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VMworld 2017 Europe – VMware vSAN

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Il VMworld 2017 Europe è stato un grande successo il per il team vSAN a Barcellona. Abbiamo deciso di riassumere alcuni dei punti salienti dell’evento.

Una delle cose da sapere sul VMworld Europe è che ci sono stati così tanti spunti e tante situazioni in cui essere coinvolti, sia che si tratti di un CTO, che di un manager di infrastruttura o di un amministratore di sistemi. È incredibile come un evento possa ispirare tante diverse prospettive, e l’edizione del 2017 non è stata da meno.

Per prima cosa i numeri: 11.000 partecipanti, un nuovo record. Per lo stesso vSAN, come ha sottolineato Pat Gelsinger nel suo discorso di apertura, abbiamo più di 10.000 clienti, con un incremento di 100 a settimana. Abbiamo poi 12 partner vSAN Ready Node e due OEM che supportano vSAN in aggiunta a Dell VxRail, offrendo più opzioni di hardware di prima.

I numeri possono essere un po’ astratti. In ogni caso, per qualcosa di tangibile, date un’occhiata al feedback ricevuto negli eventi con i nostri clienti, dove abbiamo avuto Sky UK, Grenoble Alpes University e Thekking, un service provider islandese, che parlano tutti di come usano vSAN. Da Sky che utilizza l’HCI per ospitare file multimediali e applicazioni, passando per Grenoble che distribuisce i cluster allungati, a Thekking che accelera la propria capacità di risposta ai clienti, i partecipanti hanno avuto la possibilità concreta di capire come vSAN possa essere implementato.

Ci sono anche gli Hands-On-Labs, sempre di notevole importanza al VMworld Europe, insieme a vSAN, la seconda soluzione più importante quest’anno dopo NSX. Migliaia di persone hanno partecipato alle sessioni per vSAN e VxRail per approfondire diversi argomenti, fra cui come vSAN e HCI supportino le più moderne tecnologie IT emergenti distribuite: cloud ibrido e pubblico, i container, DevOps orchestration e big data.

È stato bello incontrare e raggiungere così tanti utenti e clienti appassionati, ascoltando come vSAN stia avendo un impatto significativo in un momento di costante cambiamento. I team IT stanno cercando soluzioni affidabili e convenienti, semplici da implementare e gestire. Ecco perché più di 100 clienti a settimana passano a vSAN.

Se non fossi riuscito a venire o non hai ottenuto tutte le informazioni che volevi, potrai seguire il webcast sull’Hyper-Converged Infrastructure qui:

Il mercato del cloud è destinato all’anarchia?

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A cura di Alberto Bullani, Regional Manager VMware Italia

Il cloud ibrido è ormai entrato a far parte della strategia di molte aziende. Flessibilità, libertà di scelta: i vantaggi sono numerosi, ma il livello di complessità può rivelarsi incompatibile con l’agilità richiesta. Si tratta di una questione importante, che riguarda tutte le aziende e che è stato uno dei temi principali del VMworld Europe, che si è svolto la scorsa settimana a Barcellona.

Applicazioni native per il cloud: una forza trainante per l’economia aziendale. Innovazione: è questo il concetto che spinge le aziende a continuare a crescere in un mondo in cui il digitale ha aperto la strada a una concorrenza vivace e dinamica. Le aziende, che prestano grande attenzione a nuovi servizi e nuovi utilizzi, stanno diventando vere e proprie fabbriche di applicazioni. Si stima che, entro il 2020, il numero delle applicazioni esistenti raggiungerà il miliardo. Le applicazioni moderne si sono dovute adattare tenendo in considerazione cloud e mobility e vengono definite “La definizione dei criteri per la distribuzione di tali applicazioni tra cloud pubblici e un cloud privato spetta alle aziende, che sono sempre più orientate verso una combinazione dei due tipi di cloud, il cloud ibrido.

