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Dell XPS 13 Developer Edition, certificato da Canonical, è il miglior laptop Linux (secondo ZDNet)

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Elena Metelli

Abbiamo più volte dato spazio a notizie riguardanti computer con Linux pre-installato o, ancora meglio, progettati proprio intorno a Linux, come quelli prodotti da System76. In effetti non sono molti i vendor che lanciano sul mercato un pc o laptop direttamente con Linux nonostante l’hardware magari sia perfettamente compatibile; ad esempio, i ThinkPad sono Red Hat Certified Hardware ma vengono puntualmente venduti con Windows. Dell ha voluto differenziarsi e qualche anno fa ha introdotto, tra i modelli di fascia alta, l’XPS 13 Developer Edition che di fabbrica viene fornito con Ubuntu pre-installato. Dell non si è accontentata però di installare Ubuntu giusto per offrire un’opzione all’utente ma, considerando a chi è rivolto quello specifico modello, ha deciso di lavorare a quattro mani con Canonical per certificare Ubuntu 18.04 LTS sul suo nuovo XPS 13 Developer Edition. L’XPS 13 è infatti il primo laptop che installa automaticamente il servizio Canonical Livepatch che, ricordiamo, permette di installare patch critiche del kernel senza bisogno di riavviare la macchina. L’XPS 13 racchiude il meglio di quello che si trova ora sul mercato: i7-8550U 8th gen. (8 core, 4GHz!) LPDDR3 2133MHz 512GB PCIe SSD monitor touch 13.3 4K InfinityEdge Intel UHD Graphics 620 3 porte [...]

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Saturday’s Talks: dimenticate IBM e Red Hat, Canonical e Ubuntu non sono (ancora) in vendita, parola di Mark Shuttleworth

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

Nel corso dell’OpenStack Summit 2018 Mark Shuttleworth è stato nuovamente incalzato sul tema del momento ed ha aggiunto alcune riflessioni importanti che si aggiungono a quelle che avevamo riportato subito dopo l’acquisizione di Red Hat da parte di IBM. Oltre ad annunciare come Ubuntu 18.04 avrà supporto per ben dieci anni, al fine di andare incontro alle esigenze dei vari utenti, da chi impiega Ubuntu nell’IoT fino a chi opera in ambito finanziario, il CEO di Canonical ha risposto alla domanda che, come sottolinea ZDNet, un po’ tutti vorrebbero fargli: Dopo che IBM ha speso 34 miliardi per Red Hat considereresti di vendere Canonical? Ebbene, a dispetto di tutte le supposizioni (comprese le nostre), la risposta di Shuttleworth è stata… Particolare: No, I value my independence. No, la mia indipendenza conta. Questa affermazione offre due spunti importanti, adatti a questa puntata dei Saturday’s Talks: il primo è che il CEO di Canonical ritiene che con l’acquisizione Red Hat abbia perso contestualmente anche la propria indipendenza, il secondo è che se dovesse arrivare un’offerta di acquisto che includa il tenerlo nella plancia di comando (garantirgli quindi indipendenza) allora non è detto che la cosa non si possa fare. Ora, solo il tempo potrà confermare o smentire [...]

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E Shuttleworth, CEO di Canonical, cosa pensa di IBM che compra Red Hat?

