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Stai cercando un motivo in più per modernizzare il tuo data center? Possiamo aiutarti

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Per un numero sempre maggiore di aziende, l’aggiornamento dei server offre l’occasione non solo di migliorare le risorse di elaborazione, ma anche di modernizzare lo storage implementando un’infrastruttura iperconvergente sicura e collaudata.

Insieme, VMware e Intel consentono alle aziende di realizzare davvero la digital transformation, per fornire l’infrastruttura IT e i servizi applicativi con la velocità e l’agilità necessarie all’innovazione aziendale, ottimizzando al contempo il TCO e l’utilizzo delle risorse.

Sono oltre 10.000 le aziende che hanno scelto un’infrastruttura iperconvergente basata su VMware vSAN per i propri data center.

Guarda questo video per scoprire come Discovery, Herbalife e molte altre aziende stanno gettando le basi per realizzare un Software-Defined Data Center basato su vSAN.

Visita il nostro canale YouTube dedicato allo storage per ascoltare le testimonianze di aziende come WhirpoolT-Mobile Czech RepublicCenturyLink e InfoCamere. Puoi anche leggere tutti i case studies vSAN qui.

Sei pronto a modernizzare la tua infrastruttura legacy? Scopri di più visitando il nostro sito web dedicato alla modernizzazione.

VMworld 2017 Europe – VMware vSAN

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Il VMworld 2017 Europe è stato un grande successo il per il team vSAN a Barcellona. Abbiamo deciso di riassumere alcuni dei punti salienti dell’evento.

Una delle cose da sapere sul VMworld Europe è che ci sono stati così tanti spunti e tante situazioni in cui essere coinvolti, sia che si tratti di un CTO, che di un manager di infrastruttura o di un amministratore di sistemi. È incredibile come un evento possa ispirare tante diverse prospettive, e l’edizione del 2017 non è stata da meno.

Per prima cosa i numeri: 11.000 partecipanti, un nuovo record. Per lo stesso vSAN, come ha sottolineato Pat Gelsinger nel suo discorso di apertura, abbiamo più di 10.000 clienti, con un incremento di 100 a settimana. Abbiamo poi 12 partner vSAN Ready Node e due OEM che supportano vSAN in aggiunta a Dell VxRail, offrendo più opzioni di hardware di prima.

I numeri possono essere un po’ astratti. In ogni caso, per qualcosa di tangibile, date un’occhiata al feedback ricevuto negli eventi con i nostri clienti, dove abbiamo avuto Sky UK, Grenoble Alpes University e Thekking, un service provider islandese, che parlano tutti di come usano vSAN. Da Sky che utilizza l’HCI per ospitare file multimediali e applicazioni, passando per Grenoble che distribuisce i cluster allungati, a Thekking che accelera la propria capacità di risposta ai clienti, i partecipanti hanno avuto la possibilità concreta di capire come vSAN possa essere implementato.

Ci sono anche gli Hands-On-Labs, sempre di notevole importanza al VMworld Europe, insieme a vSAN, la seconda soluzione più importante quest’anno dopo NSX. Migliaia di persone hanno partecipato alle sessioni per vSAN e VxRail per approfondire diversi argomenti, fra cui come vSAN e HCI supportino le più moderne tecnologie IT emergenti distribuite: cloud ibrido e pubblico, i container, DevOps orchestration e big data.

È stato bello incontrare e raggiungere così tanti utenti e clienti appassionati, ascoltando come vSAN stia avendo un impatto significativo in un momento di costante cambiamento. I team IT stanno cercando soluzioni affidabili e convenienti, semplici da implementare e gestire. Ecco perché più di 100 clienti a settimana passano a vSAN.

Se non fossi riuscito a venire o non hai ottenuto tutte le informazioni che volevi, potrai seguire il webcast sull’Hyper-Converged Infrastructure qui:

vSphere 6.5 Update 1 rilasciata

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vSphere 6.5 Update 1 rilasciata

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VMware ha rilasciato vSphere 6.5 Update 1 rafforzando la stabilità del prodotto e permettendo ai clienti con vSphere 6.0 Update 3 di poter effettuare l’aggiornamento a vSphere 6.5.

Tutte le patch rilasciate da quando è uscito vSphere 6.5 sono state incluse nell’Update 1.