Il cloud ibrido non è sinonimo di anarchia. Lo scopo non è mettere a confronto il cloud privato con quello pubblico, poiché ognuno di essi è destinato a una posizione e a un uso specifici ed entrambi si completano per fornire l’agilità che le aziende desiderano, senza influire negativamente sui rispettivi requisiti. Secondo Gartner, entro il 2020 il 90% delle organizzazioni ricorrerà a infrastrutture ibride. Due terzi dei clienti VMware stanno già utilizzando i due cloud contemporaneamente e, in breve, il cloud ibrido diventerà sempre più multi-cloud. Dobbiamo quindi collaborare per ottenere una governance coordinata dei cloud, in modo da evitare l’anarchia. In un ambiente multi-cloud, una gestione coerente di costi, rischi, resilienza e sicurezza può rapidamente trasformarsi in un incubo. Una catena alberghiera internazionale che esegue l’hosting della propria applicazione per le prenotazioni a livello globale su vari cloud non sarà soddisfatta della diversità nei livelli di qualità del servizio a seconda del Paese.

Per assicurare la coerenza operativa, l’intero ecosistema deve collaborare. La ricchezza del cloud ibrido deve essere accompagnata da un livello di automazione che sia in grado di garantire un servizio coerente, in base alle varie esigenze delle applicazioni, su tutti i cloud che lo costituiscono. Il cloud pubblico rappresenterà sempre più un’estensione del cloud privato e dovrà essere trasparente per gli utenti. Questo potrà accadere solo se tutte le parti interessate che contribuiscono a formare l’ecosistema cloud saranno disposte a collaborare. Ad esempio, per garantire la continuità della sicurezza o la mobility delle applicazioni nell’ambito di un cloud ibrido è necessario che produttori di software, OEM (Original Equipment Manufacturer) e provider di servizi cloud stabiliscano partnership tecnologiche. I provider di servizi cloud sono consapevoli che il cloud ibrido è ormai una realtà e hanno quindi adeguato le proprie strategie collaborando a stretto contatto con publisher e produttori di computer, come dimostrato da AWS, Azure e IBM, ad esempio. Esiste ancora l’esigenza di garantire una maggiore trasparenza nel provisioning dei servizi e di continuare ad assicurare ai clienti la libertà di scelta su tempistiche e controllo per riequilibrare la scelta tra applicazioni su cloud pubblico e su cloud privato.

Il cloud è strategico. Il cloud racchiude molti aspetti essenziali per il futuro delle aziende. Ciononostante, occorre tenere presenti due elementi fondamentali:

  • Spetta a ognuna delle aziende definire la propria policy di idoneità per il cloud privato o pubblico, a seconda di criteri finanziari, tecnici e strategici specifici. La roadmap deve tenere in considerazione il patrimonio di applicazioni esistente e determinare quali non sono in grado di integrarsi nel cloud a causa di vincoli tecnici eccessivi.
  • Il passaggio al cloud non riguarda solo la tecnologia. È inoltre necessario trasformare il modo in cui i processi IT forniscono i servizi per le attività. L’ibridizzazione modifica l’ambito delle responsabilità senza necessariamente implicare una perdita di controllo sull’IT.

Il cloud è infatti in continua evoluzione e questi sviluppi sono essenziali per supportare l’innovazione e la digital transformation delle aziende. In questo senso, il VMworld Europe di Barcellona ha rappresentato anche quest’anno un’ottima opportunità per tenersi aggiornati sulle ultime novità e incontrare i nostri esperti.

VMworld: la storia dell’innovazione passa (anche) da qui – Parte II

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Iniziato nel 2004 come evento che raccoglieva un ristretto numero di appassionati, oggi
il VMworld è uno degli appuntamenti principali del mondo IT. E, nel corso degli anni, il VMworld ha rappresentato un’anticipazione sul futuro e sui trend del mercato dell’Information Technology.


VMworld 2010
San Francisco, California, e Copenhagen, Danimarca

 

Davanti a 17.000 persone, VMware presenta una nuova strategia e nuovi prodotti per aiutare le aziende e le istituzioni a superare il concetto di “IT come centro di costo”, verso un modello di “IT as a Service”, che crei un nuovo approccio a ogni livello di una moderna infrastruttura IT: infrastruttura, applicazioni e accesso per gli utenti.

