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VCSA 6.5 errore fails to start File System Check e Network Service

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VCSA 6.5 errore fails to start File System Check e Network Service

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Durante la fase di startup della VMware VCSA 6.5, potrebbero verificarsi dei problemi che impediscono all’appliance di avviarsi correttamente.

Alcuni degli errori sono i seguenti:

  • Failed to start File System Check
  • Failed to start Network Service

Failed to start File System Check

L’errore si verifica durante il processo di boot. L’appliance visualizza l’errore “Failed to start File System Check” e si blocca in modalità Emergency Mode.

vcsa65error02

Per risolvere il problema, eseguire il comando:

# fsck /dev/sda3

vcsa65error03

Rispondere yes a tutte le domande relative a riparazioni, inodes e risoluzione delle problematiche.

vcsa65error04

Dopo aver riparato le problematiche riscontrate, riavviare la VCSA selezionando dalla console l’opzione Actions > Power > Reset.

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Cliccare OK per confermare.

vcsa65error06

Dopo il reboot è possibile che si verifichi un’altro errore relativo al Network Service.

 

Failed to start Network Service

Un altro problema che potrebbe verificarsi durante la fase di boot è l’errore “Failed to start Network Service“.

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Digitare la password di root e lanciare la BASH shell.

Command> shell

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Eseguire il comando:

# fsck /dev/mapper/log_vg-log

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Rispondere yes a tutte le domande relative alla riparazione dei problemi riscontrati.

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Dopo aver riavviato la VCSA, il sistema parte correttamente.

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Accedendo tramite web al vCenter Server, l’appliance è ora pienamente operativa.

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Per ora la nuova VCSA 6.5 non mi soddisfa molto perchè va in crash un po’ troppo spesso e non è robusta come la versione di vCenter basato su Windows. Speriamo che VMware migliori al più presto l’appliance rendendola più stabile ed affidabile.

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Soluzioni top di backup per VMware

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Soluzioni top di backup per VMware

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Proteggere l’infrastruttura virtuale e i suoi dati è un compito tassativo per ogni amministratore IT e il mercato offre diverse valide soluzioni da cui poter scegliere.

Durante la selezione dei prodotti per il backup ci sono diversi aspetti da considerare: la complessità dell’infrastruttura, le piattaforme supportate, il tipo di backup, le modalità di licenziamento, budget e così via.

Le soluzioni di backup illustrate in questo articolo sono solo alcuni dei prodotti disponibili nel mercato e la descrizione non segue nessuna classifica, la sequenza è puramente casuale. La soluzione che personalmente utilizzo o preferisco non significa che sia il prodotto giusto che soddisfa i requisiti del proprio business e sia adatto all’ambiente utilizzato.

 

Nakivo Backup & Replication

Nakivo Backup & Replication è attualmente disponibile come versione 6.2 e, rispetto ad altre soluzioni, può essere installato come virtual appliance risparmiando i costi di licenza Windows. Windows e Linux sono le altre piattaforme supportate. La gestione del software avviene tramite una semplice ed intuitiva console HTML5-based.

L’installazione e l’utilizzo sono molto semplici e questo prodotto offre tutte le funzioni richieste dai moderni datacenter. Sono richiesti solo pochi minuti per avere il software pienamente funzionale ed operativo.

Per testare il prodotto è disponibile una guida per il setup ed alcuni articoli relativi a Nakivo.

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Funzioni

  • Piattaforme supportate: Windows, Linux, Virtual Appliance, NAS
  • Backup: Full VM backup, Incremental backup, Copy backup, Cloud backup, Replication, Cloud replication
  • Restore: Restore Full VMs, Instant file recovery, Instant object recovery (Active Directory, Exchange)
  • Piattaforme cloud: Amazon EC2 (è possibile effettaure backup e replica delle istanze EC2), Azure
  • Instant VM recovery: supportato
  • Deduplication: supportata
  • Hypervisor supportati: VMware
  • Licenziamento: per physical CPU Socket
  • Trial: 15-giorni pienamente funzionale. E’ disponibile una Free edition ma supporta solo due VM.

Sito web: www.nakivo.com

 

Veeam Backup & Replication

Veeam Backup & Replication è attualmente disponibile come versione 9.0 ma la nuova versione 9.5 verrà rilasciata a breve. Semplice da installare e gestire, Veeam offre delle funzioni di backup e replica robuste e potenti per la protezione dell’intera infrastruttura virtuale.