 

Novità

Aggiornamento da vCenter 6.0 U3

L’aggiornamento e la migrazione a vSphere 6.5 è ora supportata anche per vSphere 6.0 Update 3. Se nel proprio ambiente è utilizzato vSphere 5.5, è necessario che sia almeno installata la versione vSphere 5.5 Update 3b per poter effettuare l’aggiornamento a vSphere 6.5 Update 1.

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Supporto per switch di 3° parti rimosso

Installazioni che utilizzano virtual switch di terze parti come IBM DVS 5000v, HPE 5900v e Cisco Nexus 1000v devono necessariamente migrate da questi switch prima di effettuare l’aggiornamento verso release future. Informazioni aggiuntive possono essere trovate nel VMware knowledge base.

 

Supporto Hardware

VMware ha esteso il supporto hardware per vSphere 6.5 Update 1 aggiungendo il pieno supporto per ESXi su hardware MacPro 6,1 per virtualizzare il mac OS in una maniera ufficialmente supportata.

 

vCenter Server

Configurazione massimi

L’Update 1 porta alcune migliorie nel vCenter Server incrementando il numero di vSphere Domains (SSO) supportati.

  • Massimi vCenter Servers per vSphere Domain: 15 (in precedenza 10)
  • Massimi host ESXi per vSphere Domain: 5000 (in precedenza 4000)
  • Massime VM Powered On per vSphere Domain: 50.000 (in precedenza 30.000)
  • Massime VM Registrate per vSphere Domain: 70.000 (in precedenza 50.000)

 

vCenter Server Foundation ora supporta 4 host

In vSphere 6.5 Update 1 VMware ha incrementato il numero di host che vCenter Server Foundation può supportare portandolo da 3 host a 4.

 

Esteso il supporto generico

VMware ha esteso il supporto generico per vSphere 6.5 per 5 anni interi. Il supporto per vSphere 6.5 cesserà il 15 Novembre 2021.

 

vSphere Client

Il client HTML5-based (accessibile via https://<vcenter>/ui) è più veloce, leggero e non richiede nessun plugin aggiuntivo per essere eseguito.

Con l’Update 1 il client ha incrementato la funzionalità nelle aree relative alla gestione dei Virtual Distributed Switch (VDS), datastore e alla configurazione degli host completando circa il 90% della funzioni presenti.

 

vSAN

Integrazione con VUM

vSphere Update Manager (VUM) è stato integrato in vSAN fornendo un processo di aggiornamento automatico per assicurare che un cluster vSAN sia aggiornato con le ultime release per mantenere l’hardware in uno stato supportato utilizzando le informazioni della VMware Compatibility Guide, del vSAN Release Catalog e dall’acquisizione della configurazione hardware sottostante.

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Licenziamento Edizioni

Le modalità di licenzialmento delle edizioni VDI e ROBO sono state arricchite con l’edizione Enterprise che permette l’utilizzo della criptazione e degli stretched cluster.

 

Per informazioni aggiuntive, consultare le Release Notes di vSphere 6.5 Update 1.

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L’anno dell’infrastruttura iperconvergente

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Motivi per cui i clienti ricorrono in massa all’infrastruttura iperconvergente:

L’avvento dell’infrastruttura iperconvergente (HCI) ha trasformato drasticamente i modelli di distribuzione rispetto alle operation IT in sili dell’ultimo decennio, rivoluzionando il modo in cui le aziende gestiscono storage, server e rete. Il trend di convergenza non mostra alcun segnale di rallentamento: secondo IDC, nel primo trimestre del 2017 l’aumento delle vendite di sistemi iperconvergenti si è attestato al 64,7% su base annua.

Possiamo quindi definire il 2017 come l’anno dell’HCI? Ecco cosa pensano i nostri esperti VMware:

L’aspetto più interessante è che non esiste un unico motivo specifico per cui le aziende si stanno indirizzando verso l’HCI. Si tratta di una soluzione che risolve numerose problematiche e che spesso garantisce vantaggi inaspettati per i clienti.

L’ufficio delle imposte della Catalogna, ad esempio, doveva affrontare molte sfide contemporaneamente. Javier Fernandez, Head of ITC, doveva gestire la migrazione dei servizi aziendali verso un data center aziendale e l’upgrade dell’infrastruttura, che si presentava in gran parte obsoleta. L’azienda doveva inoltre migliorare i propri livelli di sicurezza a causa della sensibilità dei dati che lo stesso ufficio delle imposte si ritrovava a gestire.