Molte anche le novità tecnologiche per un’edizione che si rivela ricca di innovazione: VMware vCloud™ Director, la famiglia VMware vShield™ e i VMware vCloud Datacenter Services, che danno il via all’introduzione di un modello di cloud ibrido in grado di mettere in perfetto collegamento cloud pubblici e privati.

“Due anni fa VMware ha elaborato una nuova vision per modernizzare il data center e trasformare l’IT. Questa settimana stiamo facendo significativi passi avanti per far diventare realtà questo nuovo mondo dell’IT as a Service e del Cloud Computing ibrido” dichiara Paul Maritz, Presidente e CEO di VMware, durante il keynote di San Francisco.

 

VMworld 2011
Las Vegas, Nevada, e Copenhagen, Danimarca

 

“Own It. Your Cloud.” Questo lo slogan dell’evento che a Las Vegas vede 19.000 partecipanti.

E proprio sul cloud si concentrano i grandi annunci di prodotto di questa edizione: viene presentato vCloud, che rende più semplice per le aziende trovare, connettersi e gestire i servizi cloud del più vasto network di service provider al mondo. Fra le novità anche vCloud Connector 1.5, creato per vedere, trasferire e gestire carichi di lavoro fra cluster vSphere, cloud pubblici e privati.

Quell’anno il palco del VMworld Europe vede la presenza di un’eccellenza italiana, Ducati, che dichiara di aver virtualizzato il 75% dei propri sistemi da giugno 2007, abbattendo del 30% i propri costi hardware. Sulla nuova infrastruttura virtuale, Ducati è riuscita a implementare rapidamente nuove applicazioni d’importanza vitale in un settore dove realmente la velocità fa la differenza, ed è riuscita a lanciare sul mercato nuovi prodotti in tempi inferiori rispetto al passato.

 

VMworld 2012
San Francisco, California, e Barcellona, Spagna

Sotto il cappello “Right Here, Right Now”, l’evento vede più di 200 sessioni e Lab, più di 125 sponsor e espositori e ben 21.000 partecipanti negli Stati Uniti e 7.000 in Europa.

È l’anno dell’avvicendamento fra Paul Maritz e Pat Gelsinger alla guida della società ed è anche la prima volta che si parla di data center software-defined con l’annuncio della nuova VMware vCloud® Suite 5.1: i vantaggi della virtualizzazione vengono estesi a tutti gli ambiti del data center – compute, storage, networking e ai relativi servizi associati alla disponibilità e alla sicurezza.

È una piccola rivoluzione: l’architettura del data center definito dal software astrae tutte le risorse hardware per concentrarle in un pool aggregato utilizzando l’automazione per renderlo disponibile in maniera sicura ed efficiente.

 

VMworld 2013
San Francisco, California e Barcellona, Spagna


Sono passati dieci anni dal primo VMworld, i partecipanti dell’edizione US sono diventati oltre 22.000 e più di 9.000 in Europa, le novità tecnologiche annunciate sempre più innovative.

A un anno dall’introduzione dell’architettura software-defined data center, l’offerta pionieristica di VMware che ha guadagnato ampi consensi sia tra le grandi aziende che tra le start-up, vengono presentati nuovi prodotti e servizi progettati per aiutare l’IT ad accelerare l’adozione di una architettura software-defined in aree come il networking e la sicurezza, lo storage e l’availability, la gestione e l’automazione: si tratta di VMware NSX, VMware Virtual SAN, VMware vCloud Suite 5.5 e VMware vSphere® with Operations Management 5.5.

“Con gli annunci di oggi, VMware sta facendo un ulteriore passo avanti nell’aiutare le aziende a diventare più agili, reattive e profittevoli, commenta Raghu Raghuram, Executive Vice President, Cloud Infrastructure and Management di VMware nel corso del keynote. “I nuovi prodotti come VMware NSX e VMware Virtual SAN ridefiniranno l’hypervisor e il suo ruolo nel data center”. E aveva ragione…

 

 

VMworld 2014
San Francisco, California e Barcellona, Spagna
 



Il tema dell’edizione del 2014 è “No Limits”, che per VMware significa eseguire qualsiasi applicazione, su qualsiasi dispositivo, ovunque, utilizzando i prodotti VMware per far sì che tutto accada, naturalmente.

