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Offrire un ecosistema adatto alla trasformazione digitale

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A cura di Tom Herrman, VP Global Strategic Alliances, VMware

 

Le aziende sono consapevoli del fatto che la digital transformation non sia un progetto unico e isolato con un inizio e una fine, ma un processo continuo, che richiede l’unione di diversi aspetti di tecnologia, processi e cultura.

Da un punto di vista tecnologico, ci sono molte aree che le aziende stanno valutando per raggiungere i propri obiettivi di trasformazione, ad esempio il cloud computing, il software-defined data center (SDDC), le offerte pay-as-you-go, e il computing convergente e iper-convergente. La molteplicità di opzioni mostra che non esiste un unico percorso “giusto” da intraprendere, ma che scelte diverse sono essenziali per essere capaci di trasformarsi verso il digitale.

Questo significa essere in grado di sfruttare i dati e ridurre sia il peso della gestione IT sia il costo e la complessità associati all’offerta dei più disparati servizi e applicazioni.

VMware vuole rendere questi benefici una possibilità per i propri clienti, per far sì che essi possano realizzare appieno il potenziale della digital transformation, e continua a lavorare con i propri partner per ottenere questo risultato. Hitachi Vantara è un partner chiave per noi e possiede una integrazione nativa con l’intero stack software VMware. Insieme, le nostre soluzioni possono rendere più facile e più veloce per le aziende accelerare il time to business value.

La prima integrazione è la Unified Compute Platform (UCP) di Hitachi Vantara ottimizzata specificatamente per VMware, perché possa supportare l’intero carico di lavoro delle aziende, che siano tradizionali o cloud native. Per i componenti standardizzati e le soluzioni “pronte all’uso” le aziende possono ottenere un rapido time-to-value, e i nostri esperti possono aiutare le organizzazioni che hanno esigenze più complesse.

Inoltre, i benefici della VMware vSphere virtualization sono stati combinati con l’infrastruttura convergente UCP CI, dando vita al miglior fondamento per le app, il cloud e il business. Ulteriori integrazioni possono essere trovate nella piattaforma iper-convergente, UCP HC, che combina il potere dei software VMware vSphere, vCenter e vSAN  per offrire una soluzione iperconvergente all-in-one.

VMware Cloud Foundation, composta da vSphere, NSX, vSAN e vRealize Suite, è stata utilizzata insieme all’UCP rack-scale RS di Hitachi Vantara per fornire un SDDC integrato che le organizzazioni possano usare per adottare il cloud privato o ibrido per un time to market più rapido, ottimizzando nel contempo la sicurezza.

VMware vRealize con Hitachi Enterprise Cloud è stato progettato per automatizzare e organizzare qualunque applicazione in una piattaforma pronta all’uso. L’esperienza di Hitachi Vantara e di VMware nella gestione dei dati consente agli utenti di spostare agevolmente i dati tra le applicazioni on-premise e quelle su cloud.

In ultimo, l’integrazione si è estesa anche a VMware vCenter e Hitachi UCP Advisor, semplificando il management tramite un software di gestione e organizzazione automatizzato, e offrendo visibilità su compute, rete e storage.

Questo significa che le imprese non hanno bisogno di imparare nuovi sistemi, comprare software aggiuntivi, o intraprendere il compito rischioso e dispendioso in termini di tempo di integrare manualmente i sistemi.

VMware e Hitachi Vantara stanno offrendo il potere di un ecosistema che combina le ultime tecnologie e le migliori soluzioni con un bagaglio di esperienza e assistenza di alta qualità. Lavorando insieme, accorceremo il percorso verso la digital transformation delle imprese.

Scopri di più nel nostro point of view con Hitachi ‘Move Today Shape Tomorrow – Next Steps on the Digital Transformation Journey’

VMware vSAN 6.7

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Solo un anno fa, VMware aveva annunciato il rilascio di vSAN 6.6… considerando la crescita veloce di questo prodotto, ora non deve stupire l’annuncio di vSAN 6.7, ovviamente contestuale all’annuncio di vSphere 6.7. VMware vSAN è la sluzione di Software Defined Storage (SDS) di VMware che rappresenta l’unica soluzione di tipo hyper(visor)-converged implementata nel VMkernel di ESXi.  Benchè il prodotto sia venduto a parte, in realtà è già tutto incluso all’interno di ESXi (e del vCenter per quanto riguarda la gestione). solutio. Although is a separate product, the core functions to implement it are already […]

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Shutdown del cluster vSAN con vCenter in esecuzione nel datastore

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Shutdown del cluster vSAN con vCenter in esecuzione nel datastore

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Per effettuare lo shutdown del cluster vSAN con vCenter in esecuzione nel datastore, è necessario seguire una specifica procedura per evitare perdita di dati mantenendo la configurazione del cluster integra.