“I costi legati agli investimenti e alla manutenzione sono diminuiti drasticamente grazie alla riduzione rilevante delle infrastrutture e dei sistemi di comunicazione fisici”, ha dichiarato.

Lee Dilworth, EMEA Practice Lead, Storage & Availability, vede nel desiderio dei clienti di svolgere le attività in modo differente uno dei motivi del crescente uso dell’infrastruttura iperconvergente. L’infrastruttura HCI permette ai clienti di adottare un modello Pay As You Go per la creazione dei data center, iniziando con i componenti necessari al momento ma con la possibilità di scalare in base alle esigenze future. Questa flessibilità rappresenta la differenza più eclatante rispetto ai sistemi legacy, dove tutto è basato sull’overprovisioning e su ingenti investimenti iniziali di capitale.

La semplicità nella gestione e nella distribuzione, unita alla maggiore visibilità e alla disponibilità di un punto di gestione centralizzato, rende le infrastrutture iperconvergenti particolarmente appetibili per le aziende che hanno bisogno di funzionalità di data center remoti.

Un buon esempio è rappresentato dall’ONO Academic College, il più grande college in Israele. Alla ricerca di un nuovo array di storage, ha deciso di adottare un’infrastruttura iperconvergente per ottenere maggiore flessibilità. Optando per una soluzione basata su dischi a stato solido, il college è stato in grado di conseguire prestazioni venti volte superiori, secondo il responsabile IT Oren Laufer, utilizzando vSAN per fornire un servizio di eccellenza anche ai propri siti remoti.

“Nella ricerca di un nuovo array di storage ci siamo imbattuti nel concetto di iperconvergenza, perfetto per le nostre esigenze di flessibilità”, ha affermato.

In questo modo, i tempi di backup si sono ridotti in modo significativo, ma non solo: ora è sufficiente una sola persona per gestire l’infrastruttura di storage virtuale, e il personale IT può dedicarsi allo sviluppo di nuove applicazioni anziché alle attività di routine.

In questa così come in molte altre aziende, VMware contribuisce a rendere più semplice la transizione a un’infrastruttura iperconvergente in grado di garantire un ROI in tempi rapidi. Oltre ad avere un impatto sull’IT e sulla tecnologia, l’infrastruttura iperconvergente permette al personale IT di concentrarsi su problemi aziendali più rilevanti, quali il supporto a DevOps, lo sviluppo di iniziative di digital transformation e il conseguimento degli obiettivi strategici.

Per maggiori informazioni sui vantaggi offerti al business dalle soluzioni HCI, è possibile scaricare le nostre guide:

link a «Infrastruttura iperconvergente: perché è il momento giusto»

link a «Perché le imprese adottano l’infrastruttura iperconvergente (HCI)»

Il Data Center nel 2017: 5 trend per l’infrastruttura iperconvergente

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Oggi ospitiamo un post a cura di Lee Caswell, VP, Products, Storage & Availability, di VMware, che getta un primo sguardo sui trend del data center per il 2017.

Nel corso del 2016 abbiamo visto come la Cross-Cloud Architecture abbia rimodellato la visione di VMware per l’infrastruttura iperconvergente (HCI) con l’introduzione di Virtual SAN 6.2 e vSphere 6.5, due prodotti che hanno portato l’HCI a un livello superiore. L’infrastruttura iperconvergente è una componente fondamentale del software-defined data center (SDDC) e, nel 2017, prevediamo che sarà al centro della scena, tanto più che lo spostamento dei dati dallo storage fisico al cloud ha un impatto sul nostro approccio alla gestione quotidiana del data center.

Qui di seguito, abbiamo delineato cinque aspetti che prevediamo riguarderanno l’infrastruttura iperconvergente nel nuovo anno.