Anche quest’anno il focus è sul software-defined data center, con importanti novità che danno ai clienti ulteriori possibilità supportando framework open e ambienti di cloud ibrido con o senza tecnologia VMware. Fra le novità, VMware Integrated OpenStack, una nuova soluzione che consente alle organizzazioni IT di offrire API OpenStack in modo efficace tenendo conto delle esigenze degli sviluppatori e di fornire strumenti on top all’infrastruttura VMware.

Pat Gelsinger commenta: “Grazie alle tecnologie software-defined le aziende possono ora agire a una velocità senza precedenti. Questa capacità di avere un impatto reale è la chiave del successo del software-defined data center. VMware continua a innovare rendendolo più aperto, sicuro e agile.”

 

 

VMworld 2015
San Francisco, California e Barcellona, Spagna


Focus sull’hybrid cloud quest’anno, con l’annuncio di nuovi servizi per il cloud pubblico e nuove soluzioni per il software-defined data center che mirano ad aiutare i clienti a creare applicazioni più velocemente, migliorare la sicurezza IT e risolvere rapidamente i problemi, fornendo valore al business.

Raghu Raghuram, Executive Vice President e General Manager Software-Defined Data Center Division, commenta nel corso del keynote: “La digital transformation sta creando nuove opportunità e nuovi rischi in tutti i settori e le applicazioni sono il carburante di questa trasformazione. Con la strategia One Cloud, Any Application, Any Device e con la piattaforma unificata per il cloud ibrido, VMware offre alle organizzazioni leader del mercato la possibilità di distribuire queste app con la stabilità, la sicurezza e l’affidabilità di un’azienda enterprise e di innovare con l’agilità di una startup”.

La parola chiave di questa edizione è anche “containers”: VMware presenta infatti due anteprime tecnologiche: VMware vSphere Integrated Containers e VMware Photon Platform, che consentono ai team delle IT operation di fornire container in produzione on-premise e su cloud pubblico di VMware, VMware vCloud Air.

 

VMworld 2016
Las Vegas, Nevada, e Barcellona, Spagna 

 

Arriviamo cosi alla più recente edizione del VMworld, che registra numeri incredibili:

  • 000 partecipanti negli Stati Uniti
  • Più di 10.000 partecipanti in Europa
  • Oltre 2.000 membri del VMUG
  • Oltre 2.900 partner
  • Quasi 100 giornalisti
  • 96 Paesi presenti

Gli annunci sono molto significativi perché segnano una svolta nelle relazioni di VMware con i propri partner. Sul palco Pat Gelsinger dichiara che, entro il 2030, il 52% di tutte le infrastrutture IT sarà ospitato su cloud pubblici. Il CEO affronta anche la crescita esponenziale dei dispositivi connessi, stimando che entro i primi tre mesi del 2019 ci saranno più dispositivi connessi che persone connesse.

Sono due gli annunci che segnano questa edizione: l’accordo con Amazon Web Services e quello con IBM: VMware Cloud on AWS è il frutto di un’alleanza strategica per costruire e fornire un’offerta ibrida perfettamente integrata che offra ai clienti l’esperienza del software-defined data center (SDDC) del leader nel private cloud, sul cloud pubblico più popolare, affidabile e robusto del mondo. VMware Cloud on AWS permette ai clienti di far girare le applicazioni in ambienti cloud privati, pubblici e ibridi basati su VMware vSphere.

VMware e IBM annunciano invece la disponibilità di servizi cloud che consentono alle organizzazioni di spostare rapidamente e facilmente carichi di lavoro nel cloud. Con più di 500 clienti condivisi, tra cui Marriott International, la partnership tra IBM e VMware aiuta molte aziende a estendere workload esistenti nel cloud in poche ore. Inoltre, IBM annuncia la formazione di circa 4.000 professionisti, fornendo loro le competenze necessarie per offrire ai clienti soluzioni VMware.