Inoltre, se il vCenter Server Appliance (vCSA) è salvato nel cluster vSAN, è necessario seguire una specifica sequenza per effettuare lo shutdown corretto delle VM.

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Shutdown delle VM

Ci sono varie ragioni per cui è richiesto lo shutdown dell’intero cluster vSAN e se vSAN è lo storage principale dell’infrastruttura virtuale, molto probabilmente anche il vCenter Server risiede nel cluster vSAN. Con questo scenario è necessario effettuare lo shutdown delle VM in maniera corretta.

Dal vSphere Web Client, selezionare il cluster vSAN e posizionarsi nella sezione VMs. Eseguire lo shutdown di tutte le virtual machine in esecuzione ad eccezione del vCSA.

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Cliccare Yes per confermare lo shutdown delle VM selezionate.

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Il processo di shutdown delle VM è stato completato.

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Spostare il vCenter Server nel primo host ESXi

Annotare in quale host il vCenter risiede o, come da raccomandazione di VMware, migrare il vCenter nel primo host ESXi per trovare facilmente la VM quando il cluster vSAN viene riattivato nuovamente.

Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul vCenter Server e selezionare Migrate per spostare la VM nel primo ESXi nel caso risiedesse in un host differente.

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Selezionare l’opzione Change compute resource only e cliccare Next.

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Selezionare il primo host e cliccare Next.

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Selezionare la rete corretta e cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Schedule vMotion with high priorty e cliccare Next.

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Cliccare Finish per migrare la VM.

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Assicurarsi che la vCSA sia stata migrata nel primo host ESXi.

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Se nel proprio ambiente si utilizza Active Directory, è consigliato migrare nel primo host ESXi anche un Domain Controller.

 

Shutdown del cluster vSAN

Dalla vista Inventory, selezionare il cluster vSAN e posizionarsi in Monitor > vSAN. Selezionare la sezione Resyncing Components e verificare che nessun componente del vSAN è correntemente in fase di risincronizzazione prima di mettere gli host membri del cluster vSAN in Maintenance Mode.

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Mettere tutti gli host del cluster vSAN in Maintenance Mode ad eccezione del primo ESXi. Effettuare un click con il tasto destro del mouse e selezionare Maintenance Mode > Enter Maintenance mode.

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Disabilitare l’opzione Move powered-off and suspended virtual machines to other hosts in the cluster poichè si stanno mettendo tutti gli host in Maintenance Mode per disattivare il cluster quindi non ci sono motivi per migrare le VM tra gli host. Selezionare inoltre l’opzione No data evacuation per evitare lo spostamento degli oggetti storage delle virtual machine verso altri host/dischi. Cliccare su OK per procedere.

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Quando tutti gli host sono in Maintenance Mode, lo stato Health del vSAN viene marcato, ovviamente, come Failed.

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Una volta che tutti gli host ESXi sono in Maintenance Mode, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul vCenter Server e selezionare Power > Shut Down Guest OS.

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Questa operazione rende il vSphere Web Client non più accessibile.

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Per effettuare la procedura di shutdown dell’ultimo host del cluster vSAN, è possibile procedere via GUI o utilizzando il comando ESXCLI. Dal vSphere Host Client, effettuare un click con il tasto destro del mouse su Host e selezionare la voce Enter maintenance mode.

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Assicurarsi che l’opzione vSAN data migration sia impostata come No data migration e cliccare Yes.

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Utilizzando la command line, connettersi via SSH con l’ESXi inserendo le credenziali di root ed eseguire il seguente comando ESXCLI:

# esxcli system maintenanceMode set -e true -m noAction

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Anche l’ultimo host ESXi è in Maintenance Mode.

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Gli host ESXi possono ora essere spenti o riavviati.

 

Riattivare il cluster vSAN

Per riattivare il cluster vSAN, utilizzare il vSphere Host Client per connettersi con ogni ESXi. Effettuare un click con il tasto destro del mouse su Host e selezionare la voce Exit maintenance mode.

