaryIO e Quest Software. Per ulteriori informazioni sulle nostre soluzioni congiunte su VMware Cloud on AWS, visitare il VMware Solution Exchange.

In sintesi

Il nostro viaggio continua. In un breve periodo di circa 9 mesi, abbiamo completato quattro versioni di VMware Cloud on AWS. Come sempre, questo è solo l’inizio – rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti.

Risorse:

 

VMware vExpert vSAN 2018

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Il programma vExpert vSAN è uno specifico sotto-programma del VMware vExpert focalizzato ed incentrato sul prodotto e tecnologia VMware vSAN. L’idea dei sottoprogrammi vExpert (nati 2 anni fa) era quello di riportare il vExpert ad un livello “elitario” con un elenco “compatto” e specializzato di partecipanti. Dopo le liste dei vExpert vSAN 2016 e 2017 lists, ora VMware ha annunciato la lista dei vExpert vSAN 2018. E’ un piacere ed un onore far parte di questa ristretta cerchia di vExpert, fin dalla prima edizione. Citando le note del programma vExpert vSAN: This elite group includes […]

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Nakivo Backup & Replication: Instant File Recovery

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Nakivo Backup & Replication: Instant File Recovery

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L’Instant File Recovery è una nuova funzione introdotta in Nakivo Backup & Replication 7.4 per il ripristino dei file nella locazione originale direttamente dai backup delle VM compressi e deduplicati.

Capita quasi tutti i giorni che un utente cancelli o sovrascriva accidentalmente un file o che un file si corrompa. L’unico modo per evitare perdita di dati è il restore del file dal backup. 

Questa soluzione permette un veloce ripristino dei file e dei loro permessi nella locazione originale senza la necessità di dover ripristinare prima l’intera VM. L’Instant File Recovery supporta sia Windows che Linux OS.

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Con la nuova funzione aggiunta, le opzioni disponibili in Nakivo per il restore dei file sono ora le seguenti:

  • Download nel browser – il file viene salvato nel computer locale
  • Invio via email – il file recuperato è spedito via email
  • Ripristino nel server – il file recuperato può essere ripristinato nella locazione originale o in una locazione custom

 

Instant File Recovery

Per ripristinare un file dal backup, dalla dashboard di Nakivo selezionare la voce Recover > Individual Files dal menu principale.

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Selezionare la virtual machine contenente il file da recuperare e specificare l’RPO richiesto. Cliccare su Next.

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Se viene selezionata l’opzione Download to browser or send via email, l’area Data Routing viene visualizzata ed è necessario specificare nel campo Proxy transporter il transporter da utilizzare (Do not use proxy transporter come default).

Per ripristinare il file nella locazione originale, selezionare l’opzione Recover to the following server (Beta) e selezionare dal menu a tendina Recovery server il the server sul quale si intende ripristinare il file. Specificare le credenziali per accedere al server e cliccare su Test Connection per verificare la correttezza delle credenziali inserite.

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Quando il test di connessione viene completato correttamente, cliccare su Next.

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Dalla sezione Files è possibile effettuare il browse di file e folder o procedere con il Search del file da ripristinare (la ricerca inizia dal punto selezionato). Selezionare il file da ripristinare e cliccare su Next.

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Nella sezione Options bisogna specificare dove ripristinare il file. La procedura di Recovery type può essere effettuata in due modi:

  • Recover to original location – il file viene recuperato nella locazione sorgente
  • Recover to custom location – il file è ripristinato nella locazione e percorso specificati. Folder Locali nel server di ripristino e share CIFS/NFS sono le locazioni custom supportate.

Indifferentemente dall’opzione di ripristino selezionata, è necessario specificare anche l’Overwrite behavior. Cliccare Recover per avviare il processo di restore.

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Se viene selezionata l’opzione Download to browser or send via email, le opzioni disponibili come Recovery type sono le seguenti:

  • Download – il file viene salvato nel computer locale.
  • Forward via email – il file viene spedito come allegato nell’email. Assicurarsi che i parametri dell’email siano stati configurati in Nakivo per poter inviare correttamente l’email.

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Quando il processo di restore viene avviato, è possibile seguire l’avanzamento del processo di ripristino cliccando sul link Activities.

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Il ripristino viene effettuato nel sistema. Cliccare sul nome del task in esecuzione per avere informazioni aggiuntive.