# 1 – L’ascesa dell’IT generalista nel mondo dello storage

L’arrivo della infrastruttura iperconvergente e dei relativi strumenti software significa che lo storage può essere fornito e gestito da professionisti IT, piuttosto che da specialisti dello storage. Con l’HCI, i responsabili IT possono gestire l’intera infrastruttura con un unico set di strumenti. Si riduce anche il rischio di commettere errori perché si abbassano i prezzi degli entry-point e questo consente ai reparti IT di partire con poco e scalare nel tempo, aggiungendo più spazio di archiviazione e valutando nel tempo le esigenze che cambiano. Dato che questa tendenza continua, i professionisti IT sono sempre più in grado di concentrarsi su casi d’uso mirati e applicazioni in cui le prestazioni dello storage sono fondamentali. Ancora più importante, poiché l’infrastruttura iperconvergente consente di allocare il personale e le risorse in modo più efficiente, ci aspettiamo che la conversazione intorno all’IT nel 2017 si sposterà dalla manutenzione quotidiana delle infrastrutture a come l’IT può diventare un driver reale del business.

# 2 – L’Ethernet è in, il Fibre Channel è out

Gli analisti hanno da tempo previsto la lenta morte dello storage Fibre Channel. Nel 2017 ci aspettiamo che il suo uso si ridurrà ancora più velocemente, con la sempre crescente velocità dell’Ethernet standard, eliminando la necessità di connessioni proprietarie SAN anche tra i clienti che sono roccaforte tradizionale del Fibre Channel. L’acquisizione del vendor Fibre Channel Brocade da parte di Broadcom è solo l’ultimo indicatore che la specializzazione storage sta diventando una parte sempre più piccola del mercato. Con lo storage hyperconverged e scale-out che diventa la norma, server e dispositivi storage saranno sempre sulla stessa rete, mentre la tecnologia Fibre Channel sarà sempre di più legacy.

# 3 – Appliance storage costose e purpose-built cederanno il mercato a soluzioni basate su server

In passato, acquistare storage aziendale spesso significava spendere decine o addirittura centinaia di migliaia di euro per un dispositivo storage proprietario che era difficile da configurare e da gestire. L’HCI sta cambiando tutto questo. Gli operatori di data center realmente hyperscale – le AWS, Baidus, e Alibaba del mondo – ci hanno mostrato la via. Ognuno di loro ha costruito la propria infrastruttura storage utilizzando un modello scale-out basato su server x86. Ci aspettiamo che un numero crescente di organizzazioni capiscano il senso di questo modello e ne seguano l’esempio. Pensiamo anche che il 2017 sarà l’anno in cui un numero crescente di organizzazioni capiranno il livello di flessibilità, scalabilità e riduzione dei costi offerta dalla HCI.

# 4 – L’infrastruttura iperconvergente democratizza lo storage per aziende che cercano di rendere l’IT un vantaggio competitivo

I fornitori di hardware server hanno assistito negli ultimi tempi a crolli significativi delle vendite, soprattutto  nel 2016. Tuttavia, ci aspettiamo che il trend si invertirà nel nuovo anno. Infatti, l’arrivo dei chip Intel per server di prossima generazione Skylake tanto attesi per la metà del 2017 rischia di innescare un  aggiornamento dei data center di una portata enorme, a cui non assistiamo da lungo tempo. Molte organizzazioni in tutto il mondo potranno probabilmente vedere questa come un’opportunità per fare il salto nell’infrastruttura iperconvergente. Di conseguenza, anche le organizzazioni dei mercati emergenti che non hanno mai realmente investito nello storage tradizionale inizieranno a guardare alle proprie infrastrutture e alle applicazioni sotto una luce completamente nuova. E poiché l’HCI sfrutta le competenze IT esistenti di 500.000 clienti VMware che già conoscono i server, l’Ethernet e le applicazioni, crediamo che il 2017 vedrà l’inizio di una trasformazione radicale delle operations dei data center nelle organizzazioni di tutte le dimensioni.

# 5 – Lo Storage All-Flash diventa il nuovo standard 

Le economie della tecnologia flash media sono ormai tali che le prestazioni e la flessibilità dello storage a stato solido non possono essere ignorate, anche da parte di organizzazioni che più di altre sono attente ai costi. Il design scale-out dell’infrastruttura iperconvergente significa che standardizzare su flash riduce i costi di supporto dei clienti. E con il crollo dei prezzi si prevede che aumentino le vendite di memorie flash nel 2017, e i clienti con budget IT limitati dovranno giustificare la decisione di acquistare storage su disco rigido invece di soluzioni all-flash, piuttosto che il contrario.

 

 

Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

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Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

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Virtual SAN è la soluzione che VMware ha introdotto per soddisfare le esigenze delle filiali e degli uffici remoti con dei costi contenuti e convenienti.