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In alternativa eseguire dalla shell il comando ESXCLI:

# esxcli system maintenanceMode set -e false

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Effettuare la stessa operazione in tutti gli altri host membri del cluster vSAN.

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Connettersi ora con il primo host ESXi ed effettuare il power on del vCenter Server ed eventualmente anche del Domain Controller nel caso sia utilizzata Active Directory. Sono richiesti alcuni minuti per avere il vCenter Server nuovamente operativo. Le icone verdi nella colonna Status indicano che le VM sono raggiungibili quindi il datastore vSAN è operativo.

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Quando il vSphere Web Client è accessibile, effettuare un veloce controllo di Health del cluster vSAN per assicurarsi che il cluster vSAN non presenti problemi.

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Se tutto funziona correttamente, effettuare il power on delle virtual machine rimanenti nel cluster vSAN.

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Questa procedura deve essere utilizzata solo quando si ha la necessità di effettuare lo shutdown dell’intero cluster vSAN.

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Analisi di un ambiente vSAN con Runecast

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Runecast Analyzer è un tool di analisi per ambienti VMware vSphere che si basa su un database di tutti gli articoli di VMware KB disponibili, sia per verificare l’applicazione delle best practice, sia per quando riguarda l’identificazione di possibili rischi o errori di configurazione. Con la nuova version 1.7 ora l’analisi è estesa non solo all’ambiente vSphere ma anche ad un eventuale ambiente di HCI basato su vSAN, in modo da identificare possibili problematiche anche in questo caso. Benché vSAN abbia già al suo interno un motore di healt check, in grado di analizzare problemi […]

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Come ottenere il massimo dal data center grazie ai rapidi e potenti VMware HCI Kit

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I clienti ci spiegano che il motivo principale per cui preferiscono VMware vSAN rispetto ad altre soluzioni è che “si integra perfettamente con vSphere”. Quando chiediamo quali siano i vantaggi chiave, la maggior parte dei clienti indica la semplicità di gestione e il risparmio di tempo, realizzabili grazie all’integrazione con vSphere.

Non sorprende quindi che gran parte dei clienti acquistino vSAN per espandere l’ambiente vSphere esistente o configurare un nuovo ambiente per una nuova iniziativa aziendale. Molti hanno chiesto a VMware di semplificare il modello di acquisto e utilizzo e di fornire sia vSphere che vSAN in un unico pacchetto HCI (infrastruttura convergente). E proprio questo è lo scopo di VMware HCI Kit. I pacchetti HCI Kit sono facili da acquistare e contengono sia vSphere che vSAN. Rappresentano quindi il modo più semplice per adottare soluzioni HCI basate sulla tecnologia VMware. I clienti possono usufruire delle funzionalità complete acquistando HCI tramite VMware o i suoi partner.

I pacchetti HCI Kit offrono diverse combinazioni delle versioni di vSphere e vSAN. Tuttavia, i clienti possono continuare a scegliere, se lo desiderano, di distribuire le due soluzioni e di eseguire l’upgrade in modo indipendente.

La parte interessante è che, per un periodo di tempo limitato, i clienti dell’area EMEA possono usufruire di uno sconto del 20% sul prezzo di listino delle licenze per HCI Kit. In questo modo, hanno la possibilità di acquistare soluzioni di infrastruttura iperconvergente basate su vSphere e vSAN al prezzo più conveniente.

Per chi sta preparando un aggiornamento del server o dello storage o chi ha bisogno di ampliare l’ambiente esistente, questo è il momento migliore per prendere in considerazione una soluzione di infrastruttura iperconvergente. Sfruttando al meglio i vantaggi offerti da vSphere e vSAN, è possibile ridurre costi e rischi, oltre che semplificare le operation.

La promozione su HCI Kit scade alle ore 23:59 fuso orario del Pacifico (08:59 CET) del 26 ottobre 2018 e vale solo per le transazioni non di tipo ELA (Enterprise License Agreement).