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Quando la procedura di restore è stata completata correttamente, il task viene spostato sotto la voce Past Activities e indicato come Completed.

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Cliccare sul task name se si vuole effettuare il Restart o il Remove del task.

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Collegandosi al server processato, è possibile trovare il file ripristinato nella locazione specificata.

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Per testare le funzionalità del software, Nakivo Backup & Replication 7.4 è disponibile per il download come 30-day trial.

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Runecast Analyzer 1.7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Runecast Analyzer 1.7.5 con supporto per vSphere 6.7

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Runecast ha rilasciato Runecast Analyzer 1.7.5, la soluzione proattiva di prevenzione delle problematiche VMware vSphere che introduce il pieno supporto per il recente rilascio di VMware vSphere 6.7.

Oltre al supporto per vSphere 6.7, la nuova release introduce alcune nuove funzionalità come riportate nelle Release Notes:

  • Applicando il filtro agli oggetti parents vengono ora selezionati automaticamente anche gli oggetti child
  • Migliorata la sicurezza per l’autenticazione Server SSL
  • Cliccando sul bottone Ignore nella vista Inventory vengono ora selezionati automaticamente gli oggetti collegati

 

Aggiornamento a Runecast Analyzer 1.7.5

Dalla versione 1.7.3, il processo di aggiornamento dell’applicazione è stato semplificato in modo che l’appliance possa essere aggiornata più velocemente senza necessità di riavvio nel caso siano aggiornate le definizioni del KB.

Per effettuare l’aggiornamento, aprire il browser preferito ed accedere all’appliance Runecast digitando l’indirizzo https://IP_appliance:5480 ed inserire le credenziali di admin (default rcadmin/admin). Cliccare su Login.

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Posizionarsi nella sezione Update > Status e cliccare sul bottone Check Updates. Quando la nuova versine dell’applicazione viene rilevata, cliccare sul bottone Install Updates per effettuare l’aggiornamento. Gli aggiornamenti sono disponibili per gli utenti che hanno una sottoscrizione attiva.

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Cliccare Yes nella finestra di conferma per avviare la procedura. L’aggiornamento viene installato nel sistema.

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Dopo pochi secondi, l’aggiornamento dell’appliance all’ultima versione viene completato.

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E’ possibile effettuare anche un aggiornamento offline scaricando il file .ISO e le definizioni del Knowledge Base dal portale clienti.

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Aggiungere il vCenter Server 6.7

Per aggiungere il nuovo vCenter Server 6.7 in Runecast Analyzer, la procedura è rimasta la stessa. Dalla Dashboard accedere alla pagina Setting cliccando sull’icona Settings e successivamente cliccare sul bottone Add vCenter per specificare il vCenter Server da analizzare.

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Inserire l’FQDN o l’indirizzo IP del vCenter Server e le credenziali di accesso. Cliccare su Save.

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Quando il vCenter è stato correttamente connesso a Runecast Analyzer, cliccare sul bottone Analyze Now specificando il nuovo vCenter Server da analizzare nel caso siano configurati più vCenter Server. Dopo pochi secondi le problematiche rilevate nel nuovo vCenter Server 6.7 vengono visualizzate nella Dashboard.

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E’ possibile inoltre visualizzare gli avvisi e i suggerimenti proposti dall’applicazione direttamente nel vCenter Server tramite l’installazione del Runecast Analyzer vCenter Server plugin.

Per una procedura completa dell’installazione e configurazione di Runecast Analyzer, consultare questa guida.

Runecast Analyzer 1.7.5 è disponible per il dowload come 14-day trial gratuita.
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VMware Cloud on AWS è pronto per il GDPR

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Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Il GDPR tenta di unificare le leggi sulla protezione dei dati in Europa e alcuni dei suoi diritti e protezioni stanno avendo un impatto globale. Questa legge stabilisce un nuovo standard per la protezione dei dati personali della persona e offre agli individui diritti specifici per controllare il loro trattamento.

VMware Cloud on AWS è stato verificato in modo indipendente da Schellman & Company, LLC. per la conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Per spiegarlo nella terminologia del GDPR, quando fornisce servizi ai propri clienti tramite VMware Cloud sull’offerta di servizi AWS, VMware agisce come un elaboratore di dati. I clienti di VMware possono svolgere attività di elaborazione dei dati customer-defined in relazione ai propri dati all’interno dei servizi e, nel farlo, agiscono come responsabili del trattamento dei dati. I responsabili del trattamento dei dati possono nominare solo responsabili dell’elaborazione dei dati che forniscano garanzie sufficienti per attuare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che l’elaborazione soddisfi i requisiti del GDPR.