Nonostante il limite delle 25 VM per site, la funzione più interessante introdotta con l’edizione VSAN ROBO è la possibilità di far funzionare Virtual SAN con solo 2 nodi con l’utilizzo di una Witness appliance (ESXi nested) che non richiede una licenza aggiuntiva. 

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Blog serie

Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1
Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

 

Configurare la rete VSAN

Selezionare l’host su cui abilitare VSAN e posizionarsi nella sezione Manage > Networking > VMKernel adapters. Cliccare sull’icona Add host networking per configurare l’adapter VMKernel.

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Selezionare l’opzione VMKernel Network Adapter e cliccare Next.

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Nel campo Select an existing standard switch, cliccare Browse e selezionare lo vSwitch da usare. Cliccare OK per confermare la selezione e cliccare su Next per proseguire.

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Inserire una Network label e specificare la VLAN ID utilizzata. Abilitare il servizio Virtual SAN traffic e quindi cliccare su Next.

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Impostare un’indirizzo IPv4 statico e una Subnet mask e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Ripetere la stessa procedura anche per l’altro host utilizzato per il setup del cluster VSAN.

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Configurare il cluster VSAN

Se il cluster è configurato con vSphere HA, è possibile utilizzare il Virtual SAN con il cluster vSphere HA solo se le seguenti condizioni vengono soddisfatte:

  • Tutti gli host ESXi del cluster devono essere installati con la versione 5.5 o successiva
  • Il cluster deve avere un minimo di tre host ESXi

Se sono presenti solo due host nella rete, prima di effettuare la configurazione di VSAN assicurarsi che vSphere HA sia disabilitato.

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Selezionare il cluster da configurare e posizionarsi nella sezione Manage > Settings > General. Cliccare sul bottone Configure.

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Impostare il campo Add disk to storage come Manual e scegliere l’opzione Configure two host Virtual SAN cluster. Cliccare Next per continuare.

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Se tutti gli host del cluster hanno l’adapter VMKernel configurato con il traffico VSAN abilitato, cliccare Next.

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Selezionare quali dischi devono essere utilizzati per la cache nel cluster VSAN e cliccare sull’icona Claim for cache tier.

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Selezionare quali dischi devono essere utilizzati come storage nel cluster VSAN e cliccare sull’icona Claim for capacity tier.

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Verificare i valori di Total cache and capacity disponibile nel cluster VSAN e cliccare Next per continuare.

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Selezionare il Witness host precedentemente configurato e cliccare Next.

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Selezionare i dischi dell’host Witness per la funzione di cache e storage e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per completare la configurazione.

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Quando la configurazione è stata completata, il Virtual SAN è impostato come ON.

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Verificare la configurazione dei Fault Domains dalla sezione Manage > Settings > Fault Domains & Stretched Cluster.

I Fault Domains permettono di mantenere una copia completa dei dati della virtual machine anche quando un rack fallisce poichè i componenti della virtual machine sono distribuiti nei Fault Domains. Nel caso di un problema nel singolo rack, la VM rimane accessibile.

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Nella sezione Monitor > Virtual SAN > Health è possibile verificare lo stato funzionale del VSAN.

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Il nuovo storage vsanDatastore compare ora nell’area storage.

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Quando la configurazione è stata completata, vSphere HA può essere nuovamente abilitato.

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L’installazione della soluzione VSAN è piuttosto semplice e molto conveniente in termini di costi. Non c’è più la necessità di acquistare costosi SAN e onerosi Contratti di Assistenza dai produttori di dispositivi storage.

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Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1

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Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1

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Virtual SAN for ROBO è una soluzione indicata per i piccoli Uffici Remoti e Filiali (ROBO) per poter beneficiare dei servizi forniti da un’implementazione tradizionale Virtual SAN senza il requisito minimo dei tre nodi.

Versione introdotta con VSAN 6.1, è stata notevolmente migliorata nella versione 6.2 in termini di QoS, prestazioni del servizio e delle metriche.

 

Blog serie

Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1
Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

 

Edizione Virtual SAN for ROBO

Questa edizione implementata sul concetto dei Fault Domains, è basata su tre nodi per le zone di failure:

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Utilizzando la Witness VA si elimina il requisito di un terzo nodo fisico permettendo una diminuzione dei costi di implementazione per l’ufficio remoto (ROBO).