I pacchetti HCI Kit vengono concessi in licenza per singola CPU. Sono disponibili anche come pacchetti di 25 VM (con licenza per singola VM) destinati ai casi d’uso di uffici remoti e filiali. Di seguito sono riportate le versioni incluse:

Kit per data center:

HCI Kit per uffici remoti e filiali:

Vantaggi offerti da HCI Kit e da questa promozione

HCI Kit offre il modo più semplice per acquistare soluzioni HCI basate su VMware destinate alla distribuzione in data center e/o uffici remoti e filiali. Permette di adottare VMware vSAN riducendo i costi, semplificando le operation e distribuendo un’infrastruttura iperconvergente con un rischio minimo. Ecco come:

  1. Riduzione dei costi: è possibile sfruttare i vantaggi economici lato server (con server x86 standard) e i costi contenuti delle tecnologie flash. La crescita può avvenire on demand e in modo prevedibile, con costi CapEx e OpEx ridotti fino al 50%.
  2. Semplificazione delle operation: l’implementazione di infrastruttura e applicazioni diventa più semplice, così come la gestione con gli strumenti, le competenze e le soluzioni esistenti. Grazie a una piattaforma di storage comune per tutte le applicazioni, eseguite on-site o nel cloud, gli investimenti realizzati sono pronti per l’era del multi-cloud.
  3. Distribuzione dell’infrastruttura HCI con rischio minimo: avvalendosi dell’ampio ecosistema comprovato di partner VMware, è possibile scegliere la piattaforma hardware e i servizi software di terze parti che si preferiscono, espandendo inoltre il proprio ambiente a un vero Software-Defined Data Center man mano che cambiano le esigenze.

Per iniziare, contattare un rivenditore partner VMware autorizzato o un rappresentante VMware.

Per ulteriori informazioni:

Introduzione alla promozione: www.vmware.com/it/promotions/2018-vmware-hci-kit.html

Domande frequenti: www.vmware.com/it/promotions/2018-vmware-hci-kit-faq.html

Termini e condizioni: www.vmware.com/it/promotions/2018-vmware-hci-kit-terms.html

SKU applicabili: www.vmware.com/it/promotions/2018-vmware-hci-kit-skus.html

Runecast Analyzer 1.7 con supporto vSAN

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Runecast Analyzer 1.7 con supporto vSAN

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Runecast ha rilasciato Runecast Analyzer 1.7, la nuova versione della soluzione che proattivamente utilizza i VMware KBs, le best practice e le guide di security hardening per la protezione del proprio ambiente.

La nuova versione aggiunge la funzionalità VMware vSAN permettendo agli amministratori di effettuare la scansione dei cluster VMware vSAN prevenendo possibili interruzioni del servizio ed altre problematiche.

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Novità

I miglioramenti più significativi in Runecast Analyzer v1.7 sono i seguenti:

 

Aggiunto VMware vSAN come nuovo prodotto

Runecast Analyzer 1.7 è in grado di rilevare problemi al vSAN prima che questi abbiano la possibilità di impattare su server, utenti e business. Per mantenere la configurazione del vSAN in una condizione ottimale, il punto chiave non è solo il monitorare le performance ma è anche molto importante prevenire malfunzionamenti ed interruzioni future.

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Nuova visualizzazione dello stack VMware per rischi e problematiche

Questa nuovo componente visivo aiuta gli amministratori a priorizzare e localizzare i problemi più pericolosi molto velocemente in modo da stabilire quali devono essere risolti per primi e dove.

Lo stack VMware è composto da 5 livelli principali: Management, VM, Compute, Network e Storage.

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Miglioramenti del VMware vSphere web plugin

Il plugin Analyzer vSphere è in grado di mostrare tutti i problemi riscontrati e come risolverli in corrispondenza degli altri dati degli oggetti vSphere. Il plugin visualizza tutte le problematiche rilevate da Runecast Analyzer con tutti i dettagli relativi alle cause ed anche a tutti gli step richiesti per risolverli.

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Aggiornare Runecast Analyzer

Utilizzando il browser preferito, digitare l’indirizzo https://runecast_IP_address:5480 per accedere a Runecast Analyzer admin.

Posizionarsi nella sezione Update per verificare la disponibilità di nuovi aggiornamenti. Se sono rilevati nuovi aggiornamenti, cliccare sul bottone Install Updates per aggiornare l’appliance.

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Cliccare OK per confermare l’installazione.

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L’aggiornamento viene installato.

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L’appliance è stata aggiornata correttamente all’ultima release.

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Aggiornare il VMware vSphere web plugin

Effettuare il login a Runecast Analyzer e posizionarsi in Settings > vCenter Connection. Nella colonna Web client plugin è indicata la versione correntemente installata e la presenza di eventuali nuovi aggiornamenti.