La gestione del prodotto avviene tramite una console che viene installata nei computer degli amministratori o tramite una console web indirizzata per gli ambienti corporate (gestione di più server di backup). Nonostante la sua semplicità, Veeam funziona e protegge l’infrastruttura in modo robusto ed affidabile.

Per testare il prodotto è disponibile una semplice guida per il setup ed alcuni articoli relativi a Veeam.

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Funzioni

  • Piattaforme supportate: Windows
  • Backup: Full VM backup, Incremental backup, Copy backup, Cloud backup, Tape backup, Replication, Cloud replication
  • Restore: Restore Full VMs, Instant file recovery, Instant object recovery (Active Directory, Exchange, MS-SQL, SharePoint, Oracle)
  • Piattaforme cloud: Amazon EC2, Azure, Veeam Cloud Connect
  • Instant VM recovery: supportato
  • Deduplication: supportata
  • Hypervisor supportati: VMware, Hyper-V
  • Licenziamento: per physical CPU Socket
  • Trial: 30-giorni pienamente funzionale. Disponibile una Free edition ma supporta solo backup full e vPower e replica VM non sono disponibili.

Sito web: www.veeam.com

 

Altaro VM Backup

Altaro VM Backup è attualmente disponibile come versione 6.5 ed è installato su piattaforma Windows. Altaro ha introdotto il supporto per l’ambiente VMware vSphere dalla versione 6.0 (precedentemente il prodotto era indirizzato solamente per Hyper-V) ed offre tutte le funzionalità richieste dal disaster recovery per proteggere l’infrastruttura virtuale. Non è richiesta una macchina dedicata Windows o servizio SQL ed il prodotto è molto semplice da utilizzare con un design intuitivo con un pieno controllo dei job di backup su tutti gli host.

L’applicazione viene gestita tramite una console installata nei computer degli amministratori. La console di gestione può essere utilizzata per un monitoraggio centralizzato delle varie istanze Altaro VM.

Per testare il prodotto è disponibile una guida dettagliata per il setup ed alcuni articoli relativi ad Altaro.

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Funzioni

  • Piattaforme supportate: Windows
  • Backup: Full VM backup, Incremental backup, Copy backup, Cloud backup, Replication
  • Restore: Restore Full VMs, Instant file recovery, Instant object recovery (Exchange)
  • Piattaforme cloud: Amazon EC2, Azure, Google Cloud Platform
  • Instant VM recovery: attualmente non supportato
  • Deduplication: supportata
  • Supported hypervisors: VMware, Hyper-V
  • Licenziamento: per physical host
  • Trial: 30-giorni pienamente funzionale. E’ disponibile una Free edition ma supporta solo two VMs.

Sito web: www.altaro.com

 

HPE VM Explorer

HPE VM Explorer è attualmente disponibile come versione 6.2 e può essere installato su Server Windows e su VM Client. Inizialmente conosciuto come Trilead VM Explorer acquisita poi da HPE, il software viene gestito utilizzando una semplice e chiara console web-based.

Il prodotto è disponibile in diverse lingue selezionabili dall’area di configurazione: Inglese, Tedesco, Italiano, Francese, Cinese, Russo, Giapponese e Portoghese.

Per testare il prodotto è disponibile una guida step-by-step per il setup ed alcuni articoli relativi ad HPE.

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Funzioni

  • Piattaforme supportate: Windows
  • Backup: Full VM backup, Incremental backup, Copy backup, Cloud backup, Tape backup, Replication
  • Restore: Restore Full VMs, Instant file recovery
  • Piattaforme cloud: Amazon S3, OpenStack, HP, Rackspace
  • Instant VM recovery: supportato
  • Hypervisor supportati: VMware, Hyper-V
  • Licenziamento: per physical CPU Socket. Le edizioni sono licenziate con uno Starter Pack (Pro 4 CPU socket, Enterprise 6 CPU socket)
  • Trial: 30-giorni pienamente funzionale. E’ disponibile una Free edition ma supporta solo full backup e non è disponibile la schedulazione.

Sito web: www.hp.com

 

Come identificare la giusta soluzione?