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Raoul Scarazzini

L’ha presa bene, dopotutto. Se vi mettete nei panni di chi ha fatto di tutto per dire che la propria distribuzione di OpenStack è meglio di quella di tutti i concorrenti e di chi ha costruito un piano di ristrutturazione volto a rendere Canonical appetibile per eventuali compratori e che si ritrova ad osservare la più grande transazione finanziaria della storia del software (IBM che compra Red Hat per circa 34 miliardi di dollari), beh tutto sommato questo post l’avreste scritto magari in toni più accesi… Cosa dice il buon Mark? Semplice: Several have spoken publicly, and with increasing confidence, of their Ubuntu success Quindi… Ubuntu è largamente utilizzata, e tutti ne parlano bene. We salute Red Hat for the role it played in framing open source as a familiar, shrink-wrapped replacement for traditional UNIX on ‘Wintel’ terms. Quindi… A Red Hat dobbiamo tutti qualcosa, visto che ha cambiato i fondamenti dell’open-source. The decline in RHEL growth contrasted with the acceleration in Linux more broadly is a strong market indicator of the next wave of open source. Quindi… grazie sì Red Hat, ma ahimé hai fatto il tuo tempo, perché tutti sono pronti per la fase due del movimento open-source. Chi guiderà [...]

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L1TF e Spectre RSB: patch da Canonical tramite Livepatch

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Elena Metelli

Eccoci con l’oramai quasi quotidiano bollettino riguardante gli aggiornamenti Meldown/Spectre/Foreshadow che ci perseguiteranno a lungo fino a che non cestineremo tutto l’hardware buggato che ci siamo trascinati in giro per 20 anni. Quanta mestizia. Chi deciderà di acquistare un i9 di Intel con hardware protection probabilmente si risparmierà un po’ di patch ma per tutti gli altri piovono quasi giornalmente creando non pochi disagi… Ai sistemisti di sicuro, been there done that. Per cercare di rendere la cosa un po’ più indolore, Canonical sta rilasciando molte di queste fastidiose patch tramite il proprio Canonical Livepatch Service che consente di aggiornare il kernel senza bisogno di riavviare la macchina. Questo giro include le mitigation per sette CVE: CVE-2018-3620 e CVE-2018-3646 relative a Foreshadow, conosciuto anche come L1 Terminal Fault, che consentirebbe di accedere ad alcune informazioni nella cache L1; CVE-2018-15594 relativo a Spectre v2. La paravirtualizzazione sui kernel Linux antecedenti alla 4.18.1 non gestirebbe correttamente alcune chiamate indirette rendendo possibili degli attacchi agli utenti paravirtuali; CVE-2018-6555 riguardante l’implementazione IRDA presente nei kernel precedenti alla versione 4.17, esposta ad attacchi di tipo DoS e ad esecuzioni di codice arbitrario; CVE-2018-14633 sistema invece una falla nel codice che gestisce l’ISCSI tramite la quale [...]

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Canonical e Microsoft insieme per migliorare Ubuntu su Windows

Sorgente: Mia mamma usa Linux! | Autore: Matteo Cappadonna

Ok, il titolo sicuramente avrà fatto rabbrividire i più, ma alla fine sono mesi (se non anni) che spesso potete leggere articoli dal gusto “Microsoft Loves Linux” (e non solo su queste pagine) che non dovreste più stupirvi più di nulla, neanche del contrario. Qual’è la novità di questi giorni? Beh, pare che Canonical abbia dedicato parte del suo effort nello sviluppo dell’oramai stra-conosciuto Ubuntu in favore dell’integrazione con il sistema operativo Windows. Microsoft già mette a disposizione diverse immagini preconfezionate nella sua Hyper-V gallery, ovvero un vero e proprio catalogo di sistemi operativi che possiamo facilmente eseguire sull’Hyper-V Manager, il sistema integrato di Windows per l’esecuzione di macchine virtuali. Seppur Linux fosse già largamente presente, come ben sappiamo quando andiamo ad installare i vari “guest-tool” forniti dai più comuni sistemi di virtualizzazione desktop (Virtualbox in primis), l’integrazione tra l’OS virtualizzato e quello principale è fondamentale: dalla possibilità di accedere in maniera semplice alle risorse di uno o dell’altro, siano essi gli appunti o i file (giusto per citarne un paio), fino alla gestione del metodo di esecuzione (in finestra o a schermo intero), quando i due sistemi lavorano insieme i vantaggi sono decisamente parecchi. Leggendo il “Report di Utilizzo” [...]

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