VMware Cloud on AWS rispetta i seguenti requisiti:

Protezione dei dati personali:

VMware Cloud on AWS è supportato dall’Addendum di VMware Data Processing che stabilisce che VMware rispetterà gli obblighi di elaboratore in base al GDPR e che VMware elaborerà i Dati personali solo in conformità con le istruzioni del Cliente. L’Addendum di VMware Data Processing è disponibile qui.

Le attività di VMware come processore sono definite al suo interno. Inoltre, i Termini di servizio di VMware contengono un Accordo sulla descrizione del servizio e sul livello di servizio, che descrive i ruoli e le responsabilità di VMware come fornitore di servizi di elaborazione e gli obblighi e i diritti dei clienti. Questi documenti legali possono essere trovati qui.

VMware si impegna inoltre ad assistere i propri clienti nell’adempiere agli obblighi previsti dalle leggi applicabili sui dati (incluso il GDPR).

Sicurezza

VMware prende molto sul serio la privacy e la sicurezza dei clienti. VMware impiega esperti di sicurezza e privacy in tutta la società, compresi i team legale e di conformità, l’organizzazione della sicurezza delle informazioni, il VMware Security Engineering, il gruppo Communications & Response (vSECR), il team VMware Security Incident Response (vSIRT) e il Security Operations Center (SOC).

Questi team collaborano collettivamente per creare programmi, politiche e pratiche per aiutare a identificare, prevenire e correggere le vulnerabilità della sicurezza nei nostri prodotti e servizi. Questi programmi sono continuamente rivisti e si evolvono in base alle nostre esperienze, ai cambiamenti nel panorama delle minacce, all’osservazione del settore e alla collaborazione. Il ciclo di vita dello sviluppo del software di VMware è descritto nel Whitepaper sulla sicurezza dei prodotti VMware.

VMware ha inoltre sviluppato pratiche di assistenza che seguono le best practice del settore, tra cui valutazioni periodiche del rischio, revisioni della privacy, rilevamento di intrusioni e minacce, revisioni di accesso degli utenti, monitoraggio continuo della sicurezza e audit di terza parte su vulnerabilità, sicurezza e conformità.

Tutti i dipendenti VMware che gestiscono i dati personali forniti dai clienti a VMware come elaboratore hanno sottoscritto accordi di riservatezza, ricevono regolare formazione sulla sicurezza e sono tenuti a seguire il codice di condotta e le policy di gestione dei dati.

Migrazione dei dati

VMware Cloud on AWS offre ai clienti il ​​pieno controllo delle loro macchine virtuali e del loro contenuto. La documentazione esiste insieme a strumenti e servizi aggiuntivi per facilitare la migrazione dei dati. VMware Cloud on AWS esegue nativamente VMware vSphere il quale memorizza i dati dei clienti in un formato di macchina virtuale ampiamente adottato e vSphere supporta nativamente Open Virtualization Format (OVF), semplificando il download, la clonazione, la migrazione, la copia, il trasferimento o lo spostamento dei carichi di lavoro tra gli ambienti.

Inoltre, il cliente può utilizzare il servizio VMware Hybrid Cloud Extension per migrazioni di massa di immagini di macchine virtuali tra fornitori di cloud. Queste funzionalità semplificano il download, la clonazione, la migrazione, la copia, o il trasferimento dei carichi di lavoro.

Notifica di violazioni

Il VMware Security Incident Response Team (vSIRT) è responsabile dello sviluppo di procedure di gestione delle violazioni e di analisi forensi e gestisce la gestione degli incidenti in VMware. Il team vSIRT viene informato dal Security Operations Center di qualsiasi potenziale violazione e partecipa all’analisi.

Se VMware viene a conoscenza di un incidente di sicurezza su VMware Cloud on AWS, che porta alla divulgazione illecita o all’accesso alle informazioni personali fornite a VMware come elaboratore dei dati, informeremo i clienti senza alcun ritardo e forniremo informazioni relative a una violazione dei dati come ragionevolmente richiesto dai nostri clienti. VMware farà tutto il possibile per aiutare i clienti a mitigare, ove possibile, gli effetti negativi di qualsiasi violazione dei dati personali.