Durante il processo di selezione dovrebbero essere analizzati alcuni aspetti prima di prendere la decisione finale:

  • requisiti- rpo? rto? complessità della rete?
  • piattaforme supportate – windows? linux? apple? appliance?
  • supporto cloud – aws? azure?
  • qualità del supporto al prodotto – tempi di risposta del supporto tecnico? qualità?
  • console di gestione – installazione locale? HTML based?
  • patching (gli aggiornamenti ESXi spesso bloccano la funzionalità del backup) – tempo necessario per rilasciare patch correttive?
  • modello di licenziamento – per cpu socket? per host?
  • costi – funzioni vs prestazioni? manutenzione?

Infrastrutture di rete e configurazioni sono molto diverse fra le varie aziende e la giusta soluzione può essere identificata quando i requisiti del business vengono soddisfatti. Se si effettua la scelta sbagliata, il cambio della soluzione di backup può essere complicata con il risultato di sprecare tempo e soldi.

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Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

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Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

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Virtual SAN è la soluzione che VMware ha introdotto per soddisfare le esigenze delle filiali e degli uffici remoti con dei costi contenuti e convenienti.

Nonostante il limite delle 25 VM per site, la funzione più interessante introdotta con l’edizione VSAN ROBO è la possibilità di far funzionare Virtual SAN con solo 2 nodi con l’utilizzo di una Witness appliance (ESXi nested) che non richiede una licenza aggiuntiva. 

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Blog serie

Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1
Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

 

Configurare la rete VSAN

Selezionare l’host su cui abilitare VSAN e posizionarsi nella sezione Manage > Networking > VMKernel adapters. Cliccare sull’icona Add host networking per configurare l’adapter VMKernel.

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Selezionare l’opzione VMKernel Network Adapter e cliccare Next.

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Nel campo Select an existing standard switch, cliccare Browse e selezionare lo vSwitch da usare. Cliccare OK per confermare la selezione e cliccare su Next per proseguire.

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Inserire una Network label e specificare la VLAN ID utilizzata. Abilitare il servizio Virtual SAN traffic e quindi cliccare su Next.

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Impostare un’indirizzo IPv4 statico e una Subnet mask e cliccare Next.

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Cliccare su Finish per salvare la configurazione.

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Ripetere la stessa procedura anche per l’altro host utilizzato per il setup del cluster VSAN.

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Configurare il cluster VSAN

Se il cluster è configurato con vSphere HA, è possibile utilizzare il Virtual SAN con il cluster vSphere HA solo se le seguenti condizioni vengono soddisfatte:

  • Tutti gli host ESXi del cluster devono essere installati con la versione 5.5 o successiva
  • Il cluster deve avere un minimo di tre host ESXi

Se sono presenti solo due host nella rete, prima di effettuare la configurazione di VSAN assicurarsi che vSphere HA sia disabilitato.

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Selezionare il cluster da configurare e posizionarsi nella sezione Manage > Settings > General. Cliccare sul bottone Configure.

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Impostare il campo Add disk to storage come Manual e scegliere l’opzione Configure two host Virtual SAN cluster. Cliccare Next per continuare.

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Se tutti gli host del cluster hanno l’adapter VMKernel configurato con il traffico VSAN abilitato, cliccare Next.

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Selezionare quali dischi devono essere utilizzati per la cache nel cluster VSAN e cliccare sull’icona Claim for cache tier.

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Selezionare quali dischi devono essere utilizzati come storage nel cluster VSAN e cliccare sull’icona Claim for capacity tier.

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Verificare i valori di Total cache and capacity disponibile nel cluster VSAN e cliccare Next per continuare.

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Selezionare il Witness host precedentemente configurato e cliccare Next.

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Selezionare i dischi dell’host Witness per la funzione di cache e storage e cliccare su Next.

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Cliccare su Finish per completare la configurazione.

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Quando la configurazione è stata completata, il Virtual SAN è impostato come ON.

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Verificare la configurazione dei Fault Domains dalla sezione Manage > Settings > Fault Domains & Stretched Cluster.

I Fault Domains permettono di mantenere una copia completa dei dati della virtual machine anche quando un rack fallisce poichè i componenti della virtual machine sono distribuiti nei Fault Domains. Nel caso di un problema nel singolo rack, la VM rimane accessibile.

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Nella sezione Monitor > Virtual SAN > Health è possibile verificare lo stato funzionale del VSAN.