VMware presenta anche l’ampliamento della propria strategia per il cloud ibrido con la nuova VMware Cross-Cloud Architecture che permette ai clienti di eseguire, gestire, connettere e proteggere le applicazioni su cloud e sui dispositivi in un ambiente operativo comune.

 

 

E quest’anno…

 

 

Il countdown per il VMworld 2017, che si terrà dal 27 al 31 agosto a Las Vegas e dall’11 al 14 settembre a Barcellona, è iniziato.

Molte le novità attese: ci sarà una grossa enfasi sulla Cross-Cloud Architecture, l’architettura di cloud ibrido più completa del mondo, in grado di supportare concretamente le aziende nel promuovere la trasformazione digitale, ma lasciando loro la libertà di dedicarsi all’innovazione sui cloud. Non mancheranno attenzione alla mobility e a vSAN, elemento fondamentale del software-defined data center.

 

Di sicuro, anche quest’anno il VMworld rappresenterà un’occasione per capire meglio dove sta andando il mercato IT e per comprendere ancora una volta come VMware sia a pieno titolo fra le aziende che definiscono le tendenze e l’innovazione tecnologica.

 

 

VMworld: la storia dell’innovazione passa (anche) da qui – Parte I

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Iniziato nel 2004 come evento che raccoglieva un ristretto numero di appassionati, oggi
il VMworld è uno degli eventi principali del mondo IT. E, nel corso degli anni, il VMworld ha rappresentato un’anticipazione sul futuro e sui trend del mercato dell’Information Technology.

A pochi mesi dal principale evento di VMware, che si terrà dal 27 al 31 agosto a Las Vegas e dall’11 al 14 settembre a Barcellona, ripercorriamo la storia di quello che è diventato un appuntamento fondamentale per tutto il mondo dell’Information Technology e un evento in cui, possiamo dirlo senza timore di smentita, è stata fatta la storia della virtualizzazione prima e del cloud computing poi.

La prima edizione del VMworld è quella di San Diego, California, nel 2004, in cui erano presenti 1.500 partecipanti. Una cifra che fa sorridere se si pensa che lo scorso anno sono state 23.000 negli Stati Uniti e oltre 10.000 a Barcellona. Una crescita che riflette l’evoluzione della strategia e dell’offerta di VMware: nel 2004 iniziavamo a parlare di virtualizzazione dei server, e il messaggio faticava ancora a  passare. Ora parliamo di cloud computing, di data center interamente definito dal software in tutte le sue componenti, anche reti e storage, e arriviamo fino a concetti che un tempo sembravano molto lontani dalla strategia VMware, come la sicurezza, la mobility, l’IoT.

Ma passare da quelle 1.500 persone così appassionate di virtualizzazione ai numeri raggiunti in questi ultimi anni è stato un percorso lungo, fatto di grandi novità, che ripercorriamo in questo articolo evidenziando cosa ha reso interessanti e memorabili gli eventi.

VMworld 2004
San Diego, California


Il claim del primo VMworld è “Join the Virtual Evolution”. Tra i relatori della Keynote Session figurano Diane Greene, presidente e co-fondatore dell’azienda, insieme al marito, Mendel Rosenblum, capo scienziato e co-fondatore di VMware. La grande notizia è che la società era stata acquisita da EMC. Quell’anno VMware viene definita come “un innovativo fornitore di piccole dimensioni in gran parte sconosciuto al di fuori di una cerchia entusiasta di clienti e professionisti del data center”. Alcune tecnologie di base del tempo, come Virtual Center, vMotion e Virtual SMP, erano disponibili da circa un anno.

VMworld 2005
Las Vegas, Nevada

All’evento sono presenti 51 sponsor. Il tema dell’evento è “Virtualize now” e Diane Greene annuncia VMware ESX Server 3, lo storico hypervisor dell’azienda, e VMware VirtualCenter 2, il software di gestione dei server per l’infrastruttura virtuale, due importanti release di prodotto. Viene annunciato inoltre VMware Player, un prodotto gratuito che permetteva di gestire e condividere il software in una macchina virtuale su un PC Windows o Linux”. Partecipano all’evento 3500 persone.

