Configuration Manager 2012 Support Center

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E’ disponibile in versione beta dal 4 febbraio 2014 il Configuration Manager 2012 Support Center.

E’ un utilissimo strumento per raccogliere dettagliate informazioni sui client Configuration Manager installati nelle vostre reti, e per eseguirne il troubleshooting in caso di problemi.

Il tool è disponibile in libero download, previa registrazione, dal sito di beta testing di Microsoft, al seguente url :

https://connect.microsoft.com/ConfigurationManagervnext/Downloads/DownloadDetails.aspx?DownloadID=52192

Questo tool, creato da Microsoft, si affianca ad un altro utile strumento di terze parti, già da tempo presente sul mercato, il “Client Center for Configuration Manager”, la cui ultima release è disponibile gratuitamente al seguente url :

http://sccmclictr.codeplex.com

Anche il Client Center è utilissimo per la risoluzione dei problemi sui client, e permette l’esecuzione di una miriade di controlli e comandi in remoto sui client stessi : assolutamente consigliato!!

Windows Server Backup: Inviare un report via email V2

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02/11/2015: Attenzione! Update! 

In questa versione dello script sono stati corretti alcuni bug (anche quelli segnalati) ed implementato con nuovi parametri . Ecco le novità:

1. Corretto “Number of version” ora visualizza l’effettivo numero di copie presenti nel target anziché lo storico.

2. Vengono catturati gli ultimi 6 eventi. Questo permette di cambiare la schedulazione del backup secondo le proprie esigenze

3. Migliorato l’ouput HTML. Se il backup fallisce o lo spazio è inferiore ad una certa percentuale la riga viene colorata di rosso mentre se va a buon fine viene colorata di verde. In caso di warning avremo il colore giallo.

4. Aggiunto lo stato delle unità logiche dell’host. In caso in cui lo spazio libero scenda sotto una certa soglia la riga viene colorata in arancio

5.  Nel caso in cui lo spazio libero del target scenda sotto una certa soglia la riga viene colorata in viola

6. Aggiunta la lista delle VM e dei volumi inseriti nella policy di Backup.

In base ai test effettuati è risultato più opportuno schedulare lo script con Trigger “On Event” su 14, 561 come base.

Windows Server Backup con le release più recenti è in grado di eseguire il backup di un intero server (tutti i volumi), volumi selezionati, la stato del sistema (system state), cartelle o file specifici, creare una copia di backup che è possibile utilizzare per il ripristino bare metal.

È possibile ripristinare lo stato del sistema, alcune applicazioni, file, cartelle e volumi e addirittura virtual machine. In caso di disastro come ad esempio un guasto ai dischi rigidi è possibile eseguire un ripristino bare metal. Inoltre è possibile utilizzare Windows Server Backup per creare e gestire i backup per il computer locale o un computer remoto.

Sicuramente una feature molto utile e completa, peccato manchi un rapporto del backup ed il relativo invio via e-mail  come siamo abituati ad avere sui software di terze parti.

Al fine di far fronte a questa lacuna e dato che nelle piccole PMI molto probabilmente non andremo ad acquistare un complesso e costoso software di backup, ho cercato di progettare un report html sfruttando il Framework, PowerShell, Linq, XDocument e xml. Tutto in un unico script PowerShell.

Lo script cattura una serie di eventi relativi alle operazioni di Windows Backup, legge lo stato del disco di destinazione (target) e ci informa sul numero delle versioni presenti sul supporto e se ci sono eventuali procedure in corso. Se il Backup dovesse fallire la riga nella tabella verrà colorata con uno sfondo rosso in modo da essere notata immediatamente. Lo stesso sfondo verrà applicato alla tabella del disco destinazione (target) nel caso in cui lo spazio disponibile scenda al di sotto del 10%. Una volta catturate le informazioni viene costruito un report html ed inviato via e-email ad uno o più destinatari.

Vediamo come poter personalizzare lo script partendo dall’oggetto dell’e-mail che viene inviata.

Per prima cosa inserite il nome del vostro cliente nella variabile $Customer. (Riga 22) L’oggetto dell’e-mail recapitata sarà simile a questo: ## Backup report from: HV1 – iQuad ##

Alla riga 30 la sezione dove viene specificato il path e il nome del file. In questo caso, dato che ho usato la variabile di sistema  $env:public il report html si troverà in “C:\Users\Public”

Alla riga 38-44 viene settata temporaneamente la localizzazione en-US. Questa operazione si rende necessaria soltanto su Windows Server 2012 a causa di un bug sul comando Get-Winevent. Non è necessario su Windows Server 2012 R2.

Dalla riga 158  alla riga 230 si trova il codice HTML e il foglio di stile (CSS) tramite il quale è possibile personalizzare i caratteri, colori e larghezza delle tabelle.

Dalla riga 276  troviamo le variabili dedicate alla gestione e all’invio del report via email.