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Il nuovo storage vsanDatastore compare ora nell’area storage.

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Quando la configurazione è stata completata, vSphere HA può essere nuovamente abilitato.

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L’installazione della soluzione VSAN è piuttosto semplice e molto conveniente in termini di costi. Non c’è più la necessità di acquistare costosi SAN e onerosi Contratti di Assistenza dai produttori di dispositivi storage.

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Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1

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Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1

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Virtual SAN for ROBO è una soluzione indicata per i piccoli Uffici Remoti e Filiali (ROBO) per poter beneficiare dei servizi forniti da un’implementazione tradizionale Virtual SAN senza il requisito minimo dei tre nodi.

Versione introdotta con VSAN 6.1, è stata notevolmente migliorata nella versione 6.2 in termini di QoS, prestazioni del servizio e delle metriche.

 

Blog serie

Virtual SAN 2-node cluster installazione per ROBO – pt1
Virtual SAN 2-node cluster configurazione – pt2

 

Edizione Virtual SAN for ROBO

Questa edizione implementata sul concetto dei Fault Domains, è basata su tre nodi per le zone di failure:

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Utilizzando la Witness VA si elimina il requisito di un terzo nodo fisico permettendo una diminuzione dei costi di implementazione per l’ufficio remoto (ROBO).

 

Witness Virtual Appliance

La Witness VA è richiesta per fornire il cluster quorum service durante gli eventi di failure, per salvare gli oggetti witness e le informazioni metadata del cluster.

 

Limitazioni della Witness VA

  • Una Witness VA è richiesta per il cluster Virtual SAN ROBO.
  • L’appliance non contribuisce a fornire risorse di calcolo o risorse di storage al cluster e non è in grado di funzionare come host per le virtual machine.
  • La witness VA è supportata e disponibile solo per i Virtual SAN Stretched Clusters e l’edizione Virtual SAN ROBO.
  • L’edizione Virtual SAN ROBO è in grado di tollerare solamente una singola failure nel cluster (FTT=1) dovuto al supporto di solo tre fault domain.

 

Installazione della Witness VA

Accedere a VMware vSphere Web Client ed effettuare un click con il tasto destro sul cluster configurato. Selezionare l’opzione Deploy OVF Template ed avviare il wizard.

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Cliccare Browse e selezionare il file .ova della Witness appliance scaricata dal sito VMware e cliccare su Next.

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Cliccare Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Assegnare il Name all’appliance e selezionare la cartella desiderata. Cliccare Next per continuare.

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A seconda della dimensione della propria rete, selezionare la Configuration che meglio rispecchia il proprio ambiente.

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Selezionare il formato disco e la locazione dove salvare la VA e cliccare Next. Non è richiesto l’utilizzo di dispositivi flash per l’appliance.

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Gli IP statici dovrebbero essere utilizzati nella configurazione network della VA. Cliccare Next.

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Impostare la Password per l’account di root e cliccare Next.

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Cliccare Finish per avviare l’installazione.

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Configurare la Management Network

Accendere la VA ed accedere alla console.

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Inserire le credenziali di root per accedere alla configurazione.

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Assegnare un IP statico alla Management Network ed attivare la configurazione.

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Aggiungere la Witness VA al vCenter Server

Una volta che la Witness virtual appliance è stata installata e configurata con un IP statico, deve essere aggiunto al vCenter come un host ESXi. Effettuare un click con il tasto destro del mouse sul Datacenter e selezionare l’opzione Add Host.

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Digitare l’Host name or IP address e cliccare Next.

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Inserire le credenziali per connettersi all’host e cliccare Next.

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Cliccare Yes per accettare il certificato.

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Cliccare su Next per continuare.

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La Witness appliance incorpora una propria licenza in modo da non consumare le licenze già installate nel sistema.

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Se si ha l’esigenza di restringere l’accesso all’appliance, abilitare il Lockdown mode. Lasciare il valore di default Disabled e cliccare Next.

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Specificare la VM location e cliccare Next.

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Cliccare Finish per salvare la configurazione.

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La Witness VA è stata aggiunta correttamente al Datacenter. Da notare che la Witness appliance è in colore blu per distinguerla dagli altri host ESXi del cluster. Inoltre è presente nell’host un avviso di warning No datastores have been configured poichè l’host ESXi nested non ha nessun VMFS datastore configurato. Questo messaggio può essere tranquillamente ignorato.