Per procedere con l’aggiornamento del plugin cliccare su Edit > Update Plugin .

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Cliccare Update per installare la nuova versione.

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Il plugin è stato aggiornato correttamente. Cliccare su Close per uscire dal wizard.

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La versione del plugin installato è ora visualizzata come 1.7. Poichè è stato effettuato un aggiornamento di un’installazione esistente, non sono richieste configurazioni successive nel sistema.

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Avviare il vSphere Client per accedere al vCenter Server e posizionarsi nella sezione Administration > Client Plug-Ins. Il plugin Runecast è stato aggiornato alla versione 1.7 ed è pienamente funzionale.

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Da tenere presente che l’aggiornamento dell’appliance può essere automatizzato configurando opportunamente gli Update Settings nel Runecast Analyzer admin.

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Runecast Analyzer 1.7 è disponibile come 14-day trial gratuita per provare e testare il prodotto.

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L’Hyper Converged Infrastructure (HCI) nel 2018: VMware vSAN pronto ad ampliare la leadership

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di Nick Cross, Director of HCI, EMEA

Le aziende cercano continuamente nuovi modi per evolversi e cambiare in modo da essere un passo avanti rispetto ai propri concorrenti. L’impegno per VMware vSAN e lo spazio iper-convergente ha dimostrato la nostra capacità di abbracciare, incoraggiare e abilitare costantemente questo cambiamento. Perché, per noi, il futuro dell’HCI era ed è nel software.

La HCI abilitata da VMware vSAN nel 2017

I dati oggi confermano l’importanza del software, con un 2017 che si è rivelato un anno incredibile per l’HCI e per vSAN. Il Worldwide Quarterly Converged Systems Tracker di IDC relativo al secondo trimestre del 2017 ha rivelato i numeri che confermano la leadership di VMware vSAN, con il 33,3% del fatturato globale del mercato HCI dei primi sei mesi del 2017, confermando come i sistemi HCI basati su vSAN rappresentino la fetta più rilevante del mercato dei sistemi iper-convergenti.

 

Nel corso dell’anno, vSAN 6.6 è stato anche nominato “Product of the Year” per il 2017 da CRN nella categoria Software-Defined Storage. I premi vengono assegnati solo ai prodotti e ai servizi considerati eccezionali, che rappresentano la migliore innovazione tecnologica disponibile, supportata da un solido programma di partnership di Canale. L’anno scorso abbiamo anche dichiarato come oltre 11.000 organizzazioni avessero scelto vSAN per alimentare i propri data center, un tasso di crescita sorprendente che mostra quale impatto significativo stia avendo la nostra soluzione sul mercato complessivo.

Ma l’HCI non ha ancora raggiunto il suo picco. In effetti, secondo IDC, il valore totale del mercato HCI continuerà a crescere a tassi di due cifre fino al 2021, quando si prevede che la spesa globale per l’HCI supererà gli 8,2 miliardi di dollari.

Guardando al 2018

Tutto questo significa che il 2018 sarà un altro anno di importante trasformazione, che vedrà sempre più organizzazioni abbracciare i benefici dell’HCI abilitata da VMware vSAN. Ma quali saranno i principali cambiamenti che vedremo quest’anno, quando le aziende sceglieranno di aggiornare i propri approcci tradizionali all’infrastruttura?

Uno degli aspetti più importanti non sarà legato alla tecnologia, ma sarà un cambiamento organizzativo. L’HCI semplifica la gestione perché la capacità e le prestazioni dello storage possono essere viste come un altro attributo policy-based delle applicazioni. Pertanto, è probabile che i team di storage e di computing lavoreranno insieme per migliorare la reattività e adattarsi al ritmo rapido dei cambiamenti che caratterizza le applicazioni. Ciò significa che, concentrandosi sulle esigenze delle applicazioni in esecuzione su una VM o in un container, potranno tenere il passo con i tempi di risposta rapidi del digital business.

A coloro che vedono il cambiamento come l’introduzione di un possibile rischio nel data center vale la pena fare notare che il cambiamento non richiede di per sé nuove tecnologie o nuovi strumenti. Le soluzioni HCI possono basarsi sull’hardware, sul software e sulle competenze che già si possiede. Ad esempio, crediamo che l’HCI invertirà il trend nel campo dei blade server, con la rinascita dei server rack. Lo storage riemergerà in piattaforme server high-volume, equipaggiate con l’hardware di storage del data center lower-volume, specializzato nel flash-removing ed economicamente conveniente.