 

Witness Virtual Appliance

La Witness VA è richiesta per fornire il cluster quorum service durante gli eventi di failure, per salvare gli oggetti witness e le informazioni metadata del cluster.

 

Limitazioni della Witness VA

  • Una Witness VA è richiesta per il cluster Virtual SAN ROBO.
  • L’appliance non contribuisce a fornire risorse di calcolo o risorse di storage al cluster e non è in grado di funzionare come host per le virtual machine.
  • La witness VA è supportata e disponibile solo per i Virtual SAN Stretched Clusters e l’edizione Virtual SAN ROBO.
  • L’edizione Virtual SAN ROBO è in grado di tollerare solamente una singola failure nel cluster (FTT=1) dovuto al supporto di solo tre fault domain.

 

Installazione della Witness VA

Accedere a VMware vSphere Web Client ed effettuare un click con il tasto destro sul cluster configurato. Selezionare l’opzione Deploy OVF Template ed avviare il wizard.

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Cliccare Browse e selezionare il file .ova della Witness appliance scaricata dal sito VMware e cliccare su Next.

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Cliccare Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Assegnare il Name all’appliance e selezionare la cartella desiderata. Cliccare Next per continuare.

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A seconda della dimensione della propria rete, selezionare la Configuration che meglio rispecchia il proprio ambiente.

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Selezionare il formato disco e la locazione dove salvare la VA e cliccare Next. Non è richiesto l’utilizzo di dispositivi flash per l’appliance.

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Gli IP statici dovrebbero essere utilizzati nella configurazione network della VA. Cliccare Next.

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Impostare la Password per l’account di root e cliccare Next.

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Cliccare Finish per avviare l’installazione.

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Configurare la Management Network

Accendere la VA ed accedere alla console.

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Inserire le credenziali di root per accedere alla configurazione.

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Assegnare un IP statico alla Management Network ed attivare la configurazione.

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Aggiungere la Witness VA al vCenter Server

Una volta che la Witness virtual appliance è stata installata e configurata con un IP statico, deve essere aggiunto al vCenter come un host ESXi. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul Datacenter e selezionare l’opzione Add Host.

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Digitare l’Host name or IP address e cliccare Next.

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Inserire le credenziali per connettersi all’host e cliccare Next.

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Cliccare Yes per accettare il certificato.

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Cliccare su Next per continuare.

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La Witness appliance incorpora una propria licenza in modo da non consumare le licenze già installate nel sistema.

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Se si ha l’esigenza di restringere l’accesso all’appliance, abilitare il Lockdown mode. Lasciare il valore di default Disabled e cliccare Next.

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Specificare la VM location e cliccare Next.

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Cliccare Finish per salvare la configurazione.

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La Witness VA è stata aggiunta correttamente al Datacenter. Da notare che la Witness appliance è in colore blu per distinguerla dagli altri host ESXi del cluster. Inoltre è presente nell’host un avviso di warning No datastores have been configured poichè l’host ESXi nested non ha nessun VMFS datastore configurato. Questo messaggio può essere tranquillamente ignorato.

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Configurare la rete VSAN

Dal VMware vSphere Web Client selezionare la Witness VA ed accedere alla sezione Manage > Networking > Virtual switches. Per default l’appliance presenta due virtual standard switch con degli uplink già configurati:

  • vSwitch0 – utilizzato per la management network
  • witnessSwitch – utilizzato per la rete VSAN

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Poichè la rete VSAN lato witness deve comunicare con la rete VSAN, editare il witnessSwitch ed aggiungere la VLAN della rete VSAN.

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Impostare la corretta VLAN ID utilizzata per la comunicazione VSAN ecliccare OK.

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Nella sezione VMKernel adapters, evidenzare il port group witnessPg e cliccare sull’icona penna per editare i parametri. Non rimuovere questo port group perchè è configurato in modo che i MAC address degli adattatori di rete delle virtual machine coincidano con i MAC address dei vmnic dell’host nested ESXi.

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Nelle Port properties è presente un VMKernel port già configurato con l’opzione Virtual SAN traffic abilitata.

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Nella sezione IPv4 settings è possibile specificare l’indirizzo IP statico. Cliccare OK per salvare la configurazione.

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Nella parte 2 viene completata la configurazione con la creazione dei Fault Domain e con la configurazione del cluster VSAN.

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