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Configurare la rete VSAN

Dal VMware vSphere Web Client selezionare la Witness VA ed accedere alla sezione Manage > Networking > Virtual switches. Per default l’appliance presenta due virtual standard switch con degli uplink già configurati:

  • vSwitch0 – utilizzato per la management network
  • witnessSwitch – utilizzato per la rete VSAN

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Poichè la rete VSAN lato witness deve comunicare con la rete VSAN, editare il witnessSwitch ed aggiungere la VLAN della rete VSAN.

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Impostare la corretta VLAN ID utilizzata per la comunicazione VSAN ecliccare OK.

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Nella sezione VMKernel adapters, evidenzare il port group witnessPg e cliccare sull’icona penna per editare i parametri. Non rimuovere questo port group perchè è configurato in modo che i MAC address degli adattatori di rete delle virtual machine coincidano con i MAC address dei vmnic dell’host nested ESXi.

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Nelle Port properties è presente un VMKernel port già configurato con l’opzione Virtual SAN traffic abilitata.

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Nella sezione IPv4 settings è possibile specificare l’indirizzo IP statico. Cliccare OK per salvare la configurazione.

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Nella parte 2 viene completata la configurazione con la creazione dei Fault Domain e con la configurazione del cluster VSAN.

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vRealize Automation 7 configurazione – pt.2

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vRealize Automation 7 configurazione – pt.2

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VMware vRealize Automation definisce un nuovo standard nell’automazione cloud rendendo semplice e rapido l’automatismo di distribuzione di servizi IT.

Dopo aver effettuato l’installazione della vRA e delle macchine IaaS, la configurazione deve essere finalizzata per avere il sistema pienamente operativo.

 

Blog serie

vRealize Automation 7 installazione minima – pt.1
vRealize Automation 7 configurazione – pt.2

 

Configurare vRealize

Una volta che il Time Server è stato impostato e le macchine IaaS rilevate, cliccare su Next per continuare con la configurazione.

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Cliccare Run per eseguire la verifica dei prerequisiti.

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Se alcuni requisiti non vengono soddisfatti, cliccare su Fix per installare automaticamente i componenti mancanti.

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Viene effettuata la verifica dei prerequisiti.

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E’ possibile che alcuni componenti non vengano installati perchè il Server Windows non ha configurato il path corretto verso l’installer ISO. In questo caso è necessaria una risoluzione manuale per sistemare il problema.

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Installati i componenti mancanti, cliccare su Next per proseguire con il setup.

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Selezionare l’opzione Enter host ed inserire l’FQDN della virtual appliance e quindi cliccare Next.

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Digitare la password per l’account tenant administrator di default e cliccare su Next.

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Digitare l’indirizzo dello IaaS Web Server (l’Host Windows IaaS precedentemente configurato) e selezionare dal menu a tendina l’host IaaS su cui installare i componenti. Inserire le credenziali amministrative dell’host IaaS e la Security Passphrase per il database SQL da utilizzare per la criptazione. Cliccare su Next per continuare.

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Inserire il Server Name MS-SQL e il Database Name. Spuntare l’opzione Create new database e cliccare su Next. L’account che esegue il Management Agent nel website server principale deve avere i diritti di System Administrator nel server SQL. Da tenere presente che la versione MS-SQL Express non è supportata.

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Selezionare lo IaaS Host Name (solo uno disponibile nell’esempio) per installare il DEM, specificare un’Instance Name ed inserire le credenziali per l’installazione del servizio DEM. Cliccare Next.

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Selezionare la macchina per ospitare l’agent e l’Agent Type dal menu a tendina e completare i campi richiesti. Cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Generate Certificate per creare un certificato self-signed, inserire le informazioni richieste e cliccare su Save Generated Certificate.

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Selezionare Keep Existing come Certificate Action e quindi cliccare Next.

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Ripetere la stessa procedura per il certificato web. Selezionare l’opzione Generate Certificate, inserire le informazioni richieste e cliccare su Save Generated Certificate.

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Selezionare Keep Existing come Certificate Action e cliccare su Next.

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Verificare le informazioni del certificato e cliccare su Next.

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Per validare tutte le impostazioni cliccare sul bottone Validate. Il processo richiede alcuni minuti.