Un altro entusiasmante sviluppo è legato ai modelli flessibili di implementazione dell’HCI, che vanno dalle appliance “chiavi in mano” alle piattaforme server di prossima generazione fino all’HCI-as-a-service. La nuova infrastruttura componibile consentirà ai clienti di ottimizzare il rapporto tra le risorse di elaborazione e di storage per soddisfare le esigenze specifiche dei propri ambienti applicativi. Inoltre, le offerte HCI sono rese disponibili da una varietà sempre maggiore di provider di cloud pubblico, consentendo agli utenti di godere di un ambiente operativo coerente per qualsiasi applicazione dall’on-premise al cloud.

Vedremo anche rallentare i tradizionali cicli di sviluppo dello storage, in quanto un mercato SAN in diminuzione porterà i fornitori di storage a ridurre gli sforzi di sviluppo. Allo stesso tempo, lo sviluppo dell’hardware dei server aumenterà quale conseguenza dell’ampliamento delle opportunità di mercato generate dall’HCI e dal cloud, come VMware Cloud su AWS.

L’opportunità

Prevediamo quindi che l’HCI sarà sempre più al centro dell’attenzione nel 2018 dato che le aziende continueranno a rivolgersi all’IT per rispondere più rapidamente alle esigenze di business e potenziare le applicazioni moderne. Siamo pronti per questo cambiamento e continueremo a guidare l’innovazione nel campo dell’HCI con vSAN. Si tratta di un’opportunità entusiasmante per noi che ci consentirà di lavorare al meglio insieme ai nostri partner e clienti.

Vuoi rinnovare l’infrastruttura del tuo data center? Clicca qui.

Scopri le testimonianze dei clienti che stanno già sfruttando la nostra soluzione vSAN.

 

 

vSAN check the Congestion…

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A seguito di una problematica che ha portato ad un down di un host di un cluster VxRail (ESXi 6.0.0 build 4192238; problematica ancora sotto investigazione 😀 ), con il supporto EMC siamo stati costretti a re-installare da zero il nodo ed effettuare un re-join del nodo al cluster vSAN.

Terminato il processo di re-installazione ed effettuato di nuovo il join al cluster vSAN è tempo di ri-sincronizzare i dati.



Il processo di sincronizzazione potrebbe essere lungo e richiedere risorse computazionali e di I/O per un periodo eccessivamente prolungato tale da influire negativamente sulle prestazioni delle VMs che girano su cluster stesso. Per limitare/regolare il processo di sincronizzazione ed evitare di bloccare/congestionare i dischi per l’eccessivo I/O dovuto al re-sync, possiamo agire sul parametro MaxNumResyncCopyInFlight“; che di default è impostato a 50 (ed è anche il valore massimo).

Come possiamo vedere se i dischi sono congestionati??
Di seguito il comando che possiamo lanciare su ogni host per verificare questo:


for ssd in $(localcli vsan storage list |grep "Group UUID"|awk '{print $5}'|sort -u);do echo $ssd;vsish -e get /vmkModules/lsom/disks/$ssd/info| grep Congestion;done




Valori tra:

    1-100 –> OK
101-150 –> NOT GOOD
                    Abbassare occorre abbassare il valore del parametro (Il valore deve essere lo stesso su tutti gli host che compongono il cluster)

151-250 –> VERY BAD
                    
C’è il rischio che le VMs vadano giù) abbassare il valore in tutti gli host del cluster



Come descritto in precedenza, per limitare il processo di ri-sincronizzazione possiamo andare ad agire sul valore “MaxNumResyncCopyInFlight” ed evitare di bloccare i dischi per l’eccessivo I/O.

Quando si va a modificare la variabile indicata sopra, occorre agire su ogni singolo host che fa parte del cluster/del processo di sincronizzazione.

Di default il valore di MaxNumResyncCopyInFlight è impostato a 50 e si può vedere lanciando il seguente comando su ogni singolo host:

vsish -e get /vmkModules/vsan/dom/MaxNumResyncCopyInFlight

Il comando per modificare le impostazioni correnti al volo è


vsish -e set /vmkModules/vsan/dom/MaxNumResyncCopyInFlight 25