Sub-processori

VMware Cloud on AWS utilizza principalmente Amazon Web Services (AWS) come hosting provider e per i servizi di piattaforma. Tuttavia, VMware potrebbe assumere altre società per fornire determinati servizi per suo conto. VMware ha accordi e meccanismi di trasferimento dei dati in atto con ciascun sub-processore che obbligano il sub-processore a proteggere i dati personali in un modo conforme agli standard stabiliti nel contratto di protezione dei dati.

L’elenco dei sub-processori utilizzati da VMware Cloud on AWS può essere trovato qui.

VMware fornisce inoltre al cliente un meccanismo semplice per monitorare le modifiche al nostro elenco di Sub-processori. Se desideri ricevere notifiche, visita questa pagina.

Trasferimenti internazionali di dati

Il GDPR prevede diversi meccanismi per facilitare il trasferimento di dati personali al di fuori dell’Unione europea. Tali meccanismi mirano a confermare un livello adeguato di protezione o a garantire l’attuazione di adeguate garanzie quando i dati personali sono trasferiti in un paese terzo al di fuori dell’Area economica europea. VMware ha stipulato una clausula di accordo di modello intracompany tra il gruppo di aziende e offre ai clienti la protezione dei dati trasferiti tramite accordi contenenti le clausole contrattuali standard stabilite dalla Commissione europea.

Certificazioni di settore

I clienti di VMware Cloud on AWS si aspettano trasparenza e verifica indipendente dei controlli di sicurezza, privacy e conformità.

VMware Cloud on AWS ha completato il Cloud Security Alliance CAIQ per fornire trasparenza ai controlli e ai processi in atto per proteggere i clienti. È possibile consultare il documento qui.

Il servizio VMware Cloud on AWS è anche soggetto a verifiche regolari, indipendenti da parte di terzi per garantire ai nostri clienti che VMware abbia implementato controlli leader del settore. VMware Cloud on AWS è stato sottoposto a verifica per la maggior parte delle principali certificazioni del settore ISO 27001, ISO 27017, ISO 27018, SOC 1 (SSAE18 / ISAE 3402), SOC 2, SOC 3 e HIPAA.

 

Shuttleworth non ha dubbi, Canonical Ubuntu OpenStack è una soluzione migliore di quelle offerte da Red Hat e VMware

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È un Mark Shuttleworth parecchio aggressivo quello che si è presentato all’OpenStack Summit 2018 di Vancouver in questi giorni. Durante il keynote che lo ha visto protagonista, il CEO di Canonical ha aperto così:

Mission is to remove all the friction from deploying OpenStack. We can deliver OpenStack deployments with two people in less two weeks anywhere in the world.

L’obbiettivo è eliminare tutte le difficoltà nell’adozione di OpenStack. Possiamo realizzare deployment di OpenStack con due persone in meno di due settimane in qualsiasi posto del mondo.

Per calare subito dopo l’attacco ai suoi principali competitor:

Amazon increased efficiency, so now everyone is driving down cost of infrastructure. Everyone engages with Ubuntu, not Red Hat or VMware. Google, IBM, Microsoft are investing and innovating to drive down the cost of infrastructure. Every single one of those companies works with Canonical to deliver public services.

Amazon ha incrementato l’efficienza, quindi ora tutti vogliono abbassare i costi delle infrastrutture. Tutti lo fanno con Ubuntu, non Red Hat o VMware. Google, IBM e Microsoft stanno investendo ed innovando per abbassare i costi di infrastruttura e ciascuna di queste società lavora con Canonical per offrire servizi pubblici.

Tutt’altro che leggero quindi il tocco, con una chiara e forte ammissione di superiorità che ha suscitato non poche critiche nel corso della presentazione stessa, come evidenzia questo Tweet di Rhett Dillingham:

Il suo attacco è poi proseguito, affermando come ogni volta che c’è una competizione con Red Hat presso un cliente Canonical vince quattro volte su cinque, e via di questo passo, non limitando la discussione ad OpenStack, ma espandendo i confronti anche a OpenShift, le tecnologie container, storage ed ansible. Il sunto è sempre quello: Canonical è meglio.

Che abbia ragione lui? Solo il tempo lo potrà dire, certo è che da quando i preparativi per la vendita di Canonical si sono fatti concreti, i coltelli in casa Shuttleworth sono affilatissimi.