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Il processo di validazione viene eseguito.

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Quando la validazione viene correttamente completata, cliccare Next.

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Come suggerito dal wizard di installazione, effettuare una snapshot della vRA e dei Server IaaS configurati. Questo evita di dover rifare la configurazione da zero nel caso si presentino dei problemi. Quando fatto cliccare su Next.

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Dal vSphere Web Client prendere una snapshot della vRA e dei Server IaaS.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione. Il processo richiede un po’ di tempo.

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Viene effettuata l’installazione del sistema.

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Se l’installazione si ferma nello step Verify that all services are started, significa che alcuni servizi non sono operativi e la verifica dello stato di funzionalità fallisce. Questa situazione si ripete fino a quando non è raggiunto il numero massimo di tentativi. Il numero di tentativi come il tempo tra ogni verifica può essere modificato.

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Per modificare il numero di tentativi e il tempo tra ogni verifica, dalla console della VA, editare il file /etc/vcac/vcac-config.properties.

# vi /etc/vcac/vcac-config.properties

I valori di default potrebbero essere il motivo del problema e devono essere modificati.

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Impostare un valore maggiore e salvare il file. Ritornare nella web console della vRA e cliccare su Install per ripetere nuovamente l’installazione.

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Quando l’installazione viene correttamente completata, tutte le voci sono marcate con una spunta verde sulla destra. Cliccare su Next.

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Lo step successivo consiste nell’installazione della New License Key. Digitare la chiave della licenza e cliccare su Submit Key.

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Quando la licenza è stata inviata, cliccare su Next per continuare.

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Abilitare o disabilitare l’invio della Telemetry e cliccare su Next.

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Digitare la Password per il configurationadmin ed opzionalmente cliccare sul bottone Create Initial Content.

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L’Initial Content Configuration viene processata. Quando l’operazione viene completata, cliccare su Next.

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La configurazione di vRealize Automation è ora completa. Cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Accedere ai componenti della vRA

Nel browser preferito digitare l’indirizzo https://IP_address_DNS_name dell’appliance per accedere ai componenti principali della vRA:

  • vRealize Automation console – per accedere a vRealize Automation.
  • VMware vRealize Automation Appliance management – per gestire l’appliance.
  • vRealize Automation IaaS installation page – per installare i componenti vRealize Automation IaaS in Windows.
  • vRealize Orchestrator Client – per connettersi con il Server integrato vRealize Orchestrator.
  • vRealize Orchestrator Control Center (il servizio non è operativo per default).

Cliccare sul componente con cui si intende operare per accedere alla console di amministrazione.

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Digitare le credenziali e cliccare Sign in.

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La console di vRealize Automation.

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La console di gestione di VMware vRealize Automation Appliance.

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La pagina di installazione di vRealize Automation IaaS.

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Il sistema è ora pienamente operativo e pronto per essere utilizzato. Le snapshot precedentemente create possono essere rimosse ed i componenti di vRealize possono essere configurati in un processo di backup dedicato.

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vRealize Automation 7 installazione minima – pt.1

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vRealize Automation 7 installazione minima – pt.1

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vRealize Automation è una soluzione di VMware per automatizzare la distribuzione di infrastrutture personalizzate, applicazioni e servizi IT custom.

Nella versione 7 il processo di installazione è stato semplificato e, durante la verifica dei prerequisiti, è presente un bottone di fix che automaticamente installa gli elementi mancanti nel Server Windows attraverso un nuovo agent.

 

Blog serie

vRealize Automation 7 installazione minima – pt.1
vRealize Automation 7 configurazione – pt.2

 

Installare vRealize Automation VA

Dal vSphere Web Client, effettuare un click con il tasto destro del mouse sul cluster e selezionare l’opzione Deploy OVF Template.

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Cliccare su Browse per selezionare il file OVA di VMware vRealize Automation scaricato dal sito VMware e cliccare su Next.

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Cliccare su Next.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Digitare il Name dell’appliance e cliccare su Next per continuare.

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Selezionare il virtual disk format, il datastore e cliccare su Next.

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Cliccare Next per continuare.

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Nell’area Application, impostare la password, abilitare il servizio SSH e digitare l’Hostname inserendo l’FQDN.

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Nell’area Networking Properties digitare tutti parametri di rete richiesti e cliccare su Next.