Impostazione Casella Outlook/Office 365

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Questi di seguito sono i parametri per la configurazione di una casella di Outlook.it o .com o di un Account di Office 365/Exchange Online su Outlook 2013 e versioni precedenti:

Impostazione POP

Nome server: outlook.office365.com
Porta: 995
Metodo di crittografia: SSL

Impostazione IMAP

Nome server: outlook.office365.com
Porta: 993
Metodo di crittografia: SSL

Impostazione SMTP

Nome server: smtp.office365.com
Porta: 587
Metodo di crittografia: TLS

Link Utili:

Procedura per l’impostazione di Outlook

Informazioni sull’utilizzo di posta elettronica, contatti e calendari in Office 365

Configurazione Account su dispositivi Mobili:

Android

Configurare la posta elettronica in un telefono o un tablet Android

Apple iOS

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Apple iPhone, iPad e iPod Touch

BlackBerry®

Configurare la posta elettronica in un dispositivo BlackBerry®

Kindle

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Amazon Kindle Fire

Symbian (sistema operativo Nokia)

Configurare la posta elettronica in un telefono Nokia (sistema operativo Symbian)

Windows Mobile

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Windows Mobile 6.5

Windows Phone

Configurare la posta elettronica in un dispositivo Windows Phone

Windows RT

Configurare la posta elettronica nell’app Mail di Windows 8

Hyper-V shut down lento ed errore 7043

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Su un sistema Windows Server 2012 R2 col ruolo Hyper-V mi capitato di rilevare un arresto particolarmente lento (più di 30 minuti).

Analizzando poi l’Event Viewer ho rilevato negli eventi di sistema il seguente errore:

Log Name: System
Source: Service Control Manager
Event ID: 7043
Task Category: None
Level: Error
Keywords: Classic
Description: The Hyper-V Virtual Machine Management service did not shut down properly after receiving a preshutdown control.

L’errore in sintesi significa che il servizio Hyper-V Virtual Machine Management (VMMS) è stato arrestato in modo forzoso allo scadere del timeout. Il servizio VMMS si occupa della della gestione delle VM, ovvero è quello che permette l’interazione della console di Hyper-V con l’hypervisor per la gestione (creazione, arresto, avvio di VM etc.).

La soluzione ufficiale Microsoft per la risoluzione degli eventi 7043 è quella di arrestare manualmente prima il servizio e poi di eseguire lo shutdown (a riguardo si veda Event ID 7043 — Service Stop Operations).

Volendo creare uno script per l’arresto si potrebbe pensare ad un vbs che richiede conferma e poi arresta prima il servizio e quindi avvia lo shutdown:

If msgbox(“Confermi l’arresto del sistema?”, vbYesNo OR vbQuestion OR vbDefaultButton2, “Arresto del sistema”) = vbYes Then
  Set shell = CreateObject(“WScript.Shell”)
  shell.run(“sc stop vmms”, 1, true)
  shell.run(“shutdown -s -t 0”)
  set shell = Nothing
End If

Nel caso l’arresto del sistema debba essere possibile anche ad un utente non amministratore è possibile concedere a tale utente il privilegio per arrestare il servizio tramite una Group Policy di dominio (a riguardo si veda la KB324802 How To Configure Group Policies to Set Security for System Services in Windows Server 2003) o tramite il comando SC SDSET (a riguardo si vedano la KB91439 Best practices and guidance for writers of service discretionary access control lists e il post Set permissions on a specific service (Windows)).

Analizzando più a fondo il caso nel mio caso il problema sembra legato ad una VM che in certe situazioni non gestire correttamente lo Shutdown automatico in quanto le applicazioni/servizi che esegue probabilmente non gestiscono a loro volta correttamente l’evento di shutdown, a riguardo si vedano:

Altre possibili cause potrebbero essere servizi o applicazioni che vengono eseguiti nella parent partition, come ad esempio Antivirus o software di terze parti del produttore hardware.

I nuovi percorsi di certificazione Citrix

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Citrix ha annunciato i nuovi percorsi di certificazione sui suoi prodotti. Con l’uscita di XenDesktop 7, Citrix ha deciso di rinnovare nomi e livelli di certificazione, introducendo anche nuovi percorsi per nuovi prodotti. La prima importante novità è che i titoli delle certificazioni includono ora l’ambito, mentre prima il CCA poteva essere tale prendendo una […]

Hyper-V 2012 R2 e dispositivi sconosciuti nelle VM

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Ultimamente sto facendo alcuni test per migrare VM i Hyper-V 2012 R2 da Hyper-V di versioni precedenti e anche Virtual PC e Virtual Server.

Ovviamente vale sempre la regola che prima conviene rimuovere gli Integration Services o le Virtual Additions e poi una volta migrata la VM installare gli Integration Services di Hyper-V 2012 R2 (versione 6.2.9600.16384).

Nonostante questo su VM con XP e Windows Server 2003 ho notato che anche dopo l’installazione degli Integration Services rimangono due dispositivi non riconosciti.

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Per installare correttamente i device è possibile estrarre i file contenuti nell’Integration Services Setup Disk all’interno del file:

  • supportx86Windows6.2-HyperVIntegrationServices-x86.cab per sistemi a 32 bit
  • supportamd64Windows6.2-HyperVIntegrationServices-x64.cab per sistemi a 64 bit

Quindi eseguire l’aggiornamento dei driver sui dispositivi.

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Verranno così installati il Componente di attivazione Hyper-V Microsoft e il Canale di controllo Desktop remoto Hyper-V Microsoft.

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I due componenti verranno correttamente resi disponibili nelle periferiche di sistema in aggiunta alle periferiche già inserite durante l’installazione degli Integration Services.

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Per VM con OS Windows Vista/ WS2008 e superiore si veda anche The VMBus device does not load on a virtual machine that is running on a Windows Server 2008-based computer that has Hyper-V installed.

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