VMworld 2006
Los Angeles, California

In un solo anno i partecipanti raddoppiano e raggiungo la ragguardevole cifra di 7000 presenze. Non si tratta solo di un numero, ma della dimostrazione che VMware sta facendo qualcosa di significativo per il mercato IT, sta sviluppando soluzioni rivoluzionarie, che segneranno l’evoluzione della tecnologia in azienda. La virtualizzazione sta prendendo piede, sempre più clienti la scelgono per ottimizzare i carichi di lavoro e rendere più efficienti i propri server. Nel keynote Diane Greene insiste molto su un concetto del Software as a Service (SaaS).

Uno dei grandi annunci nello show è il Virtual Appliance Marketplace e il Programma di Certificazione, un programma di storefront e certificazione per virtual appliance. Viene inoltre presentato VMware Lab Manager, frutto della recente acquisizione di Akimbi Systems.

 

VMworld 2007
San Francisco, California

Dai 7000 partecipanti del 2006 si passa a 10.800 persone. Il tema del 2007 è “Embracing your virtual world”: la virtualizzazione sta diventando realtà, come sottolinea Diane Greene nel keynote di apertura:  “A year ago, we were talking about virtualization becoming mainstream. Now, we are talking about a virtualization industry. It’s an incredible time to be part of it. Virtualization is driving a complete infrastructure refresh. The data center is getting modernized and getting optimized as well as all the infrastructure products; the virtualization layer is offering a better way to handle disaster recovery, security, provisioning and more and we’re helping companies use less power.”

Fra le novità presentate, l’introduzione di ESX Server 3i (ESXi), un prodotto chiave per VMware e che consente all’azienda di consolidare ulteriormente la propria posizione di leadership nei confronti dei concorrenti, di Virtual Desktop Manager per la virtual desktop infrastructure (VDI) e di Site Recovery Manager.

Una curiosità: all’ingresso del Solutions Exchange è esposto un gigantesco murales a gesso dell’artista newyorkese Brian Rea di 18 x 5 metri.

VMworld 2008
Las Vegas, Nevada, e Cannes, Francia

Il Nuovo CEO dell’azienda è Paul Maritz, che nel keynote annuncia i temi su cui si sarebbe focalizzato negli anni a seguire: il cloud computing, la VDI e la virtualizzazione del data center. Vengono annunciati Virtual Data Center O, vCloud e vClient. Partecipano 14.000 persone.

È anche l’anno in cui il VMworld sbarca in Europa, a Cannes, dove sono 5000 le persone che partecipano all’evento. E già nel 2008 l’Italia contribuisce con ottimi numeri: sono circa 50 i clienti arrivati dal nostro Paese quell’anno.

Una survey condotta sui partecipanti testimonia l’elevata soddisfazione per l’evento: il 97% dichiara di volerlo raccomandare ad altri, l’85% conferma l’interesse a partecipare all’edizione del 2009 e il 63% lo giudica migliore rispetto a qualunque altra conferenza del 2008.

VMworld 2009
San Francisco, California e Cannes, Francia

 

“Hello freedom”: è questo lo slogan del VMworld del 2009, che ha l’obiettivo di mettere in evidenza la capacità della virtualizzazione di mettere in grado i professionisti IT di liberarsi delle limitazioni tecniche del computing tradizionale, supportando quelle figure che sanno sfruttare la virtualizzazione per trasformare le possibilità in realtà. Migliaia di clienti VMware in tutto il mondo stanno trasformando le loro organizzazioni dicendo addio all’inflessibile e inefficiente approccio tradizionale alla gestione delle risorse e dando il benvenuto a un futuro di infinite possibilità alimentate dalla virtualizzazione.

Nel suo keynote, Paul Maritz spiega l’importanza di ridurre le complessità di gestione dei data center e evidenzia gli investimenti continui di VMware nel cloud computing.

Molte le novità tecnologiche presentate anche in questa edizione: VMware vCenter , che promuove una nuova era della gestione IT per guidare l’agilità aziendale; VMware Go, un nuovo servizio che renderà la virtualizzazione ancora più facile per gli utenti; VMware vCloud Express, per  un’infrastruttura on-demand, pay-as-you-go come servizio.