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Opzionalmente abilitare Power on after deployment e cliccare su Finish per avviare il deployment della VA.

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La VA viene installata nel sistema.

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Quando il processo viene completato correttamente, la console visualizza i parametri per accedere alla VA.

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Setup della vRA

Effettuare il login alla virtual appliance utilizzando i parametri indicati qui di seguito e cliccare su Login.

User name: root
Password:   configurata durante il setup

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Cliccare su Next per avviare il setup utilizzando il wizard di installazione.

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Accettare l’EULA e cliccare Next.

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Selezionare l’opzione Minimal deployment ed abilitare l’opzione Install IaaS. Cliccare su Next per continuare.

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Selezionando l’opzione Enterprise deployment invece, si ha la possibilità di effettuare il design della topologia che meglio soddisfa le esigenze della propria struttura. Da notare che selezionando questa opzione sono presenti operazioni aggiuntive per completare la configurazione.

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Poichè in precedenza è stata selezionata l’opzione Install IaaS, in questa schermata è presente un link per scaricare l’installer del Management Agent. Cliccare sul link vCAC-IaaSManagementAgent-Setup.msi per scaricare l’applicazione da installare nei Server Windows.

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Abilitare l’opzione Use Time Server e digitare l’indirizzo IP del proprio server NTP per mantenere l’orario sincronizzato. Cliccare sul bottone Change Time Settings per rendere effettiva la nuova configurazione.

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Le impostazioni sono state aggiornate.

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Installare il Management Agent

Per ogni Server Windows che opera come IaaS machine, lanciare l’installer appena scaricato. Cliccare Next.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Lasciare il folder di destinazione di default e cliccare Next.

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Digitare l’indirizzo e le credenziali dell’appliance vRA. Cliccare sul bottone Load per ottenere l’SSL fingerprint ed abilitare l’opzione I confirm the fingerprint… . Cliccare su Next per proseguire con il setup.

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Inserire le credenziali di un service account di Active Directory dedicato e cliccare su Next.

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Cliccare su Install per avviare l’installazione.

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L’Agent viene installato nel server.

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Quando il processo è stato completato, cliccare su Finish per uscire dal wizard.

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Una volta che il Management Installer completa l’operazione, ritornare nel wizard della VA. In fondo allo schermo viene ora visualizzato il Server IaaS.

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L’installazione della VA è ora completa. Nella parte 2 è illustrata la configurazione completa per rendere vRealize Automation pienamente operativo.

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Veeam 9 problema CBT: VMware Tools 10.0.9 risolvono il bug quiescence

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Veeam 9 problema CBT: VMware Tools 10.0.9 risolvono il bug quiescence

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VMware ha rilasciato i VMware Tools 10.0.9 che risolvono il bug quiescence. I tentativi di effettuare una quiesced snapshot dopo il riavvio di una VM Windows falliscono.

E’ possibile distribuire in modo semplice e rapido la nuova versione dei VMware Tools nella propria struttura utilizzando VUM.

Se si utilizza l’ESXi 6.0 Express Patch 6, Veeam raccomanda di non utilizzare la funzionalità VMware Tools quiescence dovuto al bug CBT relativo alla quiescence dei VMware Tools che non è ancora stata risolta.

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vSphere 6.0 rimuovere le partizioni dagli storage esistenti tramite UI

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vSphere 6.0 rimuovere le partizioni dagli storage esistenti tramite UI

 

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In vSphere 6.0 Update 1 è stata introdotta una nuova opzione UI per rimuovere facilmente tutti i dati e le partizioni esistenti nei dispositivi storage presenti nel proprio host.

Se si intende riutilizzare un dispositivo storage esistente, da vSphere Web Client, cliccare sull’host ESXi da processare e selezionare Manage > Storage > Storage Adapters. Evidenziare il device a cui si vogliono rimuovere le partizioni presenti e cliccare sull’icona erase.

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Cliccare su OK per procedere.

vsphere60removepartitions03

Il processo richiede pochi secondi per essere completato.

vsphere60removepartitions04

Le partizioni sono state rimosse correttamente rendendo lo storage device disponibile per poter essere utilizzato per altri scopi.

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Questa funzione permette la rimozione delle partizioni in maniera molto semplice evitando macchinosi comandi tramite la CLI.

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